Carenza di ferro sintomi.

Carenza di ferro sintomi

Per poter descrivere il quadro clinico e quindi i sintomi da carenza di ferro occorre richiamare la stretta connessione tra ferro ed emoglobina e tra questa ed anemia ed ancora spendere qualche parola sul metabolismo del ferro.

Cosa è l’emoglobina.

E’ il maggior costituente di cellule del sangue: i globuli rossi deputate al trasporto dell’ossigeno nel corpo e quindi attori essenziali della funzione respiratoria. Al sangue essa conferisce anche il suo caratteristico colore rosso.

L’emoglobina chimicamente è una proteina globulare quaternaria ossia formata dall’insieme di 4 distinte catene proteiche o globuli legate insieme in una complessa struttura tridimensionale. Ognuno di detti globuli porta al suo interno quello che viene denominato gruppo EME: ossia una proto porfirina che coordina un atomo di ferro. Ed è proprio grazie alla presenza di tale atomo di ferro che l’emoglobina riesce a svolgere il suo compito. Il ferro del gruppo EME gode infatti della proprietà di legare in maniera labile e quindi reversibile una molecola di ossigeno.

L’emoglobina lega quindi l’ossigeno nei polmoni e trasportata dal sangue raggiunge le cellule in periferia dove lo cede per raccogliere la CO2. Anidride carbonica che è il sottoprodotto delle reazioni metaboliche cellulari che si svolgono grazie alla presenza dell’ossigeno trasportato.

L’anemia.

L’anemia è una patologia che si sviluppa quando la concentrazione ematica dell’emoglobina raggiunge valori che sono inferiori a quelli ritenuti fisiologici. I valori ritenuti limite per la concentrazione di emoglobina sono 13 g//dl negli uomini e 12 g/dl nelle donne.

Relazione tra carenza di ferro e anemia.

I globuli rossi sono sintetizzati dal midollo osseo in un processo denominato eritropoiesi. Hanno una vita media di circa 120 giorni e vengono distrutti nella milza e nel fegato. Alla distruzione degli eritrociti il ferro viene comunque recuperato e riciclato dal corpo. Il processo di eritropoiesi è regolato da una proteina: la eritropoietina che stimola la sintesi dell’emoglobina. Sintesi che richiede apporto di ferro che viene fornito dalle riserve dell’organismo.

E evidente da quanto detto che una carenza di ferro induce una diminuzione della concentrazione ematica di emoglobina e quindi una anemia che perciò viene denominata sideropenica o da carenza di ferro o da carenza marziale.

Il metabolismo del ferro.

Il ferro che giunge a noi attraverso gli alimenti viene assorbito dal corpo nell’intestino in quantità che varia con il nostro fabbisogno. In parole più semplice l’intestino ne assorbe di più quando ne aumenta la necessità e viceversa.

Il ferro giunge a noi con i nutrienti in 2 diverse forme:

  • La forma EME. Ossia coordinato in una proto porfirina. E la forma più facilmente assorbile ed è quella che ci viene dagli alimenti di origine animale (carni di vario tipo).
  • La forma metallica. Ossia sotto forma di ione. L’assorbimento è più difficile che nella forma EME. Può a seconda del numero di ossidazione essere presente come Fe2+ o Fe3+. Il primo tipo di ione è più facilmente assorbibile e perciò se è presente sotto la forma Fe3+ deve essere ridotto. Sovrintendono a tale compito i succhi gastrici acidi. Il ferro in forma metallica ci viene dagli alimenti di origine vegetale legumi e verdure a foglia larga.

Esistono varie cause che inducono carenza di ferro le più comuni sono:

  • Ridotto assorbimento.
  • Aumento del fabbisogno.
  • Perdita eccessiva.
  • Il ridotto assorbimento può avere diverse cause:

    • Ipoacidità gastrica.
    • Resezione di porzione di stomaco o intestino.
    • Sindromi intestinali di malassorbimento.
    • Malattie.
    • L’aumento del fabbisogno è tipico di alcune stagioni della vita: età fertile e gravidanza ed allattamento per la donna, infanzia.

      L’eccessiva perdita in genere è causata da malattie che provocano sanguinamenti occulti come : gastriti, polipi intestinali.

      Sintomi della carenza di ferro.

      Da quanto fin qui detto appare evidente che la sintomatologia della carenza di ferro è quella della principale patologia che essa provoca ossia quella dell’anemia sideropenica.

      Va detto che tale sintomatologia si instaura molto lentamente infatti inizialmente si intaccano le riserve di ferro e quindi il midollo osseo continua a produrre globuli rossi ed anche quando le riserve sono esaurite in un periodo iniziale anche se con più lentezza si continuano a produrre globuli rossi. Quando la produzione di globuli rossi si blocca e ed i valori di emoglobina scendono al di sotto di 10 g/dl si iniziano ad avvertire i sintomi dell’anemia.

      Sintomi che possono così riassumersi:

      • Colorito cereo.
      • Stanchezza cronica anche dopo sforzi minimi.
      • Affanno e mancanza di fiato.
      • Vertigini.
      • Dolori e cefalea.
      • Anomalie del battito cardiaco.
      • Ulcerazioni alla bocca e alla lingua.
      • Problemi alle mucose dell’esofago.

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