Alopecia androgenetica: sintomi, cause, cure e rimedi naturali.

L'alopecia androgenetica è una patologia che colpisce il cuoio capelluto e che determina la perdita ed il conseguente diradamento dei capelli. È provocata da una miniaturizzazione del bulbo pilifero, a causa dell'eccessiva attività di un enzima che produce ormoni androgenetici ed a causa dell'eccessiva responsività del follicolo pilifero a questi ormoni.La terapia comprende rimedi naturali e rimedi di tipo farmacologico. Nei casi più ostinati è possibile procedere all'autotrapianto di capelli secondo diverse tecniche.

Alopecia androgenetica: sintomi, cause, cure e rimedi naturali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Terapie

Cos’è l’alopecia androgenetica?

L'alopecia androgenetica, chiamata anche calvizie comune, è una patologia che colpisce il cuoio capelluto e che determina la perdita, con conseguente diradazione, dei capelli. Il follicolo pilifero in questa patologia risponde in modo anomalo agli ormoni di tipo androgeno come il testosterone e questo ne determina una riduzione significativa delle dimensioni, fino alla totale atrofia del follicolo, con conseguente effetto di caduta del capello. L'alopecia androgenetica colpisce il 70 - 80% degli uomini ed il 40% delle donne in generale, più specificamente un 35% di donne in età fertile ed un 50% di donne in menopausa. La patologia può insorgere sin dalla giovane età, tra i 16 ed i 20 anni con progressione lenta e costante fino ai 40 - 50 anni, in caso di predisposizione genetica, oppure direttamente in età adulta, dopo i 50 anni per l'uomo e dopo la menopausa per la donna.

Puoi approfondire i vari tipi di alopecia.

Cause di questa patologia.

L'alopecia androgenetica è causata dalla sensibilità eccessiva del follicolo pilifero agli ormoni di tipo androgeno, cioè ai derivati del testosterone. In particolare l'ormone che causa la miniaturizzazione del bulbo è il diidrotestosterone o DHT, il quale si forma a partire dal testosterone grazie all'enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 2.

Le cause per cui si ha un'elevata sensibilità a questo ormone o che provocano l'eccessiva attivazione di questo enzima sono per lo più genetiche, ma talvolta possono esserci patologie sottostanti di tipo ormonale, quali ad esempio la sindrome dell'ovaio policistico nella donna o un eccesso di stress in entrambi i sessi.

Principali sintomi.

La sintomatologia principale è rappresentata dalla sola caduta, e conseguente diradamento dei capelli, senza altri sintomi associati quali ad esempio il prurito.

Classificazione della calvizie maschile secondo la scala di Hamilton.

La classificazione avviene, per gli uomini secondo la famosa scala di Hamilton, in base alla zona in cui si diradano i capelli, ovvero:

  • Grado 1: arretramento dei capelli che avviene in modo simmetrico e lungo la zona frontale e temporale del cuoio capelluto.
  • Grado 2: simile al grado 1 ma con un maggiore arretramento nella zona frontale.
  • Grado 3: confluenza delle zone di diradamento dei capelli con persistenza di una striscia di capelli molto esigua.
  • Grado 4: diradamento totale nelle zone frontali e temporali con permanenza di una sottile striscia di capelli nella zona temporale ed occipitale che prende il nome di corona.
  • Grado 5: simile al 4 ma con ulteriore riduzione della corona.

Classificazione dell’alopecia femminile secondo la scala di Ludwig.

Per le donne, invece, viene utilizzata la scala Ludwig che classifica l'alopecia in tre gradi:

  • Grado 1: leggero diradamento dei capelli a livello della corona, cioè nella porzione superiore centrale del cuoio capelluto.
  • Grado 2: diradamento marcato a livello della corona.
  • Grado 3: diradamento quasi totale a livello della corona.

Quali sono gli esami da fare per la diagnosi di alopecia androgenetica?

La diagnosi di alopecia androgenetica viene solitamente fatta dal medico dermatologo sulla base del diradamento dei capelli che in questa forma di alopecia ha, come abbiamo precedentemente accennato, una localizzazione caratteristica. In caso vi siano dubbi sulla natura dell'alopecia è possibile ricorrere ad indagini più specifiche tra cui:

  • Dermoscopia, un'indagine che si esegue attraverso una fonte luminosa e che consente di guardare in modo preciso il cuoio capelluto e vedere la miniaturizzazione del bulbo e le aree di diradamento dei capelli.
  • Stress test, in cui si valuta la caduta dei capelli sottoponendoli ad un test che si esegue tirando i capelli e vedendo quanti ne rimangono in mano.
  • Tricogramma, un esame che si esegue sul capello attraverso un microscopio e che serve a valutare il ciclo vitale dei capelli e le varie fasi di crescita e caduta.
  • Mineralogramma, un esame che serve a vedere se i capelli possiedono la giusta quantità di sali minerali e se la caduta può essere quindi legata ad una carenza piuttosto che all'alopecia androgenetica.

Per saperne di più...

La diagnosi di alopecia androgenetica è tale quando si ha un diradamento dei capelli maggiore del 20%, nelle regioni che solitamente vengono colpite da questa patologia.

Terapie per trattare la calvizie comune.

Per quanto riguarda le terapie è possibile cercare di rallentare la caduta con rimedi della medicina non ufficiale quali shampoo, lozioni e integratori alimentari.

Tuttavia questi rimedi non hanno un'efficacia comprovata; possono essere utili nei singoli casi, ma non danno risultati a tutti nello stesso modo. Sarà il medico a stabilire quando conviene il ricorso alla terapia farmacologica e a quella chirurgica.

Rimedi naturali.

I rimedi naturali consigliati dalla medicina non ufficiale comprendono:

  • Shampoo anticaduta (ad esempio a base di ortica o di aloe vera) da tenere qualche minuto in posa prima di risciacquare per un’azione migliore;
  • Lozioni a base di oli essenziali (a base di timo, rosmarino, lavanda) che massaggiati accuratamente sul cuoio capelluto stimolano la microcircolazione e aiutano la ricrescita dei capelli.
  • Integratori alimentari, quali magnesio (stimola i follicoli piliferi), e zinco (rinforza i capelli fragili e rallenta la perdita dei capelli) da assumere con posologia e dosi indicate dal naturopata.

E’ importante sapere che…

Diete troppo drastiche, stress e mancanza di sonno possono favorire la perdita dei capelli, quindi si raccomanda di seguire una corretta alimentazione e uno stile di vita sano!

Terapia farmacologica.

Il trattamento farmacologico dell'alopecia androgenetica ha come scopo sia il far crescere nuovi capelli, sia di evitare la caduta di quelli rimasti sul cuoio capelluto.

Tra i farmaci maggiormente utilizzati per il trattamento di questa patologia abbiamo:

  • Minoxidil: è un farmaco che dovrebbe aiutare a far crescere nuovi capelli, ma il suo meccanismo d'azione è ad oggi sconosciuto. Questo farmaco, infatti, nasce come farmaco anti ipertensione e si è visto nel corso degli anni che ha un effetto benefico anche sulla ricrescita dei capelli. Il prodotto si applica uniformemente sul cuoio capelluto due volte al giorno per circa 3 - 4 mesi; trascorso questo tempo va sospeso gradualmente poiché una brusca sospensione potrebbe portare alla perdita dei risultati ottenuti. Il farmaco è efficace nel 70% dei pazienti trattati.
  • Finasteride: è il farmaco anti caduta per eccellenza, il più utilizzato nel trattamento della calvizie androgenetica. Questo farmaco infatti agisce inibendo l'enzima 5-alfa-reduttasi impedendo, quindi, che si formi il diidrotestosterone e che avvenga la miniaturizzazione del bulbo. Si somministra solitamente per via orale, con una dose di 1 mg al giorno per un periodo variabile in base ai casi che viene stabilito dal medico.

Terapia chirurgica.

La terapia chirurgica per il trattamento dell'alopecia androgenetica è rappresentata dal trapianto di capelli, che solitamente è un autotrapianto. L'intervento prevede il prelievo di capelli dalla zona occipitale e parietale del cuoio capelluto (cioè da quella che non viene colpita dalla patologia poiché resistente all'azione degli ormoni).

Il trapianto di capelli si può svolgere con diverse tecniche:

  • Trapianto monobulbare: si esegue con l'ausilio di un micro bisturi (chiamato punch) che preleva dal cuoio capelluto del paziente un singolo bulbo alla volta, e con lo stesso strumento si impianta il bulbo nella zona da trattare. In una singola seduta si possono impiantare dai 500 ai 1000 bulbi e pertanto sono necessarie diverse sedute per ottenere un risultato ottimale. Si esegue in ambulatorio e può essere applicata una blanda anestesia locale.
  • Trapianto follicolare: prevede il prelievo di una striscia di cuoio capelluto di dimensioni variabili dai 10 ai 24 cm, la quale verrà poi ridotta in piccole sezioni (contenenti da 1 a 3-4 bulbi) le quali verranno poi impiantate nelle zone da trattare. Si esegue in regime di day hospital ed in anestesia locale, ma sono necessarie diverse sedute per ottenere un buon risultato (in una singola seduta si riescono ad impiantare massimo 3000 - 3500 bulbi).
  • Tecnica microchirurgica: è simile alla tecnica monobulbare, ma vengono prelevate singole unità follicolari contenenti fino a 5 capelli. Si utilizza un microbisturi circolare, chiamato Trilix, con il quale poi si impianteranno le singole unità follicolari nella zona da trattare, dopo aver praticato una piccola incisione. Anche in questo caso sono necessarie più sedute ambulatoriali in anestesia locale.

Approfondisci le varie tecniche di trapianto dei capelli.

Per saperne di più...

Un trapianto di capelli ha un costo che solitamente va dai 3000 ai 5000 euro in base alla struttura dove lo si esegue.

L’articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non intende sostituire il parere del medico dermatologo e altro specialista della salute.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo
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