Stitichezza bambini e neonati: cause, alimentazione e rimedi .

I problemi di stitichezza nei bambini e neonati sono disturbi che ricorrono di frequente. Esaminiamo le possibili cause che determinano la stipsi pediatrica ed i rimedi per eliminarla che vanno da un’ alimentazione ricca di fibre a sane abitudini che facilitano il transito intestinale.

Stitichezza bambini e neonati: cause, alimentazione e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Diagnosi
  5. Alimentazione e rimedi naturali
  6. Prevenzione
  7. Opinioni e commenti

Stitichezza in bambini e neonati: come riconoscerla?

La stitichezza o stipsi o ancora costipazione è un problema abbastanza comune nei bambini anche molto piccoli, ma per fortuna solo raramente ha alla sua base una condizione patologica.

La difficoltà nel fornire una precisa ed univoca definizione della stipsi nel bambino o neonato nasce dal fatto che le abitudini intestinali nei bambini, variano molto da soggetto a soggetto ed ancora con l’età e l’alimentazione.

Un neonato che allatta al seno, infatti, evacuerà, di norma, alla fine di ogni poppata, ma può essere anche normale che detta frequenza sia molto più ridotta.

Un neonato che si nutre con latte artificiale evacuerà solitamente una volta al giorno, ma anche in questo caso la frequenza può diminuire e senza che vi siano problemi di stipsi.

Con lo svezzamento e l’introduzione di cibi solidi, le feci diverranno più voluminose e dure e la frequenza di evacuazione può raggiungere e superare il tetto di una ogni tre giorni senza problemi di costipazione.

L’importante è che le feci risultino formate e morbide e che l’evacuazione avvenga senza sforzi e dolore.

Si parla comunque di stipsi in età pediatrica quando si verifica una o più delle seguenti situazioni:

  • Defecazione meno frequente del normale. Ossia inferiore a tre eiezioni complete in una settimana.

  • Difficoltà e sforzo per espellere le feci.

  • Dolore durante la defecazione che può comportare piccole lacerazioni della cute nella regione dell’ano con striature di sangue che macchiano: le feci, il pannolino o la carta igienica nell’operazione di pulizia.

  • Feci dure, ruvide ed eccessivamente voluminose.

  • Feci dure ed a forma di piccole palline.

Approfondisci  le cause e le cure per la stipsi.

Sintomi e segni della stipsi pediatrica.

Ai sintomi indicati per identificare il disturbo di solito, ma non necessariamente, possono aggiungersi:

  • Dolore e distensione dell’addome.

  • Malessere generalizzato.

  • Nausea. Ovvero sensazione di fastidio allo stomaco come quello che precede il vomito.

  • Inappetenza e perdita dell’appetito con conseguente calo ponderale e mancata crescita.

  • Irrequietezza.

  • Variazioni dell’umore e facile irritabilità.

Occorre ricorrere immediatamente alla cura di un medico se i problemi di stipsi durano da più di 10 giorni e se a questi si associano:

  • Febbre.

  • Vomito.

  • Sangue nelle feci.

  • Gonfiore addominale vistoso.

  • Protrusione (fuoriuscita) del retto attraverso il foro anale.

Cause e fattori di rischio (aumentano le probabilità di stitichezza nei bambini).

Si suole classificare la stipsi del bambino in 2 grosse categorie:

Stipsi idiopatica. E’ quella più comune ed è quella per cui non si riesce ad identificare una causa ben precisa. Probabilmente più che di una sola una causa sarebbe giusto parlare di concomitanza di svariate cause. Tra le più comuni cause di stipsi idiopatica abbiamo:

  • Passaggio dal latte materno al latte artificiale. Il latte artificiale, infatti, non ha le stesse caratteristiche di quello materno, ed occorre individuare la giusta diluizione per consentire di regolare le funzioni intestinali del neonato

  • Ritenzione volontaria delle feci. I cambiamenti di abitudine, specialmente nel periodo in cui al bambino viene tolto il pannolino e si tenta di abitualo al vasino o alla toilette, possono provocare un disagio a cui si accompagna un rifiuto di utilizzare il vasino.

  • Cambiamenti della dieta con lo svezzamento. Il passaggio alla dieta solida, specialmente se questa è carente del necessario apporto di fibre, può provocare stitichezza. E’ difficile, infatti, che sia stitico un bambino allattato al seno, perché il latte materno contiene tutti i nutrienti necessari ed inoltre lo protegge da eventuali infezioni. Nell’accettare le nuove abitudini e la ritenzione volontaria delle feci. In altre occasioni la ritenzione può essere dovuta a semplice pigrizia per evitare le operazioni in toilette o la volontà di non abbandonare giochi intrapresi. Comunque sia ne consegue che la mancata eiezione provoca accumulo di materiale fecale nel retto. Materiale che tenderà ad indurirsi. Cosa che renderà difficoltosa l’evacuazione e da qui la stipsi.

  • Cambiamenti delle abitudini. Qualunque cambiamento delle abitudini che costringe il bambino a servirsi di una toilette diversa da quella di casa a lui familiare può provocare stitichezza per volontaria ritenzione allo scopo di non usare una struttura che gli risulta estranea. Tipico esempio è la stitichezza che può insorgere con l’inizio della scuola e la necessità di dover utilizzare i bagni dell’edificio.

  • Terapie farmacologiche. Alcune categorie di farmaci, come gli anticonvulsionanti o antibiotici, possono contemplare tra le loro complicanze la stitichezza.·

Stipsi patologica. Le malattie che più comunemente hanno come segno la stipsi sono:

  • Intolleranze alimentari. Alcuni bambini possono soffrire di problemi di intolleranza verso alcune categorie di alimenti. Intolleranze che tra i vari sintomi con cui si manifestano possono comprendere la stitichezza. Un esempio di tutto ciò, abbastanza frequente, è fornito dall’intolleranza al latte vaccino ed ai suoi derivati che può annoverare la stipsi tra i suoi segni

  • Malattie neurologiche quali la spina bifida o la sindrome di Down,

  • Problemi metabolici come l’ipofunzionamento della tiroide, la fibrosi cistica,etc.

  • Malformazioni anatomiche. Sono alquanto rare. Un esempio è fornito dallo sviluppo abnorme dell’intestino che è noto come morbo di Hirschsprung.

Fattori di rischio.

Storia familiare del disturbo. Avere parenti stretti che soffrono o hanno sofferto di stitichezza aumenta la probabilità di sviluppare il disturbo.

Una dieta povera di fibre. Le fibre, poichè transitano indigerite, sono facilmente idratabili e costituiscono un supporto per le feci facilitandone il prercorso nell’intestino.

Dieta povera di liquidi. Un adeguato consumo di liquidi assicura al materiale fecale la necessaria idratazione che impedisce il suo indurimento e ne facilita il transito. La prescrizione in merito è il consumo di almeno un litro/ litro e mezzo di acqua in un giorno.

Sedentarietà. L’attività fisica aumenta la motilità intestinale (movimento involontario dell’intestino che facilita il transito del materiale fecale).

Come si effettua la diagnosi?

La stitichezza può essere difficile da diagnosticare proprio perchè i neonati ed i bambini non evacuano tutti in maniera regolare. Il medico per poter effettuare la diagnosi si avvale di:

  • Storia medica del bambino e della famiglia, nonchè delle sue abitudini ed alimentazione e preciso diario delle evacuazioni.

  • Visita medica. Serve a stabilire le condizioni generali di salute. Quasi certamente la visita medica contemplerà una esplorazione rettale per controllare se esistono anomalie anatomiche e la presenza di un blocco di feci indurite nel retto.

Nei casi seri di costipazione possono rendersi necessarie alcune indagini cliniche che di seguito riportiamo:

  • Analisi del sangue. Essenziali per evidenziare eventuali problemi metabolici e segnatamente eventuali deficit di ormoni tiroidei che determinano ipotiroidismo e conseguentemente stipsi.

  • Radiografia dell’addome con mezzo di contrasto. Serve ad evidenziare eventuali blocchi che impediscono e/o ostacolano il fisiologico progredire delle feci. Per migliorare la visibilitàdelle RX si introduce nell’intestino con un clisma un mezzo di contrasto adiopaco che ne aumenta la visibilità dei tessuti ai raggi X.

  • Test di motilità intestinale. Serve a rilevare se i movimenti intestinali hanno la fisiologica coordinazione che determina l’ottimale l’avanzamento del materiale fecale. Si effettua introducendo attraverso l’ano un apposito catetere che consente tali rilievi o facendo inghiottire al bambino una apposita capsula che registra il parametri del suo transito dalla bocca all’ano.

  • Manometria anorettale. con particolari trasduttori si misura la pressione nell’intestino in differenti tratti. i valori di pressione ottenuti daranno conto della motilità, contrazioni e rilasciamento dell’intestino e quindi della sua funzionalità durante il transito del materiale fecale.

  • Misura del tempo di transito intestinale. Si utilizzano piccoli anelli radio opachi che vengono fatti inghiottire dal bambino dopo di che vengono scattate una serie di radiografie nel tempo che ne fotografano l’avanzamento nel tempo. Un tempo di transito superiore alle 33 ore è un chiaro indice di intestino pigro.

Contro combattere la stitichezza pediatrica: alimentazione e rimedi naturali.

Il trattamento della stipsi pediatrica ovviamente varia al variare delle cause che determinano il problema e in funzione dell’età del bambino.

  • Se la stipsi ha una natura patologica bisognerà indagare per scoprire la causa onde curarla ed eliminarla quando ciò è possibile.

  • Se esistono delle motivazioni di ordine psicologico si tenterà di superale con incentivazioni evitando rimproveri.

  • Se la stipsi è idiopatica bisognerà comunque tentare di individuare le condizioni che la determinano e superarle.

Generalmente, nel mentre si tenta di rimuovere le possibili cause, è possibile trattare la stitichezza con rimedi naturali che idratano il materiale fecale e lo rendono morbido per facilitarne lo scorrimento: :

  • Ai neonati inferiori a 2 mesi allattati con latte naturale o artificiale si può somministrare un cucchiaino di sciroppo di mais. In aggiunta può anche praticare un appropriato massaggio dell’addome che favorisce il rilassamento della muscolatura ed accentua l’azione della fisiologica peristalsi addominale che accompagna il transito delle feci.

  • Ai neonati di età tra i due e quattro mesi si può somministrare del succo di frutta alla mela o alla prugna che ha l’azione di un blando lassativo.

  • Ai bambini tra i quattro mesi ed un anno si può integrare la dieta con cereali ricchi di fibre o marmellata di prugne.

  • I bambini con più di un anno devono seguire una dieta ricca di fibre e liquidi.

Puoi approfondire come  articolare una dieta per prevenire la stitichezza.

  • Ai bambini più grandi possono essere somministrati emollienti per le feci onde facilitare le eiezioni nel periodo di transizione. Questi emollienti sono assunti generalmente sotto forma di sciroppi e bustine e sono blandi lassativi osmotici che attirano liquidi nell’intestino. Liquidi che umidificano il materiale fecale rendendolo più soffice condizione che ne facilita l’eiezione. Il consumo giornaliero di 2 cucchiaini di semi lino interi seguiti da un bicchiere di acqua tiepida facilita il transito delle feci nell’intestino grazie alle mucillagini che detto prodotto sviluppa nell’intestino. Importante per combattere la stipsi è il consumo di fibre solubili che in acqua danno luogo ad una sorta di gel che che ammorbidisce ed alleggerisce il materiale fecale facilitandone il transito. Ricordiamo che le fibre solubili sono contenute essenzialmente nella frutta fresca (mele, agrumi, etc.) e legumi.

Se la stipsi si presenta con un blocco di feci dure nel retto che non riesce a progredire si rende necessario un clistere o un lassativo più energico che sarà consigliato da pediatra in funzione delle caratteristiche fisiche del fanciullo.

Qualora il blocco risulti resistente al trattamento può rendersi necessario anche un breve ricovero del bambino in ospedale dove sotto controllo medico gli verrà praticato un opportuno clistere che consentirà l’evacuazione dell’accumulo indurito di feci.

Come prevenire la stipsi nei neonati e nei bambini.

Per non incorrere in problemi di stitichezza in neonati o bambini è sufficiente seguire alcune sane abitudini:

  • Quando al bambino vengono tolti i pannolini li si deve abituare al vasino e tentare di educare il piccolo al riconoscimento dello stimolo ed eventualmente aiutarlo a spingere con l'addome. Il tutto ovviamente deve avvenire in una situazione tranquilla che induca il bambino a rilassarsi ed a superare il leggero dolore dell'inizio della defecazione.

  • Abituare il bambino a utilizzare la toilette in orari predeterminati. Nei trenta minuti successivi alla fine di ogni pasto abituare il bambino a sedersi per almeno 5 minuti sul water sforzandosi di evacuare. In tal maniera col tempo si abituerà il corpo ad evacuazioni regolari.

  • Alimentare il bambino con una dieta ricca di fibre. Tale dieta sarà quindi ricca di legumi, cereali integrali, frutta e verdura. Per evitare che un passaggio drastico ad una tale alimentazione determini un eccessivo sviluppo di gas intestinali introdurre gradualmente il quantitativo di fibre in un tempo ragionevolmente lungo. In tal maniera si consente al corpo di adattarsi al nuovo regime alimentare. La quantità di fibra consigliata è, per ogni 1000 calorie introdotte, di 14 grammi. Per i bambini molto piccoli è di 20 grammi al giorno.

  • Fare assumere al bambino una adeguata quantità giornaliera di liquidi. Si consiglia un litro/litro e mezzo di acqua. I liquidi idratano ed ammorbidiscono le feci.

  • Fare svolgere al bambino un’attività fisica costante ed evitare che trascorra molto tempo davanti al televisore.

Supervisore: Vincenzo Angerano
Torna alla home di Medicina

Indice Articolo:

La tua Opinione!

Giudica questo Articolo:

Approfondimenti: