Riabilitazione del legamento collaterale mediale: esercizi e tempi di recupero in caso di rottura o lesione.

Le tecniche di riabilitazione del legamento collaterale mediale servono ad ottenere un perfetto recupero delle funzioni motorie del paziente. Vediamo come si articola la riabilitazione in base alla gravità della lesione.

Riabilitazione del legamento collaterale mediale: esercizi e tempi di recupero in caso di rottura o lesione

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Programma
  3. Esercizi

Cos’è la riabilitazione del legamento collaterale mediale?

La riabilitazione del legamento collaterale mediale è una tecnica che serve per ripristinare la corretta stabilità del ginocchio, in seguito alla lesione di questa struttura.

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Il legamento collaterale mediale è uno dei legamenti del ginocchio, ed in particolare rappresenta il legamento laterale che collega il femore alla tibia. Spesso è sede di lesioni, più o meno gravi, a causa di traumi derivanti da attività fisica intensa o scorretta o da traumi occasionali.

A differenza dei legamenti crociati del ginocchio, i quali hanno sempre la necessità di essere sottoposti a intervento chirurgico per risolvere le lesioni, il legamento collaterale mediale può guarire e cicatrizzare da solo, con l’aiuto della riabilitazione, nell’arco di 3 – 4 settimane.

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Quando è necessaria questa tecnica fisioterapica?

La riabilitazione del legamento collaterale mediale è necessaria qualora si verifichino delle lesioni a carico di questa struttura.

Le lesioni possono essere classificate in tre diversi gradi:

  • Primo grado, ovvero si ha un allungamento del legamento che però produce soltanto micro lacerazioni. Vengono conservate sia la resistenza meccanica che la stabilità dell'articolazione, e l'allungamento è solo del 5% oltre la normale allungabilità del legamento. La dolorabilità si avverte quando si esegue una pressione sul legamento.
  • Secondo grado, ovvero l'allungamento del legamento produce delle lesioni alle fibre, senza compromettere la continuità del legamento e la stabilità dell'articolazione, ma si ha la compromissione della resistenza meccanica. Si manifestano sintomi, quali dolore e gonfiore.
  • Terzo grado, ovvero si ha la totale rottura delle fibre con perdita della stabilità dell'articolazione, perdita della funzionalità e della continuità delle fibre. Si hanno dolore, gonfiore e cedimenti dell'articolazione.

Solitamente, la causa delle lesioni è determinata da una torsione del ginocchio, e quindi del legamento collaterale o da forze che agiscono dall'esterno verso l'interno (definite in valgo) sul legamento collaterale. Tali condizioni determinano traumi o microtraumi di diversa entità.

Il primo soccorso è fondamentale per limitare il danno!

Quando si verifica un trauma al legamento collaterale, è importantissimo eseguire correttamente le manovre di primo soccorso, per limitare il danno.

Le manovre di primo soccorso del protocollo RICE prevedono:

  • Applicare il ghiaccio sulla parte colpita dal trauma, per ridurre l'infiammazione. Mantenere in sede il ghiaccio per almeno 24 - 36 ore.
  • Sollevare la gamba con un cuscino e mantenerla in posizione elevata rispetto al corpo, tenendo il ginocchio leggermente flesso in modo da ridurre la pressione sul punto lesionato.
  • Applicare un bendaggio elastico - compressivo per mantenere fermo il ginocchio. Il bendaggio va tenuto per almeno 7 giorni nelle lesioni di grado 1 e per almeno 15 giorni nelle lesioni di grado 2, prima di passare alla riabilitazione.
  • Somministrare farmaci antinfiammatori non steroidei (quali ad esempio ibuprofene) per ridurre dolore e gonfiore.

Informazioni pratiche: programma di riabilitazione dell’articolazione in quattro fasi.

Quando si ha una lesione di primo o di secondo grado del legamento collaterale, è necessario, dopo aver eseguito delle manovre di primo soccorso, impostare un programma di riabilitazione adeguato.

Il programma riabilitativo è personalizzato in base ai casi ma, in linea generale, può essere suddiviso in quattro diverse fasi: di protezione, di controllo, di rieducazione motoria e di riallenamento sportivo.

Tempi di recupero e ritorno all’attività sportiva.

Le fasi hanno una durata variabile in base al tipo di lesione, ma normalmente il completo recupero dell'articolazione avviene nell'arco di 30 - 40 giorni.

Per quanto riguarda il ritorno all’attività sportiva, occorrono circa 3 mesi.

Fase di protezione.

La fase di protezione rappresenta la prima fase della riabilitazione. Prevede l'utilizzo di una ginocchiera articolata che blocca il ginocchio e che consente movimenti più o meno ampi in base al recupero del paziente. Si divide a sua volta in quattro fasi:

  • Fase ginocchiera 0°: la ginocchiera in questo caso non consente movimenti. Durante questa fase il paziente viene fatto camminare con delle stampelle di modo da mantenere un carico parziale sul ginocchio, e gli obiettivi di questa fase sono la protezione del legamento, la prevenzione di complicanze vascolari (quali la trombosi), la riduzione del dolore ed il recupero sia del controllo propriocettivo che della capacità di reclutamento muscolare.
  • Fase ginocchiera 0°- 30°: la ginocchiera non consente movimenti più ampi di 30°. In questa fase si punta al recupero della flessione attiva e passiva del ginocchio, al passaggio da un carico progressivo ad un carico completo (fino all'abbandono delle stampelle), ed inoltre si mira alla rieducazione alla deambulazione ed al recupero del corretto modo di muoversi.
  • Fase ginocchiera 0°- 60°: la ginocchiera consente movimenti fino a 60°. In questa fase il carico sul ginocchio è completo e si abbandonano le stampelle. Gli obiettivi sono gli stessi della fase precedente.
  • Fase ginocchiera 0°- 90°: in questa ultima fase la ginocchiera consente movimenti fino a 90°. Gli obiettivi sono gli stessi delle due fasi precedenti, al completamento dei quali verrà sbloccata la ginocchiera.

Fase di controllo del legamento collaterale mediale.

La fase di controllo inizia quando il paziente è in grado di camminare in maniera autonoma, senza ginocchiera o tutore. È possibile ricominciare a svolgere alcune azioni quotidiane sebbene in modo limitato (ad esempio non si devono portare pesi, né si deve guidare la macchina per più di 15 - 20 minuti al giorno).

Gli obiettivi di questa fase sono:

  • Rieducare il paziente a deambulare senza l'uso del tutore, correggendo eventuali movimenti eseguiti in modo scorretto.
  • Recupero e mantenimento dell'articolazione nei movimenti di flessione ed estensione.
  • Aumento della forza muscolare e del controllo propriocettivo (la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio)
  • Aumento progressivo dei carichi e del mantenimento della posizione eretta.
  • Rieducare il paziente a muoversi in maniera corretta.

Fase di rieducazione motoria.

La fase di rieducazione motoria prevede l’introduzione progressiva di esercizi di velocità, per allenare la capacità di controllo del ginocchio ed avvicinarsi alle richieste del contesto sportivo.

Gli obiettivi sono:

  • Completo recupero dell'articolazione.
  • Ottenimento di un buon tono muscolare.
  • Ripristino del controllo neuromuscolare
  • Recupero della capacità sportiva.

Fase di riallenamento sportivo.

In questa fase avviene il passaggio dalla rieducazione motoria di base alla corretta esecuzione dei movimenti richiesti nel contesto agonistico. Gli sforzi sono concentrati sul completamento del lavoro di forza e di resistenza muscolare.

Gli obiettivi della fase di riallenamento sono:

  • Potenziamento del coefficiente propriocettivo.
  • Richiesta di controllo nelle varie fasi della corsa.
  • Riallenamento alla corretta esecuzione del gesto atletico richiesto.

Esercizi per recuperare la mobilità del ginocchio nella riabilitazione del legamento collaterale mediale.

Vediamo adesso, in linea generale, quali sono gli esercizi che si eseguono durante le sedute con il fisioterapista.

Gli esercizi possono essere eseguiti a corpo libero, o con l'ausilio di macchine dotate di pesi e mirate all'esecuzione di movimenti di estensione e flessione.

Esercizi a corpo libero.

Si svolgono senza l'ausilio di macchine o di pesi e tra quelli più utilizzati ed efficaci possiamo citare:

  • Sollevare la gamba tesa: disporsi con la schiena appoggiata al pavimento, con la gamba non interessata in posizione flessa (piede poggiato a terra) e la gamba lesa distesa al pavimento. Sollevare la gamba distesa dal pavimento mantenendola tesa. La gamba va tenuta sollevata per circa dieci secondi, dopo di che riportarla al pavimento e mantenerla distesa per cinque secondi. Eseguire l'esercizio 20 volte, per almeno 3 - 5 serie, e recuperare tra una serie e l'altra almeno un minuto e mezzo.
  • Isometria a parete: disporsi con la schiena ben adesa ad una parete. Scendere lentamente con i glutei piegando gradualmente le ginocchia fino a raggiungere una posizione in cui le gambe ed il bacino si trovano ad angolo retto rispetto al pavimento. Se non si riesce a formare un angolo di 90°, fermarsi sin dove si riesce ad arrivare. Mantenere la posizione per 1 - 3 minuti (in base alla resistenza) e poi tornare alla posizione di partenza facendo una pausa di almeno un minuto. Fare 5 serie da 8 ripetizione, facendo passare due minuti tra una serie e l'altra.
  • Distendere il ginocchio: sedersi a terra con le gambe divaricate. Poggiare le mani sul ginocchio lesionato e spingerlo delicatamente verso terra cercando di avvicinarlo il più possibile al pavimento. Fermarsi non appena si sente dolore. Mantenere il ginocchio in estensione per almeno 20 - 30 secondi, poi tornare alla posizione di partenza e mantenerla per 10 secondi. Fare 3 serie da 15 ripetizioni con un minuto e mezzo di recupero tra una serie e l'altra.

Esercizi con le macchine.

Gli esercizi con le macchine sfruttano dei macchinari dotati di pesi, per eseguire movimenti di estensione e flessione e migliorare nello stesso tempo il tono muscolare.

I macchinari maggiormente utilizzati sono:

  • Leg extension, utilizzata per favorire il movimento di estensione del ginocchio e per aumentare o ripristinare il tono muscolare dei muscoli quadricipiti (muscoli anteriori della coscia). Il paziente si pone seduto sulla macchina, con le gambe poste dietro ad un manicotto (le caviglie sono a livello del manicotto) che dovrà essere spinto attraverso la forza delle gambe consentendo così di azionare i quadricipiti ed estendere il ginocchio. Il peso è variabile in base ai casi; si consiglia di iniziare con un peso leggero, sollevare il manicotto con le gambe, mantenerlo sollevato per circa un minuto e poi tornare alla posizione di partenza. Eseguire 5 serie da 10 ripetizioni con un intervallo di due minuti tra le serie.
  • Leg curl, utilizzata per favorire il movimento di flessione del ginocchio e per aumentare o ripristinare il tono muscolare dei muscoli bicipiti femorali (muscoli posteriori della coscia). Il paziente si sdraia a pancia in giù e pone le gambe al di sotto di un manicotto (le caviglie sono a livello del manicotto) che verrà sollevato e portato verso i glutei. Anche in questo caso è consigliabile iniziare con un peso leggero, eseguire l'esercizio portando e mantenendo il manicotto ai glutei per circa un minuto. Eseguire 5 serie da 10 ripetizioni, con un intervallo di due minuti tra le serie.

L’articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non intende sostituire il parere del medico sportivo o altro specialista della salute.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo
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