Artrosi cervicale.

Artrosi cervicale

    Indice Articolo:

  1. Cosa è?
  2. I sintomi dell'artrosi cervicale
  3. Le cause
  4. Come si diagnostica
  5. I possibili trattamenti
    1. Farmacologico
    2. Ortopedico
    3. Riabilitativo
    4. La medicina alternativa
  6. Agopuntura
  7. Fitoterapia
  8. Omeopatia
  9. Come prevenire l'artrosi cervicale
  10. Opinioni e commenti

Nell’articolo che segue tratteremo il più diffusamente possibile dell’artrosi cervicale un disturbo legato al malfunzionamento della colonna cervicale a causa di una sofferenza dei muscoli delle cartilagini dei dischi esistenti tra l'una e l'altra vertebra e di rigidità. E' una patologia con una discreta diffusione, infatti affligge ogni anno, con il dolore che l’accompagna, una fetta di popolazione che è, grosso modo, il 40% del totale. Ed almeno un 15% soffre per un periodi più o meno lunghi di dolore cronico. Ed ancora più del 10% a causa di tutto ciò va incontro a limitazioni più o meno importanti delle proprie attività lavorative. La malattia si manifesta generalmente in pazienti che hanno superato i 50 anni e la percentuale di ammalati aumenta con il progredire dell’età. Sono interessati dalla patologia entrambi i sessi, ma con una leggera prevalenza femminile.

Ma che cosa è l’artrosi cervicale?

E' una artrosi e pertanto una patologia ad andamento cronico ed a carattere degenerativo che colpisce le articolazioni del rachide ossia della colonna vertebrale. E con più precisione, poiché cervicale, le articolazioni delle 7 vertebre (c1....c7) che vanno dall’atlante alla prima vertebra toracica. Il tratto cervicale della spina dorsale. L’etimologia della parola stessa è indicativa delle sue caratteristiche. Artrosi infatti viene dal greco e significa letteralmente degenerazione delle articolazioni. Degenerazione che inizia dalle cartilagini che ricoprono le vertebre. Per una serie di motivi, che poi esamineremo in dettaglio, queste iniziano ad usurarsi. L’usura potrebbe ragionevolmente apparire un processo naturale connaturato al trascorrere degli anni ma tutto ciò è solo parzialmente vero. Le articolazioni infatti come molti altri tessuti del nostro corpo sono sede di un processo dinamico in continua evoluzione e quindi mentre cellule per usura distruggono nello stesso tempo altre costruiscono, tutte unite in un delicato equilibrio complessivo. L’artrosi è perciò una processo che altera questo equilibrio. Di conseguenza le cartilagini non sono così più in grado contrastare l’usura del tempo e le sollecitazioni esterne indotte da movimenti e peso corporeo. Iniziano così ad erodersi coinvolgendo e compromettendo con un processo infiammatorio l’articolazione nel sua totalità e le strutture (muscoli e tendini) che su di essa insistono. Le principali manifestazioni che caratterizzano la malattia sono: il dolore, la rigidità e la limitazione della funzionalità dell’articolazione. Quest’ultima è provocata da diversi fattori come: usura delle cartilagini, riduzione dello spazio tra i capi ossei, riduzione del liquido sinoviale interposto, irrigidimento della capsula articolare e non ultimo e meno importante la contrazione dei muscoli che rivestono l’articolazione. Contrazione che finisce per serrare la capsula come in una morsa. Talvolta la degenerazione delle cartilagini determina anche calcificazioni e neoformazioni ossee sulle vertebre note come osteofiti. Ed ancora deterioramento e dislocazione dei dischi intervertebrali. Le ernie discali e gli osteofiti producono compressione su terminazioni nervose o su midollo spinale aggravando ulteriormente il quadro clinico.

Sintomatologia della artrosi cervicale.

I sintomi della cervicalgia cronica sono molto noti. Scricchiolii e dolore alla parte posteriore del collo, diventano sempre più intensi col passare del tempo fino a diventare invalidanti. Nei casi più avanzati il dolore può peggiorare in seguito a movimenti bruschi e irradiarsi al capo, spalle e braccia, associato a formicolii alle mani ed alla sensazione che siano addormentate e prive di forza. Quest'ultimo comune disturbo è dovuto alla compressione e irritazione dei nervi che nascono dal midollo spinale e fuoriescono dalla colonna. In alcuni casi, l'artrosi cervicale possono insorgere dopo un incidente senza che si sia manifestato dolore o altro al momento del trauma.I principali sintomi e segni della malattia si possono riassumere in:

  • Rumori. Accompagnano i movimenti di rotazione ed estensione del collo. Sono il primo segno della malattia e sono anche noti nel linguaggio popolare come “sabbia nel collo”.
  • Dolore. La sua collocazione, ovviamente, è funzione di quali vertebre sono interessate dal processo artrosico. Se ad essere interessate sono le vertebre c1/c3 allora il dolore che si percepisce è una cefalea di tipo tensivo quella che nel linguaggio comune è nota come “ cerchio alla testa ”. Se invece sono interessate le restanti vertebre c4/c7 il dolore interesserà il collo e le spalle (cervicobrachialgia) ed in alcuni casi anche braccia. Se sono presenti osteofiti o ernie discali che procurano una severa compressione del midollo spinale può aversi anche mal di schiena localizzato al tratto lombare ed alle gambe e quindi lombosciatalgia. La malattia non trattata può ancora determinare, per effetto della forte compressione dei muscoli contratti, una stenosi delle arterie cerebrali che si accompagna a pesante sintomatologia dolorosa di collo e cranio. Il dolore artrosico generalmente è presente al risveglio, si attenua fino a sparire durante il giorno per poi ripresentarsi la sera.
  • Limitazione funzionale. Difficoltà ad effettuare movimenti di rotazione, flessione ed estensione del collo.
  • Disturbi sensitivi degli arti superiori. Formicolii (parestesie) e alterazione della sensibilità delle mani. Sono causate da compressione delle terminazioni nervose dovute a osteofiti e/o dislocazioni dei dischi intervertebrali. Va comunque tenuto presente che detta sintomatologia può anche essere causata (con maggior frequenza) dalla sindrome del tunnel carpale per cui in questi casi si rende necessaria una diagnosi differenziale.
  • Stenosi dei vasi sanguigni che irrorano il cervello. Dovuta all’eccessiva contrazione muscolare. Possono provocare: dolori, drop attack (perdita del controllo delle gambe e della coscienza), nausee e vertigini in special modo appena svegli al mattino o se si effettuano eccessive rotazioni del collo come quelle di quando si gira la testa per una retromarcia con l’auto, acufeni (ronzii e/o fischi percepiti nelle orecchie), aree di cecità nel campo visivo.
  • Compromissione del nervo vago. Una eccessiva contrazione dei muscoli può comprimere e compromettere il nervo vago che parte dal midollo allungato ed innerva moltissimi organi e tessuti. Per tale motivo l’artrosi cervicale può provocare: problemi di deglutizione, tachicardie, problemi alla tiroide, problemi di salivazione, vertigini, capogiri, rossori e formicolii al viso e cuoio capelluto, acidità di stomaco e vomito.

Naturalmente i sintomi descritti non si presentano mai tutti insieme anzi molto spesso l’artrosi cervicale è del tutto asintomatica e fa sentire i suoi effetti dopo molti anni. In moltissimi casi è infatti diagnosticata soltanto per indagini cliniche come radiografie o tac eseguite per altri motivi.

Cause dell’artrosi cervicale e fattori di rischio.

Non vi son certezze assolute in merito alle cause. Si ipotizza che possano esistere svariati fattori che predispongono alla malattia. Tali fattori possono suddividersi in:

Generali. Appartengono a questa categoria:

  • L’età. Col trascorrere degli anni le articolazioni delle vertebre cervicali perdono gradualmente la loro capacità di rigenerarsi.
  • Sindromi metaboliche legate alla obesità. Come l’ipercolesterolemia e la glicemia elevata.
  • Alterazioni e scompensi ormonali. Ed in particolar modo il deficit di estrogeni. Ciò è in linea con la constatazione che l’artrosi cervicale colpisce le donne solo dopo la menopausa.
  • Predisposizione genetica. Taluni individui hanno maggior probabilità di altri a sviluppare la malattia per motivi scritti nei loro geni.
  • Attività professionale. Taluni lavori aumentano la probabilità ad ammalarsi di artrosi cervicale. Sono un esempio tipico le persone che per diverse ore sono costrette a una posizione statica davanti al monitor di un computer.

Locali. Appartengono a questa categoria:

  • Malformazioni del rachide cervicale sia congenite che acquisite. Come possono essere scoliosi, lordosi, etc.
  • Traumi. Come possono essere fratture o colpi di frusta.

Diagnosi dell’artrosi cervicale.

L’ipotesi di diagnosi si effettua con la constatazione del quadro clinico presentato dal paziente e con l’esame anamnestico e neurologico. L’ipotesi formulata verrà poi confermata da indagini cliniche come radiografia del tratto cervicale della colonna vertebrale che evidenzia l’usura delle superfici articolare o dalla più dettagliata TAC o ancora dalla Risonanza Magnetica Nucleare qualora si voglia fotografare lo stato dei tessuti molli. Non esistono analisi ematiche in grado di rilevare la malattia. Il motivo è che, contrariamente all’artrite, l’artrosi non si accompagna ad una infiammazione particolarmente diffusa.

Trattamento dell’artrosi cervicale.

Chiariamo prima di ogni altra cosa a chi bisogna rivolgersi per ottenere la prescrizione di una terapia nel caso di artrosi cervicale. Gli specialisti da interpellare sono due: l’ortopedico ed il fisiatra. Ognuno dei due ha un suo ruolo specifico e relative competenze per cui la terapia scaturisce dalla loro stretta collaborazione. L’ortopedico è un chirurgo che formula la diagnosi dei danni ossei e muscolari che l’artrosi ha causato al rachide cervicale e ai tessuti circostanti. Il fisiatra è un internista che stabilisce quali e come possono essere attuate le tecniche di recupero per ripristinare il più possibile le funzionalità perdute e per prevenire compromissioni ulteriori. Pertanto il trattamento dell’artrosi cervicale si distingue in:

Trattamento farmacologico.

Purtroppo allo stato attuale non esiste farmaco che possa ridare in pieno alle vertebre cervicali e alle relative articolazioni le funzionalità perdute o comunque compromesse. Le cure hanno lo scopo di eliminare o attenuare i sintomi e sono indicati antidolorifici e miorilassanti. Tra gli analgesici quello che è meglio tollerato e quindi con minor effetti collaterali è il paracetamolo ma è anche quello che ha una efficacia più limitata. L’acido acetilsalicilico è sicuramente più valido ma ha più controindicazioni. Per combattere l’infiammazione e contemporaneamente il dolore, possono utilizzarsi anche i FANS ossia gli antinfiammatori non steroidei come l'ibuprofene ma anche in questa circostanza gli effetti collaterali sono notevoli specialmente per cure prolungate. Se l’infiammazione è importante si ricorre anche ai cortisonici che hanno però una considerevole tossicità e per tale motivo si preferisce infiltrarli localmente. Se si riscontra una notevole contrazione delle fasce muscolari in sinergia ai farmaci descritti vengono usati i miorilassanti che hanno la funzione di rilasciare i muscoli e di decomprimere le strutture vascolari e nervose che si determinano.

Trattamento ortopedico.

Può essere:

Conservativo. Consiste di collari cervicali che sostengono il collo e decomprimono le strutture e contemporaneamente non permettono movimenti troppo ampi o intensi. Generalmente se ne utilizzano due diversi. Uno per il giorno più rigido ed uno più morbido durante il sonno.

Chirurgico. Vi si ricorre molto raramente e serve ad alleviare la compressione su midollo e terminazioni nervose esercitate da dischi dislocati o osteofiti.

Trattamento riabilitativo.

E' condotto dal fisiatra ed ha come obiettivo di assicurare al paziente una qualità della vita futura quanto più possibile ottimale. Esso consiste in una diagnosi del danno che l’artrosi cervicale ha prodotto alle strutture del collo e ad eventuali organi da esse distanti, di una individuazione delle cause preesistenti che possono aver determinato la malattia, dei possibili fattori che possono produrre aggravamenti o ricadute, recupero nei limiti del possibile delle funzioni perdute. La riabilitazione così abbozzata utilizza essenzialmente due strumenti fondamentali e precisamente:

Terapia fisica. Si avvale di mezzi fisici per indurre calore nei tessuti del tratto cervicale onde favorire un naturale rilassamento muscolare ed un massiccio afflusso di sangue che favorisce una fisiologica remissione dell’infiammazione. Si usano:

  • Luce laser. Radiazione luminosa che penetra nei tessuti e li riscalda in profondità.
  • Ultrasuoni. Onde sonore con frequenze elevate che penetrano nei tessuti e nelle articolazioni e producono calore man mano che vengono assorbite.
  • Onde elettromagnetiche a radiofrequenza o radar (Marconiterapia o radarterapia).

Appartiene a questo gruppo anche la fango balneoterapia che con bagni in acque calde termali, fanghi bollenti agisce sulle articolazioni affette da artrosi riducendo il processo flogistico con meccanismi non del tutto chiari dal punto di vista scientifico.

Fisioterapia. Si avvale di massaggi e di esercizi che decontraggono la muscolatura del collo, le ridanno tono ed elasticità ed inoltre correggono eventuali difetti posturali sia statici che in movimento per prevenire future ricadute. Per stare meglio nel tempo occorre anzitutto modificare abitudini errate, correggere le posture e svolgere una regolare attività fisica che coinvolga la parte superiore del corpo. Esistono esercizi specifici da eseguire correttamente abbinati a terapie manuali che devono essere guidati da uno specialista.

In questo ambito rientra anche la chinesiterapia che si avvale di manipolazioni per ridare elasticità alla cervicale ed esercizi per correggere la postura in movimento.

Metodi naturali e di medicina alternativa.

Per il trattamento dell’artrosi cervicale, anche per la mancanza di protocollo preciso di cura, data la complessità e varietà della patologia, vengono largamente utilizzate una gran varietà di cure appartenenti all’ambito della medicina naturale o alternativa. Di queste terapie non sempre esistono evidenze scientifiche della loro reale efficacia. Per completezza ne riportiamo le più comuni.

Agopuntura. Appartiene all’antica medicina cinese ed utilizza aghi che vengono introdotti sotto pelle in punti precisi del corpo i così detti meridiani. Anche se non le si riconoscono proprietà terapeutiche per motivi ancora non chiariti ha sicuramente un effetto lenitivo della sintomatologia.

Fitoterapia. Utilizza per la cura dell’artrosi cervicale ma di ogni altra malattia piante o infusi o estratti di erbe e piante. Per la cura dell’artrosi e in particolare di quella localizzata al tratto cervicale si utilizzano come antidolorifico l’artiglio del diavolo e come antinfiammatorio l’olmaria o in alternativa il ribes nero.

Omeopatia. Le cure omeopatiche sono ritagliate sul singolo ammalato e quindi variano in maniera sensibile da paziente a paziente. Occorre pertanto rivolgersi ad un buon omeopata che bilancerà la cura in funzione delle necessità. In generale si utilizza olio di ginepro ed arnica.

Prevenzione dell’artrosi cervicale.

In linea di principio si può dire che le misure preventive della malattia sono tutte quelle possibili che possono abbattere i fattori di rischio precedentemente discussi. Naturalmente per alcuni di essi come per l’età non sarà possibile adottare alcun provvedimento. I principali punti possono così riassumersi.

  • Attività fisica. E'fondamentale per rallentare e prevenire la malattia artrosica. Ma se si è già sofferenti occorre praticarla sotto l’indicazione di uno esperto come può essere un fisioterapista. In queste condizioni anche uno sport come il nuoto che viene svolto senza carico sulla colonna vertebrale può indurre ai sofferenti di artrosi cervicale dolori in quanto obbliga a continue rotazione del collo. Ed inoltre la lunga permanenza in acqua, se questa non è alla temperatura ottimale, può indurre contrazioni muscolari.
  • Contenimento dell’obesità e delle sindromi metaboliche ipercolesterolemia ed iperglicemia.
  • Corretta dieta bilanciata in termini calorici ma anche ricca di alimenti antiossidanti come frutta e verdure che combattono i radicali liberi.
  • Proteggersi adeguatamente dai traumi.
  • Riposare la notte utilizzando un cuscino ed un letto che abbiano caratteristiche adeguate. Essi infatti devono offrire alla colonna vertebrale ed in particolare al tratto cervicale la possibilità di assumere una disposizione rilassata e il più possibile naturale. La dimensione del cuscino perciò va valutata in funzione della posizione in cui si dorme.

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