Riabilitazione legamento collaterale mediale.

Le tecniche di riabilitazione del legamento collaterale mediale servono ad ottenere un perfetto recupero delle funzioni motorie del paziente. Vediamo come si articola la riabilitazione in base alla gravità della lesione.

Riabilitazione legamento collaterale mediale

Nella terapia delle lesioni del legamento collaterale mediale, le tecniche di riabilitazione costituiscono un ausilio fondamentale per una completa remissione del trauma e per il recupero delle funzioni motorie del paziente.

Tenendo presente che le lesioni del legamento collaterale mediale interessano prevalentemente atleti (sia professionisti che dilettanti) si comprende come una buona riabilitazione risulti essenziale.

Prima di fornire notizie e chiarimenti su tale terapia e provare ad illustrarne un protocollo di applicazione diamo qualche delucidazione sul legamento collaterale mediale (LCM) e sulle lesioni che possono interessarlo.

Il legamento collaterale mediale: la sua funzione.

Il legamento collaterale mediale può suddividersi in due distinte parti: la superficiale e la profonda.

  • La parte profonda è formata da fibre verticali che uniscono il condilo (testa arrotondata) femorale col piatto tibiale.
  • La parte superficiale si attacca tre quattro centimetri sotto il piatto tibiale.

Il compito principale del LCM è di stabilizzare il ginocchio impedendogli movimenti in valgo ed in rotazione.

Le lesioni del legamento collaterale: di primo, secondo e terzo grado.

Le lesioni del legamento collaterale mediale sono generalmente di:

  • Primo grado se il legamento superando la sua naturale elasticità si allunga leggermente.
  • Secondo grado se l'allungamento provoca rottura di qualche fibra.
  • Terzo grado se l'estensione provoca la totale rottura del legamento.

La terapia.

La cura per le prime due lesioni è di tipo conservativo ossia: ghiaccio subito dopo il trauma, riposo, immobilizzazione del ginocchio con apposito tutore e somministrazione di antinfiammatori non steroidei.

Nel caso di lesione di terzo grado per un completo recupero si rende necessario l'intervento chirurgico.

La riabilitazione.

La riabilitazione nel caso di lesioni del primo e secondo grado si articola nella seguente maniera:

  • Nella prima settimana si procede col massimo della cautela cercando di prevenire gli effetti del forzato immobilismo (perdita del tonotrofismo muscolare in special modo del quadricipite femorale) con esercizi di contrazione isometrica ed elettro stimolazioni. Si lenisce il dolore e la tumefazione con applicazioni di borse ghiacciate e sedute di ionoforesi.
  • Nella seconda settimana si passa a veri esercizi anche se leggeri per il ripristino del tono muscolare continuando le elettro stimolazioni. Se il dolore è sparito si inizia, anche, con una marcia veloce sul tapis roulant.
  • Nella terza settimana si inizia la corsa ed esercizi in palestra con utilizzo di leg press, step machine e cyclette.
  • Nella quarta settimana che è una fase di mantenimento si continua gli esercizi della terza aumentando progressivamente i carichi di lavoro.
  • Nella quinta e sesta settimana l'articolazione dovrebbe essere pienamente recuperata e pertanto si passa agli allenamenti specifici della disciplina sportiva che si pratica.

SU

La tua Opinione!

Giudica questo Articolo:

Approfondimenti:

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Medicina 360, non mostrare più questo box.