Catarro bronchiale.

Catarro bronchiale

L’articolo esamina un problema tipico della stagione fredda il catarro bronchiale. Ed in merito ad esso tenterà di fornire alcuni utili chiarimenti. Ma per poter procedere, comprendendo quanto si dirà, occorre fare prima un breve richiamo su funzione respiratoria e suoi meccanismi di difesa.

La respirazione, ossigenando i tessuti, consente la sopravvivenza e di svolgere le normali attività. Se l’impegno fisico aumenta e quindi aumenta il fabbisogno energetico, automaticamente, l’apparato respiratorio assicura un maggior apporto di ossigeno adeguando la frequenza respiratoria.

Ovviamente per poter svolgere correttamente tale compito le vie respiratorie devono risultare completamente libere e con tutte le loro funzioni anatomiche in perfetta efficienza. Per conservare, in ogni momento, questa efficienza l’albero respiratorio si avvale di naturali meccanismi di difesa tendenti a preservarne l’integrità. Essi sono:

  • Filtraggio dell’aria inspirata. Le particelle di dimensioni comprese tra 0,5 e 2,5 mm sono le uniche che possono raggiungere gli alveoli e depositarsi. Quelle superiori ai 5mm vengono filtrate dalla rinofaringe e quelle inferiori ai 0,5 mm vengono espulse con l’aria espirata senza riuscire a depositarsi.
  • Clearance mucociliare. L’epitelio delle vie respiratorie è disseminato di particolari cellule note come cellule cigliate che secernono un secreto denominato muco. Il muco ha il compito di invischiare corpi estranei compresi virus e batteri e di trasportarli verso l’esterno. Questo transito verso l’alto è assicurato dal movimento sincrono delle ciglia che si muovono dal basso verso la glottide. In condizioni normali il muco secreto è presente in quantità modeste (dai 100 ai 200 ml al giorno) e ricopre come un film sottile l’intero albero respiratorio assicurandone idratazione e protezione. Il movimento ciliare favorisce il continuo ricambio di detto film protettivo. E quello eliminato, ricco di impurità e germi, giunge alla glottide dove viene inconsapevolmente deglutito passando nello stomaco.
  • Tosse. E un riflesso che con l’aiuto di una violenta espirazione forzata libera l’albero respiratorio da tutti i corpi estranei in esso contenuti (particelle, muchi, etc.). La tosse è attivata da sensori posti nelle vie respiratorie che vengono attivati quando la clearance è insufficiente e perciò si creano accumuli di muco frammisto a particelle estranee.

Come già accennato in condizioni normali la secrezione del muco non viene assolutamente avvertita. Se però si scatena un processo infiammatorio, che può essere un raffreddore per le alte vie o una bronchite per quelle basse, allora il muco aumenta. Ed inoltre cambia anche la sua composizione divenendo molto più denso per l infiltrazione di globuli bianchi prodotti per difendersi dal sistema immunitario.

In queste condizioni (per effetto dell’azione flogistica) il muco che è alla base del meccanismo di clearance ha subito una completa trasformazione delle sue caratteristiche e prende il nome di catarro:

  • Se il processo infiammatorio è a carico della rinofaringe il catarro che tende ad accumularsi viene espulso con gocciolamento dal naso o con starnuti.
  • Se il processo infiammatorio è a carico dei bronchi allora si parla di catarro bronchiale.

La condizione infiammatoria dei bronchi stimola una gran secrezione di muco (dai normali 100-200 ml al giorno ad oltre 500 ml al giorno) ed il suo addensamento a catarro. Questo non riesce più ad essere eliminato col normale movimento delle ciglia e provoca ristagni. Interviene allora l’altro meccanismo di difesa della funzione respiratoria: la tosse. Tosse che espelle l’accumulo di catarro bronchiale che ostruendo gli alveoli causa gravi problemi respiratori limitando il passaggio dell’aria. L’azione con cui la tosse allontana il catarro bronchiale viene detta espettorazione e da qui il nome di espettorato con cui esso è più propriamente denominato.

Il catarro bronchiale è il sintomo di molte patologie delle vie respiratorie che possono essere diagnosticate proprio con una attenta osservazione delle sue caratteristiche:

  • Catarro perlaceo e non particolarmente denso. L’infiammazione dei bronchi in questo caso non è provocata da infezione di agenti patogeni (virus o batteri). E' la condizione tipica dei fumatori o di patologie allergiche o di carattere cronicizzante.
  • Catarro vischioso e di colore giallo/verdastro. L’infiammazione è quella tipica delle infezioni sostenute da componente batterica. Il colore è dato da tracce purulente contenute nel catarro.
  • Catarro vischioso di colore verde deciso e maleodorante. L’infiammazione ha procurato ascessi o gangrene ed il colore verde è dovuto a ristagno purulento nei bronchi dovuto ad infezioni batteriche reiterate.
  • Catarro rossastro. Con presenza di sangue dovute ad ulcerazioni delle mucose. Può essere il sintomo di gravi malattie come tumori o polmoniti e richiede immediato intervento del medico.

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