Frattura di Colles riabilitazione.

Frattura di Colles riabilitazione

La riabilitazione successiva ad una frattura di Colles richiede da parte dello specialista una precisa valutazione della funzionalità dell'articolazione. Nell'effettuare detta valutazione si dà la massima attenzione, più che a movimenti di adduzione ed abduzione, alla flesso estensione. Flesso estensione del polso che, dal punto di vista della funzionalità, è il parametro di maggior importanza.

Forniamo, in breve per iniziare, qualche notizia sulla frattura di Colles e sul relativo trattamento.

Viene denominata frattura di Colles una lesione più o meno scomposta dell'epifisi distale del radio (testa del radio prossima al polso). La frattura generalmente è provocata da una caduta sul palmo aperto della mano ed interessa generalmente anziani con problemi di osteoporosi o giovani sportivi.

Il trattamento è con tutore gessato per 6 settimane circa o con intervento chirurgico ed applicazioni di perni/placche di osteosintesi. In entrambi i casi lo scopo del trattamento riabilitativo è di ridare al paziente la totale funzionalità dell'articolazione compromessa dal lungo periodo di forzato immobilismo. Il polso dopo tali eventi si presenta rigido, privo di forza e con ridotte capacità di mobilità. Generalmente non è possibile stabilire un trattamento riabilitativo standard perché questo dipende dal tipo di riduzione della frattura, dalla risposta del paziente e dalle eventuali complicanze.

Nel caso di trattamento conservativo (tutore gessato per 6 settimane) che prevede il periodo di immobilizzazione più lunga è fondamentale durante tale lasso di tempo mantenere costantemente in attività la mobilità delle dita evitando però di serrarle con molta forza. Una volta liberi dal tutore gessato si passa a tecniche di mobilità articolare accompagnate da esercizi con carichi progressivi tesi al recupero della forza perduta. Massaggi all'avambraccio prima di ogni seduta di allenamento favoriscono una riduzione della rigidità e del dolore.

Generalmente si parte con esercizi di prensione inizialmente grossolana e poi sempre più selettiva. Si procede poi con una mobilità passiva del polso effettuata manualmente o con l'utilizzo di apposita macchina: Kinetec. Quando gli esercizi di mobilità non producono più dolore si procede con un esercizi che prevedono un lavoro attivo contro resistenza con carichi crescenti.

La riabilitazione di fratture ridotte chirurgicamente, poiché richiedono un periodo di immobilismo più breve, sono generalmente più semplici e le tecniche sono pressoché identiche a quelle già descritte.

Un elemento di complicanza può essere una cicatrice con retrazioni che possono limitare la mobilità nella direzione che va ad allungare la cicatrice stessa. Per limitare tali inconvenienti ed i connessi fastidi si apre e si conclude ogni seduta di esercizi con un massaggio di scollamento della cicatrice avendo cura di procedere nella direzione della limitazione alla mobilità.

In caso di complicanze che compromettano la totale articolarità del polso bisogna calibrare gli esercizi all'ottenimento dei massimi risultati ottenibili senza caricare il paziente eccessivamente ed inutilmente. Durante il periodo riabilitativo risultano utili terapie fisiche che alleviano il dolore come elettroterapia, magnetoterapia, laser terapia.

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