Bruciore quando si urina.

Bruciore quando si urina

    Indice Articolo:

  1. Cause del bruciore alle vie urinarie
    1. Comportamenti scorretti
    2. Infezioni e patologie
  2. Sintomi associati al bruciore
  3. Come effettuare la diagnosi?
  4. Che fare? Rimedi e prevenzione
    1. Rimedi naturali
    2. Trattamenti farmacologici
    3. Come prevenire il bruciore 
  5. Opinioni e commenti

Il bruciore quando si urina è il sintomo di una problematica al tratto urogenitale. Può verificarsi sia nell’uomo che nella donna ed ha una certa incidenza anche nei bambini. Può essere associato a dolore, a perdita di sangue con le urine e solitamente è determinato da infezioni batteriche contratte per errati comportamenti o per cause iatrogene o fisiologiche, come per esempio la gravidanza. La diagnosi si fa mediante analisi delle urine e dove necessario visita urologica, e la cura più comune è l’utilizzo di antibiotici dopo aver individuato il batterio responsabile. Esistono comunque dei rimedi naturali per alleviare il fastidio e favorire la guarigione.

Cause del disturbo e le infezioni più frequenti.

Cause fisiologiche e comportamenti scorretti Le infezioni:
Scarsa igiene personale Pielonefrite
Rapporti intimi scorretti Stenosi dell’uretra
Gravidanza Prostatite
Contaminazione ano – genitale Uretrite
Antibiotici ed immunosoppressori Cistite

Cause fisiologiche e comportamenti scorretti che provocano infezioni urinarie.

Le cause principali per cui si verificano le infezioni e le infiammazioni di cui parleremo in seguito sono principalmente gli errati comportamenti ma possono esservi anche cause fisiologiche e iatrogene. Tra le cause di infezione e di infiammazione abbiamo:

Rapporti intimi scorretti ovvero avere rapporti con partner diversi senza utilizzo del preservativo.

Utilizzo di farmaci immunosoppressori o antibiotici, che hanno l’effetto di diminuire la capacità del sistema immunitario di contrastare le infezioni.

Gravidanza, a causa delle modificazioni ormonali e dell’aumentata secrezione vaginale.

Il sesso femminile è un fattore di rischio per l’insorgenza di infezioni urogenitali perché l’uretra femminile è più corta di quella maschile.

Scarsa igiene personale come mancanza di asciugamani personali per l’igiene intima.

Utilizzo di servizi igienici pubblici che spesso sono scarsamente disinfettati.

Utilizzo di creme depilatorie che possono provocare l’insorgenza di prurito nella zona dell’inguine e favorire la comparsa di infiammazioni.

Detergenti intimi o deodoranti intimi troppo aggressivi.

Contaminazione ano – genitale, cioè comportamenti che favoriscono il passaggio dei batteri dall’ano alla vescica. Un fattore di rischio in tal senso può essere rappresentato dalle emorroidi.

Tutti questi fattori possono provocare la proliferazione batterica nel tratto urogenitale e lo sviluppo di processi infiammatori ed infettivi.

Le patologie e le conseguenze.

Le cause del bruciore associato alla minzione sono di tipo patologico. Tali patologie sono da ricondursi a infezioni e infiammazioni delle vie urinarie che sono causate o da rapporti intimi non protetti o da errati comportamenti. Le infiammazioni e le infezioni possono avere sintomatologia diversa, oltre al bruciore, e conseguenze diverse se non curate.

Le infezioni urogenitali, che riguardano quindi le vie urinarie e il tratto genitale, sono comunemente causate da batteri. Possono coinvolgere l’uretra, la vescica, la prostata nell’uomo e nei casi più gravi arrivare fino ai reni.

Cistite: la cistite è l’infezione delle vie urinarie più comune ed è solitamente causata dalla proliferazione di Escherichia Coli nella vescica, causata da scorretta igiene personale o da contaminazione ano – genitale. I sintomi caratteristici sono frequenza nella minzione con scarsa emissione di urina, a volte ematuria, dolore in sede addomino – pelvica e lombosacrale che a volte si estende sul fianco, bruciore e dolore durante la minzione. Per questioni anatomiche è più frequente nelle donne e si associa spesso ad uretrite. Può avere conseguenze serie come la pielonefrite che è un’infiammazione dei reni e della pelvi renale, o iatrogene come lo sviluppo di un’infezione da candida a causa della terapia antibiotica.

Potresti approfondire la cistite emorragica una patologia frequente del genere femminile che associa al bruciore, difficoltà della minzione e sangue nelle urine.

Uretrite: è un’infiammazione dell’uretra, il canale che porta l’urina dalla vescica all’esterno. Nelle donne si accompagna spesso a cervicite e si manifesta con bruciore alla minzione e dolore durante i rapporti intimi. Nell’uomo abbiamo presenza di pus che fuoriesce dal glande, bruciore alla minzione, e prurito. Può essere provocata da malattie come la clamidia e la gonorrea. Se non curata può portare a sterilità.

Stenosi uretrale: è un restringimento dell’uretra che può essere dovuto a infezioni batteriche o ad altre cause. Provoca bruciore quando si urina, ematuria, sensazione di pesantezza alla vescica e di svuotamento incompleto e difficoltà alla minzione. Se non curata può portare a insufficienza renale, formazione di calcoli uretrali e vescicali e nei casi più gravi è necessario l’intervento chirurgico.

Prostatite: è un’infiammazione della prostata ed è quindi una patologia esclusivamente maschile. Può essere determinata da numerosi fattori tra cui un’elevata proliferazione batterica. I sintomi sono bruciore durante la minzione, a volte dolore e difficoltà ad urinare, aumentata frequenza della minzione. Se non curata può portare a conseguenze sulla fertilità.

Pielonefrite: è un’infiammazione dei reni che può insorgere come complicanza di una cistite o che può avere altre cause. È caratterizzata da febbre, bruciore e dolore alla minzione, dolori nella parte bassa della schiena, e presenza di urina dall’odore sgradevole e scura. Se non curata porta a gravi danni del tessuto renale con conseguente perdita della funzionalità del rene.

Sintomi associati al bruciore legato alla minzione.

Il bruciore alle vie urinarie è un fastidioso sintomo che può rappresentare un campanello di allarme per patologie serie o essere soltanto un disturbo associato ad errati comportamenti. Può essere esso stesso un sintomo ma si può trovare in associazione con altri sintomi diversi. Vediamo quali sono i sintomi ricorrenti e quando bisogna eseguire degli esami.

Al bruciore durante la minzione possono associarsi diversi altri sintomi che solitamente servono ad indirizzare il medico verso la diagnosi. I sintomi che accompagnano il bruciore variano in base all’età e al sesso dei soggetti colpiti.

Nei neonati i sintomi di un problema al tratto urogenitale sono aspecifici e sono rappresentati da problemi intestinali come vomito e diarrea che determinano una mancata crescita, urine con odore poco gradevole, febbre, il bambino è irritabile, e presenta arrossamenti nella zona dell’interno coscia.

Nel bambino i sintomi sono una via di mezzo tra l’adulto e il neonato, e abbiamo bruciore e dolore alla minzione, febbre, dolore addominale o lombosacrale e frequente stimolo ad urinare con comparsa di enuresi notturna. L’incidenza è maggiore nelle bambine per una questione anatomica.

Negli adulti sono frequenti ematuria, cioè la perdita di sangue con le urine, frequenza aumentata della minzione sia durante il giorno che durante la notte, dolore addominale o lombosacrale, febbre, prurito inguinale, vulvo vaginale nella donna e sul glande nell’uomo, difficoltà ad urinare ed emissione di piccole quantità di urina, urina scura tendente al torbido, dolore alla minzione specialmente al mattino. L’incidenza è maggiore nelle donne rispetto che nell’uomo per una questione anatomica, le donne infatti presentano un’uretra più corta rispetto a quella dell’uomo e quindi è più facile che i batteri colonizzino il tratto urogenitale.

Esami clinici e diagnosi.

In presenza di uno o più sintomi sopra descritti che accompagnano il bruciore durante la minzione è bene rivolgersi al medico, il medico che si occupa delle vie urinarie è specializzato in urologia, il quale prescriverà una serie di analisi volte ad accertare la presenza e la tipologia di batterio che può aver determinato l’infezione. L’esame che si esegue normalmente è l’urinocultura, cioè vengono raccolte le urine al fine di determinare se vi è contaminazione batterica e in che concentrazione sono presenti i batteri. Per effettuare tale esame e garantirne un risultato ottimale il paziente:

  • non dovrà assumere farmaci antibiotici o antifungini nelle 48 ore prima di fare l’esame
  • dovrà lavare accuratamente le mani e i genitali.
  • dovrà raccogliere la prima urina emessa al mattino ma scartare il primo getto al fine di ottenere un campione ottimale e non avere contaminazioni esterne.

Una volta in laboratorio il campione di urina viene seminato su piastre con appositi terreni di coltura adatti per l’eventuale crescita batterica. Se il risultato è di 100.000 ufc/ml (ufc = unità formanti colonia è l’unità di misura che si utilizza per esprimere la concentrazione batterica) saremo in presenza di infezione batterica. Al risultato positivo dell’urinocultura si associa anche l’antibiogramma, un esame che prevede la semina dei batteri insieme a dischetti imbevuti di antibiotico, e serve a valutare se quell'antibiotico è adatto a impedire la crescita di quel particolare tipo di batterio. Il risultato dell’antibiogramma servirà al medico per stabilire la cura più adatta.

Come eliminare il bruciore?

Quando si avverte bruciare mentre si urina è consigliabile rivolgersi al medico che attraverso esami specifici individuerà la causa e stabilirà la cura più adatta. Solitamente le cure sono a base di farmaci ma vi possono essere anche rimedi naturali. Importantissima è la prevenzione che può evitare l’insorgenza di queste patologie.

Rimedi naturali.

Tra i rimedi naturali abbiamo sia l’utilizzo di alcune piante sia una particolare attenzione all’alimentazione. In particolare:

Bisogna bere molta acqua per favorire la diluizione dell’urina ed abbassare quindi la carica batterica. La diluizione verrà apprezzata anche dal punto di vista colorimetrico: l’urina da scura inizierà a diventare man mano sempre più trasparente.

L’alimentazione deve essere ricca di frutta e verdura ma bisogna evitare gli agrumi che possono provocare maggiore irritazione a causa della loro acidità e i cibi speziati. Vanno evitati anche cibi ricchi di zuccheri e alcolici in quanto possono favorire la proliferazione batterica.

Il mirtillo rosso ha un’azione antibatterica naturale in quanto impedisce che i batteri aderiscano alle pareti vescicali moltiplicandosi. Il meccanismo con cui si realizza tale azione non è ancora ben chiaro ma i principi attivi in esso contenuti sono arbutina e tannini che svolgono l’azione antibatterica e antiadesiva.

Un rimedio molto conosciuto per le infezioni delle vie urinarie è l’uva ursina, considerata un’ottima sostanza antibatterica in quanto contiene principi attivi come l’arbutina e l’idrochinone che hanno proprietà antisettiche naturali. Contiene inoltre tannini che impediscono che i batteri aderiscano alle pareti delle vie urinarie.

Gramigna: è una pianta che ha una naturale azione diuretica e antisettica grazie ai suoi principi attivi, la tricitina e l’agropirene. Aiuta quindi a ridurre la carica batterica aiutando la diluizione dell’urina e contrastando l’infezione.

Soluzione Schoum: è una preparazione omeopatica da sciogliere in acqua a base di erbe naturali. Contiene estratti di principi attivi di erbe come fumaria, piscidia e onoide che hanno proprietà antibatterica e sono specifici per il trattamento delle infezioni urinarie.

Farmaci.

I farmaci utilizzati per queste patologie sono solitamente antidolorifici e antinfiammatori per contrastare i sintomi come il bruciore quando si urina in associazione con diversi antibiotici per curare la causa scatenante. Tra i farmaci più comunemente usati abbiamo:

Inibitori della replicazione batterica: sono antibiotici ad ampio spettro, che agiscono cioè su più specie batteriche, e impediscono la proliferazione batterica bloccando la sintesi del DNA batterico e uccidendo la cellula. Fanno parte di questa categoria i chinolonici, la ciprofloxacina.

Amoxicillna: antibiotico ad ampio spettro che si associa spesso ad antifungini come il fluconazolo o all’acido clavulonico che ne potenzia l’effetto. Agisce bloccando la sintesi della parete batterica e provocando quindi la morte del batterio.

Nitrofurantoina: è un disinfettante delle vie urinarie che riduce la crescita batterica, ha un’azione batteriostatica, ma non uccide i batteri, manca quindi dell’azione batteriolitica.

La prevenzione.

Per evitare di soffrire di bruciore alle vie urinarie è importante la prevenzione delle infezioni che possono essere evitate seguendo semplici accorgimenti. Ad entrambi i sessi si consiglia di bere almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno e di seguire una dieta ricca di fibre per prevenire la stitichezza e di limitare cibi speziati, insaccati, alcol e pieni di zuccheri raffinati che hanno la tendenza sia ad infiammare la vescica sia di favorire la crescita batterica. Per gli uomini si consiglia poi dopo i 50 anni di eseguire periodicamente il controllo del PSA, l’antigene prostatico, al fine di prevenire le infezioni e le infiammazioni alla prostata. Le donne invece:

Fin da bambine devono imparare il corretto modo di lavare i genitali, procedendo da avanti verso dietro per evitare la contaminazione fecale della zona vaginale.

Dopo i rapporti intimi dovrebbero urinare e successivamente lavarsi accuratamente.

Evitare di utilizzare detergenti e deodoranti aggressivi.

Durante il ciclo mestruale l’igiene deve essere curata maggiormente perché il sangue che ristagna sugli assorbenti sia interni che esterni favorisce la proliferazione batterica.

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