Frattura malleolo tibiale: tipi, sintomi, e riabilitazione.

La frattura del malleolo tibiale coinvolge un osso dell’articolazione della caviglia, localizzato sulla porzione distale della tibia. È conseguenza di un trauma fisico determinato da sport, incidenti stradali o cadute accidentali. La frattura può essere composta o scomposta ed interessare diverse parti del malleolo e si presenta con diversa sintomatologia. La terapia può essere di tipo coservativo, con applicazione di tutori o gesso e successivamente ricorso a riabilitazione motoria e fisioterapia, oppure può essere di tipo chirurgico.

Frattura malleolo tibiale: tipi, sintomi, e riabilitazione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Diagnosi
  6. Cure

Frattura del malleolo tibiale: caratteristiche.

Il malleolo tibiale è una protuberanza ossea della tibia, un osso che si trova nella parte inferiore nella gamba nella porzione interna. La frattura malleolo tibiale quindi è un trauma che interessa queste strutture e che più precisamente interessa la porzione distale della tibia, quella cioè più vicina all’articolazione della caviglia. Tale articolazione è molto importante in quanto sostiene il peso del corpo durante la deambulazione e pertanto è oggetto di numerose e forti sollecitazioni che, in alcuni casi, possono essere talmente forti da dare origini a traumi che determinano la rottura dell’osso. Una frattura malleolo tibiale, sebbene nella maggior parte dei casi abbia una prognosi favorevole, talvolta può determinare conseguenze permanenti che in alcuni casi danno la possibilità di richiedere l’invalidità (sebbene la percentuale riconosciuta sia molto bassa, intorno al 10%).

Tipologie di trauma: gravità e localizzazione.

Le fratture del malleolo tibiale possono essere di diverse tipologie in base al tipo di frattura, ed alla posizione.

In base al tipo, possiamo avere una frattura:

  • composta, quando le due porzioni di osso mantengono la loro sede anatomica e la frattura presenta margini netti e delimitati.
  • Scomposta, quando le due porzioni di osso presentano margini non regolari, vi sono più punti di frattura, e le ossa fuoriescono dalla loro sede anatomica.

In base alla posizione in cui si verifica, la frattura malleolo tibiale può essere:

  • apicale, quando interessa la porzione superiore del malleolo tibiale.
  • Mediale o interna, quando è localizzata nella porzione terminale della tibia.
  • Posteriore, se è localizzata a livello della sporgenza posteriore della tibia.
  • Laterale o esterna, quando la frattura è più vicina al malleolo del perone (un altro osso della porzione inferiore della gamba).

Le cause di frattura.

Le cause di una frattura al malleolo tibiale sono solitamente di natura traumatica.

In particolare la frattura può derivare da:

  • distorsione della caviglia, che può verificarsi ad esempio quando la caviglia ruota accidentalmente verso l’esterno (quando ad esempio non si vede un gradino mentre si cammina, o si atterra in modo errato dopo un salto).

Approfondisci le caratteristiche della distorsione alla caviglia.

  • Caduta sulla caviglia, con conseguente scarico del peso corporeo sull’articolazione.
  • Cambio di direzione repentino, come quelli che avvengono in alcuni sport quali calcio, tennis o rugby.
  • Incidenti stradali.
  • Stress da sovraccarico, che può determinarsi quando si eccede in alcuni sport.

I sintomi del trauma al malleolo tibiale.

Il principale sintomo che accompagna la frattura malleolo tibiale è il dolore, che si manifesta, in forma acuta, subito dopo il trauma.

Altri sintomi possono essere:

  • Gonfiore dell’articolazione.
  • Arrossamento o comparsa di un ematoma.
  • Fuoriuscita dell’osso dalla sede anatomica con conseguente deformità articolare.

Come si esegue la diagnosi?

La diagnosi si esegue mediante tecniche di diagnostica per immagini quali ad esempio:

  • radiografia dell’articolazione per accertare la presenza della frattura.
  • Tac o risonanza magnetica per visualizzare più nitidamente le ossa fratturate e comprendere sia la tipologia di frattura che l’eventuale coinvolgimento di altre strutture quali i legamenti.

Terapie per la frattura del malleolo tibiale.

In assenza di complicanze la guarigione della frattura malleolo tibiale avviene in circa 40 giorni. Per favorire la corretta guarigione è necessario intervenire con la terapia più appropriata che può essere di tipo conservativo o chirurgico, in base ai singoli casi.

Terapie non chirurgiche.

La terapia conservativa delle fratture malleolo tibiali prevede di non intervenire chirurgicamente e solitamente è un tipo di trattamento riservato alle fratture composte. Si può intervenire mediante:

  • applicazione di un tutore o del gesso, per mantenere i due frammenti ossei in sede e favorire la rigenerazione ossea.
  • Riabilitazione motoria dopo aver tolto il gesso o il tutore, a cui associare dei massaggi drenanti o un bendaggio compressivo per ridurre il fisiologico gonfiore alla caviglia. Gli esercizi di riabilitazione sono all’inizio di tipo passivo, cioè è il fisioterapista a muovere delicatamente l’articolazione, successivamente diventano di tipo attivo e sarà il paziente a coordinare il movimento. Le tipologie di esercizi variano in base ai casi.
  • Sedute di fisioterapia, in particolare risultano particolarmente indicate la magnetoterapia (una tecnica di fisioterapia che sfrutta i campi elettromagnetici per guarire o migliorare alcune patologie) ed il trattamento con le onde d’urto, poiché entrambe le tecniche favoriscono il consolidamento dell’osso.

Terapia chirurgica: in caso di frattura scomposta.

Quando siamo in presenza di frattura scomposta o in tutti quei casi in cui il medico ortopedico lo ritiene necessario, il trattamento può essere di tipo chirurgico. L’intervento chirurgico viene eseguito solitamente dopo 24 – 48 ore dal trauma che ha determinato la frattura e si esegue:

  • riposizionando le due porzioni di osso che sono fuoriuscite dalla loro sede anatomica.
  • Applicando delle viti, dei perni e dei filamenti per garantire la stabilità delle ossa e la posizione corretta in cui si salderanno.
  • Applicando, non appena terminato l’intervento, un gesso o un tutore per garantire l’immobilità della caviglia.

È bene sottolineare che l’intervento chirurgico non accelera i tempi di guarigione ma serve più che altro a garantire che le ossa si saldino nella posizione corretta. Ci vogliono circa 6 – 8 settimane di immobilità affinchè la caviglia si saldi correttamente. Anche dopo l’intervento chirurgico è necessario procedere con tecniche di fisioterapia e riabilitazione motoria.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)
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