Rosolia in gravidanza.
La rosolia, che normalmente è una malattia relativamente benigna, diviene estremamente pericolosa nel caso venga contratta in gravidanza. La rosolia è una malattia causata dall’infezione di un virus del genere rubivirus della stesso ceppo di quello del morbillo, varicella, pertosse e parotite. E’ una malattia molto comune nei bambini e fino a qualche anno fa (prima dell’introduzione della vaccinazione) si aveva un’epidemia di rosolia ogni 5/6 anni.
Il contagio avviene per esposizione alle goccioline nasofaringee di un soggetto infetto.
I sintomi della malattia sono generalmente febbre non molto alta, rigonfiamento talvolta doloroso delle ghiandole linfatiche del collo ed eruzione cutanea di colore rosso che generalmente ha durata brevissima. La malattia molte volte è asintomatica e quasi sempre ha decorso assai benigno.
Allo stato attuale non esiste una terapia specifica per la cura della rosolia e l’unico farmaco che normalmente viene prescritto è il paracetamolo per abbassare la febbre.
Le complicazioni fortunatamente abbastanza rare possono essere:
- dolori articolari,
- trombocitopenia (riduzione del numero di piastrine e comparsa di un quadro emorragico),
- encefalite.
La vaccinazione che in anni precedenti veniva praticata solo alle fanciulle in età prepuberale è stata estesa a tutti (anche se non è obbligatoria) e viene effettuata unitamente a quella per il morbillo e parotite la MPR o trivalente. Il vaccino per la rosolia è costituito da virus vivi attenuati ossia opportunamente trattati in maniera da causare la produzione di anticorpi da parte de sistema immunitario ma non la malattia.
In gravidanza i rischi della rosolia sono altissimi per il feto soprattutto se l’infezione sopravviene nelle prime settimane. In tale periodo il contagio ha alte probabilità di generare un aborto spontaneo o la morte intra –uterina. Vi è però anche la possibilità che il nascituro infettato contragga quella che viene generalmente detta”Sindrome della rosolia congenita”o con un acronimo Src (infezione nei primi 5/6 mesi di gravidanza). Il passaggio del virus dalla mamma al feto non è matematico in genere la placenta materna è un valido baluardo all’infezione nel periodo che va dal termine del primo mese fino all’ottavo.
Le conseguenze della sindrome della rosolia congenita (Src) sono gravissime:
- sordità,
- malformazione dell’occhio,
- malformazioni cardiache.
La diagnosi della Src viene fatta effettuando la ricerca delle Immunoglobuline o degli antigeni virali nel liquido amniotico; il test è abbastanza attendibile anche se vi è sempre una probabilità di falsi positivi e falsi negativi per cui il test va ripetuto varie volte. Ovviamente poiché la vaccinazione si effettua inoculando virus vivi attenuati è fortemente sconsigliata per le donne gravide o che cercano di diventarlo. Ed in ogni caso se vaccinate è consigliato fortemente di evitare gravidanze nei successivi tre mesi.
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