Cellule staminali cordone ombelicale

Medicina 360
Cellule staminali cordone ombelicale
Le cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale dei neonati che hanno caratteristiche molto simili a quelle embrionali (multipotenza) sono quelle su cui maggiormente si concentrano gli sforzi della scienza negli ultimi anni in quanto questo tipo di ricerca non implica la manipolazione degli embrioni ma il semplice utilizzo di tessuti che normalmente andrebbero smaltiti con i rifiuti ospedalieri ed è quindi accettata dalla Chiesa. Le cellule staminali sono cellule immature che non hanno ancora subito la trasformazione che le condurrà ad assumere un ruolo specifico nei tessuti o organi del nostro corpo. Come tali possono riprodursi dando luogo ad un’altra staminale più una cellula che sarà la progenitrice delle cellule del tessuto/organo che andranno a costituire (osseo, celebrale, cardiaco, etc.). Le staminali si suddividono in totipotenti, multipotenti, unipotenti a seconda se sono in grado di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula, diversi tipi di cellule, un solo tipo di cellula. Le staminali che si ricavano dagli embrioni nei primi otto giorni di vita sono quelle che hanno le caratteristiche assimilabili alla totipotenza. Ma per poter procedere alla estrazione delle cellule staminali embrionali è necessaria la distruzione dell’embrione stesso la qual cosa, in special modo nei paesi di confessione cattolica, crea delle gravi implicazioni etico/morali. L’embrione è considerato alla stregua di un individuo e la sua cosciente soppressione è assimilabile all’omicidio. In Italia la sperimentazione con cellule staminali embrionali è proibita per legge. Le limitazioni etiche non hanno potuto arrestato la ricerca sulle staminali, perché probabilmente costituisce la nuova frontiera della medicina, ma l’hanno indirizzata maggiormente su quelle ricavate dal cordone ombelicale. Ad oggi le staminali del cordone ombelicale vengono utilizzate per la cura di tumori del sangue e leucemie nonché di alcune malattie immunitarie. Poiché il trapianto delle staminali ha problemi di compatibilità sono sorte banche per la conservazione (congelandole in azoto liquido) delle cellule. Questi istituti sono di due differenti tipi: pubblici e privati. I pubblici finanziati da istituzioni nazionali ed internazionali assolvono per loro natura ad una funzione pubblica: ossia conservano le cellule staminali estratte dal sangue del cordone ombelicale dei neonati (che normalmente gli vengono per donazione alla nascita) conservando i dati di compatibilità in un database internazionale. A motivata richiesta forniscono le cellule necessarie per il trapianto. I privati che ovviamente godono di finanziamenti privati conservano (su versamento di un adeguato canone) le cellule estratte dal cordone ombelicale del neonato che ne faccia richiesta ed all’occorrenza per lo stesso o per consanguinei stretti le forniscono pronte per il trapianto. In Italia per legge esistono solo banche di staminali pubbliche e se si vogliono conservare le staminali in una banca (estera) occorre l’autorizzazione del ministero della Sanità che la concede su provate motivazioni (possibilità di gravi malattie genetiche).

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god

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