Calcitonina: bassa, alta e valori normali.

Calcitonina: bassa, alta e valori normali

    Indice Articolo:

  1. Cos'è
  2. A cosa serve
  3. Calcitonina alta
  4. Calcitonina bassa
  5. La calcitonina in farmacologia
  6. Calcitonina e Osteoporosi
  7. Opinioni e commenti

Quali sono i valori normali di calcitonina nel sangue? Quali i rischi e le cause di valori più alti o più bassi di quelli fisiologici? Proviamo a fare chiarezza sul tema. La calcitonina è un ormone prodotto dalla ghiandola tiroidea che, insieme agli altri ormoni calciotropi, regola l’omeostasi del calcio e la cui funzione precisa ad oggi non è ancora del tutto ben nota. L’ipotesi più plausibile, che viene formulata in merito, è che essa svolga una funzione di protezione dello scheletro osseo da fenomeni di riassorbimento e che per per assolvere tale compito stimoli il corpo all’ immagazzinamento di calcio quando i suoi livelli sono in eccesso. Esiste anche l’ulteriore ipotesi, formulata in seguito alla scoperta di ricettori della calcitonina nel sistema nervoso centrale, che essa funga da neurotrasmettitore implicato nella percezione degli stimoli dolorosi. Ipotesi suffragata dalla constatazione che la calcitonina, quando somministrata, ha un potente effetto antidolorifico.

Cos’ è la calcitonina e quali sono i valori fisiologici.

La calcitonina è un ormone peptidico e come tale costituito da proteine o oligopeptidi (catene di amminoacidi inferiori a 20 componenti) e perciò di natura non lipidica come invece sono gli ormoni steroidei che derivano tutti dal colesterolo. Essa viene prodotta e rilasciata nel sangue dalla tiroide e con più dettaglio dalle sue cellule parafollicolari o cellule C, allocate nella regione centrale delle sue 2 ali. I valori della calcitonina aumentano in funzione di un aumento della calcemia e possono essere misurati con vari test tra i quali quello di ultima generazione è il metodo di dosaggio di immunochemiluminescenza molto sensibile.

Valori normali della calcitonina.

  Calcitonina valori normali calcemia
Uomo < 19 picogrammi/millilitro (1 pcgr=0,000000000001 g) 10 milligrammi/100 millilitri
Donna < 14 picogrammi /millilitro 10 milligrammi/100 millilitri

La concentrazione ematica di calcitonina varia in funzione di numerosi fattori:

  • Dalla concentrazione degli ioni calcio. La presenza di elevati valori di calcio nelle cellule e nel sangue induce la tiroide ad una maggiore secrezione di calcitonina. Anche variazioni minime di calcio producono immediata impennata dei valori calcitonina.
  • Dai livelli di gastrina. La gastrina è uno degli ormoni prodotti dalle cellule che compongono la mucosa della parete interna dello stomaco e del duodeno per effetto della stimolazione nervosa che viene generata quando il cibo riempie lo stomaco. La secrezione di calcitonina provocata dall’aumento di gastrina serve a predisporre l’immagazzinamento nelle ossa del calcio contenuto negli alimenti in digestione, impedendone così l’escrezione con le urine.
  • Dai livelli di calcitriolo, che è la forma attiva della vitamina D la quale aumenta la capacità del tubo digerente di assorbire calcio stimolando quindi la produzione di calcitonina.
  • Dai livelli di estrogeni. Un elevato livello di ormoni femminili favorisce secrezione di calcitonina ed elevati livelli di calcitonina inibiscono il riassorbimento delle ossa. Ma nonostante tali certezze non è stato ancora provato che insufficiente produzione di estrogeni determini carenze di calcitonina ed ancora più che ciò induca diminuzione di volume e massa ossea. Fenomeno che è tipico del post menopausa quando la produzione di estrogeni da parte delle gonadi viene a mancare.

Quali sono le funzioni di questo ormone?

La principale funzione della calcitonina è l’azione ipocalcemizzante, ovvero il controllo della concentrazione dello ione Ca++ nel siero sanguigno. La calcitonina (CT), il paratormone (PTH) e la vitamina D sono noti come ormoni calciotropi perché attori dell’importante meccanismo della omeostasi calcica ossia del processo che tende a mantenere costante la concentrazione ematica degli ioni calcio.

La vitamina D è deputata al compito di mantenere la stabilità del calcio nel corpo nel lungo periodo, mentre i restanti 2 garantiscono gli interventi veloci. Infatti ogni variazione della concentrazione fisiologica di calcio viene prontamente corretta dall’intervento (variazione della secrezione) di uno dei 2 suddetti ormoni.

Se la concentrazione ematica di calcio scende sotto il valore fisiologico il paratormone, secreto dalle paratiroidi, stimola il rene a secernere il calcitriolo che è la forma ormonale attiva della vitamina D. Questo, a sua volta, stimola l’assorbimento del calcio dai nutrienti nell’intestino e nello stesso tempo ne aumenta il riassorbimento da parte dei tubuli renali impedendone la dispersione nelle urine. In tal modo a causa del maggior assorbimento e della ridotta escrezione la concentrazione di ioni calcio nel sangue rapidamente risale.

Concentrazione del calcio al di sotto dei valori fisiologici

Viceversa se la concentrazione degli ioni calcio supera il valore fisiologico aumenta la secrezione e quindi il livello di calcitonina.

Aumento che immediatamente sortisce i seguenti effetti:

  • Blocca la rimozione ossea del minerale da parte delle cellule osteoclasti. Gli osteoclasti sono cellule derivano dalle staminali emopoietiche e appartengono alla classe dei monociti macrofagi. Essi aderiscono alle ossa e favoriscono il riassorbimento del calcio erodendole. In tal maniera partecipano al processo dell’omeostasi ossea per il quale il continuo accrescimento osseo è bilanciato dal riassorbimento ad opera degli osteoclasti.
  • Aumenta la deposizione di calcio nelle ossa da parte degli osteoblasti. Gli osteoblasti sono cellule presenti nel tessuto osseo da cui si origina la matrice delle ossa. In contrapposizione agli osteoclasti sono responsabili dell’omeostasi ossea.
  • Stimola l’escrezione renale del calcio serico con le urine.
  • Inibisce l’assorbimento del calcio nell’apparato gastroenterico da parte delle mucose intestinali.

Ne consegue quindi una abbassamento e riequilibrio ai valori fisiologici della calcemia (concentrazione degli ioni calcio nel sangue).

Concentrazione del calcio al di sopra dei valori fisiologici

Calcitonina alta: le cause dell’aumento dei valori.

Si parla di calcitonina elevata quando i suoi valori, misurati su un campione di sangue prelevato in vena, superano i limiti fisiologici riportati nella tabella.

Ma cosa significa avere la calcitonina alta?

L’innalzamento dei livelli ematici di calcitonina sono conseguenza ad ipersecrezione dell’ormone da parte della tiroide. Le cause che possono provocare tale ipersecrezione sono molteplici e di seguito riportiamo le più comuni. Come spesso accade alcune di esse hanno carattere patologico (malattie in atto sia della tiroide che di altri organi), altre invece sono assolutamente fisiologiche. Dette cause possono essere così riassunte:

  • Età giovanile. Con l’età i valori della concentrazione ematica della calcitonina tendono ad diminuire mentre in gioventù è facile riscontrare valori di calcitonina leggermente superiori alla norma.
  • Attività fisica costante ed intensa. Una attività fisica intensa praticata con costanza determina concentrazioni seriche dell’ormone leggermente superiori alla norma.
  • Gravidanza. La gravidanza richiede disponibilità di elevate quantità di calcio per la formazione dello scheletro osseo del feto e perciò valori elevati di calcitonina preservano l’integrità della massa ossea madre bloccando l’azione di rimozione da parte degli osteoclasti.
  • Allattamento. Anche durante l’allattamento, dove ancora la richiesta di calcio è notevole, i valori elevati di calcitonina proteggono lo scheletro materno dalla rimozione del minerale di calcio da parte degli osteoclasti.
  • Etilismo. L’eccessivo consumo di alcool compromette il corretto funzionamento delle cellule epatiche che in tali condizioni non producono abbastanza vitamina D necessaria per veicolare il calcio ematico alle ossa. La situazioni che viene a crearsi determina innalzamento della concentrazione ematica di ioni calcio e conseguentemente induce un innalzamento di calcitonina.
  • Farmaci. Alcuni principi attivi come ad esempio: Cortisoni, Omeprazolo (Inibitore della pompa protonica usato nelle gastriti che inibisce la gastrina), Beta bloccanti, etc. stimolano la produzione di calcitonina.
  • Carcinoma midollare tiroideo o MTC.Tumore maligno della tiroide che si origina a partire dalle cellule C che secernono la calcitonina. Può avere cause genetiche e quindi è classificato come familiare o essere sporadico. Tra i suoi sintomi annovera ipercalcitoninemia ossia ipersecrezione dell’ormone. Al riscontro di valori elevati superiori ai 100 pg/ml si richiede una immediata ecografia della ghiandola. Nel caso che questa evidenzi noduli superiori ai 10 mm di diametro si procede con un immediato ago aspirato per prelevare da essi cellule da sottoporre ad esame bioptico. Talvolta il carcinoma midollare tiroideo si presenta in una sindrome caratterizzata da proliferazione neoplastica di diverse ghiandole endocrine tra cui la tiroide: la neoplasia multiendocrina detta anche MEN (dall’acronimo Multiple Endocrine Neoplasia). Esistono due distinte tipologie di MEN che coinvolgono la tiroide col carcinoma midollare e precisamente:
    • La MEN II oltre al carcinoma midollare della tiroide con ipercalcitoninemia presenta anche: tumore delle paratiroidi, feocromocitoma (tumore benigno del sistema simpatico localizzato nei tessuti cromaffini).
    • La MEN III oltre al carcinoma midollare presenta anche: feocromocitoma, apudomi (tumori delle cellule APUD), sindrome di Marfan (malattia del tessuto connettivo ad eziologia genetica).

 Il carcinoma midollare tiroideo è una delle cause più frequenti di valori elevati di calcitonina (>500 pg/ml) e per tale motivo la calcitoninemia viene considerato un marker del carcinoma midollare della tiroide. Approfondisci!

  • Iperplasia benigna delle cellule C. Tumore di natura benigna che si origina dalle cellule C. E’ con il carcinoma midollare la causa più comune di ipercalcitoninemia. E’ anch’essa caratterizzata da valori molto elevati calcitonina > 500.
  • Tiroidite. Insieme di malattie caratterizzate da infiammazione della tiroide e varie eziologie: da infezioni batteriche, virali, a carattere autoimmune. Tutte queste malattie tra i vari sintomi annoverano ipercalcitoninemia.
  • Ipergastrinemia. Eccessiva secrezione di gastrina da parte delle mucose dello stomaco. E’ una condizione conseguente a svariate patologie come ad esempio: la sindrome di Zollinger Ellison (insieme di sintomi derivanti da ulcere duodenali multiple), tumori pancreatici, tumori della parete del duodeno, reflusso gastroesofageo, anemia perniciosa, infezione da helicobacter pylori, pancreatiti.
  • Insufficienza renale. La ridotta clearance della creatina può indurre ipersecrezione di calcitonina.
  • Ipercalcemia. Condizioni per cui la concentrazione degli ioni calcio eccede i valori fisiologici. La conseguenza immediata è un innalzamento dei valori di calcitonina per regolare tale squilibrio. L’ipercalcemia può avere molte cause. Ne riportiamo le più comuni: eccessiva secrezione di paratormone per tumori benigni o maligni delle paratiroidi, tumori che secernono sostanze simili al paratormone, iperfunzionamento della tiroide, insufficienza renale, eccessivo consumo di vitamina D.
  • Tumori dei polmoni e della mammella. Possono indurre la secrezione dell’ormone da parte della tiroide in maniera ectopica. Ossia i tumori possono indurre sintomi in organi diversi da quelli nativi (in questo caso la tiroide) anche in assenza di metastasi.

Cure e conseguenze di livelli superiori ai fisiologici.

Valori elevati di calcitonina se non patologici ossia se non indotti da alcuna delle malattie esaminate non producono conseguenze e per tale motivo non richiedono trattamento. Diverso è il discorso se l’aumento dei valori di calcitonina è il sintomo di una malattia. In tal caso poichè le patologie che possono causare il disturbo sono alquanto gravi è essenziale una rapida e precisa diagnosi e una volta individuata la malattia occorre se possibile curarla ed eliminarla con la terapia più adatta.

Calcitonina bassa: cosa significa?

La calcitonina ha significato solo in caso di valori al di sopra della norma visto che la sua secrezione viene stimolata solo quando i valori di calcio ematico travalicano i limiti fisiologici. In condizioni normali pertanto i suoi valori sono inferiori ai 19 pg/ml e quindi compresi tra 0 e 19 pg/ml. Di conseguenza livelli bassi di calcitonina sono indicativi di livelli di calcio ionico ottimali.

Uso farmacologico della calcitonina.

La calcitonina che si usa in farmacologia viene ricavata dai salmoni. Viene somministrata o per via parenterale (iniezioni intramuscolari) o mediante spray nasali. E’ utilizzata per:

  • Cura dell’ osteoporosi post menopausa. Essa infatti ha la proprietà di disattivare l’azione degli osteclasti (responsabili del riassorbimento osseo) ed attivare gli osteoblasti responsabili della deposizione di calcio. Conseguentemente favorisce la remineralizzazione del tessuto osseo. Il problema è che la continua somministrazione di calcitonina induce la perdita dei ricettori dell’ormone. La qual cosa rende il paziente resistente all’azione della terapia.
  • Trattamento dell’ipercalcemia nei pazienti affetti da tumori. Molte forme tumorali in special modo in stadio avanzato inducono nel paziente ipercalcemia severa. Tale condizioni e spesso causa di morte data che è incompatibile per i gravi problemi di aritmie, disidratazione ed insufficienza renale con le funzioni vitali. Il trattamento e con somministrazione di calcitonina.
  • Trattamento del morbo di Paget. Il morbo di Paget è una malattia caratterizzata da un forte incremento del turn over di alcune ossa dello scheletro (cranio, pelvi, femori, etc.). La calcitonina riduce il turn over delle ossa colpite e mantiene sotto controllo la sintomatologia dolorosa.

Calcitonina e osteoporosi.

Nonostante la calcitonina venga a volte utilizzata nella cura dell’osteoporosi, la sua utilità non è universalmente riconosciuta. Tutto questo perchè i meccanismi cui cui agisce e la sua reale funzione nel corpo non sono ancora del tutto note. Quello che è certo invece, come già accennato, è che a prescindere dal dosaggio utilizzato un trattamento continuo della patologia con calcitonina dopo qualche tempo perde la sua iniziale efficacia.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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