Cistite: rimedi. Farmaci, cure naturali, omeopatia ed alimentazione.

Come curare la cistite? Meglio ricorrere ai farmaci o scegliere cure naturali? E davvero l’alimentazione può essere un aiuto alla terapia? Non esiste una risposta univoca a queste domande. La cistite è scatenata da una grande varietà di cause ed in relazione a queste che va scelto il trattamento più efficace. Approfondiamo il tema.

Cistite: rimedi. Farmaci, cure naturali, omeopatia ed alimentazione

    Indice Articolo:

  1. Rimedi e tipologie
    1. Farmaci
    2. Rimedi naturali
    3. Omeopatia
  2. Prevenzione
    1. Alimentazione
  3. Opinioni e commenti

Rimedi per la cistite: quanti e quali.

Data la varietà e la eterogeneità delle cause che possono indurre la cistite è evidente che non è possibile stilare un protocollo terapeutico unico che vada bene per tutte le tipologie della malattia. Pertanto il primo passo del trattamento è una corretta diagnosi, ossia l’individuazione delle cause che hanno determinato l’infiammazione acuta o cronica della mucosa che riveste la parete interna della vescica che è l’organo cavo contenuto nell’addome inferiore.

Ciò fatto l’urologo può scegliere i rimedi più appropriati che spesso, comunque, nei casi ostinati di cistite ricorrente, vanno calibrati sulle caratteristiche del paziente.

La cura per la cistite dunque consiste nella somministrazione di farmaci, ma poiché la malattia è generalmente tenace e non recede facilmente, la terapia farmacologica va accompagnata ad una appropriata dieta tesa ad eliminare le cause che generano l’infezione e coadiuvata, in special modo nei casi cronici e recidivanti, da rimedi naturali ed omeopatici a base di erbe ed estratti.

Cure mediche e farmacologiche.

I farmaci utili a ridurre l’infiammazione della vescica vanno diversificati in funzione della tipologia di cistite e quindi in funzione dell’eziologia.

Approfondisci cos'è la cistite e quali sono le tipologie.

In caso di cistite infettiva batterica.

Questa tipologia di cistite quasi sempre è provocata da infezione di Escherechia coli o comunque di altri batteri che colonizzano l’intestino e prolificano nella regione perianale, la terapia sarà essenzialmente a base di antibiotici.

  • Alfine di ottimizzare il trattamento si preferisce fare una urinocultura che consente di determinare con precisione il batterio responsabile della infezione e potendo si effettua anche un antibiogramma che consente di selezionare l’antibiotico più efficace. Si preferisce comunque utilizzare classi di antibiotici che si concentrano velocemente nelle urine senza innalzare in maniera eccessiva i loro livelli nel sangue. Un esempio di tale tipo sono quelli sintetici appartenenti al gruppo dei chimicroni. Comunque sia la scelta dell’antibiotico viene fatta essenzialmente anche in funzione della sensibilità locale del paziente al farmaco.

  • Contemporaneamente alla terapia antibiotica viene anche praticata una terapia che moduli la fastidiosa sintomatologia che si accompagna alla malattia. A tale scopo si utilizzano, perciò, principi attivi che sono in grado di mantenere sotto controllo sia gli spasmi della muscolatura dei muscoli della vescica che determina la sindrome dolorosa, che il continuo stimolo alla minzione. Un tale trattamento solitamente prevede somministrazione di Fenazopiridina o Floroglucina.

  • Nella fase acuta della malattia può risultare utile acidificare le urine. L’ambiente acido infatti riduce la carica batterica a tal fine si fa ricorso al cloruro di ammonio. Naturalmente la somministrazione deve essere fatta su prescrizione del medico che deve anche stabilire le debite quantità di principio attivo da assumere. L’acidificazione delle urine però ha come controindicazione un aumento della sintomatologia dolorosa che anzi subirà remissionre con una alcalinizzazione di queste. Alcalinizzazione che in qualche occasione si pratica, sempre allo scopo di blandire la sindrome dolorosa, somministrando Bicarbonato di sodio che funge da tampone ed abbassa il PH.

  • Particolarmente temibili sono le cistiti da infezioni batteriche contratte in ambito nosocomiale. Detti batteri infatti hanno la caratteristica di essere particolarmente resistenti ai comuni antibiotici. In questi casi sarà necessario somministrare una terapia antibiotica combinata che prevede l’uso contemporaneo di più classi del farmaco.

In caso di cistite infettiva virale.

Questa cistite è sostenuta generalmente da alcuni ceppi di Adenovirus che di norma provocano affezioni respiratorie, gli antibiotici sono inutili. La terapia sarà perciò solo di tipo sintomatico e di sostegno. Nei bambini per mantenere sotto controllo la sintomatologia dolorosa si somministra paracetamolo e non aspirina per evitare lo sviluppo una pericolosa sindrome di Reye. Essenziali sono riposo, consumo di elevate quantità di liquidi e l’eliminazione dalla dieta di alimenti che possano irritare l’apparato urinario.

In caso di cistite infettiva fungina.

Il trattamento di tale tipologia prevede somministrazione di antimicotici. Si utilizza a tale scopo la Amfotericina B che molto efficace ma anche molto tossica e per tale motivo la si utilizza in dosaggi minimi associata da un un altro anti micotico meno potente ma anche meno tossico come la Flucitosina.

In caso di cistite da farmaci

Il trattamento è sintomatologico e, quando è possibile, si sospende la somministrazione dei farmaci che determinano l’infiammazione. Nella fase acuta è possibile lenire il processo flogistico con anti infiammatori.

In caso di cistite infettiva da radiazione.

Si tenta di gestire e tenere sotto controllo i sintomi con anti infiammatori e antidolorifici. Comunque normalmente al termine della radioterapia la cistite conseguente regredisce rapidamente.

Quando la cistite è causata da oggetti introdotti o formatosi all’interno della vescica si combatte l’infiammazione con una opportuna terapia a base di anti infiammatori. Se la causa è costituita calcoli formatosi all’interno dell’organo si può agire chirurgicamente per rimuorverli o anche quando la composizione chimica lo consente si può sbriciolarli bombardandoli con onde di ultrasuoni.

La cistite interstiziale, essendo ignota la causa che la determina, prevede un trattamento solo rivolto a controllare la sintomatologia e mantenere l’infiammazione sotto controllo. Tutto ciò fa si che la terapia vada calibrata ed adeguata alle caratteristiche fisiche del paziente. Comunemente si utilizza un mix delle terapie che descriviamo di seguito:

  • Dieta adeguata. Eliminazione degli alimenti che possano essere irritanti per le vie escretrici dell’urine e che possano acidificare queste ultime aggravando la sintomatologia dolorosa.

  • Antiinfiammatori. Per modulare il processo flogistico della vescica.

  • Analgesici. Per controllare la sitomatologia dolorosa.

  • Rilassanti della muscolatura liscia. Servono a contenere gli spasmi dolorosi della vescica.

  • Antidepressivi. Modulano il dolore e lo stimolo alla minzione.

  • Pentosano Polifosfato Sodico. Si ritiene che agisca rigenerando l’endotelio interno della vescica che la malattia ha danneggiato.

  • Tossina botulinica iniettata nel muscolo detrusore della vescica che sovraintende alla minzione.

  • Impianto di elettrodi che stimolano il nervo sacrale e riducono la sintomatologia dolorosa e il continuo ed imperioso stimolo alla minzione che tipico della malattia.

  • Intervento chirurgico. Si ricorre alla chirurgia solo in poche e gravi situazioni in cui è necessario trattare gravi lesioni dell’endotelio.

Rimedi naturali per il trattamento della cistite.

Esiste una vasta gamma di rimedi maturali che vengono largamente utilizzati per curare fondamentalmente la cistite batterica. Si tratta per lo più di prodotti di provenienza vegetale con cui si preparano tisane, infusi ed estratti che sortiscono svariate effetti. Precisiamo che detti trattamenti non possono sostituire quelli farmacologici ma al limite essere dei coadiuvanti. Notiamo esplicitamente ancora che se vengono associati a farmaci bisogna comunque segnalarlo al medico curante perchè potrebbero interferire (amplificare e/o depotenziare) con l’efficacia dei principi attivi assunti.

Nel seguito ne forniamo, dividendoli in funzione dell’azione che sortiscono, una discreta panoramica.

  • Infusi di: asparago ricco di potassio ed asparagina, ortica e gramigna ricche di flavonidi, erbe dalle proprietà diuretiche che favoriscono l’eliminazione dei batteri patogeni.

  • Estratto di camomilla che grazie alle cumarine ha proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie.

  • Estratto di foglie di uva ursina ricca di tannini re flavonidi dalle proprietà antisettiche.

  • Bere succo di mirtillo che contiene una sostanza capace di inibire la crescita batterica e che, inoltre, rende le urine meno acide e quindi crea un ambiente meno favorevole alla proliferazione dei batteri.

Omeopatia.

L’omeopatia offre alcuni rimedi contro la cistite sia nella sua forma acuta che cronica:

  • Barberis vulgaris in diluizione 5 CH che stimola la diuresi;

  • Arsenicum album che si ottiene diluendo il triossido di azoto e che ha proprietà lenitive contro la minzione dolorosa;

  • Conium in diluizione 5 CH contro la sensazione di non completo svuotamento della vescica;

  • Nitric Acidum in diluizione 7 CH contro il cattivo odore delle urine. Vanno assunti 5 granuli tre volte al giorno.

Come prevenire l’infiammazione?

Per prevenire la cistite batterica che comunque è quella di maggiore interesse in quanto è sicuramente la più diffusa esistono poi una serie di comportamenti utili quali:

  • Bere molto ed essenzialmemente acqua. Aiuta a diluire le urine che così sono meno aggressive nei confronti della pareti della vescica, e favorisce la diuresi che non consente accumulo di batteri nella vescica.

  • Urinare spesso e comunque tutte le volte che si avverte lo stimolo.

  • Praticare una corretta igiene intima. Impedisce il trasporto di batteri fecali nella regione del meato urinario (problema tipicamente femminile).Le donne devono pulirrsi, dopo l’evacuazione lavandosi dall’avanti all’indietro, per ridurre l’ingresso dei batteri nel meato uretrae.

  • Praticare rapporti sessuali protetti in modo da evitare il passaggio di batteri.

  • Non utilizzare creme spermicide o diaframma come metodi anticoncezionali.

  • Svuotare la vescica al termine di un rapporto sessuale.

  • In menopausa utilizzare una crema vaginale a base di estrogeni se non vi sono controindicazioni terapeutiche.

  • Evitare spay e deodorati intimi nonchè saponi particolarmente aggressivi che possono irritare la cute ed alterare il ph fisiologico.

  • Evitare piscine e preferire la doccia alla vasca da bagno.

La corretta alimentazione.

La dieta per prevenire infezioni alla vescica e eventuali recidive deve mirare ad un duplice scopo favorire una regolare evacuazione intestinale (in caso di stitichezza si ha un’eccessiva proliferazione di batteri nel colon che non vengono eliminati dall’evacuazione) e mantenere basso il ph delle urine (in ambiente acido i batteri non si moltiplicano).

In base a tali principi l’alimentazione dovrà essere ricca di:

  • Ortaggi, verdure e frutta cioè alimenti ricchi di fibre che favoriscono e stimolano la peristalsi intestinale;

  • Legumi, amidi e carni ricchi di nutrienti che innalzano il ph dell’urina;

  • Yogurt e fermenti lattici che ripristinano la flora intestinale in caso di assunzione di antibiotici;

  • Essenziale risulta ancora il consumo di grandi quantità di liquidi che diluiscono le urine e la carica batterica ed inoltre determinando grossi volumi di urine ne favoriscono l’escrezione con la minzione.

Al contrario sono da evitare:

  • tutti gli alimenti in grado di indurre irritazione delle vie urinarie come possono essere: caffè, alcool, cacao, peperoncino, spezie in generale.

  • alimenti pesanti e difficili da digerire come fritture e grassi.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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