Aneurisma.
L’aneurisma è una patologia che interessa il sistema vascolare ossia vene ed arterie. E con più precisione è una dilatazione di un segmento di un vaso sanguigno che progredisce nel tempo. Va notato che si parla di aneurisma quando i livelli di dilatazione superano almeno il 50% del calibro iniziale, in caso contrario si parla piuttosto di ectasia. Il meccanismo con cui l’aneurisma si instaura è di estrema semplicità:
- Per una serie di motivi che successivamente esamineremo nel dettaglio si instaura nella parete del vaso un punto di debolezza.
- La pressione del sangue agendo su tale punto sfianca la tunica della parete e determina una bozza che costituisce l’aneurisma.
- L’aneurisma in generale si classifica in funzione del distretto anatomico in cui si presenta (addome, torace, cervello) e del vaso che interessa (aorta, etc.).
I tipi più comuni di aneurisma sono:
1) L’aneurisma cerebrale che interessa sia vene che arterie del cervello e delle meningi (membrane che ricoprono quest’ultimo). Si distinguono in funzione della loro forma in:
- fusiformi;
- sacciformi.
2) L’aneurisma aortico che interessa l’arteria aorta. Si suddivide in:
- aneurisma dell’aorta toracica;
- aneurisma dell’aorta addominale.
Cause dell’aneurisma e fattori di rischio.
Esistono delle forme congenite di aneurisma ma generalmente la condizione essenziale per l’insorgere della malattia è la degenerazione in qualche punto della tunica della parete del vaso. Le principali cause dell’aneurisma pertanto sono:
- Traumi della parete vascolare.
- Patologia aterosclerotica.
- Infezioni che alterano la parete della vena o arteria. Tipica è l’infezione luetica o sifilide. Infezione di un batterio che si trasmette sessualmente. Ma anche arteriti (infiammazioni delle arterie) e actinomicosi (infezione purulenta provocata da actinomiceti: batteri gran positivi).
Fattori di rischio per la patologia.
- Ereditarietà. Alcuni individui hanno una maggiore predisposizione scritta nel patrimonio genetico a contrarre la malattia. Genitori o fratelli che abbiano sofferto della malattia aumentano la probabilità.
- Età superiore ai 60/65 anni.
- Sesso. Gli uomini mostrano una maggiore predisposizione rispetto alle donne a contrarre la malattia.
- Tabagismo.
- Ipertensione arteriosa. Valori pressori stabili di massima superiori stabilmente ai 120 millimetri di mercurio e valori stabili di minima superiori agli 80 millimetri di mercurio.
- Broncopneumopatia ostruttiva cronica. Malattia dei polmoni di carattere cronico che si accompagna ad ostruzione bronchiale che compromette il passaggio dell’aria.
Sintomi dell’aneurisma.
In generale i sintomi dell’aneurisma non sono avvertiti da chi ne soffre e quasi sempre ci si accorge della sua presenza o casualmente in seguito ad una analisi effettuata per altri motivi o per le disastrose conseguenze che esso può provocare:
- rottura e conseguente emorragia interna;
- emboli che passano nel torrente sanguigno;
- trombi con blocco parziale o totale della circolazione del sangue.
Se è presente una sintomatologia questa comunque dipende in maniera essenziale dal distretto anatomico in cui si è sviluppato l’aneurisma.
Diagnosi dell’aneurisma.
L’esame obbiettivo del paziente, dei sintomi e segni risultano insufficienti per la diagnosi dell’aneurisma che di norma viene scoperto in maniera del tutto fortuita.
Gli esami diagnostici che risultano essenziali per tale scopo sono:
- Ecografia.
- Angio risonanza magnetica. Tecnica di risonanza magnetica che consente di visualizzare con immagini dettagliate il vaso sanguigno servendosi di un mezzo di contrasto: il gadolinio.
- Angio TAC. Speciale TAC che consente di visualizzare il vaso sanguigno iniettandovi con speciali cateteri un mezzo di contrasto.
Trattamento dell’aneurisma.
Se l’aneurisma è conseguenza di una patologia occorre ovviamente eliminare la causa che lo ha procurato e quindi curare tale patologia. Spesso comunque si rende necessario il trattamento chirurgico della patologia. Trattamento che risulta urgente se esiste una minaccia di rottura del vaso sanguigno interessato. L’intervento consiste nella asportazione del segmento di vena od arteria sfiancato e nella giunzione con speciale sutura dei due capi tagliati, talvolta si utilizza una protesi. L’intervento che non è privo di rischi può avvenire con tecniche di chirurgia convenzionali o endoscopiche.
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