Antibiotici in gravidanza.

Antibiotici in gravidanza

Col presente articolo ci proponiamo di fugare qualcuna delle tante preoccupazioni delle future mamme durante la gestazione. Ed in particolare faremo chiarezza su un dubbio che spesso le assilla: se è controindicato o meno assumere antibiotici in gravidanza.

Prima di addentrarci nell’argomento premettiamo qualche chiarimento su gravidanza ed antibiotici che risulteranno utili per la comprensione di quanto poi diremo.

La gravidanza.

La gravidanza è quel periodo della vita femminile in cui essa reca dentro di se l’embrione e/o il feto (si parla di embrione fino all’ottava settimana di gestazione dopo di che si parla di feto). Ovviamente oltre che essere una stagione della vita femminile è anche un suo stato fisico durante il quale il corpo subisce delle naturali mutazioni. Il momento dell’inizio della gravidanza non è universalmente riconosciuto ma noi assumeremo per buona la tesi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la quale stabilisce che la gestazione ha inizio nel momento in cui l’embrione si impianta nella parete interna dell’utero (endometrio).

La gravidanza dura all’incirca 9 mesi pari a 38 settimane o 266 giorni ed in essa si distinguono:

  • Periodo della fecondazione. Lo spermatozoo incontra l’ovulo e lo feconda all’interno della tuba del Falloppio. Subito dopo inizia il suo viaggio attraverso la tuba fino all’utero. Nel mentre i patrimoni genetici di madre e padre si fondono. Giunta all’utero la cellula ha iniziato a segmentarsi in 2, 4, 16 … si impianta nell’endometrio. Questo periodo dura 24 ore.
  • Periodo germinale. Continua la segmentazione e va fino alla seconda settimana di gravidanza.
  • Periodo embrionale. Va dalla seconda all’ottava settimana ed in esso iniziano a differenziarsi quelli che costituiranno i futuri organi e tessuti.
  • Periodo fetale. Va dall’ottava settimana fino al parto ed in esso si costituiscono in maniera sempre più definitiva i vari organi.

Antibiotici e gravidanza.

Sono una categoria di farmaci ottenuti o da sostanze naturali (si parla in tal caso di antibiotici in senso stretto) o per sintesi chimica (si parla allora con più precisione di chemioterapici).

Essi sono in grado di bloccare la proliferazione o uccidere i batteri.

Esistono varie categorie di antibiotici che si differenziano per il loro meccanismo di azione sulle cellule del batterio.

Di seguito ne riportiamo le categorie più comuni:

  • Penicilline. Agiscono bloccando una enzima che non è presente nel corpo dell’uomo e che permette la sintesi di un importante componente della membrana cellulare batterica. Ne esistono un gran numero e sono efficaci contro la maggior parte dei batteri.
  • Macrolidi. Agiscono bloccando la sintesi proteica (processo per cui l’informazione contenuta RNA viene tradotta in proteine) del batterio. Sono vari prodotti ed hanno uno spettro di azione simile alle penicilline.
  • Amino glicosidi. Agiscono anche loro bloccando la sintesi proteica del batterio. Agiscono contro i batteri aerobi (vivono in presenza di ossigeno) e vengono usati per curare gravi infezioni e quelle dell’apparato urinario.
  • Cefalosporine. Agiscono come le penicilline bloccando i componenti della parete cellulare dei batteri.
  • Tetracicline. Agiscono inibendo la sintesi proteica del batterio. Sono la categoria di antibiotici a più ampio spettro che si usa.
  • Sulfamidici. Bloccano la sintesi e la replicazione degli acidi nucleici del batterio.

Ciò premesso entriamo nel vivo di quanto ci siamo proposto ed iniziamo a considerare quale può essere l’effetto dei farmaci in gravidanza.

L’argomento è in generale abbastanza complesso. Infatti occorre spesso mediare tra due esigenze contrastanti: da una parta la necessità di somministrare farmaci per curare una patologia in atto e dall’altra l’evenienza di possibili effetti collaterali per la futura mamma ed il nascituro. La situazione è resa anche più complessa dalla mancanza di studi epidemiologici sufficienti perché non si può condurre sperimentazione su donne incinte. In linea generale è buona norma non assumere farmaci durante la gravidanza se non strettamente necessario e sotto la prescrizione e controllo del medico.

La possibilità e la l’entità dei danni sul nascituro provocati dei farmaci dipendono dal periodo della gestazione in cui vengono assunti e con più precisione:

  • Fino a circa la terza settimana l’assunzione del farmaco o provoca interruzione della gravidanza o nessun effetto.
  • Dalla terza alla dodicesima settimana il farmaco può provocare malformazioni.
  • Dalla dodicesima settimana in poi non può creare più malformazioni perché il feto è completo ma può comunque arrecare altri problemi come ritardare la crescita.

Consideriamo ora i possibili effetti degli antibiotici dividendoli per categorie sopra elencate.

  • Penicilline. Sono gli antibiotici più antichi e quindi esiste gran mole di notizie. Non sono note malformazioni fetali conseguenti al loro utilizzo. Dati confermati da sperimentazioni su animali da laboratorio.
  • Macrolidi. Anche per loro non esistono in letteratura scientifica notizie di malformazioni.
  • Amino glicosidi. Esiste anche se bassissimo rischio di malformazione. Vanno perciò utilizzati solo se indispensabili.
  • Tetracicline. Studi epidemiologici le hanno messe in relazione con malformazioni cardiache dei nascituri ed inoltre provocano anche problemi di tossicità epatica nelle madri per cui se possibile sono da evitare.
  • Cefalosporine. Non esistono dati di problemi da loro indotti e perciò sono da considerarsi sicure.
  • Sulfamidici. Sconsigliato l’uso perché correlati al rischio di schisi (malformazione) facciale.

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