Gengive infiammate.

Gengive infiammate

L’infiammazione delle gengive o più comunemente gengivite è una patologia infiammatoria che interessa i tessuti che sovraintendono al mantenimento ed all’ancoraggio dei denti: le gengive. Esse vengono solitamente suddivise in tre parti distinte:

  • Gengiva marginale costituita da strisce sottilissime di tessuto (circa un mm) che avvolgono, senza aderirvi, i denti nella zona del colletto (passaggio tra la corona esterna e la radice interna).
  • Gengiva aderente che è il prosieguo della marginale che incapsula il dente e lo mantiene fermo nella sua naturale posizione ossia sull’osso in cui è collocata la radice.
  • Gengiva libera che è il prosieguo della gengiva fino alle guance ed alle labbra.

Epidemiologia dell'infiammazione gengivale.

La gengivite è una malattia molto comune. Il numero di individui che soffrono, con vari stadi di gravità, di questa malattia è molto più elevato di quanto sia ragionevolmente immaginabile. E tutto ciò per il semplice motivo che non sempre i sintomi del male si manifestano in maniera chiara e palese. Tuttavia se non viene trattata può trasformarsi in parodontite che può causare la perdita dei denti.

Un tempo la gengivite era molto più diffusa, ma, a partire dagli anni settanta, ha subito un calo considerevole in seguito al miglioramento dell’igiene orale.

Cause della gengivite.

L'infiammazione delle gengive è causata da batteri. Per effetto della masticazione piccole particelle di cibo si depositano negli spazi interdentali e nelle sacche gengivali. Se non rimosse, dette particelle vengono aggredite dai batteri che colonizzano il cavo orale. In tali condizioni i batteri prosperano e si moltiplicano e generano la placca che, se non asportata, diventa tartaro che mina alla radice la stabilità del dente. Fondamentalmente essa è dunque causata da scarsa o errata igiene dentale che si accentua nei fumatori e nei soggetti con alcune patologie o disturbi, quali diabete mellito, malnutrizione, leucemia ed AIDS.

Altre cause che possono provocare la gengivite sono farmaci, deficit vitaminici infezioni virali o micotiche.

Tipi di gengivite.

A seconda della causa che determina l’infezione alle gengive possiamo distinguere:

Gengivite da placca.

La gengivite causata dalla placca è la più frequente patologia che causa arrossamento e sanguinamento della gengiva. La placca che rimane sui denti per oltre 72 ore si trasforma in tartaro, una formazione calcarea che non viene rimossa completamente con spazzolino e filo interdentale. Essa può essere facilmente prevenuta con buona igiene, colluttori e dentifrici appositi.

Gengivite da farmaci.

L'infiammazione delle gengive causata dai farmaci è dovuta ad iperplasia del tessuto gengivale prodotta da alcuni farmaci quali la Fenitoina, utilizzata per le convulsioni, la Ciclosporina, utilizzata da soggetti sottoposti a trapianti di organi, ed i calcioantagonisti come la Nifedipina che viene assunta per controllare la pressione arteriosa. Anche in questi casi una corretta igiene orale può rallentare la crescita gengivale e la necessità di ricorrere alla chirurgia.

Gengivite da carenza vitaminica.

L'evenienza di gengive infiammate a causa di carenza vitaminica è molto rara, ed è dovuta a carenza di vitamina C (scorbuto) o a deficit di Niacina (pellagra). In tal caso bisogna compensare il deficit e associare alla Vitamina C una dieta ricca di frutta secca e verdure.

Gengivite da infezioni.

Tale infezione può essere di due tipi:

    • Gengivite da infezioni virali che oltre all’arrossamento, comporta la formazione di piccole ulcere dolorose che vanno trattate con sciacqui con anestetico per alleviare il dolore.
    • Gengivite da infezioni micotiche causate dal proliferare di funghi del cavo orale in seguito all’assunzione prolungata di antibiotici. Tipica gengivite da fungo è il Mughetto dei lattanti causato dal fungo Candida Albicans. Tali infezioni vanno trattate con farmaci antifungini quali la Nistatina.

Gengivite in gravidanza.

Durante la gravidanza l'infezione che colpisce le gengive della futura mamma viene causata dalle modificazioni ormonali dovute a tale stato. Si aggrava trascurando l’igiene orale e può degenerare in una notevole iperplasia gengivale detta Epulide gravidica che viene rimossa chirurgicamente.

Gengivite in menopausa.

L'infiammazione si verifica molto raramente nelle donne in post-menopausa. Tale patologia denominata Gengivite desquamativa è molto dolorosa e colpisce lo strato più esterno della gengiva. In tal caso è molto indicata una terapia ormonale sostitutiva oltre all’assunzione di corticosteroidi in compresse o in crema.

Gengivite da leucemia.

La patologia è causata da un’infiltrazione di cellule leucemiche intorno alla gengiva. Causa sanguinamento persistente e può essere alleviata con colluttori a base di Clorexidina.

Gengivite da inclusioni dentarie.

L'infezione si verifica intorno alla corona di un dente incluso, cioè non completamente emerso. In tal caso la gengivite è limitata a tale zona e viene trattata con antibiotico e un piccolo intervento dentistico.

Periodontite o piorrea.

La parodontite o periodontite o piorrea è una forma grave di gengivite in cui l’infezione si estende all’osso provocandone l’erosione e la distruzione dei legamenti per cui il dente diventa mobile e può alla fine cadere. La piorrea è dovuta generalmente all’accumulo di placca e tartaro ed anche ad alcune malattie metaboliche quali diabete, Sindrome di Down, morbo di Crohn e AIDS. La Periodontite richiede un trattamento specialistico per pulire in profondità le tasche gengivali o per correggere i difetti ossei provocati dall’infezione.

Gengivite necrotizzante ulcerativa.

Tale infezione è particolarmente dolorosa e può causare anche febbre. E’ attualmente una forma molto rara che colpisce i soggetti immunodepressi. L’infezione è dovuta al proliferare di batteri che popolano il cavo orale in seguito ad uno stress fisico o psichico o in seguito a malnutrizione o mancanza di sonno. Le gengive presentano erosioni ed uno strato di tessuto necrotico, sanguinano e causano dolori durante la masticazione e la deglutizione. Oltre ad un’accurata igiene orale è consigliata l’assunzione di antibiotici.

Sintomi dell'infezione: come si presenta.

Nelle gengiviti semplici i fastidi sono minimi: arrossamento e contenuto sanguinamento durante la pulizia dei denti.

Nei casi più gravi il sanguinamento è accompagnato a dolore e sensibilizzazione, gonfiore, alitosi, fino alla mobilità dei denti. Raramente appare la febbre ed ingrossamento dei linfonodi sottomandibolari.

Appare evidente come la gengivite, apparentemente innocua, finisca, nelle sue conseguenze estreme in parodontopatia o piorrea, per divenire la principale causa di caduta dei denti.

Come si cura l'infiammazione alle gengive: i rimedi.

La cura principe dunque per la gengive infiammate è una corretta igiene orale. L’uso adeguato di un appropriato spazzolino, unito ad un buon dentifricio, dopo ogni pasto più mattina e sera, è fondamentale per contrastare con efficacia l’insorgere della patologia descritta.

Lo spazzolino va utilizzato per almeno tre minuti e cambiato regolarmente. Spesso però il solo uso dello spazzolino non basta e per rimuovere la placca batterica da tutti gli spazi interdentali per risolvere il problema, è necessario l’uso del filo interdentale e di appositi scovolini.

Con l’infiammazione in atto può essere anche necessario l’uso di un colluttorio disinfettante opportunamente prescritto dallo specialista e talvolta una o più sedute di detartrasi (rimozione del tartaro) eseguita dall’igienista con apposite apparecchiature ad ultrasuoni.

E’ comunque buona norma sottoporsi con frequenza annuale ad una pulizia dei denti eseguita da un igienista esperto ed  una visita di controllo odontoiatrica.

Inoltre è efficace una dieta corretta a base di frutta e verdure fresche, mentre sono altamente nocivi fumo ed alcool che non solo irritano le gengive, ma non consentono il corretto assorbimento di vitamine e sali minerali.

Cure casalinghe e rimedi naturali.

Molti i rimedi casalinghi che aiutano l’igiene orale, sciacqui con acqua e bicarbonato, con acqua e sale o con acqua ossigenata, ed in effetti qualche beneficio lo apportano.

Il bicarbonato rende i denti più bianchi, mentre limone, aceto o acqua ossigenata servono a disinfettare; molti colluttori a base di menta, salvia o altre erbe aiutano ad avere un alito fresco, mentre gli sciacqui con camomilla alleviano la tumefazione.

Tuttavia tali rimedi possono essere considerati preventivi, in presenza di una vera patologia è necessario consultare uno specialista.

Torna alla home di Medicina Torna su