Calvizie.
La calvizie non è di solito una patologia ma una condizione, che nella stragrande maggioranza dei casi è fisiologica, di mancanza parziale o totale dei capelli e che si raggiunge gradualmente nel tempo. Prima addentrarci nel prosieguo dell’articolo che illustrerà detta condizione ed i possibili rimedi un breve richiamo sulla fisiologia del capello. Richiamo che risulterà utile per meglio comprendere quello che si dirà.
Il cuoio capelluto ha un’area di circa 500 cm2 ed in adulto di giovane età (circa 20 anni) è ricoperto di norma da qualcosa come 100000/150000 capelli. Ammontare che, col progredire degli anni, diminuisce fino ad un totale di circa 60000 o meno intorno ai 35/40 anni.
Il ciclo vitale di un capello consta di 3 distinte fasi:
Anagen o fase di crescita. Ha una durata di 2/4 anni per l’uomo e 3/7 anni per le donne ed in condizioni normali circa il 90% dei capelli si trovano in questa fase.
Catagen o fase di arresto. Dura poche decine di giorni ed interessa una percentuale minima di capelli circa l’1%.
Telogen. In cui il capello ha terminato il suo ciclo di vita ma rimane ancora per qualche tempo nel suo follicolo finché non cade. Tale periodo dura 2 o 3 mesi e ne sono interessati una percentuale di capelli di circa il 20.
Per tale motivo ogni giorno un certo numero di capelli cade e viene rimpiazzato da nuovi che spuntano. Può accadere che questo naturale avvicendamento si interrompa e/o affievolisca per problemi che riguardano la contrazione della durata del ciclo vitale del capello ed allora insorge la calvizie.
Esiste una scala detta di Hamilton per la valutazione di quanto è estesa la calvizie. In questa scala il primo livello e quello di coloro che non hanno problemi di penuria di capelli.
Cause della calvizie.
La calvizie può essere causata da numerose patologie di seguito ne elenchiamo quelle più comuni:
- Carenza di ormone della crescita. Ormone secreto dalla ghiandola pituitaria o ipofisi posta alla base del cranio.
- Problemi metabolici come l’ipotiroidismo. Ossia produzione di ormoni tiroidei al di sotto della soglia normale.
- Problemi di insulinoresistenza. Ovvero ridotta sensibilità cellulare all’azione di metabolizzazione degli zuccheri dell’insulina.
- Malattie a carico del sistema cardiovascolare.
Tutti quelli elencati sono problemi che possono avere come conseguenza la calvizie. Ma la causa più frequente è un fenomeno quasi fisiologico dovuto all’azione degli ormoni maschili e alla predisposizione genetica nota come alopecia androgenetica. Per effetto di essa gli uomini, i cui follicoli piliferi del cuoio capelluto hanno predisposizione genetica a subire gli effetti negativi degli ormoni maschili, a partire dai 18/20 anni iniziano a perdere i capelli. Nelle donne il processo inizia molto più tardi col sopraggiungere della menopausa conclamata. Anche la perdita dei capelli avviene in maniera differente. Negli uomini inizia da fronte e tempie per poi continuare nella parte centrale del cranio. In maniera che alla fine rimane solo una corona che va tempia a tempia. Nelle donne la caduta dei capelli avviene nella zona centrale.
Rimedi per la calvizie.
Nella cura per la calvizie è possibile intervenire in 2 distinte maniere:
Terapia farmacologica. La FDA riconosce due distinti principi attivi per il contrasto della calvizie:
- Mixonidil. Utilizzato per l’ipertensione per uso topico applicandolo nella zona interessata. Il suo meccanismo di funzionamento non è ancora ben chiaro ma comunque fornisce risultati soddisfacenti.
- Finasteride. Inibisce l’enzima che trasforma il testosterone in diidrotestosterone responsabile dei danni ai follicoli dei capelli.
- cura calvizie
- Calvizie femminile
Terapia chirurgica. Consiste nell’autotrapianto bulbi di capelli della zona dell’occipite che geneticamente sono immuni dai danni del diidrotestosterone.
Pagina Successiva: opinioni, articoli correlati e foto >>Approfondimenti:
Articolo che potrebbe interessarti:
cura calvizie
Calvizie femminile