Angioma al fegato.

Angioma al fegato

    Indice Articolo:

  1. Cos'è
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi ed esami
  5. Terapia chirurgica
  6. Conseguenze e rischi
  7. Opinioni e commenti

Informazioni sull'angioma al fegato per scoprire cos'è, quali sono le cause che determinano tale tumore epatico benigno e con quali sintomi si manifesta nel paziente. Approfondimenti sugli esami necessari per la diagnosi e sulle cura mediche che prevedono l'intervento chirurgico necessario ad impedire conseguenze pericolose per il fegato che la degenerazione dell'angioma potrebbe causare.

Cos'è l'angioma epatico?

L’emangioma o più comunemente angioma al fegato  è un tumore di natura benigna che interessa il fegato. Anzi è il tumore epatico benigno più diffuso. Esso è una malformazione dei vasi sanguigni al cui interno il sangue ristagna.

Gli emangiomi epatici sono angiomi capillari cavernosi profondi, ovvero hanno forma di rigonfiamento e si sviluppano in organi interni quali il fegato, a differenza degli angiomi capillari superficiali che si sviluppano nella cute o nei tessuti adiacenti.

Gli emangiomi del fegato hanno, generalmente, una dimensione di 2-5 cm di diametro, ma possono arrivare fino a 25-30 centimetri ed occupare quasi per intero l’organo.

Inoltre può essi possono essere singoli o multipli. In taluni casi gli angiomi multipli sono così numerosi che il fegato ne risulta completamente pervaso ed allora si parla di angiomatosi.

Cause dell'angioma al fegato.

Le cause degli angiomi epatici non sono ancora note. Tuttavia poiché l’emangioma è più frequente nelle donne che non negli uomini, ed ancora si nota un aumento di volume in gravidanza e se vengono assunti contraccettivi orali, si potrebbe ipotizzare una correlazione con gli estrogeni.

L’emangioma epatico: i sintomi.

Nella quasi totalità dei casi l’angioma epatico è completamente asintomatico e la lesione può essere presente dalla nascita e non essere mai stata diagnosticata.

Infatti la stragrande maggioranza delle diagnosi di angioma epatico avviene per caso in seguito ad ecografia epatica effettuata per altri motivi.

Nel caso di angiomi di considerevoli dimensioni o collocati in aree periferiche dell’organo può presentarsi una sintomatologia abbastanza blanda che può così riassumersi:

  • Dolore localizzato.
  • Pesantezza e tensione dell’addome.
  • Disturbi della digestione.

Nei neonati gli angiomi cavernosi al fegato di grandi dimensioni possono comportare coagulazione diffusa e scompenso cardiaco per cui spesso è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

La diagnosi di un angioma sul fegato.

La diagnosi come detto per l’assenza e la non specificità dei sintomi è quasi sempre casuale e susseguente ad indagini di norma ecografie eseguite per altri motivi.

Gli esami di indagine utilizzati generalmente sono:

  • L’ecografia. Alla cui indagine l’angioma si presenta come un nodulo dai contorni netti e definiti. Quando le sue dimensioni sono notevoli l’immagine presenta alternanza di zone ricche di echi con altre ipoecogene.
  • TAC a spirale con contrasto. Dove TAC sta per Tomografia Assiale Computerizzata. La TAC a spirale è una indagine radiografica che utilizzando un computer e un dedicato software fornisce una immagine tridimensionale dell’organo. Il mezzo di contrasto che viene iniettato in vena prima dell’esame consente di distinguere con nitidezza l’angioma dai tessuti circostanti.
  • RMN. Risonanza Magnetica Nucleare. L’indagine fornisce un’immagine tridimensionale del fegato utilizzando campi magnetici ed è particolarmente adatta ai tessuti molli.

La terapia e le cure in presenza di angioma al fegato.

Nella quasi totalità dei casi che sono asintomatici non è necessaria alcuna terapia e basta effettuare dei periodici esami di monitoraggio per valutare che l’angioma non cresca di volume in maniera significativa e che non presenti modificazioni della sua struttura che facciano ritenere al chirurgo che vi sia possibilità di una sua rottura con conseguente emorragia. Se l’angioma ha o raggiunge una dimensione tale da indurre una sintomatologia che risulti insopportabile e pregiudichi pesantemente la qualità della vita del paziente allora bisogna considerare l’eventualità dell’intervento chirurgico. Intervento che bisogna programmare anche nel caso in cui si verifichino avvisaglie di una sua possibile rottura.

L’intervento è estremamente sicuro e porta ad una completa soluzione del problema. Esso può essere effettuato utilizzando svariate tecniche che dipendono dalla sede dell’angioma:

 

  • La resezione. Che consiste nel resecare una porzione dell’organo epatico in cui è contenuta l’angioma. Tale tecnica è utilizzata per angiomi di notevoli dimensioni che pervadono il tessuto di parte dell’organo.
  • L’enucleazione. Consiste nell’asportare l’angioma seguendo la capsula fibrosa che lo ricopre. Si utilizza per angiomi di ridotte e ridottissime dimensioni e non pregiudica in alcuna maniera il tessuto epatico.
  • Trapianto del fegato. Si esegue nei rari casi in cui l’angioma è così esteso da interessare la totalità dei tessuti dell’organo e ne pregiudica fortemente la funzionalità.

Dati epidemiologici e conseguenze dell’angioma epatico.

L'angioma al fegato è presente in circa il 5% della popolazione adulta e colpisce con maggior frequenza le donne con età media intorno ai 40 anni. Gli angiomi si presentano subito dopo la nascita in circa un terzo dei neonati, ma nella maggior parte dei casi, scompaiono spontaneamente. Gli angiomi epatici di grandi dimensioni occasionalmente possono ulcerarsi e rompersi provocando sanguinamento intra addominale.

Torna alla home di Medicina Indice Articolo: