Frattura femore scomposta.

Frattura femore scomposta

Si diagnostica una “frattura scomposta del femore” quando in seguito ad un trauma l'osso presenta una interruzione della continuità ed i due o più monconi in cui si divide non sono più allineati.

Il femore è un osso lungo della coscia costituito da una zona centrale detta “diafisi” e da due estremità dette”epifisi”: una prossimale ed una distale. L’epifisi prossimale articolandosi nell’acetabolo del bacino forma l’articolazione “coxofemorale”. L’epifisi distale con la tibia e la rotula forma l’articolazione del “ginocchio”.

Una frattura scomposta del femore può essere esposta se i frammenti ossei lacerando muscolo e cute, fuoriescono all’esterno. Ed ancora, a seconda del numero di interruzioni, può classificarsi in: unifocale, bifocale, pluriframmentata.

La zona del femore che è normalmente più interessata dalle fratture è quella del collo dell’osso vicino alla epifisi prossimale. Una tale frattura può avvenire all’interno o all’esterno della articolazioni si parla di frattura infra articolare ed extra articolare. Le fratture infra articolari sono quelle più pericolose perché danneggiano i vasi sanguigni che sono deputati alla vascolarizzazione dell’articolazione e se tale danno non viene curato in maniera adeguata può procurare necrosi del tessuto osseo.

La diagnosi di una frattura scomposta del femore è alquanto facile. A parte il persistente e sordo dolore l’arto interessato si presenta più corto e spesso extra ruotato (piede rivolto verso l’esterno). Comunque l’esame radiografico evidenzia chiaramente la frattura ed il conseguente stato dell’allineamento dei tronconi ossei. In pazienti giovani ed in buona salute la frattura scomposta del femore è un evento molto raro conseguente a violentissimi traumi come può essere un incidente stradale. Purtroppo il discorso è totalmente diverso in caso di frattura del femore negli anziani.

La frattura del femore è un incidente diffusissimo (anche per banali cadute) che colpisce principalmente le donne con elevato tasso di mortalità. La causa è l’indebolimento della densità ossea provocata dall’osteoporosi.

La riduzione della frattura scomposta del femore avviene normalmente per via chirurgica. Anzi l’intervento (da praticarsi nelle 24/48 ore successive) non solo è consigliato ma è obbligatorio (tranne casi di anestesia rischiosa) per un decorso privo di pericolose complicazione e per una completa riabilitazione funzionale. L’intervento varia al variare del punto di frattura e può comportare l’utilizzo di perni, placche, protesi parziali o addirittura totali.

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