Diabete gestazionale: valori, sintomi, terapia, dieta e rischi per la gravidanza.

Approfondiamo i sintomi con cui si manifesta ed i rischi del diabete gestazionale, disturbo che insorge durante la gravidanza per una intolleranza al glucosio causata da ormoni secreti dalla placenta. Terapia e prevenzione sono legate alla dieta alimentare: è importante sapere cosa mangiare e quali sono gli alimenti da evitare per minimizzare i rischi di questa patologia molto frequente nelle delle che hanno superato i 35 anni e con casi di diabete in famiglia.

Diabete gestazionale: valori, sintomi, terapia, dieta e rischi per la gravidanza

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Patogenesi e diffusione
  3. Fattori di rischio
  4. Rischi per il bambino
  5. Complicanze per la madre
  6. Diagnosi
  7. Sintomi
  8. Prevenzione e terapie
    1. L'alimentazione
    2. Cosa mangiare e cosa non mangiare
    3. Esempio di dieta
    4. Terapia farmacologica
    5. Medicina alternativa
  9. Domande frequenti
  10. Opinioni e commenti

Cos'è il diabete gestazionale?

Per comprendere cosa sia il diabete gestionale bisogna prima di ogni cosa spendere qualche parola per chiarire il funzionamento del metabolismo degli zuccheri. Gli zuccheri costituiscono il combustibile del motore del nostro organismo:tutte le innumerevoli cellule che costituiscono il nostro corpo ricevono nutrimento ed energia dagli zuccheri che ingeriamo cibandoci. Giunti nell’intestino, questi vengono assorbiti dalla mucosa e passano nel sangue che ha il compito di smistarli alle cellule di tutti gli organi e tessuti per fornire loro nutrimento. Il trasferimento degli zuccheri alle diverse cellule è regolato da un ormone che viene prodotto dal pancreas: l’insulina. Se il tasso di insulina nel sangue è al giusto livello si ha un corretto assorbimento di zuccheri da parte delle cellule e nel sangue si misura la giusta concentrazione glicemica (di zuccheri). Un innalzamento della quantità di insulina produce un aumento del trasferimento di zuccheri alle cellule ed una diminuzione del tasso glicemico nel sangue (ipoglicemia). Viceversa una diminuzione di insulina provoca un aumento della concentrazione di zuccheri nel sangue (iperglicemia) con conseguente diminuzione del nutrimento delle cellule. Il diabete è una patologia che altera il meccanismo descritto. Possiamo avere fondamentalmente 2 tipi di diabete. Il diabete di tipo I è caratterizzato da una mancanza totale di insulina. Esso è infatti una malattia auto immune per cui il sistema immunitario, riconoscendole come nemiche, distrugge completamente le cellule del pancreas. Il diabete di tipo II è caratterizzato da un basso tasso di insulina e dalla inadeguatezza di questa a svolgere la sua naturale funzione. Il diabete gestazionale è del tipo II. Viene ovviamente così appellato perché si verifica in gravidanza e generalmente regredisce con la nascita del bambino. In alcuni casi però pur regredendo al termine della gravidanza si ripresenta e stabilizza con l’aumentare degli anni.

Patogenesi e diffusione della malattia.

Il diabete gestazionale per definizione è un’alterata tolleranza al glucosio che si verifica durante la gravidanza ed è quindi una patologia legata all’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Tale forma di diabete è provocato da un ormone prodotto dalla placenta chiamato Lattogeno Placentare che interferisce con l’azione dell’insulina. La forma gestazionale quindi può essere definita “fisiologica” tanto che tale azione dell’ormone lattogeno placentare è contrastata dal pancreas che per ovviare al problema produce maggiori quantità di insulina. Molto spesso però questo incremento di insulina da parte del pancreas non risulta sufficiente a contrastare l’azione dell’ormone lattogeno placentare e questo si traduce in una ridotta tolleranza al glucosio con conseguente aumento della glicemia. La comparsa del diabete gestazionale si ha intorno al secondo trimestre e termina di solito al momento del parto, in quanto la concentrazione di ormone lattogeno placentare decade molto rapidamente nella fase dopo il parto facendo in modo che i valori della glicemia tornino nella norma. Il diabete gestazionale è una patologia molto diffusa, le statistiche stimano che una donna su sette è a rischio di sviluppare tale patologia e che la malattia ha una frequenza che varia dal 2 al 4%. La diffusione inoltre è legata anche alle etnie, risulta, infatti, poco diffuso nella razza caucasica e molto diffuso nelle popolazioni asiatiche e del continente indiano. La malattia inoltre è poco frequente in gestanti la cui età è inferiore ai 25 anni, mentre è molto frequente sopra i 35 anni, ma ultimamente anche a causa delle abitudini alimentari e dello stile di vita sedentario, l’incidenza della malattia è aumentata sensibilmente in tutti i gruppi etnici.

Quali sono i fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare diabete gestazionale?

Esistono dei fattori di rischio che predispongono la donna ad ammalarsi di diabete gestazionale. Tra i fattori di rischio abbiamo:

  • Età della madre: il diabete gestazionale si sviluppa di solito in donne che hanno superato i 35 anni di età, mentre risulta molto meno frequente in donne la cui età è al di sotto di 25 anni.
  • Peso della madre: una donna in sovrappeso o obesa ha un rischio maggiore di sviluppare il diabete gestazionale rispetto ad una donna che mantiene nella norma il suo peso corporeo.
  • Familiarità: una donna che ha una ridotta tolleranza al glucosio, un’iperglicemia a digiuno, parenti di primo grado diabetici, pregresse gravidanze in cui si è sviluppato il diabete gestazionale ha un rischio maggiore di svilupparlo.
  • Macrosomia fetale: una donna alla sua seconda gravidanza, che ha partorito alla prima un bambino macrosomico, cioè dal peso superiore a 4 kg, ha un elevato rischio di sviluppare diabete gestazionale durante la seconda gravidanza.
  • Altri fattori di rischio: tra gli altri fattori di rischio abbiamo il fumo, anche se non si conosce bene la correlazione, le gravidanze gemellari, in quanto la quantità di ormone lattogeno placentare prodotta è superiore, e la sindrome dell’ovaio policistico, poiché determina insulino resistenza già prima della gravidanza e quindi può portare all’insorgenza del diabete.

Rischi per il bambino:dalle malformazioni all'obesità.

Il diabete gestazionale può anche provocare aborto o morte del feto nell’ultimo trimestre di gravidanza (morte tardiva del feto) e provocare nel nascituro problemi a volte anche fatali:

  • Malformazioni fetali: sono legate all’aumento di chetoni (caratteristico della patologia diabetica) e all'iperglicemia e riguardano principalmente ritardi nella crescita dei vari organi, come per esempio ritardo nello sviluppo del sistema nervoso con conseguente ritardo mentale.
  • Sviluppo fetale: la conseguenza principale del diabete gestazionale è un eccessivo sviluppo del feto dovuto al fatto che la presenza di alte concentrazioni di glucosio nel sangue causa la crescita eccessiva di alcuni tessuti tanto che il bambino avrà una circonferenza addominale superiore alla norma. Lo sviluppo eccessivo del feto che può arrivare ad un peso di 4,5 kg può comportare il rischio di fratture e lussazione della spalla al momento del parto tanto che in questi casi si consiglia di procedere con un taglio cesareo piuttosto che con un parto naturale. A volte per evitare la macrosomia si ricorre all’induzione del parto che tuttavia però non diminuisce le altre complicanze.
  • Ipoglicemia: il diabete gestazionale può provocare un problema di ipoglicemia nel neonato. Il bambino infatti dopo aver vissuto in condizioni di iperglicemia quando nasce si ritrova in condizione di ridotta concentrazione di zucchero nel sangue tanto che nelle 48 ore successive al parto può sviluppare una condizione di ipoglicemia grave. La situazione si può normalizzare durante l’allattamento ma spesso è necessario ricorrere a trasfusioni di sangue e glucosio per normalizzare la glicemia del neonato.
  • Iperbilirubinemia che causa ittero neonatale, caratterizzato dalla pelle giallastra, da stress respiratorio, ovvero difficoltà respiratorie del neonato che avrà bisogno di ossigeno, e carenza di minerali quali il calcio, nel sangue.
  • Parto pretermine, dovuto principalmente all’aumento del liquido amniotico causato dall’iperglicemia. In una gravidanza con diabete il rischio di parto prematuro aumenta di circa il 30% ed espone il neonato ad essere più debole immunologicamente e fisicamente oltre che al rischio di malformazioni non avendo completato il normale ciclo della gravidanza.
  • Predisposizione all’obesità: secondo degli studi recenti i bambini che nascono da madri che sviluppano il diabete gestazionale hanno un rischio maggiore di sviluppare obesità infantile. Anche se non è ancora ben chiaro il meccanismo sembra che il maggiore tasso di zucchero nel sangue della madre influisca molto sul futuro del bambino tanto da aumentare il rischio di essere sovrappeso o obeso nella fascia di età che va dai 5 ai 7 anni.

Complicanze per la madre.

Il diabete gestazionale può avere delle complicanze molto serie anche per la madre. Sebbene dopo il parto la prognosi è favorevole e si ha la scomparsa totale del diabete, in alcuni casi questo si ripresenta dopo qualche anno come diabete di tipo II. Vi sono inoltre anche delle complicanze a breve termine del diabete gestazionale che coinvolgono sia la ginecologia che l’endocrinologia.

Complicanze di tipo ginecologico: può essere necessario ricorrere ad un parto cesareo per evitare che il passaggio di un bambino macrosomico dal canale del parto provochi delle lacerazioni a livello vaginale.

Complicanze di tipo endocrinologico: le donne affette da diabete gestazionale hanno il rischio di sviluppare ipotiroidismo subclinico (ovvero non manifesto con sintomi specifici) e sviluppo di autoanticorpi diretti contro la tiroide. Il meccanismo non risulta però ben chiaro.

Come si diagnostica? Gli esami necessari ad individuare la presenza di diabete gestazionale.

Per fare diagnosi di diabete gestazionale ci si deve affidare principalmente ad esami di laboratorio che si effettuano normalmente durante il secondo trimestre della gravidanza, intorno alla ventiquattresima settimana. La diagnosi viene essere effettuata mediante test specifici:

  • Screening di base: è il primo passo che si fa per individuare la patologia ed è un test che viene chiamato mini curva glicemica della gravidanza o test di Carpenter. E’ un test che si effettua di routine nelle donne incinte intorno alla settimana 26 – 28 (e intorno alle settimane 16 – 18 per le donne che rientrano nelle categorie a rischio). Si somministra per via orale a digiuno alla gestante una soluzione ricca di glucosio (50gr) e si effettuano 2 prelievi a distanza di 1 ora, prima di assumere la soluzione e dopo l’assunzione della soluzione. Prima di assumere la soluzione i valori di riferimento della glicemia non devono superare i 110 mg/dl mentre dopo l’assunzione della soluzione sono normali i valori di glicemia fino ad un massimo di 140 mg/dl. Se il test mostra valori superiori ai 140 mg/dl è ritenuto positivo e si passa all’esame successivo. Se il valore riscontrato è superiore ai 198 mg/dl si può già fare diagnosi di diabete gestazionale.
  • Curva da carico orale di glucosio: questo test è simile al precedente con la differenza che la soluzione da bere contiene una quantità doppia di glucosio, circa 100 g, e i prelievi da effettuare per misurare la glicemia sono stavolta quattro, uno sempre prima di assumere la soluzione e gli altri 3 a distanza di un’ora, di due ore e di tre ore (quindi a distanza di un’ora l’uno dall’altro) dopo l’assunzione della soluzione. La diagnosi di diabete in questo caso si farà quando i valori della glicemia sono superiori a 95 mg/dl prima di assumere la soluzione, superiori a 180 mg/dl dopo un’ora dall’assunzione della soluzione, superiori a 155 mg/dl dopo due ore dall’assunzione della soluzione, e superiori a 140 mg/dl dopo tre ore dall’assunzione della soluzione.
  • Alla curva da carico orale di glucosio si associa anche il dosaggio di due sostanze nel sangue, l’emoglobina glicosilata e la fruttosamina che servono a determinare la percentuale di emoglobina e di proteine glicate nel sangue, percentuale che dipende dalla quantità di glucosio in circolo: Più alta è la quantità di glucosio maggiore sarà la percentuale. Queste due sostanze sono importanti per comprendere sia il tempo di insorgenza del diabete, sia per vedere come risponde l’organismo alle terapie che vengono somministrate.
  • Anche un semplice esame delle urine può funzionare da campanello di allarme, in quanto se compare glicosuria, cioè presenza di zucchero nelle urine quando normalmente è assente, è meglio indagare subito con esami specifici.

Una volta che è stata fatta la diagnosi di diabete gestazionale è prudente effettuare degli esami che riguardino il controllo della crescita e dello stato di salute fetale, quali:

  • Monitoraggio benessere fetale: serve a valutare se il feto è affetto da macrosomia, cioè se presenta dimensioni superiori alla norma. Viene effettuato mediante delle semplici ecografie durante tutto il corso della gravidanza. Il numero delle ecografie e i tempi tra un’ecografia e l’altra vengono definiti dal medico caso per caso.
  • Screening delle anomalie congenite: consente di verificare se si sono avute malformazioni fetali durante lo sviluppo degli organi. E’ un esame non invasivo in quanto è una semplice ecografia che viene realizzata in momenti diversi della gravidanza in base all’organo che si vuole andare ad indagare, solitamente si inizia intorno alla 16esima settimana.
  • Non stress test: è un test che serve a misurare il battito cardiaco fetale e i movimenti fetali per vedere se rientrano nella norma. È prevista anche la valutazione della quantità di liquido amniotico. E’ un test che si fa attraverso uno strumento che tramite ultrasuoni determina il battito cardiaco del feto. Di solito si effettua alla fine della gravidanza nella data prossima al parto ma in condizioni di gravidanza a rischio si effettua anche nei mesi antecedenti il parto, la tempistica è comunque definita dal medico a seconda dei casi.

I sintomi.

Il diabete gestazionale è una patologia che nella maggior parte dei casi risulta asintomatica e che viene scoperta durante gli esami che si eseguono normalmente durante una gravidanza. A volte possono manifestarsi dei sintomi poco specifici, come nausea, mal di testa e vomito, segni che sono molto comuni in gravidanza, o dei sintomi tipici del diabete come la poliuria, cioè la tendenza ad urinare spesso, la glicosuria, cioè la presenza di glucosio nelle urine, un aumento eccessivo del liquido amniotico che si riscontra durante un’ecografia, la polidipsia, cioè una sete continua, una continua sensazione di stanchezza e dei rapidi aumenti di peso. Tuttavia essendo nella maggior parte dei casi una patologia non sintomatica riveste un’importanza fondamentale la diagnosi precoce, con esami specifici a scopo preventivo per individuarne subito l’insorgenza.

Prevenzione e cura: come prevenire l'insorgenza del diabete gestazionale con una dieta alimentare adeguata.

La prevenzione del diabete gestazionale, così come la cura, prevedono un’alimentazione sana priva di cibi troppo zuccherini e ricca di fibre e di verdura, e uno stile di vita corretto, supportato da una moderata attività fisica. Se si è in sovrappeso è bene progettare una perdita di peso mediante una dieta adeguata e lo svolgimento di attività fisica regolare. E’ utile per esempio fare dei corsi di ginnastica dolce adeguati al periodo della gravidanza e rivolgersi al proprio ginecologo per sapere quale deve essere il peso forma da raggiungere e mantenere. La dieta per il diabete gestazionale dovrà essere prescritta da uno specialista e deve essere normo calorica per non pregiudicare la crescita del nascituro riducendo però l’apporto di zuccheri primari e secondari. L’andamento della glicemia deve essere costantemente controllato (con stick glicemici) per accertare l’efficacia della terapia.

L’alimentazione nel diabete gestazionale.

Importantissima nella prevenzione e ancor di più nella cura del diabete gestazionale è l’alimentazione della donna. E’ infatti la prima terapia prescritta dal medico quando viene scoperta tale forma di diabete. Vediamo quali alimenti vanno evitati e come strutturare una dieta equilibrata per questo tipo di patologia, tenendo presente che una dieta di questo tipo non deve mai essere inferiore a 1800 – 2000 kcal per favorire il giusto apporto nutritivo alla madre e al bambino. Sconsigliate quindi tutte le forme di digiuno, come per esempio il digiuno terapeutico che a volte si attua in caso di diabete di tipo II.

Alimenti da evitare ed alimenti consentiti.

Per tenere sotto controllo la glicemia attraverso l’alimentazione bisogna limitare il consumo di carboidrati e di alimenti contenenti zucchero. Possiamo strutturare l’assunzione degli alimenti nel seguente modo:

Sono da evitare i cibi zuccherini come il miele, la cioccolata, i dolci, il gelato. E’ bene anche limitare il consumo di carboidrati complessi e ricchi di grassi come la pizza, e il consumo di patate, e di pasta e pane fatti con farina bianca. I carboidrati vanno limitati ma non eliminati in quanto devono fornire circa il 45% delle calorie giornaliere. Tra gli alimenti consentiti quindi figurano pane e pasta ma integrali, e anche legumi e cereali. Non associare nello stesso pasto due alimenti ricchi di amido, come per esempio pane e pasta, per evitare un incremento brusco della glicemia. Per dolcificare gli alimenti, come per esempio il latte, è possibile utilizzare dei dolcificanti come l’aspartame mentre si consiglia di evitare di assumere troppo fruttosio in quanto ha un maggiore potere dolcificante ma causa innalzamento della glicemia.

Sono consentiti, anzi si consiglia di aumentarne il consumo per prevenire fenomeni tipici della gravidanza come la stitichezza, tutti gli alimenti ricchi di fibre come la frutta e le verdure. Importante è nella scelta della frutta evitare la frutta che contiene molto zucchero come i fichi, le banane, i cachi e l’uva e preferire frutta poco zuccherina come mele o arance. Le verdure possono essere tranquillamente consumate sia crude che cotte e, nonostante vi sia una credenza che sostiene che chi è ammalato di qualsiasi tipo di diabete non debba consumare le carote, questo non è affatto vero e possono essere tranquillamente consumate senza esagerare con le quantità. E’ comunque bene prediligere verdure povere di zuccheri come il cavolo verza, gli asparagi, le zucchine e i pomodori.

Per l’assunzione delle proteine è consigliato preferire le carni bianche e il pesce rispetto alle carni rosse per evitare l’aumento del colesterolo. Questo è importante in quanto la dieta per il diabete gestazionale deve tenere sotto controllo anche i grassi poiché l’obesità favorisce la comparsa del diabete.

Va limitato anche l’apporto di grassi, evitando di assumere troppi formaggi e prediligendo formaggi magri come la ricotta, il latte scremato a quello intero per il minore apporto di grassi. Preferire come grasso per condire l’olio extravergine di oliva.

Limitare il consumo di sale sia per evitare la ritenzione idrica sia perché si è visto che esiste una correlazione tra sale e diabete anche se non è ancora chiaro il meccanismo di funzionamento.

Esempio di dieta.

La dieta consigliata in gravidanza anche in caso di diabete gestazionale deve fornire circa 1800 – 2000 kcal e può essere strutturata in cinque pasti, tre principali e due spuntini.

Colazione - scegliere tra:

  • Un caffè dolcificato con aspartame, una tazza di latte parzialmente scremato, una fettina di pane integrale da circa 50 g;
  • Un caffè dolcificato con aspartame, una tazza di latte parzialmente scremato, 2-3 fette biscottate integrali;
  • Uno yogurt di latte scremato non zuccherato (bianco o alla frutta), 2-3 fette biscottate integrali;
  • Un caffè o un thé dolcificato con aspartame, 2-3 fette biscottate integrali o 2-3 biscotti secchi senza zucchero.

Spuntino di metà mattina e pomeriggio, alternare tra mattina e pomeriggio le seguenti proposte:

  • Uno yogurt bianco o alla frutta non zuccherato.
  • Un frutto poco zuccherino (esempio mela o arancia).
  • Uno yogurt e un frutto poco zuccherino (esempio mela o arancia).
  • Un frutto poco zuccherino (esempio mela o arancia) e 2-3 fette biscottate integrali.

Pranzo - scegliere tra le seguenti opzioni:

  • Una porzione di pasta o riso (50 g) integrali conditi a scelta con verdure, un frutto o una porzione di verdura.
  • Una porzione da 100 g di carne magra (pollo, coniglio, tacchino, vitello), 50 g di pane integrale e un frutto o una porzione di verdura.
  • Una porzione da 250 g di pesce (va bene qualsiasi tipo di pesce), 50 g di pane integrale e un frutto o una porzione di verdura.

Cena - una delle alternative a scelta tra:

  • Passato di verdura o brodo con 20 g di pasta o riso e un cucchiaino di parmigiano e una porzione di prosciutto cotto da circa 70 g, un frutto o una porzione di verdura.
  • Una porzione di formaggio da circa 80 – 100 g (a scelta tra stracchino, ricotta, mozzarella), 50 g di pane integrale, un frutto o una porzione di verdura.
  • Una porzione di pesce da 250 g, o una scatoletta di tonno da 80 g, 50 g di pane integrale, un frutto o una porzione di verdura.
  • Una porzione di carne (100 g), 50 g di pane integrale, un frutto o una porzione di verdura.
  • Un uovo, 50 g di pane integrale, un frutto o una porzione di verdura.

Terapia farmacologica.

Se non si ottiene con la dieta una pronta remissione del tasso glicemico può essere necessario il ricorso ad insulina con dosaggi rigidamente controllati.

I farmaci ipoglicemizzanti orali che si somministrano normalmente in caso di diabete di tipo II sono sconsigliati per il diabete gestazionale poiché potrebbero arrecare dei danni al feto. Si consiglia quindi un trattamento con insulina somministrata per via sottocutanea. Esistono tre tipi di insulina che si utilizzano per la cura di questo diabete:

  • l’insulina zinco, da somministrare tre volte al giorno e dall’azione giornaliera medio – lunga,
  • l’insulina normale da somministrare da una a tre volte al giorno mezz’ora o un’ora prima dei pasti,
  • l’insulina isofano, un tipo di insulina la cui attività è media e che quindi richiede somministrazioni diverse, da una a tre volte al giorno, in base al tipo di gravità del diabete gestazionale.

Medicina alternativa.

Vi sono alcuni rimedi che provengono dall’omeopatia con i quali è possibile fare una cura naturale parallela alla terapia dietetica ed eventualmente farmacologica. I prodotti di erboristeria da prendere in considerazione sono le tisane per esempio a base foglie di noce e baccelli di fagiolo, in quanto contengono delle sostanze leggermente ipoglicemizzanti e gli integratori a base di fibra come per esempio la gomma guar o i semi di psillio che riducono l’assunzione degli zuccheri. Sembra abbiano un’azione ipoglicemizzante anche alcune piante come l’eucalipto, il mirto e la galega officinalis. L’eucalipto contiene sostanze che riducono l’assorbimento degli zuccheri, il mirto invece inibisce gli enzimi deputati all’assorbimento degli zuccheri, mentre la galega officinalis potenzia l’azione dell’insulina.

Domande frequenti:

Il diabete gestazionale si può prevenire ricorrendo alla diagnosi precoce?

Se si rientra nelle categorie a rischio gli esami di routine per la prevenzione del diabete vanno svolti anticipatamente rispetto alla norma.

Il diabete gestazionale si può controllare con l’alimentazione?

Si il diabete gestazionale può essere controllato con l’alimentazione. Se l’alimentazione da sola non basta occorre rivolgersi al proprio ginecologo o all’endocrinologo per stabilire la più adatta terapia insulinica.

Gli esami previsti per chi soffre di diabete gestionale sono a pagamento?

Tutti gli esami previsti per chi soffre di questa patologia hanno l’esenzione del ticket, non è necessario disporre della tessera di esenzione, ma basta la certificazione clinica di gravidanza del proprio ginecologo.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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