Epatite B: sintomi, cause, contagio, trasmissione, cura e vaccino.

L'epatite B può causare gravi danni al fegato. Scopriamo le cause di contagio del virus HBV e con quali sintomi si manifesta. E’ possibile curare tale epatite virale o la si può solo prevenire con il vaccino?

Epatite B: sintomi, cause, contagio, trasmissione, cura e vaccino

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Contagio
  3. Tipologie
  4. Sintomi
  5. Cause e fattori di rischio
  6. Diagnosi
  7. Cura
  8. Prognosi
  9. Opinioni e commenti

Che cosa è l’epatite B? 

E’ una malattia infettiva del fegato, che può risultare abbastanza grave, causata dalla infezione del virus HBV ovvero dal virus della epatite virale B.

L’infezione, nella maggioranza dei casi, si evolve in maniera acuta con sintomatologia che può essere scarsa o molto severa, ma che comunque è ben controllata ed infine debellata dal sistema immunitario. Purtroppo però in una contenuta percentuale di casi (all’incirca il 10% e principalmente bambini) la malattia cronicizza e l’infiammazione con cui si manifesta produce danni e compromissioni permanenti al tessuto del fegato.

Le conseguenze potranno allora risultare veramente gravissime con sviluppo dopo anni (dai 10 ai 30) di carcinoma epatocellulare o cirrosi.

Approfondimento sul virus HBV.

Il virus HBV appartiene alla famiglia degli Hepadnaviridae. Questa categoria virale attacca le cellule del fegato (epatociti) delle scimmie antropomorfe e quindi anche quelle degli uomini. Volendo essere più precisi l’HBV è il solo Hepadnavirus che interessa la specie umana. Esso, come si vede in figura, ha forma sferica con diametro variabile tra 42 e 45 nano metri (un miliardesimo di metri pari a 0, 000.000.001 metri) e come tale è visualizzabile al solo microscopio elettronico.

Approfondendo con più dettaglio le sue caratteristiche si scopre che l’HBV è composto da un involucro di lipoproteine esterne  che avvolge un core interno formato da una struttura icosaedrica (struttura tridimensionale con 20 facce) di diametro di circa 18 nanometri.

All’interno di detto core è contenuto il DNA della specie virale. DNA che ha forma di una parziale doppia catena. Una estremità di essa è infatti è legata al DNA polimerasi. Dove il DNA polimerasi è un enzima in grado sintetizzare un nuovo filamento di DNA con l’ausilio dello stampo costituito da un filamento di DNA medesimo.

L’HBV però per replicarsi usa il processo di trascrittasi inversa simile a quello utilizzato dai retrovirus (un esempio di essi è il virus HIV dell’AIDS). Trascrittasi inversa che è un processo che sintetizza il DNA partendo, anzi che da un altro filamento di DNA, dall’RNA per induzione dell’enzima DNA polimerasi. L’envelope esterna del virus è ricoperta di composti lipoproteici noti come Antigeni di superficie o HBsAg. Questi sono responsabili dell’aggancio del virus alle cellule epatiche ed dell’ingresso di quest’ultimo nella membrana che racchiude la cellula epatica.

L’HBV ha 8 differenti genotipi che vengono indicati con le lettere maiuscole da A ad H.

Un genotipo differisce da un altro per piccole differenze (almeno l’8%) nella sequenza del genoma. Ovviamente due genotipi differenti del virus daranno luogo a infezioni che differiscono per: gravità della patologia che si sviluppa, decorso della stessa, eventuali complicanze, protocollo di trattamento e protocollo di prevenzione (diversa tipologia di vaccino).

I genotipi differenti sono generalmente individuati in aree geografiche diverse e così ad esempio il genotipo A viene rilevato solitamente: nel continente americano, in Africa, in India e nell’Europa occidentale. Mentre il genotipo H è invece solitamente rilevato in Centro e Sud America.

Sono stati riscontrati anche 4 differenti serotipi del virus. Due differenti serotipi presentano differenti proteine antigeniche sull’envelope esterna. Nell’uomo l’infezione del virus HBV può essere rilevata con analisi di laboratorio che ricercano nel siero sanguigno una serie di markers virologici (antigeni del virus ed anticorpi sviluppati dal sistema immunitario dell’ospite in risposta all’infezione).

E precisamente:

  • HBsAg. Antigene di superfice di cui si è già parlato.

  • HBcAg. Antigene corpuscolato del core virale (legato al core virale).

  • HBeAg. Antigene non corpuscolato del core virale (antigene solubile e quindi una tossina prodotta dal core).

  • HBsAb. Anticorpi contro l’antigene HBsAg.

  • HBcAb. Anticorpi contro l’antigene HbcAg. Si esprime con due distinte gammaglobuline le IgM e le IgC

  • HbeAb. Anticorpi contro l’antigene HbeAg.

Patogenesi: come si sviluppa questa infezione virale.

Il virus HBV una volta penetrato nel corpo interagisce con gli epatociti (cellule del fegato) e mediante l’antigene di superficie si lega ad essi. Successivamente l’epatocita, mediante un processo di endocitosi (quel processo per cui una cellula riesce ad interiorizzare microorganismi presenti sulla membrana plasmatica che la ricopre), interiorizza il virus. Detto meccanismo è mediato dall’antigene HBsAg. Una volta all’interno della cellula il materiale genetico del virus si fonde con quello della cellula ed inizia la fase di replicazione. Il sistema immunitario reagisce a tale situazione e scatena una risposta portata avanti dai linfociti citotossici (particolare categoria di globuli bianchi) che hanno il compito di distruggere le cellule epatiche infette. La reazione infiammatoria che ne consegue è la maggiore responsabile del danno epatico causato dalla epatite B.

Contagio: come si trasmette il virus HBV.

Inizialmente si pensava che la trasmissione della malattia infettiva potesse avvenire per il solo contatto con sangue infetto e per tale motivo l’epatite B veniva anche chiamata epatite da siero. Successivamente si è scoperto che il virus HBV nei soggetti infetti è presente oltre che nel siero anche in altri fluidi corporei come: saliva, lo sperma e le secrezioni vaginali.

Contagio del virus dell'epatite B

In considerazione di ciò, pertanto, i modi con cui, più frequentemente, il virus HBV si diffonde sono:

  • Via  parenterale o parenterale inapparente. La trasmissione per via parenterale è causata da contatto di sangue infetto dalla specie virale con mucose o ferite, la  parenterale inapparente è quando tale contatto è accidentale. E quindi attraverso tagli, ferite o contatto accidentale con strumenti o oggetti contaminati da sangue infetto che si contrae il virus. Le possibilità di tali evenienze sono numerosissime ne citiamo solo qualcuna ad esempio: strumenti chirurgici non perfettamente sterili, attrezzi da manicure o pedicure contaminati, siringhe usate per iniettarsi sostanze stupefacenti, materiali ed attrezzi per piercing o tatuaggio contaminato, trasfusioni di sangue contaminato (il rischio di tale eventualità attualmente è nullo per gli screening che vengono effettuati sui donatori), dialisi, uso promiscuo di attrezzi da toletta come rasoi, etc.

  • Rapporti sessuali non protetti. Rapporti vaginali,anali e talvolta anche orali. Infatti il virus è stato evidenziato anche nella saliva di individui affetti da infezione da HBV di particolare virulenza.

  • Trasmissione verticale da mamma a figlio durante il parto.

  • Contatto con blatte. Le blatte possono trasportare in maniera passiva o sul loro guscio esterno o nel canale alimentare il virus HBV. Questo infatti ha una notevole resistenza sia agli agenti chimici che alla temperatura e riesce a vivere anche mesi all’esterno dell’organismo ospite.

Epidemiologia.

Si stima che nel mondo gli individui che sono stati infettati da virus HBV siano più di 500 milioni. La prevalenza della malattia però varia fortemente in funzione dell’area geografica. Essa ha, infatti, un picco di oltre il 10% nelle regioni del Sud Est asiatico mentre negli USA e nel Nord dell’Europa ha valori che risultano inferiori all’1%.

In Italia come nell’intero bacino del Mediterraneo la prevalenza media è di poco inferiore al 7% e quindi è attestata su valori elevati.

Tipologie di Epatite B: acuta, cronica e fulminante.

Volendo essere più dettagliati si può dire che la risposta del sistema immunitario all’infezione dell’HBV può evolversi secondo i quattro distinti quadri clinici che menzioniamo di seguito:

  • Epatite virale B acuta. Il virus viene eliminato spontaneamente in alcuni mesi e i pazienti non sono soggetti a cronicizzazione.

  • Epatite fulminante. In rari casi, fortunatamente, l’epatite virale B può evolversi con una necrosi massiva delle cellule epatiche denominata epatite fulminante. Questa condizione è estremamente grave tanto che nel 90% dei casi conduce alla morte. E’ possibile talvolta far ricorso al trapianto del fegato ma data la velocità con cui si evolve la malattia non sempre è disponibile tempestivamente il donatore.

  • Epatite virale B cronica. La malattia può presentare pochi sintomi ed in queste condizioni non viene diagnosticata. Il virus pertanto rimane all’interno del tessuto epatico per oltre i sei mesi e ne compromette la funzionalità.

  • Portatore sano dell’epatite B. Il virus rimane all’interno degli epatociti ma la risposta del sistema immunitario non ne compromette la funzionalità. Ovviamente il portatore sano può contagiare con i suoi fluidi corporei altri individui anche se la capacità di trasmettere il contagio è ridotta. Nel portatore sano, in un qualsiasi momento, L’HBV può subire una improvvisa riattivazione con epatite virale acuta che può facilmente degenerare in epatite fulminante.

Sintomi e segni della malattia.

Il tempo di incubazione del virus dal momento della infezione è di circa 3 mesi. Trascorso tale periodo si svilupperà la sintomatologia che di seguito riportiamo:

Febbricola.

Potrebbero interessarti le altre cause che comportano una febbricola persistente.

  • Dolori dei muscoli e delle articolazioni.

  • Debolezza e mancanza di forze. Anche dopo sforzi assolutamente irrilevanti ed addirittura a riposo.

  • Mancanza di appetito.

  • Nausea e talvolta vomito.

  • Dolori addominali. Localizzati nel quadrante destro in alto (regione dell’addome dove è allocato il fegato).

  • Ittero. Con ingiallimento della pelle, delle mucose e delle sclere degli occhi. L’ingiallimento è provocato dall’eccesso di bilirubina coniugata nel sangue conseguenza della compromissione epatica. L’ittero si si accompagna a prurito cutaneo, urine color marsala dovute all’eliminazione per via renale della bilirubina coniugata che è idrosolubile, feci chiare dovute alla assenza di stercobilina.

Ma quanto dura il quadro illustrato? La sintomatologia dell’epatite B, quando si manifesta in maniera acuta, di norma dura una o due settimane e poi, per l’azione del sistema immunitario, regredisce fino a sparire totalmente.

In un certo numero di individui, e segnatamente in neonati e bambini, la sintomatologia è del tutto assente o talmente lieve che non ci si accorge di essere malati. E’ questa la condizione più pericolosa perchè la malattia non controllata può cronicizzare con le conseguenze già accennate.

Cause dell’epatite B e fattori di rischio.

Come si è già ripetutamente detto la causa dell’epatite virale B è l’infezione del virus HBV.

Fattori di rischio per l’epatite virale B sono le situazioni che aumentano le probabilità di contrarre la malattia infettiva:

  • Promiscuità sessuale con rapporti non protetti.

  • Tossicodipendenza ed riutilizzo di siringhe.

  • Esposizione per motivi professionali a sangue umano e suoi derivati (paramedici, dottori, etc.).

  • Soffrire di insufficienza renale che richiede dialisi.

  • Convivere con un ammalato cronico di epatite B.

  • Vivere/soggiornare in un area geografica in cui l’epatite B è endemica. Come ad esempio il Sud Est dell’Asia e l’Europa orientale.

Diagnosi: come leggere i valori dei markers virologici.

Il golden test per la diagnosi della epatite virale B è la determinazione dei Markers virologici di cui si è già parlato. Va però detto che il solo rilievo dei livelli di detti markers non basta ma necessita di un successiva interpretazione dei valori. Interpretazione riassunta nello schema diagnostico della malattia in funzione dei markers virologici che riportiamo.

Epatite B acuta: HBsAg: positivo - HBeAg:Positivo/negativo - HBcAb/IgM: Positivo - HBcAb/IgC: Positivo - HBeAb: Negativo - HBsAb: Negativo      

Epatite B cronica: HBsAg: positivo - HBeAg:Positivo - HBcAb/IgM: Negativo - HBcAb/IgC: Positivo - HBeAb: Negativo - HBsAb: Negativo 

Portatore sano: HBsAg: positivo - HBeAg:Positivo - HBcAb/IgM: Negativo - HBcAb/IgC: Positivo - HBeAb: Positivo - HBsAb: Negativo    

Alla determinazione dei markers si abbinano solitamente anche altre indagini tese a valutare la funzionalità delle cellule epatiche. Questi ulteriori test sono:

  • Determinazione dell’ammontare di DNA dell’HBV presente nel sangue. E un indice preciso della carica virale ossia dell’entità di replicazione del virus. Serve a stabilire l’efficacia della terapia utilizzata per debellare l’infezione.

  • Test di funzionalità epatica. Valuta il danno al fegato procurato dalla malattia.

  • Biopsia del tessuto epatico. Da anche esso conto del danno epatico subito ed aiuta nella scelta del miglior trattamento.

Cura dell’epatite B: antivirali e trapianto.

L’epatite virale B acuta non richiede di solito alcun trattamento. L’infezione sarà debellata in tempi ragionevolmente brevi dal sistema immunitario. Se la sintomatologia è severa il medico curante può prescrivere una terapia per blandirla.

L’ epatite virale B cronica viene trattata con :

  • Antivirali. Inibiscono la capacità del virus di replicarsi e limitano il danno epatico.

  • Trapianto dell’organo. Nel caso di forte compromissione del tessuto epatico si rende necessario il trapianto. Il donatore può essere un deceduto o un vivente compatibile.

  • Immunoglobuline e vaccinazione per prevenire l’epatite B immediatamente dopo l’esposizione al virus (neonati da madre infetta).

L’unica prevenzione seria è la vaccinazione.

Al paziente affetto da epatite B è consigliato uno stile di vita tale da prendere ogni possibile precauzione per non diffondere il contagio della malattia:

  • non condividere oggetti di toletta,

  • praticare sesso protetto, informandone i partners sessuali della propria condizione,

  • non donare sangue,

  • se si è in gravidanza informare il ginecologo della propria condizione affinchè alla nascita del bambino vengano prestate le opportune cure per impedire il contagio.

Diritti del paziente che soffre di questa epatite.

Il paziente affetto da epatite B ha diritto all’esenzione del ticket per patologia. Il paziente affetto da epatite virale B cronica ha diritto all’invalidità civile in una percentuale che è pari al 51%.

 Prognosi e complicanze dell’epatite B.

Si guarisce dall'epatite B e quali sono i tempi necessari? La prognosi dell’epatite B nella maggioranza dei casi (quadro clinico acuto) è benevola, il paziente guarisce in qualche settimana o al massimo un mese.

Nel caso di quadro clinico cronico c'è il rischio di conseguenze come:

  • Epatite virale D. Tutti gli infetti da epatite B possono contrarre l’epatite D. Senza la preesistente infezione del virus HBV non è possibile essere infettati dal virus HDV.

  • Insufficienza epatica. Severa compromissione delle funzioni del fegato causata dall’infiammazione cronica che si accompagna all’epatite virale B cronica.

  • Cirrosi epatica. E’ il quadro clinico terminale della compromissione della funzionalità degli epatociti procurata dall’infiammazione che convive con l’epatite B cronica.

Approfondisci i sintomi ed i rischi della cirrosi epatica.

  • Carcinoma epatocellulare. E’ una neoplasia che si origina dagli epatociti. La probabilità del suo sviluppo viene notevolmente incrementata se all’epatite cronica C si accomuna l’alcolismo.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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