Epatite B.
L’epatite B è una delle cinque forme classificate di epatiti virali. Essa è provocata dall’infezione del virus HBV che appartiene al ceppo degli Hepadnaviridae. Questo infetta il fegato trasmettendosi per contatto col sangue o altri fluidi del corpo.
La diffusione dell’epatite B ha numeri impressionanti : secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità circa la terza parte della popolazione del globo ha anticorpi della malattia (ha contratto il male ed è guarito), circa 400.000.000 di individui hanno cronicizzato la patologia e ogni anno muoiono circa 600.000 persone per le nefaste conseguenze di tale cronicizzazione. Per avere la sensazione esatta di tali dati basta pensare che gli infetti, nel mondo, del virus HIV sono “solo” 40.000.000 e 200.000.000 sono gli infetti cronici di epatite C. In Europa Occidentale, dove è obbligatoria la vaccinazione, il numero delle infezioni è drasticamente diminuito. Nell’Africa, Asia ed Europa dell’Est le epidemie sono frequenti.
Il virus, come già detto, si trasmette per contatto con fluidi corporei e quindi:
- Per via” Parenterale “ossia con siringhe infette, trasfusioni di sangue o derivati ematici non controllati, contatto diretto col sangue.
- Per via Parenterale inapparente, ossia con strumenti chirurgici contaminati, rasoi, forbici etc.
- Attraverso rapporti non protetti.
- Per via Trans placentare ossia si trasmette da madre a figlio neonato.
L’infezione ha un decorso molto diverso a seconda se viene contratta nei primi mesi di vita o in età adulta. Se il contagio avviene nella prima infanzia le probabilità che la malattia cronicizzi superano il 90%. Se il contagio avviene, invece, in età adulta le probabilità di guarire sono circa del 90%. La guarigione viene clinicamente diagnosticata quando nelle analisi del sangue non compare più la proteina HBsAg antigene di copertura del virus (proteina che ricopre il virus capace di suscitare una risposta del sistema immunitario con produzione di anticorpi specifici). Se la proteina HBsAg compare nel sangue per oltre sei mesi allora la patologia è divenuta cronica.
I sintomi dell’epatite B sono vari e differiscono da soggetto a soggetto. Con notevole frequenza l’infezione può manifestarsi in maniera asintomatica. Con maggior frequenza l’ammalato presenta una colorazione giallastra della pelle e della sclera oculare (dovuta all’aumento della bilirubina nel circolo sanguigno), transaminasi fortemente alterate, astenia, febbre, nausea.
La diagnosi dell’epatite B viene fatta innanzi tutto col riscontro dei sintomi visibili (ittero e urine color marrone per la presenza della bilirubina). Con una successiva analisi del sangue per valutare le transaminasi e il dosaggio della bilirubina. Ma la diagnosi certa si ha soltanto col dosaggio dei markers virali ossia col dosaggio della proteina HBsAg (antigene australiano), degli HBsAb (anticorpi prodotti dai linfociti b del sistema immunitario contro l’antigene HBsAg) etc. Nel 20% dei casi l'epatite B cronica, dopo un periodo che va dai 5 ai 10 anni, può degenerare in cirrosi epatica o epatocarcinoma.
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