Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cure ed esercizi.

Quali sono le procedure di riabilitazione per la frattura del polso? Quali sono gli esercizi e le tecniche di fisioterapia più efficaci per riacquistare, nel minor tempo possibile, la mobilità della mano? Approfondiamo le cure e le procedure da mettere in atto in caso di frattura del polso.

Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cure ed esercizi

    Indice Articolo:

  1. Perchè è necessaria?
  2. Esercizi

Perchè è necessaria la riabilitazione dopo una frattura del polso?

Qualunque sia la tecnica di riduzione, dopo una frattura del polso va immediatamente messo a punto un adeguato protocollo riabilitativo. Infatti, quasi tutti i pazienti dopo una frattura lamentano rigidità e dolore al polso anche dopo la guarigione.

Per riacquistare la piena funzionalità dell’articolazione è necessario un periodo di terapia fisica da iniziare già durante il periodo di immobilizzazione e continuare dopo pochi giorni dall’intervento chirurgico o subito dopo la rimozione del gesso.

Puoi approfondire le caratteristiche della frattura del polso. 

Il polso è un’articolazione che si trova tra il braccio e la mano e congiunge le ossa dell’avambraccio con il metacarpo. Tra le varie fratture del polso la più frequente è quella di Colles ossia la frattura dell'epifisi distale del radio. Tale frattura è generalmente provocata da una caduta sul palmo aperto della mano e pertanto è comune sia negli anziani con problemi di osteoporosi sia nei giovani dove le attività sportive giocano un ruolo determinante.Il trattamento della frattura. Può essere o conservativo con applicazione di doccia gessata al polso per 4-6 settimane o chirurgico, con intervento ed eventuale impianto di viti e/o placche.

Gli esercizi di riabilitazione per mano e braccio.

La riabilitazione da fare durante il periodo di immobilizzazione riguarda le articolazioni della mano e quelle del gomito e della spalla.

I rischi più frequenti durante tale periodo sono, infatti, edema della mano e rigidità delle varie articolazioni che sono interessate dall'immobilità. Per ovviare a tali problemi nell'applicazione del tutore gessato devono essere lasciate libere le articolazioni metacarpo falangi per consentire la mobilitazione attiva e passiva ed esercizi di abduzione e adduzione tra il pollice e le altre dita. Medesima attenzione va data alla mobilità articolare del gomito e della spalla per evitare ispessimenti tendinei e aderenze indotte dalla forzata immobilità.

Appena tolto il gesso si iniziano gli esercizi attivi e passivi contro resistenza. Questi esercizi vanno aumentati nel tempo in maniera progressiva. Il nemico principale in questa fase è costituito dalla paura del paziente di seguire il terapista nel programma riabilitativo per il dolore che i movimenti dell'articolazione inducono e pertanto per una buona riuscita del programma risulta fondamentale la volontà dello stesso.

Il movimento attivo è comunque la miglior medicina ed il programma riabilitativo dopo una prima fase di mobilizzazione globale delle giunture e in maniera particolare del polso dovrà proseguire con esercizi di mobilizzazione contro resistenza progressivamente crescente per ridare forza e trofismo muscolare. Fondamentali a tale proposito risultano esercizi di presa con oggetti di densità e resistenza crescente.

Esercizi:
  • Con una pallina di gomma stringere la mano e riaprirla per una ventina di volte. L’esercizio va ripetuto più volte al giorno per una ventina di giorni.
  • Appoggiare la mano infortunata al bordo del tavolo con il dorso verso l’alto. Con l’altra mano spingere la mano verso l’alto e poi verso il basso. Ripetere l’esercizio per 20 volte ogni giorno per una ventina di giorni.
  • Poggiare la mano sul tavolo, chiudere a pugno e ruotare verso destra e verso sinistra. Ripetere l’esercizio per 20 volte ogni giorno per una ventina di giorni.
  • Passare un elastico tra le dita e poi allargare e chiudere le dita. Ripetere l’esercizio per dieci volte 3 volte al giorno.

Oltre agli esercizi vengono utilizzati trattamenti radioterapici con correnti faradiche e con magnetoterapia o laser per ridurre dolore ed infiammazione.

  • La magnetoterapia è una tecnica che prevede l’utilizzo di onde elettromagnetiche a bassa frequenza. I sostenitori di questa tecnica ritengono che essa agisce sulle cellule creando un massaggio utile per alleviare lo stato infiammatorio, ma ad oggi, non vi è nessun riscontro scientifico della sua efficacia.
  • L’elettroterapia consiste nello stimolare i muscoli con impulsi elettrici a bassa frequenza mediante l’applicazione di elettrodi sulla parte. Il muscolo reso ipotrofico dal ridotto utilizzo, viene stimolato e riprende le sue funzionalità. Un tipo di stimolazione elettrica utile a ridurre il dolore è la TENS (stimolazione nervosa elettrica transcutanea), Va applicata diverse volte al giorno per circa 20 minuti.
  • L’elettroterapia può utilizzare per la stimolazione anche gli ultrasuoni che generano un massaggio intenso sui tessuti.
  • La laserterapia utilizza l’energia elettromagnetica del laser per creare vasodilatazione grazie al calore e quindi riduzione del dolore e della rigidità articolare.

La scelta della tecnica, ed i tempi della terapia vanno naturalmente stabiliti dal fisiatra in base al tipo di frattura ed al paziente ed al tipo di risposta data dalla cura. Le informazioni riportate infatti sono puramente informative, tempi e modi della riabilitazione post frattura del polso infatti andranno stabiliti dal medico curante.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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