Betabloccanti effetti collaterali.

Betabloccanti effetti collaterali

I beta bloccanti costituiscono un’importante classe di farmaci e vengono utilizzati in medicina per la cura di svariate e severe patologie. Ma come ogni farmaco possono presentare degli effetti collaterali. Effetti collaterali la cui conoscenza è indispensabile per il paziente che deve intraprendere una terapia che li contempli e, per tale motivo, costituiranno il tema del presente articolo.

Essendo la materia di qualche complessità necessita di un certo numero di iniziali conoscenze che ci accingiamo a premettere.

Partiremo perciò chiarendo: Cosa sono i betabloccanti, su quale principio si basa il loro funzionamento ed in quali terapie vengono utilizzati.

I beta bloccanti sono dei principi attivi che hanno la proprietà di bloccare i recettori β-adrenergici.

Chiariamo quanto detto.

I recettori β-adrenergici sono proteine che hanno la proprietà di legare i neurotrasmettitori che recano le informazioni tra le cellule del sistema nervoso simpatico,  ovvero adrenalina e noradrenalina. Sistema nervoso simpatico sotto il cui controllo ricadono funzioni vitali essenziali di cui riportiamo le più importanti:

  • Regolazione della contrazione del cuore.
  • Dilatazione dei vasi coronarici.
  • Dilatazione dei vasi che irrorano i muscoli dello scheletro.
  • Contrazione dei vasi sanguigni periferici.
  • Contrazione dei vasi che irrorano la pelle.
  • Aumento della pressione arteriosa.
  • Degradazione da parte del fegato di glicogeno in glucosio.

I recettori β-adrenergici si suddividono in:

Recettori β1. Agiscono :

    • Sulla muscolatura cardiaca (miocardio) aumentandone la capacità e la forza di contrarsi, la frequenza di contrazione, la velocità di conduzione dell’impulso elettrico, la durata della sistole (fase di contrazione).
    • Sull’apparato glomerulare del rene aumentando la produzione di renina. Renina che è una enzima coinvolta nel processo di produzione dell’ angiotensina. Proteina che gioca un ruolo fondamentale nell’ipertensione. Essa infatti induce vasocostrizione e quindi aumento di pressione.
    • Recettori β2. Agiscono a livello epatico e sulla muscolatura liscia (che riveste e fa contrarre gli organi interni) e pertanto favoriscono:

        • La bronco dilatazione.
        • Rilasciamento dei visceri dell’apparato gastroenterico ed urogenitale.
        • Favoriscono la degradazione a livello di fegato di glicogeno in glucosio.
        • Favoriscono in caso di necessità la trasformazione di composti non glucidici in glucosio.
        • Recettori β3. Agiscono a livello di tessuti adiposo favorendo e catalizzando la trasformazione dei trigliceridi in acidi grassi.

            Per le proprietà accennate i beta bloccanti vengono usati in farmacopea per il trattamento di svariate patologie di cui le più importanti sono:

            Ma proprio dai meccanismi e caratteristiche che rendono i beta bloccanti farmaci di grande utilità scaturiscono una consistente quantità di: Effetti collaterali.

            Effetti collaterali che è possibile riassumere in:

            • Stanchezza eccessiva ed inusitata anche dopo sforzi minimi.
            • Estremità (mani e piedi) freddi dovuti a vasocostrizione periferica.
            • Crampi. Dovuti alla costrizione dei vasi che irrorano i muscoli scheletrici.
            • Eccessivo rallentamento della frequenza cardiaca.
            • Problemi gastroenterici dovuti all’azione dei beta bloccanti sulla muscolatura liscia dell’apparato. In generale: nausea, vomito e diarrea.
            • Disturbi del sonno. Sonno agitato e non ristoratore e nei casi peggiori insonnia.
            • Incubi.
            • Calo del desiderio sessuale e nei casi gravi impotenza.
            • Interazione con altri farmaci assunti. I farmaci che possono creare problemi se assunti unitamente ai beta bloccanti sono: Antiaritmici. (curano i problemi di aritmia cardiaca) ed i associazione con betabloccanti possono creare depressione miocardica; Ipertensivi. Unitamente ai betabloccanti possono produrre un eccessivo abbassamento della pressione arteriosa; Antidepressivi. Uniti ai betabloccanti possono indurre aritmie cardiache.
            • Inoltre i beta bloccanti vanno utilizzati con estrema prudenza e sotto stretto controllo medico se si soffre delle seguenti malattie:

              • Diabete. In questo caso i beta bloccanti possono indurre gravi crisi ipoglicemiche (repentino abbassamento della concentrazione degli zuccheri nel sangue).
              • Pressione arteriosa bassa.
              • Gravi aritmie cardiache.
              • Asma. I beta bloccanti possono indurre spasmo bronchiale e peggiorare le condizioni del soggetto asmatico.

              La somministrazione dei beta bloccanti non va mai sospesa di colpo ma gradualmente.

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