Salivazione eccessiva: le cause ed i rimedi per l'ipersalivazione.

Salivazione eccessiva: le cause ed i rimedi per l'ipersalivazione

    Indice Articolo:

  1. Cos'è l'ipersalivazione?
  2. Quali sono le cause del disturbo?
  3. Come curare l'eccessiva salivazione
    1. I farmaci
    2. Le terapie
    3. I rimedi naturali
  4. Condizioni particolari
  5. Sintomi che si associano all'ipersalivazione
    1. Cosa è la saliva?
  6. Opinioni e commenti

L’ipersalivazione o salivazione eccessiva è un disturbo che può derivare da una precedente condizione patologica e come tale risultare secondario ma anche non avere alcuna natura patologica, durata limitata e frequenza occasionale. Un esempio di situazione di tale tipo è l’ipersalivazione per emotività. Tipica tra le tante è la condizione che viene a determinarsi durante una seduta di terapia odontoiatrica in cui il dentista è costretto a continue aspirazioni a causa della iperproduzione provocata dalla paura dell’intervento. Tipiche ancora, per rimare in condizioni non patologiche, sono le situazioni di ipersalivazione che vengono determinarsi in particolari stagioni della vita come i primi mesi subito dopo la nascita (specialmente nel periodo della dentizione) e la senescenza.

Cosa è la condizione di salivazione eccessiva?

Si definisce salivazione eccessiva o ipersalivazione o ptialismo la condizione per cui nella bocca si accumula una abbondante quantità di saliva. Accumulo che può diventare talmente imponente da non riuscire ad essere più contenuto dalle labbra nella cavità orale e perciò produrre gocciolamento. Nel caso in cui l’ipersalivazione si accompagni a gocciolamento dalle labbra è più corretto parlare di scialorrea come anche l’etimologia della parola da tema greco indica: scialon (saliva), reo (scorrere).

La produzione fisiologica di saliva è approssimativamente di circa 1 20ml/h. Se si superano questi livelli si può parlare di ipersalivazione.

Cause dell'ipersalivazione.

Le cause che possono indurre il problema sono molteplici ed eterogenee tra loro. Alcune di esse hanno natura patologica ossia sono associate ad una precedente malattia altre invece sono a carattere transitorio e non sono correlate ad alcuna malattia.

Comunque sia si usa raggruppare tutte le condizioni che inducono ipersalivazione in due grosse categorie: ipersalivazioni causate da eccessiva produzione, ipersalivazione da ridotta clearance. Dove per clearance, nel caso specifico, si intende la quantità di saliva che il cavo orale è in grado di eliminare nell’unità di tempo.

Le cause di ipersalivazione per troppa produzione sono:

Fattori psicogeni. L’emotività come già si è accennato può provocare ipersalivazione. Emozioni intense ed ansia possono attivare il sistema parasimpatico da cui dipendono gli stimoli secretori delle salivari ed indurre ipersecrezione.

Gravidanza. Lo stress della gravidanza produce una ipersecrezione emotiva delle salivari e quindi scialorrea. L’ipersalivazione si associa ed è correlata a nausea e vomito dei primi 3/4 mesi di gravidanza. La continua deglutizione induce introduzione di aria che può aggravare i problemi gastroenterici che caratterizzano la condizione.

Protesi dentarie e parodontali. L’ipersecrezione di saliva è presente soprattutto nella fase iniziale della messa in posa della protesi. L’organismo aumenta la produzione di saliva come reazione allo stress dell’intervento.

Infezioni della bocca da microorganismi (funghi, batteri o virus). Come possono essere infezione da Herpes, da virus di Epstein Barr, da Candida, etc. Le infezioni di candida comuni nei neonati sono caratterizzate oltre che da ipersalivazione da patina biancastra che ricopre la lingua, alitosi e bocca amara.

Afte o stomatiti aftose. Sono ulcerazioni del cavo orale che hanno una eziologia (cause) ancora ignota.

Sindrome serotoninergica. E’ una malattia ad eziologia iatrogenica ossia provocata da un surplus di serotonina a livello di sistema nervoso centrale conseguente ad una terapia farmacologica come quella di alcuni antidepressivi: gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o SSRI (Prozac, Fluoxerene, etc.).

Reflusso gastroesofageo o GERD. Patologia conseguente a riversaggio nell’esofago di parte del contenuto dello stomaco per svariate cause: infezione da Helicobacter pylori, incontinenza del cardias, svuotamento difficoltoso dello stomaco. L’ipersecrezione salivare è una sorta di difesa del corpo in quanto essa lava le prime vie respiratorie e riduce gli effetti dell’iperacidità. Un segno caratteristico dell’ipersalivazione è il bisogno continuo di schiarirsi la voce. La contrazione della laringe rimuove la saliva e favorisce la deglutizione.

Approfondisci i sintomi e le conseguenze del reflusso gastroesofageo.

Gastrite. Infiammazione della mucosa gastrica. L’ipersalivazione è una difesa del corpo per tentare di abbassare il PH dei succhi gastrici e ridurre la flogosi e la pirosi.

Malattie epatiche. Causano ipoglicemia che induce una serie di sintomi tra cui una intesa scialorrea.

Digiuno prolungato. Produce ancora ipoglicemia e conseguentemente scialorrea.

Pancreatite. Infiammazione del pancreas. La ipersecrezione salivare è il tentativo del corpo di neutralizzare l’iperacidità dei succhi gastrici.

Carcinoma esofageo. La massa tumorale induce una copiosa ipersalivazione procurata dal riflesso esofageo salivare.

Malocclusioni dentali.

Le cause che inducono ipersalivazione per ridotta clearance sono:

Senilità. L’età avanzata induce problemi di deglutizione. Diminuendo la frequenza delle deglutizioni la saliva si accumula nel cavo orale e determina scialorrea.

Eta nipiologica. Anche per i lattanti si ha diminuzione della frequenza delle deglutizioni e scialorrea.

Gravidanza. Nei primi mesi di gravidanza un ormone placentare la gonadotropina corionica riduce la capacità e la frequenza di deglutizione provocando ipersalivazione continua che è ancora più vistosa perchè associata ad una aumentata secrezione. Spesso la salivazione eccessiva si accompagna ad un sapore amaro e metallico.

Malattie neurologiche che provocano problemi di deglutizione. Come possono essere morbo di Parkinson, sindrome di Down, la paralisi cerebrale infantile, etc.

Infezioni di tonsille e faringe.

Compromissioni (paralisi) del nervo facciale ed ipoglosso che regolano il processo di deglutizione.

Farmaci come possono essere: Clorazepina, Ketamina, Nitrazepam, etc. Inducono sonnolenza e torpore e quindi diminuzione della frequenza di deglutizione e scialorrea.

Avvelenamento da metalli come rame, mercurio ed arsenico.

Problemi da traumi alla mascella e sua articolazione.

Terapie con radiazioni ionizzanti al cranio per la cura di neoplasie.

Trattamento del disturbo.

Il trattamento della scialorrea presuppone una corretta diagnosi della causa che l’ha determinata. Ovviamente se la causa che determina il disturbo è di tipo non patologico non è di norma consigliato alcuna cura. Può però verificarsi che il problema sia talmente imponente da provocare gocciolamento ed allora la situazione assume degli aspetti che possono avere un impatto notevole sulla vita sociale del paziente ed occorre in qualche maniere tenere sotto controllo la sintomatologia.

Farmaci per ridurre l’eccessiva salivazione.

I farmaci che possono contenere l’eccesso di saliva sono gli Anticolinergici che contrastano il neurotrasmettitore prodotto dal sistema parasimpatico ossia l’acetolina.

I principali anticolinergici utilizzati contro l’ipersalivazione sono scopolamina e glicopirrolato. Hanno numerosi effetti collaterali che ne limitano l’utilizzo quali aumento della frequenza cardiaca, tachicardia, e problemi urinari.

Terapie.

In presenza di salivazione in aumento e profusa è possibile ridurla con:

Iniezioni di tossina botulinica nelle ghiandole salivari maggiori. La terapia molto efficace nel tempo perde di incisività. La tossina boltulinica, infatti, inibisce il rilascio di acetilcolina delle ghiandole salivari e la loro capacità secretoria. Le iniezioni vengono fatte per via transcutanea sotto il controllo ecografico per individuare precisamente la ghiandola. Hanno un’efficacia che va dai due ai sei mesi e possono essere effettuate presso ambulatori e studi medici esperti in chirurgia plastica.

Terapia chirurgica. Consiste nel legare i dotti salivari delle ghiandole o in alternativa di denervarle, l’intervento viene effettuato per via orale o per via esterna.

Rimedi omeopatici e naturali.

Come nel trattamento convenzionale anche per una cura omeopatica della ipersalivazione è necessaria una corretta diagnosi del problema. Ossia stabilire se l’eccessivo accumulo di saliva nel cavo orale ha natura patologica o non.

Se il il disturbo non è patologico di norma non è necessario alcun trattamento in quanto è generalmente transitorio e basterà attendere che passi. Tuttavia se la saliva è troppa ed il fastidio provoca problemi relazionali al paziente l’omeopatia suggerisce diversi prodotti per controllare il problema alcuni fra quelli più comuni sono:

  • Iperico che ha proprietà calmanti degli stati ansiosi
  • Lobelia inflata, pianta erbacea che grazie alla lobelina e all’isolobelanina, ha la proprietà di rilassare l’ organismo e di contenere sintomi quali l’ipersalivazione.
  • Pilocarpinum, erbaceea che stimola le ghiandole e ne consente un migliore funzionamento.

Salivazione in eccesso in periodi e condizioni particolari.

Ipersalivazione nei bambini. I bambini hanno, specialmente nel primo anno di vita, evidenti problemi di ipersalivazione ed addirittura di scialorrea nel senso che l’eccesso di saliva che si accumula nel cavo orale gocciola copiosamente procurando irritazioni e fessurazioni agli angoli delle labbra ed al mento. Nei primi mesi di vita è conseguenza di ipersecrezione e difficoltà di deglutizione, intorno all’anno inizia la dentizione che ancor si accompagna ad ipersalivazione.

Salivazione eccessiva in gravidanza. Come già detto durante la gravidanza la salivazione aumenta in maniera consistente per due motivi perché aumenta la secrezione da parte delle ghiandole e perché diminuisce la frequenza di deglutizione.

Ma quanto dura l’ipersalivazione in gravidanza?

Generalmente il disturbo è rilevante nei primi tre o quattro mesi in cui si associa a nausee e problemi gastrointestinali: vomito, flatulenze, stitichezza,etc.

Di norma trascorso tale periodo l’ipersalivazione si riduce ma in alcuni casi permane per l’intera gravidanza e talvolta anche per alcuni mesi dopo il parto.

Ipersalivazione negli anziani. Con il passare degli anni anni il sistema neurovegetativo o sistema autonomo che connette l’encefalo ed il midollo agli organi interni, subisce cambiamenti creando spesso disordini endocrini che vanno dalla secchezza della bocca all’ipersalivazione.

I problemi di deglutizione frequenti con l’avanzare dell’età, inducono accumulo di saliva nel cavo orale e determinano la scialorrea.

Inoltre anche molti farmaci utilizzati per curare malattie tipo il Parkinson producono un’eccessiva salivazione anche durante il sonno.

I sintomi correlati alla salivazione eccessiva.

In molti casi la condizione di salivazione eccessiva è essa stessa un sintomo di una condizione patologica o di un disturbo preesistente per cui è improprio parlare di sintomatologia.

Tuttavia in alcune occasioni il persistere del problema si accompagna ad altri segni che sono una diretta conseguenza dell’ipersalivazione e quindi una sorta di complicanza tali segni sono:

  • Alitosi. Cattivo odore correlato all’eccessiva produzione di saliva.
  • Screpolature e ragadi nell’area delle labbra che tendono ad infettarsi.

Di norma anche in condizione di ipersecrezione la saliva conserva la sua normale composizione chimica e mantiene il suo PH fisiologico e solo in alcune occasioni perde l’enzima amilasi che le consente di aggredire e digerire gli amidi già nel cavo orale. In qualche occasione la produzione di eccessiva si accompagna a bocca amara e metallica ed ad odore sgradevole.

Cosa è la saliva?

La saliva è una soluzione costituita per il 99% da acqua (solvente) e per il restante 1% da vari composti sia organici che inorganici (soluto). Ha una consistenza vischiosa grazie ad una proteina la mucina che le conferisce la proprietà di lubrificare il cavo orale. Condizione che favorisce l’azione di deglutizione dei cibi e la fonazione ossia l’articolazione dei suoni. Essa è secreta dalle ghiandole salivari che si distinguono in maggiori e minori.

Le ghiandole salivari maggiori sono:

Parotidi. Sono 2 ghiandole poste simmetricamente nelle vicinanze delle articolazioni temporomandibolari. Gli stimoli secretori prodotti dal sistema nervoso parasimpatico le giungono attraverso il nervo timpanico.

Sottomandibolari. Sono due ghiandole posizionate in maniera simmetrica al di sotto della mandibola. Lo stimolo alla secrezione elaborato dal sistema nervoso parasimpatico viene addotto dal nervo intermedio e corda del timpano.

Sottolinguali.2 ghiandole poste al di sotto della lingua lo stimolo alla secrezione è fornito anche per esse dal nervo intermedio e corda del timpano.

Le salivari minori sono svariate e dislocate nel cavo orale.

La Saliva tra le varie funzioni fornisce l’enzima amilasi salivare con cui inizia il processo digestivo degli amidi.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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