Stitichezza rimedi.
- Cosa’é?
- Cosa mangiare?
- Possibili trattamenti
- Rimedi naturali
- Condizioni particolari
- Opinioni e commenti
Indice:
Quali sono i rimedi più efficaci per contrastare la stitichezza? Le convenzioni sociali, i ritmi frenetici, gli impegni, le ore passate fuori casa possono ridurre le possibilità di espletare confortevolmente i propri bisogni, rendendo la stipsi uno dei sintomi più diffusi del mondo occidentale. Ma come si può rimediare, a questa condizione scomoda e spiacevole? È proprio necessario ricorrere a terapie farmacologiche? Siamo sicuri che il problema sia soltanto legato a cattive abitudini alimentari, o c’è dell’altro? Indagare sulla propria vita e ricercare le cause della sintomatologia in atto di manifestazione è essenziale. Qui ci proponiamo di aiutare a trovare il rimedio migliore per attenuare i disturbi legati alla stitichezza, il più velocemente ed efficacemente possibile.
Stitichezza o Stipsi: conoscerla per combatterla.
La stitichezza non è, generalmente, una malattia ma bensì un sintomo di varie patologie che possono interessare l’intestino. Per stabilire quindi quale sia il rimedio più efficace nel caso in esame bisogna prima condurre un’attenta analisi delle cause che la hanno generata.
Chiariamo, innanzitutto, cosa normalmente si intende per stitichezza. Si parla di “Stitichezza” od anche di “Stipsi” quando per un periodo, ragionevolmente lungo (almeno 2,5/3 mesi), il paziente lamenti :
| Un numero basso di evacuazioni delle feci (meno di 2 a settimana). |
| Costante difficoltà nell’evacuazione che avviene soltanto dopo sforzo prolungato. |
| Sensazione di costipazione. |
| Ostruzione dell’ampolla ano-rettale. |
Una prima distinzione va fatta tra: stitichezza primaria o anche “idiopatica” e stitichezza secondaria.
La stitichezza primaria si ha in assenza di altre patologie organiche o biochimiche di cui la stipsi costituisce il sintomo ed è correlata alla motilità intestinale (contrazioni coordinate della muscolatura liscia dell’intestino che favoriscono il transito delle feci).
La stitichezza secondaria è correlata e costituisce uno dei sintomi di svariate patologie o alterazioni biologiche.
Nel caso della stitichezza secondaria la remissione della patologia o dell’alterazione che la produce comporta generalmente anche la scomparsa del disturbo. Nel caso di stitichezza primaria ossia in assenza di fattori patologici che la determinano i rimedi possono essere molteplici.
Cercare il rimedio adatto per contrastare la stitichezza è davvero molto importante, infatti questo disturbo, frequentissimo, se non affrontato può accentuarsi ed aggravarsi.
Approfondisci osa fare in caso di stitichezza cronica che può insorgere per errati comportamenti e stili di vita.
La prima cosa da sottolineare quando si parla di stitichezza è che sono sconsigliatissimi i rimedi “fai da te”, che potrebbero portare ad un peggioramento di sintomi e cause, come la scelta di auto-somministrarsi dei farmaci con terapie tutte personali o “per sentito dire”.
Non essendoci un rimedio “standard” al quale attenersi, è necessario fare i conti con il proprio organismo, la diversa natura di ognuno, e, basandosi sulle proprie necessità, scegliere il rimedio più adatto. Per farlo è bene sapere anche che la stitichezza non è vero una vera e propria patologia, ma più che altro un sintomo di un disagio spesso collegato ad abitudini alimentari scorrette, uno stile di vita frenetico, a stress, essere legata a patologie, ecc....La prima cosa da fare quando ci si trova a soffrire di stipsi quindi è rivolgersi ad un gastroenterologo che possa indicare il rimedio più efficace nel caso specifico.
Passiamo adesso ad esaminare i possibili rimedi per contrastare la stipsi.
Rimediare con la giusta alimentazione.
Uno dei rimedi più efficaci per prevenire e contrastare la stitichezza è il seguire una dieta equilibrata e ricca di alimenti che facilitino il transito alimentare, vediamo quindi cosa e come è consigliato mangiare.
Cosa mangiare?
Tenere sotto controllo il quantitativo di fibre è praticamente essenziale: diversi studi infatti testimoniano che chi ne assume una percentuale adeguata molto raramente soffre di questo problema. E’ importante quindi cercare di seguire una dieta bilanciata che favorisca l’assunzione di fibre, indirizzate a favorire il transito delle sostanze attraverso l’apparato digerente e la facilitazione della peristalsi. Infatti, le fibre insolubili tendono ad assorbire l’acqua e rendendo il materiale di scarto più morbido e voluminoso, che viene eliminato più facilmente; in più, la fermentazione di alcune fibre e dell’amido è un grande aiuto per la flora batterica intestinale, che beneficia di queste reazioni, mantenendo un equilibrio più sano.
Ma come fare, per aumentare il consumo di fibre? Ci sono molti cibi che possono essere d’aiuto, che vedono cereali integrali, frutta secca e vegetali al primo posto: la crusca (che, materialmente, non è che il “rivestimento” del frumento); frumento e farro in chicchi; chicchi d’orzo; avena; fichi secchi; uvetta; prugne secche; mandorle; noci; arachidi; nocciole.
Tutta la frutta e la verdura va più che bene, dando la precedenza a kiwi, uva e mele. In particolare, mangiare due di queste ultime al mattino, durante la colazione (che deve essere consumata senza fretta e in abbondanza), può aiutare la stimolazione dell’intestino. Altri frutti particolarmente d’aiuto possono essere la guava e la papaya, oltre che le arance. In generale, i succhi di frutta non hanno lo stesso effetto dell’assunzione completa del frutto (in quanto poveri della polpa e quindi delle preziose fibre in essa contenute), ma nel caso del succo d’arancia, anche quest’ultimo può essere un ottimo alleato.
Per il riequilibrio della flora intestinale, è buona abitudine assumere fermenti lattici, anche con uno yogurt (se la causa non fosse da ricondurre a intolleranza a lattosio o lattulosio).
Quali cibi evitare?
Abbiamo detto che uno dei fattori principali a causare questo disturbo – se non il più importante – è certamente l’alimentazione, scorretta o poco variata. Ecco perché, questa stessa, può essere sia causa che rimedio.
La prima cosa da moderare è l’assunzione di alimenti eccessivamente dolci o carichi di zucchero raffinato; a seguire, sarebbe consigliabile limitare anche l’abuso di sostanze contenenti caffeina, bevande gassate o alcoliche.
Cambiare le proprie abitudini alimentari, se non sane, non è affatto semplice. Il consiglio, soprattutto se si è all’inizio dell’introduzione delle fibre (che dovrebbero essere circa di 20-25 grammi al giorno e 30 grammi per chi soffre di questo problema), è quello di sostituire i normali carboidrati con la loro variante integrale: pasta e pane si trovano tranquillamente con una percentuale più o meno alta di fibre, sia al supermercato che in qualsiasi panificio. Per evitare la formazione di aria (che potrebbe essere conseguente a questa variante della dieta), sarebbe opportuno evitare, almeno i primi tempi, il consumo di cavoli, cavolfiore, fagioli e, in caso di sospetta difficoltà di digestione, anche il latte.
Raccomandabile è, anche, non esagerare con le fibre, in quanto si potrebbe persino ottenere l’effetto contrario, soprattutto se si sceglie di introdurle tutte insieme. Chi ha generalmente un’alimentazione povera di questo fondamentale nutriente, dovrebbe introdurlo gradualmente, aumentando via via con il passare delle settimane. Inoltre, un eccesso di fibra, riducendo l’assorbimento di alcune sostanze, potrebbe causare carenze di calcio o ferro, minerali importantissimi nell’organismo.
Come mangiare?
Per prevenire e combattere la stitichezza, ci sono altri piccoli accorgimenti legati, non soltanto a “cosa”, ma anche a “come” mangiare. Con i tempi frenetici di oggi è sempre più difficile sedersi a tavola, eppure, questo, potrebbe essere uno dei motivi alla base del problema.
- Bisognerebbe sempre cercare di consumare i pasti con tranquillità, a partire dalla prima colazione: abbondante e tranquilla.
- Anche a pranzo, se possibile, sarebbe opportuno evitare il classico “panino a portar via”, preferendo un piatto di pasta da mangiare con calma.
- La masticazione è importantissima: prendetevi tutto il tempo di assaporare il cibo, ricordando che la prima digestione inizia proprio dalla bocca.
- Evitate anche di discutere o alterarvi a tavola, questo tipo di emotività non sarà affatto gradita dal vostro apparato gastrointestinale, che risponderà rallentando o disturbando la digestione.
Da consumare in maniera saltuaria, sono gli alimenti detti “astringenti” (riso, mirtilli, tè, nespole, limoni, banane, ecc..).
Possibili trattamenti.
A volte, correggere le proprie abitudini alimentari, può non essere sufficiente. Sempre più spesso, il problema risulta legato a scarso movimento fisico o a situazioni psicologiche eccessivamente gravose, rendendo la gestione del disturbo adatta all’utilizzo di rimedi di tipo naturale, fitoterapico e omeopatico.Il movimento fisico.
Il primo rimedio naturale, che fa bene a tutto l’organismo, oltre ad essere particolarmente efficace contro la stitichezza, è fare molto esercizio fisico. La sedentarietà della vita moderna può essere una delle cause della stitichezza, in particolare in soggetti che passano la maggior parte delle loro giornate dietro una scrivania. La prima cosa da fare, qualora non si fosse neppure particolarmente appassionati di sport, è dedicare almeno un’ora al giorno ad un’attività fisica, che metta in moto tutta la muscolatura dell’organismo e, in particolare, quella addominale. La famosa “passeggiata digestiva” che spesso viene citata con noncuranza e quasi con sarcasmo, in realtà non è che una delle fondamentali tappe del benessere intestinale. Camminare, correre, nuotare, fare yoga, sono tutte attività che aiutano a rinforzare i muscoli addominali, migliorandone il tono e facilitando l’evacuazione. Anche mezz’ora di camminata, preferire la bici all’auto, recarsi a lavoro a piedi, possono essere tutte alternative ad attività ben più pesanti, comunque regalando visibili benefici anche in appena una settimana. Lo stretching, a sua volta, è un aiuto per l’allungamento dei muscoli e per favorire la peristalsi.
La giusta idratazione.
Sembra quasi ripetitivo, ma le tre costanti per il benessere dell’organismo sono una sana attività fisica, un’alimentazione bilanciata e bere molta acqua. Nel caso di problemi di stitichezza, nessuno di questi fattori deve essere sottovalutato: è importante, soprattutto per chi soffre di questo disturbo, bere molti liquidi. Circa due litri d’acqua al giorno, meglio se calda, aiutano l’idratazione gastrointestinale e a favorire la massa e la conseguente espulsione delle feci.
Le convenzioni sociali e la giusta pratica.
Bisogna ricordarsi di cercare di assecondare il più possibile i propri movimenti intestinali, anche se non sempre risulta facile o possibile. Le convenzioni sociali, l’impossibilità materiale o altri fattori possono essere freni inibitori per questo tipo di necessità naturali, che, invece, dovrebbero trovare una risposta immediata al sorgere dello stimolo. Il rimandare continuamente lo svuotamento del retto induce, oltre ad un ulteriore assorbimento dell’acqua, con conseguente secchezza delle feci e ulteriore difficoltà nell’espellerle, induce l’intestino ad assumere delle cattive abitudini, alterando, nei casi peggiori, la stessa percezione.
È importantissimo evitare di fare sforzi eccessivi: un esagerato accanimento risulta inutile, in quanto si ottiene il riflesso opposto da parte della muscolatura interna e involontaria dell’ultimo tratto del colon, senza contare le possibili e frequenti complicazioni (le emorroidi possono essere una di queste). È preferibile, al contrario, cercare di assumere la posizione più favorevole possibile. Una di queste, detta “bagno alla turca”, è accovacciata, rendendo più efficace la spinta data dalla muscolatura addominale. In caso fosse possibile, anche l’utilizzo di un rialzo, da mettere sotto i piedi, può risultare utile, come inclinare in avanti il busto, poggiandolo sulle cosce.
Nonostante sia sottovalutato, anche l’aspetto psicologico può essere causa di stitichezza. Stress, nervosismo, tempi stretti o situazioni emotive particolari possono causare una modificazione della normale attività di stomaco e intestino. In questo caso, bisogna in prima istanza fare un’autovalutazione, per capire se questa possa essere o meno la ragione del proprio problema. In caso di risposta affermativa, la migliore soluzione sarebbe cercare di rilassarsi e liberarsi dello stress in eccesso, meglio con una buona risata: ridere, oltre ad alleggerire la mente, stimola i muscoli addominali e regala un piacevole massaggio all’intestino.
Rimedi immediati.
Ricordiamoci, prima di ogni cosa, che la stitichezza è un sintomo, e, come tale, qualsiasi rimedio volto ad eliminarlo in modo immediato non sarà sufficiente a prevenirne la ricomparsa. In breve, il ricorso ad un lassativo favorirà lo svuotamento dell’ampolla rettale in quel momento, ma la situazione, se non curata alla radice, si ripresenterà. È sconsigliato, quindi, l’uso ripetuto ed esagerato di farmaci e lassativi in genere, che possono creare assuefazione e complicazioni, tra cui un minore assorbimento di vitamine e minerali o uno squilibrio nel riassorbimento dell’acqua a livello dell’intestino. Dato che, oltre ai vari effetti collaterali, i lassativi, spesso, impediscono la diagnosi della causa principale della stipsi, bisognerebbe ricorrervi soltanto in casi davvero eccezionali (sforzo veramente eccessivo o prossimità di un intervento chirurgico) e per brevi periodi.
I lassativi, essendo spesso di derivazione farmacologica, possono entrare in contrasto anche con altri farmaci, perciò, per avere la certezza del proprio operato, è sempre buona norma consultare il medico, prima di assumerli.
Ci sono diversi tipi di lassativi, con più o meno effetti collaterali: quelli adibiti all’aumento della massa fecale (come la crusca) o l’utilizzo del lattulosio (preferibilmente sotto osservazione medica), i cui effetti collaterali sono limitati alla produzione di gas, sensazione di gonfiore o rischi di anemia (ricordiamo che si ha un assorbimento inferiore di ferro, da parte dell’intestino), la cui efficacia, tuttavia, può non essere immediata; i Sali (magnesio o sodio), che creano un effetto osmotico tale da ammorbidire il materiale fecale, facilitandone l’evacuazione, possono causare disidratazione e crampi, nei soggetti che li assumono; lo stesso effetto è dato dai lassativi da contatto (come il famoso olio di ricino); in caso di dolore durante l’evacuazione, i più indicati e praticamente privi di effetti collaterali, sono certamente gli emollienti (famosi la glicerina o la vaselina).
Di questi, soltanto alcuni rientrano nella categoria, più grande, di quelli sostanzialmente farmacologici, per i quali è opportuno aspettare una prescrizione medica e le migliori indicazioni sul loro utilizzo.
Rimedi naturali
Per stimolare con delicatezza il tratto intestinale, si può ricorrere a diversi aiuti naturali:- prendere un bicchiere d’acqua calda con uno o due cucchiaini di succo di limone, al mattino e alla sera;
- fare un frullato di semi di lino;
- bere un cucchiaio di sciroppo di fichi prima di andare a dormire, accompagnato da tre prugne secche;
- bere succo di aloe vera o tè alla cannella;
- prendere, due volte al dì, semi di girasole, di lino e di sesamo, accompagnati con un abbondante bicchiere di acqua tiepida.
I rimedi della “nonna”: le tisane, i decotti e gli alimenti amici.
Come già accennato, è preferibile evitare di ricorrere a trattamenti drastici o immediati, per combattere la stitichezza, soprattutto se si tratta di un disturbo cronicizzato. Per questo, oltre ai rimedi naturali sopra descritti, nel corso del tempo sono nate diverse “scappatoie” fitoterapiche e omeopatiche, direttamente dall’erboristeria della “nonna”, per ricevere benefici sul lungo periodo del tutto naturali ed efficaci.
L’infuso di Cicoria.
La cicoria, selvatica in particolare, ha diverse proprietà benefiche, tra le quali la stimolazione della produzione di bile da parte della colecisti e aiuta la regolarizzazione dell’intestino. Per preparare il suo infuso, preparare mezzo litro d’acqua bollente nel quale immergere, ben tagliuzzate, 10-15 gr di foglie di cicoria e lasciarle in infusione per una mezz’ora. Si può zuccherare a piacere, bevendone un bicchiere al mattino e alla sera, a digiuno.
L’infuso di Semi di Lino e il loro olio.
I già ripetutamente ricordati semi di lino, possono essere assunti in diversi modi e, data la loro naturale efficacia, sarebbe opportuno preferirli ad altri metodi meno genuini e dallo stesso effetto. Uno dei modi per assumere i semi di lino è tramite l’infuso, da preparare direttamente nella tazza da utilizzare, lasciandone un cucchiaino per l’intera notte, in acqua bollente. Sarebbe opportuno berlo il mattino seguente e ripetere l’operazione per più giorni. Un altro modo, ugualmente efficace, è inserirli nella dieta grazie all’olio di semi di lino, da aggiungere ad un qualsiasi pasto o da mescolare allo stesso olio d’oliva, anche per condire l’insalata.
L’arancia: il decotto e non solo.
Gli agrumi, come già accennato, sono naturalmente fonte di diverse vitamine, oltre ad essere un importante aiuto per i problemi legati alla stitichezza. L’arancia, in particolare, ha importanti effetti stimolanti sull’apparato gastrointestinale. Mangiarne una prima di andare a dormire e una al mattino potrebbe essere di grande aiuto, per combattere la stipsi. Ancora, le arance sono particolarmente utili per preparare un decotto con la loro scorza, beneficiando anche di una riduzione dei gas intestinali.
Il decotto di Carciofo.
Il carciofo, ottimo per le sue qualità di stimolazione di fegato e colecisti, è anche particolarmente indicato per risolvere eventuali problemi digestivi. Per preparare il suo decotto, è necessario avere a disposizione carciofi freschi; tagliarne sia i gambi che le foglie, in quantità a piacere, e farli bollire in mezzo litro d’acqua. Una volta raffreddato, eliminare le parti solide e, eventualmente, dolcificare. Il miglior modo per assumerla è al mattino, meglio se prima di fare colazione, e la sera, prima di dormire.
I caffè di Mais e Avena.
Ricordando che la caffeina fa parte di quelle bevande che, insieme alle alcoliche e le gassate, aggravano il problema della stitichezza, non sempre fare il caffè risulta essere così sconveniente. Preparare il caffè con i semi di avena o di mais, seccati e polverizzati, può essere estremamente utile. Quello di mais, in particolare, può essere anche preso dolcificato e con il latte, prima di fare colazione.
Uva, pere e spinaci.
È vero che frutta e verdura sono, ognuno a modo loro, ottimi alleati per combattere la stipsi. Tuttavia, inevitabilmente, alcuni di loro sono migliori di altri, soprattutto per velocità ed efficacia dell’azione sul nostro apparato digerente. L’uva, prima di tutto, è un alimento talmente utile da riversare i suoi benefici anche sulle pareti dello stomaco, rinforzandole. Sarebbe opportuno assumere circa 300 gr di uva al giorno, e, se fuori stagione, sostituirla con l’uvetta. Anche le pere sono un ottimo alimento, per contrastare la stitichezza: mangiarne dopo i pasti principali può essere estremamente utile. In ultimo, ma non meno importante, è da menzionare l’apporto benefico che può avere l’introduzione degli spinaci, nella propria dieta. Oltre ad essere un alimento estremamente nutriente, sicuramente è quello che meglio aiuta l’apparato gastrointestinale e a rafforzarlo.
Condizioni particolari: come comportarsi?
Non sempre il comportamento migliore, di fronte all’insorgere di questo fastidioso problema, è ugualmente efficace o utilizzabile in ogni occasione. A volte, situazioni particolari, possono mettere in condizione da preferire una soluzione piuttosto che un’altra, rendendone alcune totalmente sconsigliabili. È il caso della gravidanza o dell’età infantile, dove non sempre è applicabile una terapia farmacologica ed è, invece, preferibile il ricorso a rimedi il più naturale possibile.
In gravidanza.
In questo periodo di cambiamenti, la donna è soggetta anche ad una serie di disturbi, conseguenti alle modificazioni graduali del suo corpo; uno di questi, abbastanza frequente, è proprio la stipsi. Anche se non avessero mai accusato questo problema, il suo insorgere può addivenire proprio alla gestazione in atto.
In primo luogo, la produzione di nuovi ormoni può interferire con l’elasticità delle pareti intestinali, allentandole e ammorbidendole, causando problemi al trasporto delle sostanze di scarto attraverso l’apparato digerente. Oltre al problema legato alla secrezione ormonale, anche la compressione, data dal feto e dalla sua crescita, con conseguente spostamento del colon, può essere causa di questo squilibrio.
Oltre a bere due litri d’acqua al giorno e fare attività fisica (moderatamente alle proprie condizioni), bisogna che la gestante esegua un regolare controllo del peso e che stia attenta all’eventuale scatenarsi di emorroidi, estremamente frequenti in questo periodo.
Gli integratori multivitaminici contenenti ferro, possono essere anche causa o motivo di aggravamento della situazione, perciò la prima cosa da fare è chiedere al medico riguardo una sua potenziale sostituzione o sospensione. In gravidanza è preferibile evitare l’utilizzo dei lassativi da contatto, osmotici e oleosi. I primi a causa dell’effetto dannoso per le pareti dell’intestino, già interessate da modificazioni tissutali sfavorevoli; i secondi hanno gli stessi effetti dei precedenti, con l’aggravante della formazione di aria, ancora più fastidiosa in questa fase; i terzi perché impediscono l’assorbimento di vitamine importantissime durante il periodo di gestazione.
Il rimedio migliore, resta quello naturale: bere moltissima acqua e assumere un quantitativo di fibre adeguato. In questo caso, tuttavia, sarebbe opportuno dare la precedenza alle fibre solubili (quelle insolubili abbasserebbero l’assorbimento di alcune vitamine e di oligoelementi), come il glucomannano.
Categorico il parere medico, prima di assumere qualsiasi tipo di lassativo.
Per i bambini.
Con la loro fisicità più delicata ed il corpo in crescita, hanno una regolarità diversa, rispetto all’adulto, e che varierà a seconda delle fasi della sua vita.
Durante la primissima infanzia, non possiamo propriamente parlare di stipsi, in quanto l’apparato gastrointestinale dei neonati tende ad assorbire più nutrimento possibile e il latte materno ne è particolarmente ricco, portando ad una esigua creazione di scarti. Dai 18 ai 24 mesi, normalmente, è il periodo durante il quale si insegna al bambino ad usare il vasino; questo, da un punto di vista psicologico, se svolto con eccessivo anticipo sui tempi, può portare ad uno stress che potrebbe indurlo a trattenere lo stimolo ed essere, a sua volta, causa della stipsi.
Il più delle volte la causa è legata alla mancanza di fibre, acqua o alla scarsa attività fisica. In questi casi, è preferibile evitare di cambiare drasticamente le abitudini del bambino, ma inserire nella sua dieta un apporto superiore di frutta e verdura e un movimento maggiore. Per creare una buona abitudine, gli si può dare da mangiare una cosa a sua scelta e farlo sedere sul vasino per 5-10 minuti, così da farlo familiarizzare con il riconoscimento dello stimolo. È importante evitare di ricorrere a rimedi drastici e invasivi, come supposte di glicerina o stimolazioni fisiche della zona anale, in quanto potrebbero creare soltanto fastidio, sia fisico che psicologico, oltre che abituare il bambino ad evacuare soltanto sotto stimolazione esterna.
Altri accorgimenti possono essere legati sempre alla dieta: evitare i succhi confezionati e, eventualmente, centrifugare la frutta personalmente; saltuariamente, sostituire la porzione di carne quotidiana con legumi, per favorire comunque l’assimilazione delle vitamine necessarie; evitare un consumo eccessivo di latticini; non esagerare con il sale.
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