Denti sensibili.

Denti sensibili

    Indice Articolo:

  1. Cos'è
  2. Epidemiologia della sindrome dei denti sensibili
  3. Da che è provocata?
  4. Diagnosi di sensibilità dentinale
  5. Come prevenirla?
  6. I trattamenti
    1. Trattamento professionale
    2. Ionoforesi
    3. Rimedi omeopatici e fai da te
  7. Denti sensibili in gravidanza
  8. Opinioni e commenti

Nel linguaggio corrente la sintomatologia dolorosa, di breve durata ma quasi sempre molto intensa e pungente, che si avverte quando pietanze o bevande eccessivamente calde, fredde, acide o dolci, vengono al contatto con i denti è nota come “denti sensibili”. In realtà, utilizzando il linguaggio tecnico, più correttamente, si dovrebbe parlare di “sensibilità dentinale”. Tale affezione, che non può considerarsi una vera e propria patologia, ma piuttosto una sindrome (insieme di sintomi) a carico dei denti, è molto frequente. I denti sensibili procurano dei dolori che possono essere semplici fitte che si avvertono sporadicamente, fastidi durante l'igiene orale, dolori continui che si protraggono per diversi giorni. Le cause di tale di tale disturbo sono dovute alla perdita in alcune zone del dente dello smalto, per cui la dentina rimane esposta e sopravviene la sensibilità ed il conseguente dolore. Le cause sono varie ma quasi sempre correlate all’accumulo di placca e tartaro, e pertanto la cura migliore è una corretta igiene orale. In caso di sensibilità prolungata vanno eliminati cibi e bevande dolci ed acide e vanno utilizzati appositi dentifrici da acquistare (su consiglio dell'igienista) in farmacia. Se nonostante tali accorgimenti il disturbo persiste diviene necessari una visita dentistica è l'applicazione di particolari gel e vernici. Se tutto ciò risulta ancora inefficace si ricorre alla devitalizzazione del dente.

Cosa è la sensibilità dentinale ?

Avere denti sensibili è la reazione dolorosa, e quindi di difesa, che è conseguenza di una stimolazione dei sensori nocicettivi di uno o più denti nei quali risulta esposta la dentina. La dentina è quella parte del tessuto del dente compresa tra la polpa interna e lo smalto, nella porzione di dente che fuoriesce dalla gengiva, e tra cemento e polpa nella radice. I ricettori nocicettivi sono invece le terminazioni nervose specializzate nel riconoscere stimoli potenzialmente pericolosi che segnalano con una sensazione dolorosa. Quindi in parole più semplici i denti sensibili sono correlati alla sintomatologia dolorosa che si scatena per segnalare al corpo una stimolazione delle terminazioni nervose del dente riconosciuta come potenzialmente dannosa. Gli stimoli che possono attivare detta sindrome dolorosa sono:

Stimoli termici. Sbalzi di temperatura dovuta ad ingestione di cibi e/o bevande eccessivamente calde o fredde.

Stimoli chimici. Dovuti a cibi e bevande acide oppure troppo dolci o salati.

Stimoli meccanici. Come ad esempio la pressione conseguente allo spazzolamento dei denti durante le normali operazioni di igiene orale.

Stimoli osmotici. Dovuti all’asciugatura del dente causata ad esempio da un getto d’aria. La stimolazione è provocata da variazione della pressione osmotica, che è il passaggio spontaneo dell’acqua da una soluzione più diluita ad una più concentrata, del fluido dentinale contenuto nei tubuli. Questi tubuli sono microscopici canali che in grandissimo numero attraversano lo strato di dentina e mettono in comunicazione lo strato più interno del dente che è la polpa (dove sono presenti le terminazioni nervose) con quello più esterno che è il mantello di smalto.

Epidemiologia della sindrome dei denti sensibili.

Anche se non vi sono dati certi in merito, si stima che circa l’80% della popolazione soffra almeno una volta nell’arco della vita di sensibilità dentinale. Il disturbo interessa in egual misura uomini e donne ed è frequente negli individui di età compresa tra i 40 ed i 50 anni e raramente interessa bambini ed adolescenti. Con la vecchiaia l’incidenza della malattia, stranamente, declina nonostante i denti tendano a perdere la loro fisiologica protezione costituita dallo smalto.

Le possibili cause ovvero l’eziologia dei denti sensibili.

Affinché i denti risultino sensibili è necessario che vi sia esposizione nella bocca della dentina. Esposizione che può avvenire o per deterioramento e consunzione dello smalto dentale o per retrazione della gengiva al disotto della linea del colletto dentale che è la demarcazione tra corona e radice del dente.

Esaminiamo separatamente le due possibilità.

Le cause che possono determinare assottigliamento e deterioramento dello smalto con conseguente esposizione della dentina sono:

  • Eccessiva forza nello spazzolamento dei denti durante le operazioni di igiene dentale o tecniche scorrette. I denti che risultano maggiormente danneggiati da tali operazioni sono quelli bombati e/o sporgenti e quindi canini premolari e molari superiori.
  • Uso inadeguato del filo interdentale.
  • Spazzolini dotati di setole troppo dure o setole con punta non arrotondata.
  • Pasta dentifricia eccessivamente abrasiva. E quella dei dentifrici sbiancanti.
  • Eccessivo consumo di cibi particolarmente acidi. Come agrumi, coca cola, yogurt. Acidi che possono intaccare lo smalto.
  • Acido cloridrico proveniente dai succhi gastrici in coloro che soffrono di reflusso gastro esofageo o vomitano di frequente.
  • Bruxismo. Digrignamento continuo dei denti dovuto alla contrazione dei muscoli masticatori che di norma avviene durante il sonno.
  • Difetti di formazione del mantello di smalto che riveste la corona del dente (ipoplasia dello smalto).
  • Terapia odontoiatrica come ad esempio otturazioni, protesi, ponti, interventi alle gengive per cure parodontali o più semplicemente operazioni di igiene dentali come la pulizia dei denti.
  • Sindrome del dente incrinato. Incrinature e micro fratture dello smalto del dente provocate da traumi durante la masticazione.
  • Denti cariati è quindi con smalto compromesso non curati.
  • Dente con otturazione fratturata non devitalizzati.
  • Sfregamenti ed attrito procurati da apparecchi ortodontici (macchinette per raddrizzare le arcate dentali in bambini ed adulti).

Le cause che invece possono determinare esposizione della dentina per retrazione della gengiva sono:

  • Eliminazioni di tasche che si formano per effetto della malattia parodontale. La malattia parodontale è un processo infiammatorio che causa perdite dell’osso che serra la radice del dente. La conseguenza di perdita di tessuto osseo dell’alveolo dentale è una approfondimento della fisiologica tasca gengivale di 2 o 3 millimetri che circonda il dente. La tasca che così si determina può raggiungere e superare la decina di millimetri e prende il nome di tasca parodontale.
  • Gengiviti. Sono caratterizzate da infiammazioni dei tessuti gengivali, sanguinamento e retrazione delle gengive. Una variante più grave è la gengivite ulcero necrotica caratterizzata da ulcerazione e necrosi delle gengive.
  • Traumi alle gengive causate da scorrette operazioni di igiene orale.

La dentina quando rimane scoperta, poiché è in stretta relazione con la polpa dentaria che è la sede delle terminazioni nervose, può divenire ipersensibile agli stimoli elencati e scatenare la sintomatologia dolorosa.

Il motivo per cui tutto ciò accade non è ancora del tutto chiarito. Si ipotizzava e qualche autore ancora lo sostiene che la responsabilità sia da attribuirsi alla placca batterica che in qualche maniera altererebbe le caratteristiche della dentina e la renderebbe iper conduttiva. Ma si è constatato che possono esistere denti sensibili completamente privi di placca e non tutti i denti che hanno dentina scoperta sono soggetti a sensibilità.

Una ulteriore ipotesi sostenuta da molti autori coinvolgerebbe nel processo la pressione dei fluidi contenuti nei tubuli dentinali. Secondo tale ipotesi infatti le variazione della pressione idrodinamica di detti fluidi prodotte dagli stimoli esterni indurrebbero sollecitazioni sulle terminazioni nervose contenute nella polpa e quindi provocherebbe la reazione dolorosa. In accordo con tale supposizione ci sarebbe la constatazione che la sensibilità dentinale è tanto maggiore quanto più è profonda l’esposizione della dentina scoperta e quindi quanto maggiore è il numero ed il calibro dei tubuli che permeano l’area scoperta.

Diagnosi della sensibilità dentinale.

La diagnosi di denti sensibili viene effettuata dall’odoiatra che esclude con una visita ed eventualmente con una ortopantomografia (radiografia panoramica delle arcate dentarie) che i sintomi non siano correlati ad altre cause.

Servendosi della pistola ad aria compressa delle apparecchiature dello studio si indirizza un getto d’aria su ciascun dente da una distanza di qualche centimetro. Dalla reazione del paziente si identifica il dente sensibile e si classifica il dolore in lieve, moderato, severo, insopportabile.

Come si può prevenire il fastidioso disturbo?

La prevenzione dei disturbi correlati alla sindrome dei denti sensibili prevede semplici norme di igiene con strumenti adeguati che evitano l'eccessiva formazione di placca e tartaro che possiamo così riassumere:

  • Corretta igiene orale con spazzolino e filo interdentale. Gli strumenti devono essere adeguati e di buona qualità: spazzolini con setole arrotondate e non eccessivamente rigide. Le manovre devono essere corrette e non eccessivamente energiche.
  • Uso di un buon dentifricio al fluoro che non va risciacquato al termine della pulizia e di un colluttorio antibatterico.
  • Dieta ricca di frutta e verdure che non contempli eccessi di zuccheri semplici ed escluda alimenti acidi specie se freddi come spremute di agrumi, coca cola,etc. In ogni caso dopo il loro consumo è importante lavare i denti con accuratezza.

Come risolvere il problema dei denti sensibili?

La cura dei denti sensibili si effettua innanzitutto praticando una corretta igiene orale con un buon dentifricio al fluoro ed un buon spazzolino dotato di setole di media durezza coadiuvati dall'uso di filo interdentali ed eventualmente di scovolini, ma anche con rimedi omeopatici e con semplici rimedi fai da te. Comunque se nonostante tutto ciò il fastidio dopo qualche settimana non sparisce è necessario rivolgersi al dentista per lenire il disturbo.

Trattamento professionale.

La sensibilità dentinale per quanto fin qui detto è causata da una esposizione della dentina per la perdita della fisiologica protezione: smalto, cemento e gengiva e da una iperconduttività di questa legata al numero ed al calibro dei tubuli che la attraversano e la pongono in comunicazione con la polpa. Quindi, per ovviarla bisogna :

Ostruire il lume dei tubuli. La cosa si può ottenersi con l’uso di svariati prodotti i più usati sono:

  • Vernici. Vengono comunemente usate anche per isolare la dentina nella cure delle carie e di ricostruzione. Vengono applicate come un comune smalto da unghie.
  • Adesivi smalto dentinali. Sono i materiali che in odontoiatria conservativa (la cura e ricostruzione dei denti cariati) vengono usati per le otturazioni.
  • Dentifrici o gel con cristalli di idrossiapatite della dimensione del decimo di micron. L’idrossiapatite ha formula chimica Ca5(PO4)3OH ed è uno dei principali componenti del tessuto osseo e viene utilizzato anche nel rivestimento delle protesi in ortopedia per favorirne l’ osteointegrazione. Composti che precipitando in forma di cristallo ostruiscono i tubuli. I più usati sono: fluoruro stannoso, ossalato ferrico, nitrato di argento.
  • Laser. Nonostante agisca anch’esso ostruendo i tubuli merita un discorso a parte. E' uno strumento che produce un fascio di luce coerente dotato di potenza elevata. La radiazione che emette data l’elevata potenza fonde la dentina ed oblitera i tubuli.

Rendere le fibre nervose della polpa ossia i ricettori algici meno eccitabili. Tale effetto si ottiene utilizzando speciali dentifrici contenenti sali di potassio come : nitrato, cloruro e bicarbonato di potassio. Il meccanismo con cui agiscono è il seguente. L’elevata concentrazione degli ioni potassio inibisce la ripolarizzazione delle cellule responsabile dello stimolo algogeno ed impedisce la propagazione dell’impulso.

Ionoforesi.

Molti dei prodotti sopra indicati possono essere applicati con la ionoforesi ovvero l’assunzione attraverso l’epidermide grazie ad una corrente generata da un apposito generatore, che ne aumenta l’efficienza dato che riesce a veicolare il principio attivo nel sito di azione con una maggior efficienza.

Rimedi naturali e fai da te.

Il trattamento descritto al punto precedente è quello che di norma viene prescritto quando ci si rivolge al dentista ma se la sintomatologia è lieve possono bastare anche bastare i rimedi casalinghi e naturali facilmente reperibili in erboristeria. Ne riportiamo qualcuno.

Innanzi tutto una corretta igiene orale con attrezzi adeguati e di buona qualità.

L’utilizzo di un dentifricio specifico per denti sensibili, in commercio ne esistono un discreto numero.

Un rimedio omeopatico efficace è costituito da uno spray contenente estratti di numerose piante tra cui Hypericum perforatum e Hamamelis virginiana.

Denti sensibili e gravidanza.

Durante la gestazione gli scompensi ormonali possono variare composizione e ph della saliva è quindi favorire l’insorgere di problemi di sensibilità dei denti, perciò bisogna porre grande attenzione alla prevenzione.

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