Ipertensione dieta

Medicina 360

L’articolo prende in considerazione la dieta che bisogna necessariamente seguire se ,improvvisamente, come è accaduto a colui che scrive, si scopre di essere ipertesi.

Innanzi tutto, per una maggiore comprensione di quanto, segue chiariamo cosa si intende per ipertensione.

L’ipertensione è un anomalo e costante aumento della pressione arteriosa.

Quindi per stabilire se si è o no ipertesi è necessario conoscere i valori considerati di soglia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che tali limiti sono: 140 millimetri di mercurio per la pressione massima o sistolica(misurata con il cuore è in contrazione), 95 mm di mercurio per la pressione minima o diastolica (misurata con il cuore in rilassamento).

L’ipertensione è un malanno tipico del benessere (eccesso di cibo, scarsa attività fisica) e come tale è una delle patologie più diffuse nei paesi industrializzati. Il suo maggior problema è che è un male asintomatico per cui molti ne soffrono senza essere consapevoli del loro stato patologico e spesso lo scoprono solo in seguito ad un evento eclatante. Per tale motivo è molto importante ,se si è superato il quarantacinquesimo anno di età, misurare la pressione almeno 2 volte all’anno.

Sebbene i danni che l’ipertensione può provocare sono notevoli(gli organi maggiormente interessati sono cervello, cuore e reni) se affrontata nella giusta maniera e fondamentalmente nel suo stadio iniziale è possibile mantenerla sotto controllo modificando soltanto l’alimentazione e lo stile di vita e senza ricorso a terapia farmacologica.

Dieta.

Che dieta bisogna seguire in caso di ipertensione?

Ipocalorica e povera di sodio ed a basso consumo di sostanze alcoliche.

Chiariamo quanto asserito.

L’obesità sembra essere strettamente correlata all’ipertensione. Da studi epidemiologici si è appurato che un obeso ha una probabilità tre volte superiore di sviluppare la patologia ma non tutti gli obesi sono ipertesi. Sembra che il nesso tra obesità e ipertensione sia da ricercarsi nella forma e la struttura delle cellule adipose e la loro distribuzione a livello dei visceri. Comunque un calo ponderale di 6/7 Kg comporta un abbassamento della pressione arteriosa di 10/15 mm di mercurio. Pertanto è necessario all’insorgere della patologia praticare una dieta ipocalorica che produca un calo del peso corporeo.

Il consumo eccessivo di sodio genera ritenzione di liquidi nel nostro corpo e conseguentemente un aumento di pressione. L’apporto consigliato di sodio è di 2 grammi giornalieri. Una normale alimentazione ne arreca circa  5/6 grammi. Quindi una dieta povera di sodio deve ridurre di almeno il 50%  il solito consumo. E importante notare che il sodio ci viene non solo dagli alimenti e dal sale da cucina ma anche da diversi conservanti dei cibi industriali e  confezionati. Bisogna quindi prestare attenzione alle etichette. Altra fonte di sodio sono le acque che beviamo che non sempre sono povere del metallo. Altro fattore di cui bisogna tener presente nell’alimentazione è il potassio che è un antagonista del sodio per cui si dovrebbe tendere al consumo di alimenti ricchi di potassio (farine integrali in special modo quelle di farro e soia, frutta secca, etc.)

Il consumo di alcool specialmente se eccede determinati limiti(30 grammi al di di etanolo circa un quarto di litro di vino) favorisce l’aumento della pressione. Mentre il consumo di piccoli quantitativi di vino rosso ad ogni passo sembra indurne l’abbassamento.

I consigli alimentari sopra descritti da soli naturalmente non bastano a contenere l’ipertensione e devono essere accompagnati da un’attività fisica costante di tipo aerobico. A tal proposito basta una passeggiata ad andatura spedita di un’ora al giorno.

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