Bartolinite: sintomi, cause e cura per l’infiammazione della ghiandola di bartolini.

La bartolinite è un processo infettivo - infiammatorio a carico delle ghiandole di Bartolini, che si trovano ai lati dell'apertura della vagina. Le cause di bartolinite, possono essere varie mentre la sintomatologia è rappresentata da dolore, bruciore e talvolta comparsa di febbre. La diagnosi è a carico del medico ginecologo il quale potrà stabilire se affrontare la patologia mediante somministrazione di farmaci oppure mediante intervento chirurgico. Nei casi di infiammazione lieve è possibile ricorrere a rimedi omeopatici, fitoterapici o a rimedi della nonna.

Bartolinite: sintomi, cause e cura per l’infiammazione della ghiandola di bartolini

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi e diagnosi
  4. Terapia

Bartolinite: di cosa si tratta?

Con il termine bartolinite si indica un'infiammazione delle ghiandole del Bartolini, due piccole ghiandole che si trovano lateralmente all'ingresso dell'orifizio vaginale nella donna. Queste ghiandole, fisiologicamente, servono a secernere un liquido di colore chiaro e dalla consistenza viscosa, simile a muco, che lubrifica la vagina.

Le ghiandole del Bartolini, per diverse cause, possono essere colpite da diversi fenomeni patologici. Talvolta, si infiammano e producono una sintomatologia di tipo irritativo - infiammatorio, in cui si ha un rigonfiamento della ghiandola. Altre volte all'infiammazione, si associa un aumento di volume della stessa, legato per lo più all'ostruzione della ghiandola che si riempie di liquido trasformandosi in una cisti. Se il liquido nella cisti poi si infetta, a causa di una possibile contaminazione batterica, si può avere un vero e proprio ascesso e la formazione di pus.

La bartolinite colpisce circa il 2% delle donne sessualmente attive, con una maggiore incidenza nella fascia di età tra i 20 ed i 30 anni. 

Le cause scatenanti che portano l’insorgere dell’infezione.

Il processo infettivo - infiammatorio che è alla base della bartolinite, può essere scatenato da diverse cause tra cui possiamo citare:

  • Scarsa igiene personale, che provoca una progressiva ostruzione delle ghiandole del Bartolini con conseguente ristagno del liquido all'interno della ghiandola.
  • Rapporti sessuali promiscui senza l'utilizzo del preservativo. Questo predispone la donna all'insorgenza di irritazioni ed infiammazioni nella zona vaginale.
  • Malattie veneree, come la Gonorrea, la Candidosi o la Clamidia che provocano fenomeni infettivi causa di ascessi alle ghiandole. La frequenza di queste infezioni, è direttamente proporzionale al numero di rapporti sessuali non protetti che si hanno.

Puoi approfondire quali sono le malattie veneree.

  • Batteri fecali, quali Escherichia coli, che possono arrivare all'apertura vaginale e quindi alle ghiandole, a causa di una scarsa igiene o di rapporti sessuali non protetti. Spesso in questo caso viene associata anche la cistite (infezione della vescica causata da batteri).
  • Indossare indumenti intimi e pantaloni molto attillati, che provocano un continuo sfregamento della zona vaginale contro i tessuti, predisponendo le ghiandole ad un processo di irritazione e infiammazione.

Talvolta, anche lo stress o le alterazioni ormonali, possono essere indirettamente causa della bartolinite con un indebolimento del sistema immunitario che può portare più facilmente all'insorgenza di infezioni ed infiammazioni. 

La sintomatologia e la corretta diagnosi.

La sintomatologia della bartolinite è variabile in base alla presenza o meno di un processo infettivo. È molto importante che la donna impari a riconoscerli al fine di rivolgersi tempestivamente al proprio medico che potrà eseguire una corretta diagnosi e stabilire le opzioni terapeutiche. 

Quali sono i sintomi che possiamo riscontrare?

Finchè non si instaura un processo infiammatorio o infettivo, l'aumento di volume delle ghiandole di Bartolini può essere del tutto asintomatico o provocare un lieve fastidio legato proprio all'ingrossamento della ghiandola. Quando invece si hanno processi infettivo - infiammatori, si possono verificare:

  • dolore al tatto, prurito o bruciore: in corrispondenza del rigonfiamento della ghiandola.
  • Febbre o febbricola: con comparsa di ascesso purulento in corrispondenza della ghiandola.
  • Dolore e bruciore durante i rapporti sessuali.
  • Sensazione di disagio nello stare seduti o a camminare a causa dello strofinio della ghiandola con i vestiti.
  • Perdita di liquido sanguinolento o purulento dalla ghiandola: Questo avviene per lo più in caso di ascesso che si apre spontaneamente senza necessità di intervento da parte del medico.

 La diagnosi del ginecologo.

Per una corretta diagnosi di bartolinite è consigliabile rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia il quale, dopo una dettagliata anamnesi, procederà all'esame obiettivo ed alla visita vera e propria. In alcuni casi il medico potrebbe richiedere esami aggiuntivi quali:

  • tampone vaginale o della cervice uterina, al fine di identificare eventuali patologie a trasmissione sessuale.
  • Prelievo di piccole quantità di tessuto, per identificare precocemente eventuali lesioni neoplastiche. Questo avviene per lo più per le donne in menopausa. 

Le terapie naturali e quelle farmacologiche.

La bartolinite, può essere curata con rimedi casalinghi o naturali, in base alla gravità dell'infiammazione, oppure talvolta può essere necessario ricorrere all'applicazione di farmaci, ad esempio in caso di processi infettivi. Nei casi più seri è necessario intervenire chirurgicamente.

È importante poi conoscere le norme comportamentali per la prevenzione che consistono per lo più nell'usare il preservativo in caso di rapporti occasionali e di avere una corretta igiene intima quotidiana. 

I rimedi naturali.

La bartolinite, se non presenta sintomi per i quali è necessario l'intervento terapeutico farmacologico o chirurgico, può essere trattata con rimedi naturali.

Tra questi possiamo citare i rimedi omeopatici tra cui:

  • Belladonna: in due diverse concentrazioni quali 200 CH (come terapia d'urto per la fase acuta) e 9 CH (da usare dopo la terapia di attacco). Si assume 5 - 6 volte al giorno con una posologia di 3 granuli.
  • Mercurius solubilis: alla concentrazione 30 CH e con una posologia di 3 granuli da 5 a 6 volte al giorno. Si utilizza per il trattamento dell'infiammazione acuta e va assunto subito non appena si nota un aumento di volume della ghiandola. 

E’ possibile intervenire con rimedi fitoterapici o rimedi casalinghi tra cui possiamo citare:

  • Olio essenziale di Melaleuca, che contiene numerosi principi attivi tra cui terpinenolo e cineolo, che gli conferiscono azione antisettica, antibiotica ed antinfiammatoria. Se ne applicano 3 - 4 gocce da 4 a 5 volte al giorno direttamente sulla parte da trattare, per circa 3 - 4 giorni.
  • Olio di perilla, da assumere durante la fase acuta. Prendere 3 - 4 capsule al giorno contenenti almeno 750 mg di principi attivi (tra cui terpenoidi e polifenoli). Ha attività antinfiammatoria ed antibatterica.
  • Fare un bidet o un bagno caldo (o applicare una borsa dell'acqua calda sulla parte), sfruttando l'azione di dilatazione compiuta dal calore per facilitare l'apertura della cisti e la spontanea guarigione. All'acqua calda possono essere aggiunti sale da cucina o bicarbonato di sodio per la loro azione disinfettante.
  • Fare degli impacchi locali con del ghiaccio, per sfruttare l'azione antinfiammatoria del freddo.
  • E' consigliabile inoltre eliminare dalla propria alimentazione i cibi che aumentano lo stato infiammatorio quali grassi e carboidrati raffinati, ed assumere alimenti ricchi di vitamine e sali minerali come frutta e verdura. 

I trattamenti farmacologici: quali sono?

Nel caso in cui i rimedi naturali non siano sufficienti a risolvere il problema o nel caso in cui il problema sia più grave del dovuto, è necessario ricorrere ad interventi farmacologici o chirurgici.

Per quanto riguarda i farmaci è possibile utilizzare:

  • Antibiotici, nel caso in cui la bartolinite sia legata ad un'infezione o ad una malattia sessualmente trasmissibile causata da batteri. Gli antibiotici variano in base alla causa scatenante e possono essere assunti per bocca o essere applicati localmente sottoforma di crema.
  • Antinfiammatori ed antidolorifici da banco, quali ad esempio ibuprofene o paracetamolo, da assumere per attenuare la sintomatologia dolorosa e per abbassare l'eventuale febbre. Si assumono solitamente per via orale.
  • Antimicotici, nel caso in cui la bartolinite sia legata a candidosi. Si applica sottoforma di pomata sulla parte da trattare.
  • Farmaci a base di ittiolo (sali di ammonio), utilizzati solitamente per la cura dell'acne. Si applicano sottoforma di unguento direttamente sulla parte da trattare ed aiutano a ridurre infiammazione ed irritazione. 

L’intervento chirurgico.

Nel caso in cui non sia sufficiente la terapia farmacologica, è possibile che il medico decida di ricorrere alle procedure chirurgiche quali:

  • Incisione dell'ascesso, per fare uscire il materiale purulento all'interno e favorire il processo di guarigione. Il medico, dopo aver eseguito l'anestesia locale, incide la ghiandola attraverso il bisturi.
  • Marsupializzazione, ovvero lo specialista inserisce all'interno della ghiandola, dopo averla incisa con il bisturi, un piccolo tubo di drenaggio per favorire la fuoriuscita del materiale che si forma all'interno. Questa soluzione è attuata nel caso di bartoliniti ricorrenti. Il catetere, di circa 6 mm, si mantiene in sede per qualche giorno, successivamente si rimuove e si procede all'applicazione di un punto di sutura. L'intervento si svolge in anestesia locale.
  • Asportazione della ghiandola del bartolini, intervento che si esegue in anestesia locale e che si utilizza per lo più nei casi di recidive ricorrenti che non rispondono alla marsupializzazione.

In caso di terapia farmacologica i tempi di guarigione sono di circa 4 - 7 giorni, viceversa se è stata eseguita la procedura chirurgica si guarisce nel giro di qualche settimana.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Roberta de Martino
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