Carenza di ferro.

Carenza di ferro

La carenza di ferro è il più comune problema nutritivo ed è diffuso sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Ovviamente questa condizione è abbastanza ragionevole per i paesi in via di sviluppo esistendo in tali luoghi oggettive carenze alimentari. Lo è però molto meno per le opulente società del benessere dove si mangia fin troppo. Eppure in dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) parlano chiaro. Nei paesi poveri le carenze di ferro interessano il 50% della popolazione. Nei paesi industrializzati ne soffre invece il 3% degli uomini in età matura ed il 20% delle donne arrivando a raggiungere il 50% di quelle in gestazione. Il picco massimo del problema si raggiunge nei primi due anni di vita (indifferentemente per maschi e femmine). E esser nati prematuri costituisce un forte fattore di rischio.

L’articolo si propone di fare chiarezza in materia e precisamente di spiegare:

  • In cosa consiste la carenza di ferro.
  • Quali sono i suoi sintomi.
  • Quali sono le sue cause.
  • Come la si diagnostica.
  • Quali sono i possibili trattamenti.
  • Prima di procedere in tal senso una breve nota introduttiva per consentirci di comprendere meglio quello che poi diremo.

    L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi del sangue che conferisce a questi ultimi ed al sangue stesso il loro caratteristico colore rosso rubino. Il compito dell’emoglobina è di trasportare l’ossigeno legato nei polmoni, in tutto il corpo e rimuovere dalla periferia l’anidride carbonica. Per poter assolvere a tale compito essa ha una particolare e complessa struttura spaziale. Infatti è costituita da 4 diversi globuli proteici ognuna delle quali ha al suo interno quello che i chimici chiamano un gruppo “Eme” ossia un complesso chimico contenente un atomo di ferro. I gruppi Eme sono importanti perché riescono a legare molecole di ossigeno e poi scambiarle con anidride carbonica e quindi consentono all’emoglobina di svolgere la sua vitale funzione.

    Cosa è la carenza di ferro.

    Secondo l’OMS si parla di carenza di ferro o anche di anemia sideropenica se i valori di emoglobina risultano:

    • Inferiori a 14 milligrammi/decilitro per gli uomini.
    • Inferiori a 12 milligrammi/decilitro per le donne.
    • Inferiori a 11 milligrammi/decilitro per le donne incinte.

    Gli alimenti che sono ricchi di ferro sono: la carne, il fegato, i crostacei, la frutta secca, vegetali a foglia larga verde, come gli spinaci.

    Sintomi della carenza di ferro.

    • Stanchezza immotivata.
    • Mal di testa.
    • Giramenti di testa e vertigini.
    • Infiammazione delle mucose della lingua e loro inspessimento(glossite atrofica).
    • Tagli agli angoli della bocca.
    • Infiammazione ed inspessimento della mucosa dell’esofago accompagnata da problemi di deglutizione.
    • Infiammazione ed inspessimento della mucosa dello stomaco e problemi digestivi.
    • Malassorbimento intestinale provocato da problemi alle mucose.
    • Fragilità delle unghie.
    • Fragilità dei capelli.
    • Ingrossamento della milza.
    • Problemi dell’umore.
    • Insonnia.

    Cause della carenza di ferro.

    1) Insufficiente apporto per carenze dietetiche. Ovviamente questo tipo di causa interessa per lo più i paesi in via di sviluppo e nei paesi industrializzati solo qualche sporadico caso di dieta vegetariana stretta.

    2)Assorbimento corporeo insufficiente. L’assorbimento del ferro avviene a livello di intestino dopo che le secrezioni acide dello stomaco ne hanno iniziato la digestione. Pertanto possono causare un assorbimento insufficiente:

    • Resezione di parte dello stomaco o dell’intestino. Perché non vengono prodotti succhi acidi in quantità sufficiente alla digestione degli alimenti che contengono il ferro o perché si riduce la superficie che ne consente l'assorbimento (intestino).
    • Diarrea prolungata.
    • Problemi di malassorbimento intestinale.
    • Emorragie croniche intestinali. Costituiscono la causa più comune di carenza di ferro. Possono essere dovute a moltissimi fattori e di seguito ne citiamo qualcuno dei più comuni: Polipi intestinali; Tumori intestinali; Malattie infiammatorie croniche dell’intestino come il morbo di Crohn; Diverticoli; Emorragie conseguenti ad ulcere gastriche.

    3) Ipermenorrea o Menorragia. Ossia mestruazioni troppo abbondanti o troppo lunghe.

    4)Aumento del normale fabbisogno per particolari condizioni fisiologiche. Esempio tipico è la gravidanza dove al normale apporto di ferro materno deve aggiungersi quello per il nascituro.

        Diagnosi della carenza di ferro.

        Per la diagnosi della malattia sono necessarie una serie di analisi di laboratorio su campioni ematici e talvolta l’ago aspirato midollare per prelevare sangue midollare ed analizzare le cellule emopoietiche cellule midollari precursori di quelle del sangue).

        Trattamento della carenza di ferro.

        • Ricerca e cura di malattie che causano la carenza.
        • Dieta appropriata.
        • Integratori a base di ferro. La somministrazione di questi ultimi avviene per via orale ma nel caso di malattie di malassorbimento viene sostituita con iniezioni intramuscolo o endovena. Se esistono problemi gastrici e scarsa produzione di acido cloridrico indispensabile per la digestione dei Sali ferrosi si utilizza il solfato di ferro che viene assorbito dal corpo umano anche senza l’azione dei succhi gastrici acidi.

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