Stitichezza cronica.

Stitichezza cronica

La stitichezza cronica consiste nella difficoltà di ottenere una evacuazione di feci quotidiana in quantità sufficiente. Essa si distingue dalla stitichezza occasionale che può insorgere in determinati periodi a causa di malattie dell’apparato digerente o per bruschi cambiamenti di abitudini di vita.

Le cause della stipsi cronica sono molteplici. Sicuramente una causa importante è data da abitudini scorrette di vita. La dieta odierna contiene, infatti, una forte quantità di amidi. Le farine vengono lavorate industrialmente con l’eliminazione completa della tunica fibrosa dei cereali, dando origine ad un prodotto povero di principi nutritivi quali la vitamina B1e ad una dieta molto povera di scorie non digeribili. Questo tipo di alimentazione porta ad una diminuzione della massa fecale ed ad una conseguente diminuzione della stimolazione fisiologica ai movimenti dell’intestino e conseguente stipsi.

La stitichezza provoca situazioni patologiche a carico degli ultimi segmenti del sistema digerente. La presenza, infatti, di feci molto consistenti, determina infiammazione con conseguenti spasmi. Inoltre, l’assorbimento dell’acqua, favorito dalla lunga permanenza delle feci nell’intestino, determina un ulteriore indurimento delle feci creando in tal modo un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

In presenza di stipsi cronica, l’uso dei lassativi si rivela più dannoso che utile, in quanto irritano l’intestino peggiorando la situazione. L’apporto quotidiano di scorie dovuto ad ingestione bilanciata di frutta, verdura pane integrale ecc. ha una funzione di stimolazione della peristalsi, oltre ad una funzione chimica in quanto stimola la motilità del colon grazie ai radicali acidi. Molti consigliano l’uso della crusca nella terapia della stitichezza. Anche sotto forma di compresse. La stitichezza va quindi curata nella maggior parte dei casi con l’adozione di un regime alimentare adeguato e con semplici regole igieniche. La dose corretta giornaliera di materiale indigeribile è di 0,3-0,4 grammi per chilogrammo di peso corporeo, vale a dire che un uomo medio di circa 70 kg, deve ingerire scorie pari a 20-30 grammi al giorno.

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