Carenza di vitamina B12: sintomi, cause e conseguenze. Che fare? Terapia ed alimentazione .

La carenza di vitamina B12 può dipendere sia da cause patologiche che da una carenza alimentare. Sebbene i sintomi si manifestino dopo anni, le conseguenze legate ad un lungo periodo di carenza di b12 sono abbastanza serie. Vediamo quindi come capire se c'è una carenza e quali sono i rimedi, dalla terapia alimentare, nei casi meno gravi e quella farmacologica per i quelli più gravi.

Carenza di vitamina B12: sintomi, cause e conseguenze.  Che fare? Terapia ed alimentazione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi e conseguenze
  4. Diagnosi
  5. Terapie
    1. L’alimentazione
    2. Farmaci

Perchè la carenza di vitamina B12 causa problemi al nostro organismo?

La vitamina B12, chiamata anche cobalamina, è una delle vitamine più importanti per il nostro organismo in quanto partecipa a diversi percorsi biochimici e metabolici e principalmente al processo di sintesi dei globuli rossi che si verifica nel midollo osseo. Il fabbisogno giornaliero per gli adulti è di circa 2 - 2,4 mcg (microgrammi) al giorno, e quest’ultimo aumenta in gravidanza ed in allattamento.

Andiamo incontro ad una carenza di vitamina B12, in due casi:

  • Quando si assumono per lungo tempo quantità di vitamina B12 inferiori al fabbisogno giornaliero.

  • Quando vi sono condizioni che non ne consentono il corretto assorbimento.

La mancanza nel nostro organismo di tale vitamina, può provocare conseguenze anche molto gravi e può manifestarsi sia nei bambini che negli adulti.

Quali sono le cause che determinano tale insufficienza.

La carenza di vitamina B12 può essere determinata da diverse ragioni, alcune di origine genetica o chirurgica, altre invece legate a comportamenti alimentari errati o a condizioni fisiologiche particolari. In dettaglio, le cause possono essere così riassunte:

  • Alterato assorbimento per carenza di “fattore intrinseco”: è una sostanza che favorisce l'assorbimento di tale vitamina e del ferro, che viene secreto da particolari tipi di cellule che si trovano a livello dello stomaco, quando il fattore intrinseco non viene prodotto o viene generato in quantità inferiori non consente l'assorbimento di vitamina B12. Le condizioni sono varie come: condizioni ereditarie, gastrectomia, resezione gastrica, gastrite, o condizioni di severo alcolismo.

  • Alterato assorbimento intestinale: si verifica per svariate condizioni provocando una riduzione delll’assorbimento di vitamina B12 (in uno stato normale, viene assorbita a livello dell'intestino tenue, precisamente nell'ileo terminale).

Le condizioni che determinano questo stato sono:

  • Alterazione dell'assorbimento intestinale quali morbo di Chron.

  • Ileostomia (resezione chirurgica dell'ileo).

  • Alterazioni nell'equilibrio della flora batterica intestinale.

  • Assunzione di alcuni farmaci (quali la metformina utilizzata nel trattamento del diabete di tipo II).

  • Celiachia.

  • Aumentato fabbisogno: in particolar modo in gravidanza e durante l’allattamento, dato che il fabbisogno di vitamina B12 della madre aumenta, è necessario sopperire ai bisogni del feto in crescita e del neonato, e pertanto, in assenza di un'adeguata integrazione, possono verificarsi carenze momentanee.

  • Insufficiente apporto alimentare: si verifica in tutte quelle condizioni in cui la dieta di un soggetto è povera di alimenti di origine animale, come per esempio in caso di dieta strettamente vegana (meno a rischio sono i vegetariani), o nel caso vi siano condizioni di malnutrizione.

I sintomi e le conseguenze legate ad uno scarso apporto di vitamina B12.

La sintomatologia legata a tale carenza, si manifesta come conseguenza di mesi o anni di insufficiente copertura del fabbisogno giornaliero. Si stima, infatti, che i primi sintomi possono manifestarsi dopo 5 - 6 anni, ma anche dopo 10 - 20 anni. Le conseguenze della carenza di vitamina B12 sono abbastanza gravi e si manifestano con sintomi quali:

  • Riduzione del numero di globuli rossi nel sangue per insufficiente produzione da parte del midollo osseo. Questa diminuzione di globuli rossi, porta all’anemia detta “perniciosa o megaloblastica” (dove i globuli rossi aumentano di volume poichè immaturi).Come conseguenza dell'anemia, e quindi della carenza di vitamina B12, con sintomi quali pallore, debolezza, astenia, affaticamento, dispnea, tachicardia e capogiri.

Approfondisci le cause che provocano una riduzione di globuli rossi.

  • Disturbi neurologici quali formicolii, intorpidimento delle articolazioni, rigidità agli arti, alterazioni della memoria, alterazioni del ritmo sonno - veglia, ridotta percezione degli stimoli dolorosi, difficoltà di concentrazione e alterazioni dell'equilibrio.

  • Disturbi psichiatrici quali sindromi simil - schizofreniche, nervosismo accentuato, irritabilità, depressione, demenza, allucinazioni, psicosi.

  • Altri sintomi come alterazioni del ciclo mestruale, inappetenza e perdita di peso, ittero e prurito, infiammazione della lingua o lingua dolente, disturbi visivi, letargia (cioè eccessiva sonnolenza).

  • Alterazioni ematologiche che si possono verificare in base alla causa scatenante. Ad esempio possiamo avere piastrinopenia (ovvero si hanno le piastrine basse a causa dell'anemia megaloblastica) deficit di acido folico e folati (nei casi di aumentato fabbisogno o insufficiente apporto alimentare), riduzione del ferro e della ferritina (in caso di alterato assorbimento intestinale).

Come diagnosticare tale mancanza?

La diagnosi di carenza di vitamina B12 si esegue mediante esami di laboratorio, esame obiettivo ed anamnesi del paziente e diagnosi differenziale. In dettaglio:

  • Il medico valuterà lo stato generale del paziente ed i sintomi, chiederà da quanto i sintomi sono comparsi, la loro entità, ed indagherà sulle abitudini alimentari.

  • In presenza di sintomi neurologici è necessario eseguire la diagnosi differenziale con la sclerosi multipla in quanto i sintomi sono molto simili tra le due condizioni.

Gli esami del sangue che sono indicati per rilevare la carenza di vitamina B12 sono i seguenti:

  • Emocromo completo per valutare forma, dimensione, colore e numero dei globuli rossi.

  • Dosaggio della vitamina B12, i cui valori normali sono compresi tra 180 e 914 ng/l (nanogrammi/litro) o tra 150 e 900 pg/ml (picogrammi/millilitro).

  • Test dell'anticorpo che lega il fattore intrinseco, per comprendere se vi è un deficit di questo fattore.

  • Test dell'anticorpo che lega le cellule parietali, per valutare se tali cellule, che producono il fattore intrinseco, sono presenti oppure no.

  • Ricerca dell'anticorpo bloccante il fattore intrinseco, un anticorpo che impedisce il legame della vitamina B12 con il fattore intrinseco e determina un minore assorbimento della vitamina.

Che fare? Qual’è la terapia più indicata?

Per la carenza di vitamina B12 la terapia è strettamente legata alla causa scatenante. Si può intervenire tramite l'alimentazione, qualora la causa non sia legata a disturbi di tipo organico ma soltanto da una dieta inadeguata, oppure integrarla per via orale o intramuscolare.

L’alimentazione come cura.

Mangiare sano, è una vera e propria terapia nel caso di carenza di vitamina B12 dovuta alla dieta vegana o vegetariana, malnutrizione o aumentato fabbisogno. La vitamina B12 si trova solo in alimenti di origine animale (o in alimenti fortificati in cui cioè la vitamina è stata aggiunta ma non esiste naturalmente), ed elenchiamo di seguito (riferendoci a 100 g di alimento) i cibi che ne contengono di più:

  • Fegato di ovino (90,05 mcg) vitello (59,85 mg), oca (54 mcg), tacchino (49,4 mcg), suino (23 mcg).

  • Frattaglie quali rene di vitello (28,2 mcg), fegatini di pollo (16,58 mcg), cuore di vitello (13,76 mcg), cervello di vitello (12,2 mcg), lingua di bovino (6,1 mcg).

  • Frutti di mare come vongole (49,44 mcg), ostriche (35,02 mcg), cozze (12 mcg).

  • Prodotti ittici come polpo (20 mcg), caviale (20 mcg), sgombro (19 mcg), aringhe affumicate (18,7 mcg), tonno (9,43 mcg)

  • Altri alimenti quali cereali fortificati (19,5 mcg), cosce di pollo (12,95), muesli fortificati (11 mcg).

Terapia farmacologica.

Qualora non sia sufficiente integrare la vitamina B12 attraverso l'alimentazione, occorre somministrarla per via orale o per via intramuscolare. In particolare:

Nei casi più lievi il medico potrà decidere di somministrarla per via orale, mediante l'utilizzo di capsule o soluzioni da bere. Tra queste possiamo indicare:

  • Le capsule di Benexol, che contengono ognuna 500 mcg di cianocobalamina (una forma di vitamina B12) e da assumere con una posologia di 1 compressa al giorno.

  • La soluzione orale Orob12, contenente 250 mcg di cianocobalamina per singolo flaconcino, che va assunta con una posologia di 2 - 3 flaconcini al giorno.

Nei casi più gravi potrà essere somministrata per via intramuscolare.

I farmaci più utilizzati sono:

  • Benexol, soluzione iniettabile, a basso ed alto dosaggio (rispettivamente 200 mg e 300 mg di idroxocobalamina, e 1000 mcg - 5000 mcg di idroxocobalamina acetato, due diverse forme di vitamina B12),

  • Dobetin, soluzione iniettabile con tre diversi dosaggi di cianocobalamina (500 mcg - 1000 mcg - 5000 mcg). La posologia va stabilita dal medico in base ai casi.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Roberta de Martino
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