Diabete mellito.

Diabete mellito

Col nome di Diabete Mellito si indicano un gruppo di malattie del metabolismo che presentano tutte la caratteristica comune: l’alterazione (aumento o diminuzione) della concentrazione nel sangue di uno zucchero primario il glucosio, dovuta ad una produzione insufficiente di insulina.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che regola appunto la quantità di zucchero nel sangue e che gli consente di passare alle cellule dove viene convertito in energia.

Se il pancreas non secerne la giusta quantità di insulina la concentrazione del glucosio nel sangue non diminuisce anzi supera i normali livelli ed attraverso il filtro renale passa nelle urine.

Il nome greco diabete deriva dal sintomo comune a questa classe di malattie che è la produzione di gran quantità di urina. Il termine mellito viene, invece, dal latino, miele aggiunto, perché sangue ed urine dei diabetici sono dolci (contengono glucosio in eccesso).

Tipologie di diabete

Esistono fondamentalmente due tipi di diabete mellito: di tipo 1 e di tipo 2.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune: il sistema immunitario non riconosce come proprie le cellule del pancreas e le distrugge determinando un deficit di insulina. Il diabete di tipo 1 si manifesta prima dei trenta anni e solo nel 10% dei soggetti affetti da diabete.

Nel diabete di tipo 2, chiamato anche diabete non insulino dipendente, il pancreas produce l’insulina, ma per meccanismi non del tutto chiariti, le cellule non sono in grado di utilizzarla in maniera efficiente.

Tale diabete solitamente si sviluppa in età superiore ai 30 anni e diviene più frequente con l’età. Tra le persone di oltre 70 anni, circa il 15% è affetto da diabete di tipo 2.

Cause del diabete mellito.

Il diabete di Tipo 1 è dovuto sicuramente ad una predisposizione genetica che rende alcuni soggetti più predisposti a fattori ambientali e nutrizionali nell’infanzia e nell’adolescenza.

Fattore preponderante è l’ereditarietà e la presenza in famiglia di malati di diabete può essere un campanello d'allarme.

Il diabete di Tipo 2 è influenzato in maniera determinante dallo stile di vita, infatti l’80% delle persone affette da diabete di tipo 2 sono sovrappeso per cui risulta evidente l'importanza di una dieta per il diabete per prevenire o tenere sotto controllo il rischio di sviluppare tale patologia.

Anche alcuni farmaci quali i corticosteroidi, o determinate condizioni quali la gravidanza, possono essere causa del diabete di tipo 2.

Sintomi del diabete.

I due tipi di diabete presentano una sintomatologia simile legata agli effetti della glicemia elevata.

  • Diuresi eccessiva in quanto i reni eliminano una grande quantità di acqua per diluire lo zucchero in eccesso.
  • Sete dovuta alla diuresi.
  • Perdita di peso dovuta alla perdita di calorie attraverso le urine.
  • Sensazione di fame.
  • Offuscamento della vista
  • Ronzii, nausea e perdita di forze.

Nel diabete di Tiopo1 i sintomi compaiono improvvisamente sviluppando la chetoacidosi diabetica, ovvero un’eccessiva acidità nel sangue che si manifesta col tipico odore di acetone nel respiro e che può progredire fino al coma.

Il diabete di Tipo 2 può essere per anni asintomatico o con sintomi modesti che peggiorano gradualmente.

Nei soggetti affetti da diabete di Tipo 2 la chetosi generalmente non si sviluppa, ma i livelli ematici di zucchero possono divenire molto elevati in seguito ad un’infezione o all’uso di farmaci.

Diagnosi.

La diagnosi del diabete viene effettuata con vari tipi di esami ematici che di seguito elenchiamo:

  • La glicemia. Concentrazione del glucosio nel sangue. I livelli della glicemia a digiuno non devono superare i 126 mg/dl, dopo i pasti la glicemia non deve essere superiore a 200 mg/dl.
  • Emoglobina glicosilata o emoglobina A1c. Consente di misurare la concentrazione media del glucosio nel sangue negli ultimi tre mesi. Questa sua proprietà è dovuta a due fattori: la capacità del glucosio contenuto nel sangue di legarsi all'emoglobina dei globuli rossi dando emoglobina glicosilata in quantità tanto maggiore quanto più elevata la concentrazione di glucosio; la vita media dei globuli rossi di circa 120 giorni.
  • Test di tolleranza al glucosio orale che non è un esame di routine ma viene eseguito in caso di sospetto diabete gestazionale.

Trattamento della patologia.

La terapia del diabete comprende: dieta, esercizio fisico e l’uso di alcuni farmaci.

Per mantenere la glicemia entro livelli normali occorre una dieta sana ed equilibrata che consenta di mantenere il peso forma. I soggetti con diabete di Tipo 2 che riescono a mantenere il peso forma possono evitare la terapia farmacologica.

Bisogna in generale evitare cibi molto dolci, assumere i pasti ad orari regolari e con intervalli brevi, ridurre la quantità di grassi saturi per tenere sotto controllo il colesterolo nel sangue.

Un’adeguata attività fisica contribuisce al controllo del peso e della glicemia, ma essa deve essere bilanciata e controllata per non incorrere nello sviluppo di ipoglicemia, ovvero nell’abbassamento improvviso del livello di zuccheri.

La terapia insulinica è richiesta in caso di diabete di Tipo 1 ed in alcuni casi di diabete di Tipo 2.

L’insulina viene iniettata sotto cute con piccole siringhe o con la penna a insulina, o con un dispositivo a pompa d’aria.

L’insulina è disponibile in tre forme che hanno velocità e durata d’azione diversa.

  • L’insulina pronta agisce velocemente ma è a breve termine. Viene utilizzata da pazienti che necessitano di diverse iniezioni giornaliere e va somministrata 15-20 minuti prima o subito dopo i pasti.
  • L’insulina intermedia inizia ad agire dopo 2 o 3 ore ed ha una efficacia di circa 20 ore. Viene utilizzata di sera per coprire le ore notturne.
  • L’insulina lenta è ad azione prolungata e dura circa 36 ore.
  • La scelta del tipo di insulina è complessa e deve essere valutata dal medico in seguito alla valutazione di molti fattori.

    Nei soggetti diabetici di Tipo 2 possono essere utilizzati ipoglicemizzanti orali quali le sulfaniluree o le meglitinidi che stimolano il pancreas a produrre più insulina, o le biguanidi e i tiazolidinedioni che aumentano la risposta dell’organismo.

    Cure sperimentali

    Per il trattamento del diabete di Tipo1 esistono oggi trattamenti molto promettenti quali il trapianto di cellule che secernono insulina in vari organi.

    Tale procedura non è praticata di routine in quanto comporta la somministrazione di immunosoppressori per prevenire il rigetto delle cellule trapiantate.

    Possibili complicanze

    Il monitoraggio costante della glicemia è essenziale nei diabetici in quanto la comparsa dei sintomi di ipo o iper glicemia causa gravi conseguenze.

    Il diabete crea a lungo termine una serie di patologie pericolose che sono spesso causa di morte; gran parte di queste complicanze presenta un andamento progressivo:

    Arteriosclerosi e riduzione nel flusso sanguigno nei vasi;

    Malattie cerebrali cardiache o insufficienza renali;

    Piaghe agli arti inferiori dovute alla cattiva circolazione cutanea;

    Lesione dei vasi oculari fino alla perdita della vista.

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