L’artrosi al ginocchio appartiene alla categoria delle malattie cronico-degenerative. Come tutte le malattie di questo tipo anche l’artrosi del ginocchio non da inizialmente segni tangibili della sua presenza: il male procede per un certo numero di anni in maniera assolutamente asintomatica o accompagnato soltanto da lievissimi disturbi. Pertanto la diagnosi avviene quasi sempre in fase di patologia conclamata. Queste sue caratteristiche, che consentono di intervenire quasi sempre in ritardo, rendono l’artrosi del ginocchio difficilmente curabile. Inoltre la cura, come quella per tutti i mali degenerativi, non restituisce mai le condizioni fisiche antecedenti la patologia. La scienza purtroppo, ad oggi, non è in grado di ricostruire i tessuti/organi degenerati. In tali condizioni assume un ruolo fondamentale la prevenzione. Ossia l’individuazione dei fattori che aumentano in maniera tangibile la probabilità di contrarre il male. Esaminiamo con maggior dettaglio, innanzitutto, il funzionamento della articolazione del ginocchio ed i meccanismi che ne causano l’artrosi. L’articolazione del ginocchio è lo snodo tra due ossa: il femore della coscia e la tibia della gamba. Legato anteriormente a detto snodo vi è un altro osso: la rotula che protegge la capsula dell’articolazione e favorisce i movimenti del quadricipite (muscolo) della gamba. Tutte le superfici ossee che sono presenti nell’articolazione sono ricoperte da cartilagini (cuscinetti di particolare tessuto che hanno la funzione di ammortizzare e ridurre gli attriti). Il tutto è raccolto in una capsula ed al suo interno una membrana (sinoviale) secerne un apposito liquido con funzioni di lubrificante. In condizioni normali l’articolazione sommariamente descritta è un meccanismo perfetto che svolge egregiamente le funzioni per cui è stata progettata. Ma cattivo allineamento tra femore e tibia, obesità, traumi, uso improprio della articolazione con movimenti innaturali possono portare ad un anomala usura della cartilagine ed ad una conseguente infiammazione delle strutture della capsula. Si innesca così quel processo degenerativo che si chiama artrosi del ginocchio che, se non viene arrestato in qualche maniera, conduce alla rigidità dell’articolazione e di conseguenza alla zoppiia. I sintomi come già detto inizialmente sono molto lievi e bisogna prestare grande attenzione ad ogni minima avvisaglia. Avvisaglie che generalmente si presentano con dolori alla rotula ed alla parte interna dell’articolazione. Le cause che generano l’artrosi del ginocchio oltre a quelle già enunciate sono l’osteoporosi. La terapia dell’artrosi del ginocchio è un campo estremamente controverso nel senso che di terapie ne esistono un’infinità e la confusione regna sovrana. In generale si fa riferimento a due diverse figure l’ortopedico ed il fisiatra. Il primo diagnostica il male e si prodiga ad arrestarne o quanto meno a rallentarne il più possibile il decorso. Il secondo mira a fornire al paziente supporti e terapie che gli restituiscano una qualità della vita accettabile. La terapia farmacologica cura fondamentalmente i sintomi e quindi il dolore e la infiammazione ed usa analgesici ed antiinfiammatori. Talvolta si ricorre alla chirurgia per correggere o gravi deformità del ginocchio (valgismo o varismo) o lacerazione delle cartilagini. Si usano, anche, vari mezzi fisici come (calore, luce, elettricità, ultrasuoni) per stimolare l’articolazione ed aumentare il flusso sanguigno e quindi l’ossigenazione che ad essa fa capo. Lo scopo è di ridurre l’infiammazione. La fisioterapia con una serie di esercizi migliora il tono muscolare e contemporaneamente tenta di correggere errate posture e scorretti assetti dinamici del corpo. Fondamentale come già accennato è la prevenzione del male con contenimento del peso ed esercizio fisico appropriato e continuato negli anni.
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