Albumina bassa.

Albumina bassa

    Indice Articolo:

  1. Cos’ è l’ipoalbuminemia
  2. Cosa comporta?
  3. I sintomi
  4. Le cause dell’albumina bassa
  5. Diagnosi
  6. Come curare l’ipoalbuminemia 
  7. Opinioni e commenti

L’albumina bassa è detta scientificamente ipoalbuminemia ed è una condizione talvolta patologica che provoca edema generalizzato. L’abumina è infatti la principale proteina plasmatica i cui valori devono rimanere costanti perché un suo abbassamento comporta travaso di liquidi dai vasi sanguigni agli spazi intracellulari, la cui conseguenza è la formazione di edemi e nei casi gravi di ascite (raccolta di liquidi nella cavità addominale). Ma che vuol dire avere l’albumina bassa? E quali sono le conseguenze?

Quando si parla di albumina bassa.

Si parla di albumina bassa o anche di ipoalbuminemia se, su di un campione di sangue periferico, si riscontra una concentrazione di albumina inferiore ai 3,5 grammi per decilitro o equivalentemente inferiore ai 35 grammi per litro. L’albumina è una proteina ad elevato peso molecolare secreta dalle cellule epatiche e rilasciata nel sangue, essa, con più del 60% del totale, costituisce la maggioranza delle proteine disciolte nel siero ematico. Proteine che sono essenziali per il mantenimento nei limiti fisiologici di 20 millimetri di mercurio della pressione oncotica della soluzione colloidale che costituisce il sangue.

La concentrazione dell’albumina disciolta nel sangue, detta albuminemia, si misura con una analisi nota come elettroforesi delle proteine.

Cosa comporta l’ipoalbuminemia?

Un abbassamento della concentrazione ematica di albumina comporta un abbassamento delle proteine disciolte in maniera colloidale nel sangue e conseguentemente un abbassamento della sua pressione oncotica al di sotto della soglia fisiologica di 20 mm di mercurio. La conseguenza di ciò è un travaso di fluidi ed elettroliti dai vasi ai tessuti con accumulo negli spazi intercellulari e formazioni di edemi. Travaso che sarà tanto più imponente quanto maggiore è l’abbassamento della pressione oncotica e minore la concentrazione ematica di albumina. Gli edemi perciò saranno di modesta entità finchè l’abbassamento della pressione oncotica è contenuto ed interesseranno principalmente: palpebre ed estremità. Nei casi severi invece l’accumulo di acqua sarà imponente ed interesserà essenzialmente l’addome che diviene spropositatamente gonfio con compressione degli organi interni e diaframma. La compressione del diaframma comprometterà fatalmente il suo movimento e determinerà perciò difficoltà respiratorie. Come già detto la concentrazione di albumina nelle urine è praticamente zero in condizioni normali. Ma alcuni stati morbosi che determinano abbassamento della concentrazione dell’albumina nel sangue, legati a problemi di filtro renale, ne aumentano la escrezione con le urine. Tale condizione in medicina viene indicata col termine albuminuria.

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I sintomi.

L’albumina bassa non è una malattia e talvolta può essere il sintomo di uno stato morboso associato. Quindi parlare di sintomi della ipoalbuminemia è improprio. Comunque livelli bassi di albumina finchè contenuti non danno alcun problema. Il primo segno che denota la condizione, quando inizia ad essere più severa, è la ritenzione di liquidi su cui abbiamo già fornito ampi dettagli. Ad essa si possono aggiungere altri sintomi alquanto aspecifici come diminuzione dell’appetito e della forza muscolare, crampi. Ulteriore sintomatologia non è direttamente riconducibile all’abbassamento della proteina ma alla malattia che determina tale condizione.

Cause fisiologiche e patologie.

Le cause di un abbassamento della concentrazione serica dell’albumina possono essere svariate e tra queste alcune non hanno natura patologica le principali sono:

Gravidanza. La gestazione comporta un notevole sconvolgimento ormonale che rende più permeabili i vasi sanguigni e riduce la funzionalità di taluni organi tra cui l’apparato renale. Inoltre le richieste del feto in accrescimento riducono la disponibilità corporea di alcune proteine veicolate dal torrente ematico e tra queste l’albumina. Anche il post parto con l’allattamento è caratterizzato con frequenza da albumina bassa. Infatti l’allattamento determina una continua richiesta di proteine e quindi induce una diminuzione della loro concentrazione ematica.

Pillola anticoncezionale. Porta un lieve abbassamento della albumina e un contemporaneo lieve innalzamento delle globuline alfa.

Scompensi correlati alla somministrazione di ormoni. Severe carenze nutrizionali con insufficiente apporto di proteine. Il problema è presente quasi esclusivamente nei paesi del terzo mondo e segnatamente nell’Africa subsahariana. La sindrome è nota come kwashiorkor. I sintomi del kwashiorkor sono: denutrizione, addome gonfio per ascite, depigmentazione della cute e colorazione rossiccia dei capelli. Le cause della sindrome, caratterizzata da scarsa concentrazione delle proteine del siero ematico, sembrano correlate al precoce abbandono dell’allattamento materno ed ad uno svezzamento con una dieta troppa ricca di fibre e carboidrati e assolutamente povera di proteine. Un abbassamento della albumina può aversi anche nelle nostre società del benessere per alimentazione con scarso apporto proteico ovviamente con effetti molto meno drammatici.

Malattie caratterizzate da processi infiammatori cronici ed autoimmuni. Le malattie con tali caratteristiche sono svariate ne citiamo qualcuna a titolo di esempio: Le patologie di malassorbimento intestinale (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, sindrome celiaca); artrite reumatoide, LES (lupus eritematoso sistemico); psoriasi artrpatica; etc.

Malattie epatiche. L’albumina è prodotta dalle cellule della parenchima del fegato quindi qualunque malattia che determini compromissione del tessuto epatico induce una riduzione della sua produzione. Le principali malattie del fegato che determinano albumina bassa sono: cirrosi epatica ed epatiti acute e croniche. Anche malattie meno serie ma che provocano compromissioni epatiche come la mononucleosi possono indurre albumina bassa.

La cirrosi epatica è una malattia del fegato che ne compromette irrimediabilmente le principali funzioni.

Malattie renali che comportano l’alterazione delle membrane dei glomeruli renali. Come già detto tali membrane sono dotate di carica negativa che respinge l’albumina ematica anch’essa carica negativamente. Tale processo ne impedisce il passaggio nelle urine e ne conserva la concentrazione. Malattie renali come la sindrome nefrosica inibiscono la carica di membrana dei glomeruli e consentono il passaggio dell’albumina nelle urine.

Eventi che inducono consistenti riduzione del volume ematico. Come possono essere ustioni molto estese o severe emorragie.

Condizioni e/o malattie che aumentano il catabolismo proteico. Dove il catabolismo proteico è attivato dal corpo quando viene a trovarsi in condizione di deficit di glicogeno e perciò trasforma in energia le proteine. Le principali situazioni siano esse patologiche o no che possono determinare una siffatta situazione sono:

<ul ><li >Dieta eccessivamente ipocalorica tale da indurre cachessia.<li >Sforzi fisici eccessivi e anomalamente prolungati.<li >Ipertiroidismo. Livello eccessivo degli ormoni tiroidei in circolo con conseguente aumento del metabolismo basale e del catabolismo muscolare e proteico.<li >Morbo di Cushing. Eccessiva produzione da parte delle surreni di cortisolo. Un eccesso di cortisolo trasforma proteine in glucosio con un processo denominato gluconeogenesi delle proteine e quindi ne aumenta il catabolismo.<li >Stati febbrili. Un aumento della temperatura corporea accelera il metabolismo e quindi aumenta il catabolismo proteico e determina l’ipoalbuminemia.<li >Tumori. I tumori determinano produzione del fattore di necrosi tumorale alfa che inibisce la produzione di albumina.<li >Deficit di albumina ereditario.

Come viene diagnosticata?

Per determinare i livelli di albumina basta, come detto una semplice analisi del sangue che ne misura i livelli ossia l’elettroforesi delle proteine. Più complesso risulta sicuramente stabilire le cause. A tale scopo si rendono necessari una serie di accertamenti che di seguito riportiamo. Accertamenti che insieme all’anamesi, l’esame obbiettivo del paziente e analisi di eventuali altri sintomi e segni coesistenti, consentono di formulare una corretta diagnosi. Gli accertamenti che di norma vengono eseguiti sono:

  • Elettroforesi delle proteine per determinare i valori dell’albuminemia ma anche i valori delle alfa, beta e gamma globuline. Un albumina bassa con valori elevati di alfa globuline è di norma indicativo di malattie epatiche o renali o anche di necrosi provocata da tumori metastetizzati. Un aumento delle beta globuline se accompagnato da un aumento delle alfa e da albumina bassa è di solito segno di un danno di tipo tumorale. Un aumento invece delle beta globuline accompagnato da aumento di gamma globuline e albumina bassa è sintomo di un processo infiammatorio cronico o autoimmune. Una albumina bassa che si accompagna ad un aumento delle gamma globuline può essere il segno di proliferazione neoplastica di cellule linfatiche e quindi di leucemie o linfomi.
  • Emocromo con formula. Con determinazione delle igE.
  • Fattori infiammatori (proteina C reattiva e VES).
  • Indici di funzionalità epatica e marker per le epatiti virali.
  • Indici di funzionalità renale.
  • Marker tumorali.

Trattamento dell’ipoalbuminemia.

Il trattamento dell’ipoalbuminemia presuppone se è possibile l’eliminazione della causa che la ha prodotta e quindi se questa è una patologia la cura di essa.

Talvolta ma non sempre se il livello di albumina è notevolmente al di sotto dei valori fisiologici si ricorre a infusione endovena di albumina umana. Comunque tale trattamento va attentamente valutato perchè l’infusione di albumina ha una serie di controindicazioni di vario tipo. La controindicazione più importante è che poiché si tratta di un emoderivato può condurre a contrarre una serie di patologie come AIDS, Epatite C, etc. Altra controindicazione è il costo elevato che si accompagna spesso a benefici modesti e comunque ottenibili con terapie alternative come infusione di soluzioni di colloidi. Importante per il trattamento dell’albumina bassa è la dieta, quando si scegli cosa mangiare bisognerebbe cercare di inserire sempre il giusto apporto di proteine.

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