Stress da lavoro correlato.
Coloro che in Europa soffrono di stress da lavoro correlato sono, secondo una stima dell’Agenzia per la sicurezza e salute sul lavoro, più di 40 milioni, con costi per la collettività (valutati in giornate lavorative perse) pari a circa 20 milioni di euro all’anno.
I sintomi fisici che si accompagnano a detta patologia sono:
- affaticamento,
- depressione,
- problemi gastrici ed intestinali,
- problemi cardiaci,
- ipertensione.
Di fronte a fenomeni e cifre così allarmanti appare, perciò, lecito e giusto porsi il problema di cosa realmente sia lo stress da lavoro correlato. Per rispondere in maniera esaustiva a tale domanda si può ricorrere alla definizione data dal National Institute for Occupational Safety and Health USA: “Reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifestano quando le richieste lavorative non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore”. Sicuramente lo stress in se non è una malattia anzi in alcuni casi può essere utile ma se prolungato o inadeguato è estremamente dannoso. Il limite tra lo stress buono e quello cattivo è ovviamente impalpabile e di difficile definizione e pertanto una precisa catalogazione è estremamente importante ed utile sia per il lavoratore che per il suo datore di lavoro.
Un caso limite di stress di lavoro correlato è il “mobbing”che è una continua violenza psicologica (ma talvolta anche fisica fino alle molestie sessuali) che il datore di lavoro o i colleghi esercitano in maniera cosciente e determinata per isolare un individuo nell’ambito lavorativo. Il mobbing che configura un reato penale non è come potremmo immaginarci un fenomeno circoscritto o da terzo mondo anzi i dati a disposizione sono quantomeno allarmanti: in Europa 3 milioni di lavoratori denunciano molestie sessuali e 6 milioni sono vittime di pesanti pressioni ed intimidazioni.
I motivi della vastità del problema dello stress di lavoro correlato vanno ricercati, probabilmente, nelle profonde modifiche che il mercato globale ha prodotto nelle aziende e negli ambiti lavorativi. Le aziende per sopravvivere devono essere sempre più flessibili ed in continua innovazione e cambiamento. Tutto ciò si traduce per i lavoratori un aumento di precarietà (contratti a termine, alcuna certezza sulla durata del lavoro) ed in un continua innovazione dell’organizzazione e della gestione del lavoro e quindi un aumento dei carichi di lavoro. La soluzione di queste problematiche dovrebbe interessare entrambe le parti e per gli oneri sulla collettività anche gli Stati Nazionali e gli Organismi Comunitari. A tale scopo nell’ottobre del 2004 è stato stilato a Bruxelles un accordo tra l’UNICE (Confindustria europea), la CEEP (Associazione europea delle aziende partecipate dal pubblico), il CES (Sindacato europeo) un accordo sulla valutazione e prevenzione sullo stress da lavoro correlato.
Medicina Pagina Successiva: opinioni, articoli correlati e foto >>
Diventa Amico di Medicina 360:
- Sintomi stress
- Combattere lo stress
Approfondimenti:
Gli amici di Medicina 360.
Indice articolo | Approfondimenti | Opinioni