Acido urico alto nel sangue e nelle urine: cause, sintomi e rimedi.

Acido urico alto nel sangue e nelle urine: cause, sintomi e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Valori
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Conseguenze
  5. Rimedi naturali e farmacologici
  6. Opinioni e commenti

Cosa significa riscontrare valori alti di acido urico nel sangue o nelle urine? Quali sono le cause che portano a questo fenomeno e quali i sintomi con cui si manifesta? E’ necessario ricorrere a rimedi farmacologici o in alcuni casi possono essere utili anche rimedi naturali per ristabilire i valori? Approfondiamo il disturbo.

Cos’ è l'acido urico e quando è alto: informazioni e valori di riferimento.

L'acido urico è una sostanza che viene prodotta nel nostro organismo quando vengono degradate le basi azotate, componenti del DNA, e gli aminoacidi, componenti delle proteine. La maggior parte dell'acido urico viene prodotto a partire dalla degradazione fisiologica delle basi che avviene nel nostro organismo durante il rinnovamento e il ricambio cellulare mentre una piccola parte viene prodotto a partire da prodotti ingeriti con la dieta.

Quando l'acido urico è alto significa che c'è un problema nelle vie di eliminazione e smaltimento di questa sostanza, oppure che vi è un eccesso di produzione.

I valori normali nel sangue.

L'acido urico viaggia nel sangue legato a proteine di trasporto e viene eliminato quotidianamente dal rene, che elimina circa 450 mg di acido urico attraverso le urine.

Questo contribuisce a mantenere nel sangue livelli normali di acido urico, in particolare abbiamo che i valori normali sono compresi:

  • negli uomini  tra 3,2 e 8,1 mg/dl di sangue.
  • nelle donne tra 2,2 e 7,1 mg/dl di sangue.

Il dosaggio dell'uricemia, cioè della quantità di acido urico nel sangue, si fa mediante un prelievo di sangue ed è preferibile che il soggetto sia a digiuno da almeno una decina di ore.

Dai valori riportati risulta evidente che si parla di iperuricemia, cioè di acido urico alto nel sangue, quando nell'uomo abbiamo valori superiori a 8 mg/dl e nella donna valori superiori a 7,  ma, alcuni laboratori, considerano già a rischio valori superiori a 7 mg/dl per l'uomo e superiori a 6,5 mg/dl per la donna.

I valori normali nelle urine.

Per quanto riguarda l'acido urico nelle urine, questo deve essere presente in quantità limitate e sono considerati valori normali, sia per l'uomo che per la donna, quelli compresi tra 250 e 750 mg in un campione di urina raccolto in 24 ore.

È quindi considerato un valore alto quello superiore a 750 mg, condizione che viene chiamata iperuricosuria, che è conseguenza normalmente, dell'iperuricemia e che viene dosata per determinare l'efficacia di alcune terapie contro l'aumento dell'acido urico nel sangue.

Sintomi associati all’iperuricemia: dolori fisici e valori alterati, un aiuto per la diagnosi.

Talvolta alla presenza alti valori di acido urico nelle urine si possono accompagnare alcuni sintomi che possono indirizzare il medico verso una diagnosi corretta della patologia che ha determinato l'aumento di questi valori.

I sintomi che si associano all'iperuricemia possono essere di tipo fisico oppure "di laboratorio" cioè essere alterazioni di parametri nelle analisi del sangue.

Tra i sintomi di tipo fisico abbiamo:

  • Dolori articolari: si manifestano a causa dei depositi di acido urico a livello delle articolazioni e sono accompagnati da gonfiore e tumefazione articolare e febbre. Solitamente è uno dei sintomi principali della gotta.
  • Ipertensione: i cristalli di acido urico possono depositarsi a livello delle pareti dei vasi producendo un danno all'endotelio vasale. Questo può determinare la riduzione del lume del vaso, cioè del calibro dell'arteria, causando lo sviluppo di ipertensione.
  • Coliche renali: la deposizione di cristalli di acido urico a livello dei tubuli renali può determinare la comparsa di coliche renali molto dolorose.
  • Prurito: all'iperuricemia può associarsi una fastidioso prurito che può manifestarsi localizzato alle articolazioni (e in questo caso la diagnosi sarà diretta verso la gotta) oppure in maniera sistemica (in questo caso si accerterà la funzione renale per comprendere se all'iperuricemia si associa insufficienza renale cronica).

Tra i sintomi di laboratorio possiamo invece citare:

  • Elevati livelli di colesterolo: spesso all’iperuricemia si associa anche l’ ipercolesterolemia. Non è chiaro il legame tra i due parametri ma sembra che possa dipendere dall'accesso di carni grasse introdotte con la dieta e alla presenza di ipertensione.
  • Ferritina alta: quando l'iperuricemia si accompagna all'aumento della ferritina è possibile che vi sia un problema al metabolismo dell'acido urico.
  • Ves alta: un aumento dell'acido urico e contemporaneamente della ves, cioè della velocità di sedimentazione degli eritrociti, può indirizzare la diagnosi verso la gotta, in cui uno dei sintomi che anticipa la comparsa di una crisi acuta è proprio l'iperuricemia associata ad aumento della ves.

Cause dell’aumento dei valori in sangue ed urine.

Cause dell'acido urico nel sangue e nelle urine

Da cosa dipende l'aumento dell'acido urico? Le cause dell'aumento di questa sostanza nel sangue e nelle urine possono essere di origine patologica o legate a comportamenti alimentari scorretti.

Tra le patologie che causano aumento di acido urico abbiamo:

  • Sindrome da lisi tumorale: è una condizione che si verifica in alcuni tumori del sangue come leucemie e linfomi come conseguenza della terapia antiblastica che determina la lisi massiva delle cellule tumorali con conseguente produzione di prodotti di scarto come appunto l'acido urico.
  • Glicogenosi di tipo I: questa patologia, che è una delle cause di acido urico alto nei bambini, è causata da un deficit di enzimi del metabolismo del glicogeno e causa l'accumulo di glicogeno in alcuni organi, come fegato e reni,  e la comparsa di sintomi come iperuricemia e aumento di colesterolo e trigliceridi nel sangue.
  • Psoriasi: chi soffre di questa patologia autoimmune che colpisce principalmente la pelle può avere anche alti valori di acido urico nel sangue ma non è ben chiarita la correlazione tra la patologia e l'iperuricemia.
  • Policitemia: la policitemia vera è una malattia che determina un'eccessiva produzione di globuli rossi. Ad un'elevata produzione corrisponde un elevato turnover, cioè un elevato ricambio cellulare e questo determina l'aumento della concentrazione di acido urico.  
  • Emolisi: allo stesso modo della sindrome da lisi tumorale l'emolisi, cioè la rottura dei globuli rossi, provoca il rilascio in circolo del contenuto delle cellule e aumenta la produzione di prodotti di scarto come l'acido urico.
  • Diabete: chi soffre di diabete spesso si trova in una condizione di acidosi metabolica, si ha cioè un pH nel sangue inferiore a quanto dovrebbe essere normalmente (ricordiamo che il pH normale del sangue è intorno a 7). L'acidosi metabolica potrebbe provocare l'aumento dei livelli di acido urico e la formazione di calcoli renali, ma i meccanismi non risultano ancora ben chiari.    

L'iperuricemia  è tra i sintomi precoci del diabete di tipo 2. Approfondisci  le varie sintomatologie delle diverse tipologie di diabete.

  • Insufficienza renale: in caso di insufficienza renale cronica si può avere un aumento dei livelli di acido urico perchè i reni, che sono gli organi deputati all'eliminazione di questa sostanza dall'organismo, non funzionano per cui l'acido urico non viene eliminato correttamente e si accumula nell'organismo.

Le condizioni non patologiche che determinano l'aumento di acido urico sono prettamente legate all'alimentazione e all'utilizzo di alcuni farmaci.In particolare: 

  • Alcolismo: chi fa abuso di alcol può presentare aumento di acido urico in quanto l'alcol diminuisce l'escrezione di acido urico e ne aumenta la produzione nell'organismo. Questo è dovuto sia all'aumentata degradazione dell'ATP a livello del fegato, sia al fatto che alcuni alcolici contengono quantità elevate di purine che sono i prodotti da cui viene prodotto l'acido urico.
  • Dieta errata: anche la dieta può essere responsabile dell'aumento di acido urico. Se si assumono cibi ricchi di purine come interiora (rognone, animelle, fegato, cervello), selvaggina, alici e acciughe in quantità eccessiva, o se si mangiano grandi quantità di proteine animali, si aumenta la produzione di acido urico nell'organismo con conseguente iperuricemia. Inoltre se al consumo di questi alimenti si associa anche quello di grassi diminuisce l'escrezione dell'acido urico e si ha quindi un ulteriore accumulo.
  • Farmaci: l'utilizzo di alcuni farmaci, come i diuretici, la levodopa e le ciclosporine possono aumentare la concentrazione di acido urico nel sangue e nelle urine sia perchè ne aumentano la produzione endogena sia perchè ne riducono l'escrezione.

Conseguenze e rischi dell'iperuricemia.

Un eccesso di acido urico in circolo nell'organismo può determinare a lungo andare delle conseguenze, tra le principali ci sono:

  • Gotta: è una patologia a carattere infiammatorio la cui caratteristica è la deposizione dei cristalli di acido urico a livello delle articolazioni. Questo provoca l'infiammazione dell'articolazione che appare gonfia, tumefatta, dolorante e talvolta si può avere anche febbre associata a questa sintomatologia. I cristalli di acido urico possono depositarsi anche a livello di alcuni organi, come i reni, provocando malfunzionamento dell'organo e danni.
  • Problemi renali: l'eccesso di acido urico può provocare diversi problemi ai reni. In particolare può determinare l'insorgenza di calcoli, patologia nota con il nome di calcolosi uratica, di nefropatia acuta da acido urico, che si manifesta allo stesso modo dell'insufficienza renale acuta cioè con improvvisa riduzione della funzionalità renale, e nefropatia uratica cronica, cioè si ha una compromissione non reversibile dei reni e una diminuzione della funzionalità renale.
  • Diabete e patologie cardiovascolari: sembra che livelli elevati di acido urico possano provocare l'insorgenza di diabete e di patologie cardiovascolari ma al momento vi sono ancora degli studi in corso e i meccanismi non sono dimostrati.
  • Gestosi: sebbene non siano ancora stati chiariti i meccanismi nè l'effettiva correlazione sembra che alti livelli di acido urico in gravidanza, in particolare nel terzo trimestre, possano essere indice di gestosi. Uno studio ha messo in evidenza che nel 90% delle donne che presentavano acido urico alto in gravidanza si è poi verificata la gestosi e quindi l'elevato livello di acido urico nel sangue potrebbe essere correlato con lo sviluppo di questa patologia ma allo stesso tempo fare da fattore di prevenzione poichè consentirebbe ai medici di prendere in tempo la patologia e quindi di limitarne i danni.

Rimedi: farmaci, fitoterapia e dieta per normalizzare i valori.

Cosa fare quando si scopre di avere l'acido urico alto? In alcuni casi può essere sufficiente ricorrere a dei rimedi naturali avvalendosi della fitoterapia, oppure seguire ad una terapia dietetica.

Quando l'iperuricemia è associata ad una patologia,  la terapia dietetica e quella fitoterapica non sono sufficienti ad abbassare i livelli di acido urico nel sangue e nelle urine, per cui si può ricorrere, sotto prescrizione medica, alla terapia farmacologica.

Rimedi naturali.

Le piante che si utilizzano per ridurre i valori di acido urico  sono essenzialmente due:

Frassino: la pianta di frassino contiene numerosi principi attivi tra cui frassina, cumarine, flavonoidi, acido malico, tannini e polifenoli. Questi aiutano il metabolismo delle purine e quindi favoriscono l'eliminazione dell'acido urico con conseguente abbassamento dei livelli in circolo. Si utilizzano la corteccia e le foglie sotto forma di:

  • capsule, la cui posologia è due capsule due volte al giorno per un totale giornaliero quindi di quattro capsule,
  • tintura madre, la cui posologia è 30 gocce tre volte al giorno.
  • infuso, basta mettere in una tazza di acqua calda circa 8 grammi di foglie di frassino, lasciare in infusione per una decina di minuti, poi filtrare e bere. Si consiglia di assumerlo sempre lontano dai pasti e di evitarlo se si soffre di diarrea poichè ha un'azione lassativa.

Betulla: i principi attivi della betulla, tra cui iperoside, tannini, acido caffeico e alcoli triterpenici, aiutano l'azione del frassino contro l'iperuricemia e pertanto si consiglia di assumere le due piante insieme. Della betulla si assumono le foglie e la corteccia sotto forma di:

  • capsule, si consiglia di assumere due capsule dopo i pasti due volte al giorno,
  • concentrato fluido, di cui si consiglia di assumere 40 gocce da suddividere in due volte al 
  • infuso, da preparare con due cucchiai di foglie di betulla essiccate da mettere in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per circa un quarto d'ora e poi filtrare e bere quando lo si gradisce.

Alimentazione: cosa mangiare e cibi da evitare.

Una corretta alimentazione è essenziale sia al fine di prevenire l'accumulo di acido urico nel sangue sia al fine di favorire l'abbassamento dei livelli di uricemia. Vi sono alcuni alimenti che aiutano a depurare l'organismo dall'accumulo di acido urico, mentre altri alimenti favoriscono tale accumulo e pertanto vanno evitati.

Alimenti da evitare: tutti gli alimenti che hanno un alto contenuto in purine cioè che contengono per 100 g di alimento 150 - 800 g di purine. Tra questi abbiamo frattaglie, interiora, brodi ed estratti di carne, aringhe, sgombri, caviale e uova di pesce in generale, triglie,  crostacei, cozze e mitili in generale, selvaggina. Proibiti anche tutti gli alcolici.

Alimenti da limitare: cibi che hanno un contenuto medio di purine cioè contengono, per 100 g di alimento, 50 - 150 mg di purine. Tra questi vi sono carni bianche, spigola, rombo, cernia, trota e nasello. Sono da limitare anche alcuni tipi di verdura come peperoni, piselli, asparagi, cavolfiore e lenticchie, e alcuni tipi di frutta come cocomero, castagne, nespole e mandorle.

Alimenti da preferire: alimenti che hanno un basso contenuto di purine cioè che per 100 g di alimento contengono 0 - 15 mg di purine. Tra questi abbiamo latte e derivati, uova, pasta, riso, formaggi come mozzarella, ricotta e scamorza, verdure come barbabietole patate, pomodori, rape, insalata e indivia, e frutta come albicocche mele, pesche, pere e ciliegie. 

Vediamo adesso un semplice schema dietetico che servirà da esempio per la creazione di un menu adatto a coloro che soffrono di gotta o di iperuricemia.

Lo schema che proponiamo è normocalorico, apporta quindi 1600 - 1800 kcal circa, si basa su tre pasti principali.

Colazione, a scelta tra:

  • Un cappuccino (200 ml di latte e una tazzina di caffè con un cucchiaino di zucchero) e 2 - 3 fette biscottate.

  •  Uno yogurt (un vasetto 125 g) e 3 - 4 biscotti.

  • Una tazza di the con un cucchiaino di zucchero, 3 fette biscottate e un frutto a scelta.

Pranzo, a scelta tra:

  • 60 - 70 g di pasta da condire con pomodoro oppure con brodo vegetale, e un contorno di verdura mista.

  • 60 - 70 g di riso con verdure.

  •  Zuppa di verdure (es minestrone 200 g) con 50 g di pasta.

Cena, a scelta tra:

  • Una fetta di pollo ai ferri (peso medio 150 g) con un contorno di verdure e 3 - 4 cracker.

  • 200 g di pesce ai ferri o al forno, un contorno di patate al forno o lesse e un piatto di verdura.

  • Due uova da cucinarsi sode, un contorno di verdure a scelta e 50 - 60 g di pane.

Terapia farmacologica.

E' bene sottolineare che la terapia farmacologica viene utilizzata in tutti quei casi in cui l'acido urico ha determinato l'insorgenza di una patologia, come la gotta, mentre quando l'innalzamento dei livelli è un fenomeno secondario ad un'altra patologia, la cura sarà mirata alla patologia e non all'abbassamento dei livelli di acido urico. I farmaci hanno tre azioni principali, diminuiscono i livelli di acido urico, e, se presenti, diminuiscono l'infiammazione e alleviano il dolore in caso di gotta. I farmaci più comunemente utilizzati sono:

  • Allopurinolo: il suo meccanismo di azione è a livello della sintesi dell'acido urico, il farmaco interviene sul metabolismo di questa sostanza bloccandone la produzione e quindi favorisce l'abbassamento dei valori.
  • Anti infiammatori non steroidei (FANS): sono farmaci che si utilizzano per curare fenomeni infiammatori acuti tra cui anche quelli causati dalla deposizione dei cristalli di acido urico. Hanno numerosi effetti collaterali in particolare a carico dell'apparato gastrointestinale.
  • Paracetamolo: più comunemente conosciuto come tachipirina, il paracetamolo è un efficace antidolorifico che può contrastare quindi i dolori causati dai fenomeni infiammatori.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dottoressa Margherita Mazzola (Biologa)
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