Potassio basso, carenza di potassio nel sangue.

Potassio basso, carenza di potassio nel sangue

    Indice Articolo:

  1. Quando i valori sono bassi?
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Rimedi
    1. Alimentazione e integratori
    2. Terapie specifiche
  5. Opinioni e commenti

Quali sono i sintomi che il livello di potassio basso nel sangue determina? Scopriamo le cause di ipokaliemia, i rimedi ed i rischi in cui si può incorrere per una carenza di tale minerale, essenziale per molte funzioni dell'organismo, specialmente a livello muscolare e nervoso. Spesso basta correggere l'alimentazione per ripristinare i valori normali.

Potassio basso nel sangue: valori in relazione ai livelli di sodio.

Il potassio è un elettrolita presente nel nostro organismo all'interno delle cellule. E' importante per numerose funzioni fisiologiche, specialmente per la contrazione di tutti i muscoli del corpo, compreso il cuore e per la salute dei nervi. La concentrazione di potassio nel sangue è regolata principalmente dai reni che attraverso la maggiore o minore escrezione dell'elettrolita con le urine ne mantengono i valori ematici nel giusto intervallo. Vediamo quali sono i valori:

  • Valori corretti di potassio: di potassio nel sangue sono compresi tra 3,5 e 5,0 mEq/L.
  • Valori sotto i 3,5 mEq/L: quando tali valori scendono al di sotto di 3,5 mEq/L si parla di potassio basso nel sangue o ipokaliemia.

Insieme al potassio viene valutato spesso un altro elettrolita, il sodio, in quanto il rapporto sodio/potassio è un buon indice di idratazione dell'organismo, i suoi valori corretti sono:

  • Valori corretti di sodio: tra 0,85 - 0,90 per l'uomo e 0,9 - 1,0 per la donna.
  • Rapporto sodio/potassio sotto 0,6: quando il rapporto sodio/potassio è basso, ovvero si hanno valori inferiori a 0,6, il soggetto è probabilmente disidratato.
  • Rapporto sodio/potassio sopra 1,6: viceversa valori maggiori di 1,6 indicano uno stato di iperidratazione.

A quali sintomi e a quali conseguenze possiamo andare incontro se i valori non sono coerenti.

 Sintomi e conseguenze della carenza di potassio.

La mancanza di potassio nel sangue può provocare la comparsa di sintomi che variano da lievi a molto gravi. I sintomi dell'ipokaliemia sono da attribuirsi al ruolo fisiologico del potassio e quindi allo squilibrio elettrolitico che ne deriva quando esso è molto ridotto. Tra i sintomi più comuni della carenza di potassio abbiamo:

  • Problemi muscolari: la carenza di potassio determina crampi muscolari, contrazioni tetaniche (esagerate), debolezza muscolare, spasmi, ridotti riflessi e stanchezza agli arti.

Approfondisci le altre cause che possono determinare crampi e dolori alle gambe.

  • Problemi intestinali: a livello intestinale si possono avere sintomi gravi come l'ileo paralitico, cioè la paralisi progressiva del tratto dell'intestino chiamato ileo, e sintomi lievi come nausea, vomito, stipsi e sensazione di distensione addominale.
  • Problemi cardiaci: la carenza di potassio determina problemi al cuore come alterazioni nel ritmo cardiaco portando il soggetto a soffrire di tachicardia, extrasistole, e fibrillazioni atriali o ventricolari.
  • Sintomi renali: una carenza di potassio può portare a poliuria, cioè ad un'eccessiva produzione ed emissione di urina (più di due litri) nelle 24 ore e ad una conseguente sensazione di sete persistente.
  • Problemi pressori: la carenza di potassio può provocare ipertensione a causa dell'alterato rapporto sodio/potassio che è sbilanciato a favore del sodio, uno dei maggiori responsabili dell'ipertensione. Ma l'ipokaliemia può determinare anche pressione bassa, sempre a causa dello squilibrio elettrolitico che si viene a creare.
  • Sintomi psicologici: lo squilibrio elettrolitico causato dalla carenza di potassio può portare all'insorgenza di stati depressivi o deliranti, ad uno stato di confusione mentale o alla comparsa di allucinazioni.

Attenzione: le conseguenze possono essere anche gravi!

Le conseguenze ed i rischi più gravi della mancanza di potassio sono a carico del sistema cardiovascolare, muscolare e respiratorio. Una grave carenza di potassio può provocare problemi cardiaci come alterazioni nel battito cardiaco con conseguenti aritmie cardiache e blocco ventricolare, situazioni che possono provocare un arresto cardiaco, inoltre può portare a paralisi muscolare generale che coinvolge anche i muscoli respiratori e causa quindi insufficienza respiratoria.

Cause di ipokaliemia di natura patologica o non patologica.

Cause del potassio basso

Vediamo adesso quali possono essere le cause di potassio basso nel sangue, quali patologie si correlano a questa mancanza elettrolitica e quali condizioni non patologiche possono avere influenza sull'abbassamento dei valori normali del potassio. Quali sono le cause di natura patologica?

Cause di natura patologica: sono molto diverse fra loro!

Le cause di natura patologica dell'ipokaliemia sono molto diverse tra loro sia come tipologia sia per gravità. Tra le malattie che possono causare ipopotassiemia, abbiamo:

  • Vomito e diarrea: episodi frequenti e prolungati di vomito e diarrea portano l'organismo alla disidratazione cioè alla perdita di molti liquidi e di conseguenza di molti elettroliti tra cui il potassio. Vomito e diarrea sono sintomi aspecifici di numerose patologie, rappresentano una causa possibile di ipokaliemia nei bambini che spesso, a causa di frequenti influenze e febbre alta, possono manifestare vomito e diarrea persistente. Il vomito può essere causa di ipokaliemia in gravidanza, specialmente nel primo trimestre quando le forti nausee possono provocare frequenti episodi con conseguente perdita ingente di liquidi ed elettroliti.
  • Sindrome di Bartter: è una rara patologia genetica in cui si ha un'eccessiva eliminazione di liquidi ed elettroliti attraverso le urine a causa dell'alterato funzionamento del sistema di riassorbimento di sodio, potassio e cloro a livello dell'ansa di Henle del rene.
  • Sindrome di Liddle: è una malattia a carattere genetico in cui si ha ipertensione e riduzione sia dei livelli di potassio che degli ormoni renina e aldosterone a causa di un difetto nel riassorbimento del sodio a livello dei tubuli renali.
  • Diabete: una diminuzione dei livelli di potassio si può osservare nel diabete. L'aumento dei valori di glicemia porta, infatti, a scompensi nell'equilibrio elettrolitico e a fenomeni alcalosi metabolici in cui si ha una riduzione dei livelli di potassio.
  • Disordini alimentari: patologie come anoressia e bulimia possono provocare ipopotassiemia a causa del vomito frequente.
  • Iperaldosteronismo: è una patologia in cui si ha un difetto di secrezione dell'ormone aldosterone che viene prodotto in eccessive quantità causando una riduzione dei livelli di potassio nel sangue. Tale riduzione del potassio è dovuta a un'eccessiva escrezione urinaria dell'elettrolita e al concomitante maggior riassorbimento di sodio.
  • Sindrome di Cushing: è una condizione in cui, per vari motivi, si ha un eccesso di secrezione degli ormoni glucocorticoidi. Ne deriva uno squilibrio elettrolitico generale dell'organismo in cui si osserva anche una riduzione dei livelli di potassio.
  • Gravi ustioni: una grave ustione provoca la perdita di liquidi e di elettroliti nell'organismo a causa della forte disidratazione dovuta all'eccesso di calore e quindi può determinare ipokaliemia.

Cause non patologiche che aumentano la perdita potassio.

Vi sono alcune cause di ipokaliemia che non sono di natura patologica. Tra queste una possibile causa è l'alimentazione, sebbene sia molto raro che si verifichi una carenza di potassio solo a causa di una scorretta alimentazione in quanto il potassio è presente in numerosi alimenti. Tra le cause non patologiche di ipokaliemia abbiamo:

  • Operazioni chirurgiche: alcune operazioni chirurgiche post intervento possono provocare, una riduzione dei livelli di potassio nel sangue. Per esempio interventi di chirurgia bariatrica, volti a ridurre l'assorbimento delle sostanze nutritive possono ridurre anche i livelli di potassio nel sangue, così come operazioni d’ileostomia possono portare a un minor assorbimento di potassio con conseguente ipokaliemia.
  • Farmaci: molti farmaci possono provocare ipopotassiemia poichè influenzano il bilancio elettrolitico dell'organismo. Tra questi abbiamo i diuretici, che incrementano l'eliminazione dei liquidi corporei e quindi anche di elettroliti, i lassativi, che determinano una maggiore perdita di acqua e ioni, con le feci, alcuni antibiotici come ad esempio la gentamicina e le penicilline specifiche per lo pseudomonas, farmaci che hanno attività mineralcorticoide elevate, e la terapia con insulina.
  • Sudorazione: un'eccessiva sudorazione, in seguito per esempio a prolungato esercizio fisico, se non seguita da corretta reidratazione può provocare carenza di potassio poichè con il sudore si perdono molti sali minerali.
  • Digiuno: talvolta si possono osservare dei periodi di digiuno a causa di convinzioni dietetiche, di fede religiosa o semplicemente d’inappetenza dovuta a stress, ansia o patologia. Un digiuno prolungato può causare tra le altre carenze, come quella di potassio con conseguente abbassamento dei livelli nel sangue.
  • Tisane: chi fa largo uso di tisane ad effetto drenante, snellente e diuretico, può avere un abbassamento dei livelli di potassio dovuto ad un eccessiva perdita di liquidi ed elettroliti.

Rimediare alla carenza di potassio. Come si fa?

Una volta fatta la diagnosi di ipokaliemia, diagnosi che si effettua mediante un'analisi del sangue, è possibile rimediare. Se il potassio è leggermente basso, si può intervenire semplicemente a livello alimentare e d’integrazione, se invece è gravemente basso, si interverrà con terapie endovenose. Inoltre bisognerà determinare la causa dell'ipokaliemia poichè se questa è causata da una patologia, ben precisa sarà la malattia a dover essere curata prima del sintomo. Vediamo come…

Alimentazione e integrazione: scegliamo la più adeguata!

Chi ha il potassio leggermente basso può ricorrere a rimedi di tipo alimentare o a integratori. Il potassio è contenuto in numerosi alimenti ma alcuni di essi sono particolarmente ricchi di questo minerale. Non esiste una vera e propria dieta per l'ipokaliemia ma è possibile inserire nel proprio piano alimentare alcuni tra gli alimenti più ricchi di potassio come:

  • Frutta fresca: alcuni tipi di frutta fresca come le banane (499 mg/100 g), le albicocche (259 mg/100g) e i kiwi (312 mg/100g).
  • Frutta secca: alcune tipologie di frutta secca come i datteri secchi (656 mg/100g), le nocciole (680 mg/100g), le prugne secche (732 mg/100g), e le castagne secche (986 mg/100g).
  • Verdure: alcuni tipi di verdure come le barbabietole (762mg/100g), gli spinaci (558 mg/100g), i funghi porcini (448 mg/100g) e le zucchine (459 mg/100g).
  • Pesce: alcuni pesci come il salmone affumicato (960 mg/100g), le sarde (630 mg/100g), la trota (450 mg/100g) e lo sgombro (446 mg/100g).
  • Legumi: alcune tipologie di legumi come i fagioli neri (1483 mg/100g), i fagioli borlotti freschi (1332 mg/100g), e i ceci (875 mg/100g).

E' possibile avvalersi anche dell'utilizzo di integratori di potassio. Tali integratori sono presenti sul mercato in varie forme:

  • Bevande a base di sali minerali: che contengono una miscela di sali minerali compreso il potassio e che si utilizzano prevalentemente dopo un intenso esercizio fisico che ha portato ad eccessiva sudorazione.
  • Bustine da sciogliere in acqua: solitamente accoppiate ad altri minerali come il magnesio, da somministrare in caso di perdita di liquidi a causa di diarrea o vomito.
  • Compresse effervescenti: da sciogliere in acqua ed aventi solitamente la stessa composizione delle bustine e lo stesso utilizzo.

 Altre terapie: cloruro di potassio liquido per via endovenosa o da bere in casi di grave carenza.

Per curare l'ipokaliemia non esistono veri e propri farmaci ma preparazioni farmacologiche a base di potassio al fine di integrare il potassio nell'organismo e aumentarne i livelli ematici. Oltre agli integratori alimentari e alla dieta il potassio può essere reintegrato mediante assunzione di cloruro di potassio liquido o microincapsulato. Nel primo caso le dosi non devono superare i 25 - 50 mEq poichè il cloruro di potassio liquido non è ben tollerato dal soggetto sia per via del suo sapore molto amaro sia per possibili ulcerazioni dell'intestino. Nel secondo caso le microcapsule contengono circa 8 - 10 mEq per capsula e sono più tollerate dall'organismo. La posologia e i tempi di somministrazione vanno comunque definiti dal medico.

Nel caso in cui vi sia un grave deficit di potassio, è bene somministrare questo minerale per via endovenosa. In generale le indicazioni per cui è necessario somministrarlo con questa metodologia sono:

  • Quantità di potassio nel sangue inferiore a 3 mEq/L.
  • Rapida perdita di potassio che non riesce ad essere compensata dagli integratori da assumere per via orale o non responsività del paziente alla terapia con integratori orali.
  • Manifestarsi di sintomi gravi come aritmia, paralisi e insufficienza respiratoria.

Attenzione!

 La terapia endovenosa prevede una somministrazione di circa 40 - 60 mEq/L di potassio da infondere per via endovenosa a una velocità pari a 10 - 20 mEq/h. Anche in caso di gravi perdite di potassio non è comunque necessario somministrare una quantità superiore a 80 mEq/L nell'arco delle 24 ore.

Soprattutto in questi ultimi casi e cioè in forme gravi di carenza di potassio è importantissimo l’ausilio del medico, negli altri casi utilizzate questo vademecum per trarre i maggiori benefici.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Margherita Mazzola (Biologa)
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