Colite ulcerosa: sintomi, dieta, terapia e cause della rettocolite.

Colite ulcerosa: sintomi, dieta, terapia e cause della rettocolite

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Terapie
    1. Dieta
    2. Farmaci
    3. Intervento chirurgico
    4. Cure alternative
  4. Prevenzione
  5. Cause
  6. Fattori di rischio
  7. Complicanze
  8. Diagnosi
  9. Prognosi
  10. Gravidanza
  11. Invalidità
  12. Epidemiologia
  13. Opinioni e commenti

Quali sono i sintomi e le cause della colite ulcerosa cronica? Qual'è la dieta adatta e quali sono le terapie utilizzate per curarla? Analisi dettagliata sulla rettocolite che può generare invalidità.

Caratteristiche della colite ulcerosa cronica.

La colite ulcerosa o anche rettocolite ulcerosa è una patologia del colon che provoca infiammazione ed ulcerazioni. La patologia interessa nella sua interezza l’intestino colon (che va dalla valvola ileocecale all’ano) o più semplicemente una sua porzione come il retto. Si tratta di un’infiammazione a carattere cronico nella quale, per effetto del processo flogistico la mucosa intestinale si arrossa, si ulcera e si infetta e ciò naturalmente induce frequenti scariche di diarrea sanguinolenta e dolori addominali.

La Colite ulcerosa ha un quadro clinico che presenta molte analogie con il morbo di Crohn, si differenzia però da quest’ultimo perché le ulcerazioni interessano la sola mucosa del colon e non, come nel morbo di Crohn, l’intero spessore o gli strati più profondi della parete. La malattia esordisce, quasi sempre, aggredendo il retto e da qui poi risale arrestandosi di norma al sigma. Talvolta però arriva a compromettere l’intero colon che comunque può essere interessato, ma raramente, anche nella fase di esordio.

Sintomi.

La sintomatologia procede per crisi. Ossia si susseguono un alternarsi di fasi di stasi e di riacutizzazioni della malattia. Una crisi, di norma dura, settimane, insorge in maniera graduale ed è caratterizzata da:

  • Tenesmo. Spasmo doloroso dell’orifizio anale con sensazione di impellente necessità di defecare.
  • Diarrea. Si possono avere anche 20 evacuazioni nell’arco della giornata. Le feci possono essere formate ma più spesso sono fortemente acquose, frammiste a muco, sangue e pus. Il muco è infiltrato da globuli rossi e leucociti. In molte occasioni le scariche di diarrea sono composte esclusivamente da pus e sangue e possono degenerare in vere e proprie emorragie.
  • Dolori addominali. I dolori sono severi e di tipo crampiformi. Non danno tregua al paziente neanche di notte ed impediscono il sonno.
  • Febbre.

Nei casi gravi a causa della diarrea e delle emorragie provocate dalle ulcerazioni della parete dell'intestino al quadro clinico ora descritto può accompagnarsi:

  • Perdita di peso. Causata dai problemi di malassorbimento dei nutrienti. Conseguente alle continue crisi di diarrea. Nei bambini in tenera età il malassorbimento può provocare ritardi nella crescita sia fisica che mentale.
  • Disidratazione. Provocata dalla continua perdita di liquidi nelle evacuazioni ripetute.
  • Ipokaliemia. Ossia bassa concentrazione di potassio nel sangue a volte molto inferiore ai valori fisiologici. E quando questa raggiunge valori minimi si possono avere: pericolose aritmie cardiache, astenia, confusione mentale ed epilessia.
  • Anemia da carenza di ferro. Ossia caduta del tasso di emoglobina causata dai continui sanguinamenti della mucosa intestinale ulcerata e dal cattivo assorbimento dei nutrienti.

La colite ulcerosa presenta anche una sintomatologia extra intestinale. Infatti essa si manifesta spesso in associazione ad altre patologie. Malattie che: o sono causate dalla colite stessa e quindi sono una sua complicanza, o che con essa condividono una base autoimmune. Queste sintomatologie possono presentarsi: unite a quelle intestinali in una delle fasi di riacutizzazione o anche da sole nelle fasi di stasi della malattia. Le sintomatologie extra intestinali della colite ulcerosa possono così riassumersi:

  • Infiammazione delle articolazioni periferiche (Artrite). Ha una base autoimmune.
  • Infiammazione del rachide (Spondilite anchilosante). Anch’essa a base autoimmune.
  • Infiammazione del pelvi (Sacroileite). A base autoimmune.
  • Infiammazione della tunica interna dell’occhio (Uveite). A base autoimmune.
  • Infiammazione dei dotti biliari interni ed esterni al fegato (Colangite sclerosane). A base autoimmune.
  • Infiammazione delle sclere degli occhi (Episclerite). Malattia autoimmune.
  • Infiammazione del fegato (Epatite cronica). Complicanza che comporta aumento delle transaminasi e può degenerare in cirrosi.
  • Noduli cutanei infiammati (Eritema nodoso). Può considerarsi una complicanza della colite ulcerosa
  • Ulcere cutanee purulente di colore violaceo (Pioderma gangrenoso).

Terapia: la dieta, i farmaci e la chirurgia.

La colite ulcerosa è cronica e alterna periodi di riacutizzazione a periodi di remissione. La terapia mira dunque a controllare l’infiammazione, ridurre i sintomi e integrare liquidi e sostanze perdute. La medicina convenzionale per il trattamento della colite ulcerosa prevede anzitutto una dieta appropriata e poi l'utilizzo di farmaci antidiarroici ed antinfiammatori.

Dieta: cosa mangiare e cibi da evitare.

La dieta è importante anche se non vi sono nessi certi tra cause del male ed alimentazione. Ma l’esperienza ha evidenziato che una dieta adeguata aiuta nella remissione dei sintomi. Ed inoltre a causa del malassorbimento dei nutrienti bisogna ben gestire i cibi introdotti per evitare pericolose carenze dietetiche.

  • Cibi da evitare.

Si tende a limitare o evitare del tutto cibi eccessivamente grassi come possono essere formaggi fermentati e/o carni grasse. Vanno altresì abolite: spezie e sostanze piccanti, fritture, sughi e piatti elaborati, alcolici, cioccolato, te, caffè e bevande gasate. Bisogna ancora limitare le fibre e quindi le verdure specie quelle amare a foglia verde (broccoli, cavolo, spinaci, etc.) e frutta in special modo agrumi e banane ed in generale quella non sbucciata. Dieta Colite Ulcerosa: cibi da evitare

Molto spesso alla colite ulcerosa si associano anche intolleranze alimentari come la celiachia o più frequentemente quella al latte. E quindi bisogna eliminare anche i latticini e glutine. A tale proposito si è constatato che, anche se non vi è una vera e propria intolleranza al latte, l’eliminazione dei prodotti caseari arreca benefici al paziente. Se così è occorre eliminare anche latte e suoi derivati.

  • Alimenti consigliati.

Sono consigliati invece i cibi probiotici che sono organismi vivi che arrecano benefici salutari all’organismo che li ospiterà. Sono per lo più batteri lattici che si accompagnano allo yogurt. Ovviamente i fermenti che sono contenuti negli yogurt prodotti in maniera industriale non possono essere considerati tali perché non riescono a sopravvivere alla barriera acida dello stomaco. Sono essenziali ancora, per prevenire eventuali anemie, integratori del ferro.

I restanti alimenti sono naturalmente consentiti. Si consiglia di cucinarli in maniera semplice: lessi o grigliati e di condirli col solo olio di oliva extra vergine o con olio di semi di lino che contengono gli omega 3 ed omega 6.

Trattamento farmacologico.

I farmaci sono necessari per contenere i sintomi e l'infiammazione, essi sono:

Farmaci antidiarroici. Per una diarrea lieve si utilizza in dosi contenute il loperamide o il difenossilato o gli anticolinergici che inibiscono l’acetilcolina un neurotrasmettitore che determina le contrazioni dei muscoli intestinali e quindi le scariche di diarrea. Per diarree più intense si aumentano le dosi di loperamide e di difenossilato. Se la diarrea è imponente bisogna somministrare i liquidi per endovena per integrare quelli persi e prevenire la disidratazione.

Farmaci antinfiammatori. Si utilizzano corticosteroidi come: la mesalazina e la balsalazide. O anche associazione di sulfamidici ed antinfiammatori come la salazosulfapiridina. A pazienti con forme severe della malattia viene somministrato in dosi massicce il prednisone noto col nome commerciale di deltacortene che è un glucocorticoide. Si preferisce nelle lunghe terapie, per ridurre gli effetti collaterali del farmaco, farlo assumere per via rettale. Antinfiammatori dell’ultima generazione sono i così detti “biologici”. Questi agiscono inibendo le citochine e sono usati nel trattamento delle patologie autoimmuni. Appartengono a questa categoria l’ adalimumab e l'infliximab.

Nel caso di ripetute emorragie particolarmente gravi si possono anche rendere necessarie trasfusioni sanguigne.

Farmaci immunosoppressori. Vengono utilizzati per inibire l’azione delle cellule T del sistema immunitario. Si utilizzano azatioprina, mercaptopurina e ciclosporina. Si utilizzano nei casi gravi e resistenti ai cortisonici. Vanno usati sotto stretto controllo medico per i loro effetti collaterali che possono rivelarsi gravi ed hanno un’azione che si manifesta a distanza anche di 4 mesi dall’inizio della cura. Tra gli effetti collaterali più importanti a parte la propensione a sviluppare infezioni per la loro azione immunosoppressiva vi sono i rischi di pancreatiti ed epatiti croniche.

Intervento chirurgico.

Si rende necessario se la malattia non migliora o per alcune complicanze extraintestinali come il come il pioderma gangrenoso. L’intervento è risolutivo e consiste nell’asportare in maniera completa colon e retto. Si collega chirurgicamente l’ultimo tratto del tenue con una apertura praticata sull’addome ed un sacchetto per la raccolta delle feci.

Medicina alternativa: i rimedi naturali funzionano?

La colite ulcerosa è una patologia cronica che può rivelarsi anche abbastanza severa tanto che in alcune fasi può richiedere il ricovero in strutture ospedaliere. Pertanto è sconsigliabile curala con soli interventi di medicina alternativa di cui non si hanno chiare evidenze scientifica della loro efficacia. Più saggio può essere l’utilizzo dei rimedi naturali come coadiuvanti della terapia convenzionale per la remissione della sintomatologia. Ad esempio di quanto detto spesso si associa alla terapia di corticosteroidi estratto di curcuma titolato in curcumina. Preparato che mescolato nei pasti funge da ottimo coadiuvante nel controllo della flogosi.

Prevenzione: una dieta povera di grassi saturi

Poiché l’eziologia (la causa) della malattia è ignota è impossibile parlare in termini certi della prevenzione. Sembra che una dieta povera di grassi saturi di origine animale e carni rosse e ricca invece di fibre possa ridurre il rischio di contrarla ma non vi sono certezze in merito.

Cause della rettocolite.

Non è nota la causa della colite ulcerosa, Si sono sospettate: infezioni virali, intolleranze alimentari ed in particolar modo gli additivi chimici per conservare gli alimenti. Attualmente si propende a credere che via la corresponsabilità di almeno due cause e precisamente:

  • Ereditarietà e quindi una base genetica. Soggetti che hanno in famiglia precedenti della malattia hanno maggior probabilità di svilupparla. I cromosomi che potrebbero portare il gene modificato son ben nove e comunque, ad oggi, non è stato ancora individuati con certezza. Molto probabilmente i geni responsabili sono più di uno e allocati su cromosomi diversi.
  • Sproporzionata risposta del sistema immunitario che erroneamente riconosce come nemiche le cellule dell'endotelio dell’intestino. Si ipotizza ma non esiste prova certa che la causa della risposta immunitaria sproporzionata sia un virus o allergeni di origine alimentare.
  • Certamente l’età ed una dieta ricca di grassi costituiscono insieme alla già citata ereditarietà fattori di rischio.

Fattori di rischio per lo sviluppo della malattia.

Non essendo ben note le cause della malattia individuare fattori di rischio certi è complesso. Si suppone tuttavia, basandosi sull’osservazione statistica, che costituiscano fattori di rischio a contrarre la malattia:

  • Razza bianca. Diversi studi hanno evidenziato che gli appartenenti alla razza caucasica contraggono più frequentemente il male.
  • Familiarità. Avere parenti stretti che soffrono o hanno sofferto di colite ulcerosa aumenta il rischio di ammalarsene.
  • Dieta eccessivamente ricca di grassi saturi e povera di fibre alimentari.
  • Età compresa nei due picchi di frequenza della malattia.
  • Patologie che causano la sintomatologia extra intestinale della colite ulcerosa.

Complicanze.

Tra le possibili complicanze della colite ulcerosa troviamo:

Anemia per carenza di ferro. E' la complicanza più comune ed anche la meno grave. E' una diretta conseguenza del sanguinamento e del malassorbimento.

Colite tossica. Se l’estensione delle ulcerazioni incomincia ad interessare tutti gli strati della parete intestinale si determina un blocco dei fisiologici movimenti di peristalsi della muscolatura intestinale che favoriscono il transito delle feci e gas. Se i movimenti di peristalsi non vengono ripristinati rapidamente i gas dell’intestino si accumulano e questo inizia a dilatasi.

Megacolon tossico. Se per la paralisi della peristalsi il colon si dilata ad un punto tale che il diametro supera i 6 centimetri allora si parla di megacolon tossico. La condizione è accompagnata da febbre elevata, dolori addominali, aumento della concentrazione dei leucociti nel sangue periferico. Se non si interviene rapidamente l’intestino si perfora con gravi rischi per la vita del paziente.

Cancro al colon. Le probabilità di sviluppare un tumore al colon sono più elevate se la colite ulcerosa interessa il colon nella sua interezza e se la durata della malattia supera i 10 anni. Trascorso tale tempo il tumore si riscontra ogni anno in un paziente ogni cento. In caso di cancro la probabilità di sopravvivenza è del 50%.

Altre possibili complicanze sono infiammazione delle articolazioni, noduli infiammati della cute, ed ulcere cutanee di colore rosso bluastro contenenti pus.

Diagnosi della colite ulcerosa: esami di indagine.

Lo specialista che è deputato a tale compito è il gastroenterologo. Questi per formulare una iniziale ipotesi di diagnosi si avvale: dell’esame anamnestico, dell’esame dei sintomi e segni, dell’esame del sangue nelle feci e da esami ematochimici.

Esami del sangue. Gli esami ematochimici in presenza della malattia di norma rilevano: anemia (valori di emoglobina < 12-13 grammi/decilitro di sangue), leucocitosi (leucociti in numero superiore agli 5000-8000/millilitro fisiologici), ipoalbuminemia (valori < 35-55 g/Litro fisiologici), velocità di eritrosedimentazione VES elevata (valori fisiologici per l’uomo età/2, per la donna età + 10/2).

Tale ipotesi di diagnosi dovrà poi essere confermata da una sigmoidoscopia. La sigmoidoscopia è un esame diagnostico che si effettua introducendo attraverso l’ano una sonda flessibile che reca in cima una telecamera miniaturizzata. Si può così visualizzare in dettaglio, su un monitor esterno, l’interno del tratto di intestino che va dall’ano al colon sigmoide. In questo modo si riesce ad avere una esatta percezione dello stato del processo flogistico in atto. L’intestino si presenta di norma con le mucose arrossate, friabili, e tratti ulcerati, aree di epitelio che si protendono nel lume come dei polipi o con zone di stenosi. Durante l’esame potranno anche essere prelevati campioni di mucosa da sottoporre all’esame al microscopio.

Possono risultare utili anche radiografie dell’addome che mostrano con precisione l’entità dell’estensione della malattia e la sua gravità. Si evita di sottoporre il paziente ad esami più invasivi come la Colonscopia (simile alla sigmoidoscopia ma che interessa l’intero colon) o la radiografia con clisma baritato di contrasto perché potrebbero procurare perforazioni dell’intestino indebolito dal processo infiammatorio e le relative ulcerazioni. Si preferisce perciò iniziare la terapia per ottenere una remissione del male e poi procedere. Spesso si rende necessaria una diagnosi differenziale. Bisogna infatti escludere data la diversa terapia (gli antibiotici aggravano la colite ulcerosa) che la colite sia di tipo infettivo. Si effettua perciò una coltura delle feci per ricercare batteri come: salmonelle e shighelle o agenti trasmessi sessualmente come gonorrea o herpes ed ancora infezione di opportunisti come il cytomegalovirus. Negli anziani, specie se con precedenti di aterosclerosi, bisogna escludere con certezza le coliti ischemiche. Nelle donne che assumono pillola anticoncezionale la colite potrebbe anche essere provocata da questa ultima.

Prognosi.

Come è sconosciuta l’eziologia della malattia cosi riesce difficile prevedere l’evoluzione della stessa. Di norma circa la metà degli ammalati presenta sintomi lievi e facilmente controllabili. L’evoluzione è comunque migliore se la malattia interessa solo il retto. In questi casi solo nel 10 % dei pazienti la malattia progredisce in tutto il colon.

Colite ulcerosa e gravidanza.

Sarebbe opportuno che la gravidanza fosse affrontata in una fase di remissione della malattia. Comunque se però la malattia subisce una riacutizzazione durante la gestazione occorre iniziare rapidamente la cura. I farmaci infatti non sembrano avere grossi effetti collaterali sul feto e i maggiori danni possono essere invece causati dagli effetti della malattia stessa. Egualmente la gestazione non sembra influenzare in maniera considerevole l’andamento della malattia.

Colite ulcerosa ed invalidità

La colite ulcerosa in quanto malattia cronica da diritto all’esenzione dei costi delle prestazioni mediche e farmacologiche necessarie per la sua cura. Come per tutte le malattie croniche la colite ulcerosa è piuttosto costosa per l’acquisto di farmaci e per effettuare esami clinici privi di esenzione che vanno effettuati periodicamente.

I costi si aggirano, secondo una statistica della A.M.I.C.I. l’associazione per Malattie infiammatorie Croniche Intestinali, annualmente intorno ai 1000 euro.

Inoltre la malattia col tempo diventa invalidante ed è pertanto riconosciuta come causa di invalidità civile e in taluni casi da diritto all’assegno ordinario o alla pensione di invalidità.

Epidemiologia.

E una malattia dei paesi economicamente evoluti e segnatamente delle aree urbane. La colite ulcerosa può iniziare a qualunque età, ma solitamente si manifesta tra i 15 ed i 30 anni, più raramente tra i 50 ed i 70 anni. Non ha preferenza di sesso e, particolare curioso, la nicotina e l’operazione di appendice costituiscono fattori protettivi. Infatti indagini statistiche condotte su campioni consistenti di persone hanno indiscutibilmente dimostrato questa particolarità pur senza riuscire ad individuare un meccanismo che ne fornisse una plausibile spiegazione.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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