Catarro tubarico.

Il catarro tubarico è un accumulo di catarro nell’orecchio medio. E’ una patologia che insorge per brusche variazioni di pressione spesso causata da un viaggio aereo o ad un’immersione subacquea ma che può anche avere cause patologiche. Analizziamo i sintomi e le possibili cure farmacologiche e naturali.

Catarro tubarico

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Diagnosi
  5. Cure
    1. Intervento
    2. Rimedi naturali
  6. Complicanze
  7. Opinioni e commenti

Catarro tubarico cos’è?

Il catarro tubarico, come indica la locuzione stessa, è un anomalo accumulo di catarro, ossia di muco prodotto dalle ghiandole mucipare delle mucose, nella tuba di Eustachio e conseguentemente nella comunicante cassa timpanica.

Funzioni della tuba di Eustachio.

La Tuba o tromba di Eustachio è un dotto breve (circa 3,5 centimetri nell’adulto) e sottile che mette in comunicazione l’orecchio medio (cavità timpanica) con la cavità rinofaringea dove sfocia all’altezza della conca nasale inferiore. La tuba di Eustachio è composta da un piccola porzione iniziale ossea (circa 1/3 della lunghezza complessiva) prospiciente alla cavità timpanica e da una restante porzione cartilaginea. Il tutto è poi rivestito da mucosa cigliata del tipo respiratorio.

In condizioni normali la tuba è chiusa e quindi la cavità timpanica è sigillata.

Alcuni muscoli agiscono sulla cartilagine della tuba e schiacciandola ne provocano l’apertura. Il principale tra questi è il tensore del velo pendulo palatino. Alcune manovre sia fisiologiche (sbadigliare, masticare continuamente) o volute (manovra del Valsalva: espirare con naso e bocca tappata) determinano schiacciamento della cartilagine ed apertura della tromba.

La funzione della tromba di Eustachio è di:

  • Assicurare il ricambio dell’aria intrappolata nell’orecchio medio ed equalizzare la pressione della cavità timpanica a quella dell’ambiente esterno.

  • Drenare il muco prodotto dalle mucose che si accumula nel dotto e nella cavità del timpano. la tromba sotto l’azione dei muscoli che insistono su di essa si apre il muco accumulato scivola nella rinofaringe e da qui viene deglutita.

Esistono situazioni che determinano uno sbilancio tra la pressione interna alla cavità e quella esterna (la tuba bloccata non lascia passare aria per bilanciare la pressione atmosferica) per cui si ha ostruzione della tuba di Eustachio ed accumulo di muco al suo interno e nella cavità timpanica.

Da quanto detto appare chiaro che il catarro tubarico è una conseguenza diretta della ostruzione della tuba di Eustachio che può essere causata da svariate patologie sia dell’orecchio che della rinofaringe, e quindi che il catarro tubarico non è una malattia ma bensì un segno clinico.

Negli adulti il catarro tubarico insorge come forma acuta, ma può anche essere cronico in seguito a patologie di base.

Nei bambini è una malattia comunissima per la loro conformazione anatomica tipica della giovane età:

  • piccolo calibro delle tube e loro scarsa pendenza nel loro percorso verso la faringe,(la tuba scorre orizzontalmente anziché in verticale come negli adulti),

  • contrazione debole del muscolo tensore del velo pendulo palatino ed un’esigua contrazione della cartilagine

condizioni che rendono problematica l’apertura della tuba ed insufficiente il ricambio di aria ed il riequilibrio pressorio nella cassa timpanica.

Sintomi e segni del catarro tubarico.

Poiché, come si è già detto, il catarro tubarico non è una malattia ma un segno è più corretto parlare di sintomi e segni che ad esso si accompagnano causati dal ristagno di muchi. Nei casi non gravi la sintomatologia è lieve può limitarsi ad un fastidioso senso di orecchio chiuso, tuttavia la patologia si può manifestare anche con sintomi più intensi.I più comuni sono:

  • Sensazione di pienezza dell’orecchio. E’ una conseguenza dell’accumulo di muco nell’orecchio medio e nella tuba medesima.

  • Acufeni (erronea sensazione di percepire rumori simili a ronzii). Sono conseguenza della costante estroflessione del timpano dovuto al mancato riequilibrio pressorio nella cavità timpanica per l’ostruzione della tuba che non lascia defluire l’aria.

Puoi approfondire le altre possibili cause di acufeni.

  • Compromissione della funzione uditiva. E’ una diretta conseguenza dell’accumulo di muco nella cavità timpanica. Il muco ingombrando la cavità interferisce con la trasmissione delle vibrazioni operata dalla catena di ossicini (martello, incudine e staffa) dal timpano all’orecchio interno. Fortunatamente, nella quasi totalità dei casi, è una compromissione di tipo transitoria che si recupera completamente una volta che il catarro, accumulato in cassa timpanica e tuba, viene drenato.

  • Dolore. L’accumulo di muco che non viene drenato è il terreno di coltura ideale per virus e batteri. Le possibili infezioni che ne seguono determinano un processo infiammatorio che può accompagnarsi a sintomi acuti come il dolore intenso.

  • Vertigini e problemi di equilibrio. L’infiammazione dell’orecchio medio può progredire e attaccare il labirinto dell’orecchio interno. Labirinto dove ha sede l’organo dell’equilibrio e quindi da qui la sintomatologia accennata.

  • Nausea. E’ correlata ai problemi di equilibrio.

Cause e fattori di rischio dell’accumulo di catarro.

Cause del catarro tubarico

A scatenare l’accumulo di catarro nell’orecchio medio sono tutte quelle patologie e condizioni che possono determinare ostruzione della tuba di Eustachio. Di queste alcune interessano direttamente l’orecchio medio, altre più generalmente le vie respiratorie.Le principali sono:

  • Raffreddore comune. Infezione e relativa infiammazione della cavità rinofaringea causata da vari agenti virali (Rinovirus, Coronavirus, Orthomyxoviridae, etc.). L’infiammazione della cavità rinofaringea può propagarsi alla tuba che in essa sfocia ed il trofismo che ne consegue provoca l’ostruzione.

  • Influenza. Infezione di virus che appartengono alla famiglia degli Orthomyxoviridae. Può causare infiammazione delle mucose delle alte vie respiratorie e conseguentemente loro gonfiore e quindi possibile blocco della tuba di Eustachio.

  • Sinusite. Infiammazione dei seni paranasali a seguito di una infezione primaria della cavità orale o faringea. L’infezione più comune è quella virale (Rinovirus) ma può essere anche batterica (Stafilococchi o Streptococchi) o molto raramente, generalmente in soggetti immunocompromessi, fungina. Anche in questo caso l’infiammazione passa nell’orecchio medio e nella tromba e la trofia che ne consegue ne determina l’ostruzione.

  • Allergie. Esagerata reazione del sistema immunitario contro sostanze innocue ai più come polveri e pollini. La reazione che è gestita da anticorpi (sostanze deputate a neutralizzare i nemici) del tipo IgE determina tra l’altro irritazione e rigonfiamento delle mucose rinofaringee. Rigonfiamento che può ostruire lo sbocco nella cavità della tuba. Da qui il catarro tubarico.

  • Otite media. E’ una infezione batterica o virale dell’orecchio medio. I patogeni risalgono generalmente nella cavità timpanica, che di norma è sterile, dalla rinofaringe che invece sicuramente non lo è. L’infiammazione determina ingrossamento delle mucose che possono bloccare la tuba.

  • Malformazioni congenite. Alcune persone nascono con la tromba di Eustachio più sottile della media e tutto ciò determina problemi al drenaggio del muco e procura ostruzioni più frequenti.

  • Tumori della rinofaringe che si sviluppano in prossimità dello sbocco della tuba.

  • Reflusso gastroesofageo. Il reflusso di materiale acido proveniente dallo stomaco può provocare irritazione infiammazione della rinofaringe ed ostruire la tuba.

Fattori di rischio.

Studi epidemiologici hanno evidenziato che esistono alcuni fattori che aumentano la probabilità che la tuba si blocchi e che quindi si determini accumulo di catarro nell’orecchio medio e nella tuba. I più comuni sono:

  • Età inferiore ai 2 anni. Come si è detto la conformazione anatomica dei bambini piccoli, come sopra specificato, favorisce ristagno del catarro e blocco della tuba.

  • Obesità. Gli obesi possono presentare accumuli di adipe nella regione prospiciente lo sbocco della tromba nella rinofaringe e questi possono favorirne il blocco.

  • Frequenti infezioni della rinofaringe. Determinano continuo ingrossamento delle adenoidi. Queste agglomerati di tessuto linfatico sono allocate nella parte posteriore della cavità rinofaringea con compiti di difesa dalle infezioni. L’ingrossamento delle adenoidi può bloccare lo sbocco della tuba di Eustachio determinandone il blocco.

  • Il fumo di sigaretta sia attivo che passivo. Il fumo compromette il movimento cigliare delle mucose che rivestono la tuba di Eustachio. Condizione che determina accumulo di catarro e blocco.

Diagnosi.

Lo specialista che è l’otorinolaringoiatra per effettuare la diagnosi si avvale di:

  • Anamnesi. Storia medica del paziente e modalità di insorgenza dei problemi lamentati.

  • Analisi dei sintomi e segni.

  • Visita medica del paziente. Per esaminare lo stato del timpano e della cavità timpanica l’otorino si avvale di un apposito strumento : l’otoscopio. Questo introdotto nel canale uditivo consente di visualizzare ingrandita la membrana e la cavità che si estende oltre di essa grazie alla illuminazione di cui è dotato.

Possono inoltre rendersi necessarie le seguenti indagini strumentali:

  • Esame impedenziometrico. Valuta l’elasticità della membrana timpanica e della catena di ossicini. Ed i suoi risultati forniscono una fotografia della funzionalità dell’orecchio e della sua salute.

  • Esame audiometrico. E’ un test che valuta la funzionalità dell’udito. In una cabina isolata si inviano all’orecchio del paziente, mediante cuffie, segnali sonori di diversa frequenza ed intensità. Il paziente dovrà ovviamente dare consenso di aver percepito tali suoni.

Come si cura il catarro tubarico?

Il trattamento prevede diverse tipologie di cure possibili. Lo specialista, in base all'importanza della patologia ed ai risultati delle indagini, indicherà al paziente cosa fare per eliminare il catarro tubarico in modo definitivo.

Le terapie mediche più comuni sono quella di tipo farmacologico. La terapia medica presuppone antinfiammatori non steroidei o cortisonici per contrastare l’infiammazione e terapia antibiotica se vi è una infezione batterica in atto o comunque se si vuole scongiurare una possibile infezione del catarro accumulato nella cavità timpanica.

Per favorire il drenaggio dei muchi che intasano la cavità timpanica si somministrano anticongestionanti e mucolitici per aerosol, ossia con una speciale attrezzatura si nebulizzano i principi attivi facendoli poi inalare attraverso le narici al paziente. Spesso per combattere più velocemente l’infiammazione si aggiungono cortisonici.

Come coadiuvante della terapia farmacologica possono effettuarsi lavaggi delle mucose nasali con soluzione salina e cicli di aerosol di acqua termale sulfurea.

Le terapie chirurgiche.

Talvolta, quando l’otite è resistente ad ogni trattamento medico si rendono necessari in età infantile interventi di tonsillectomia ed adenoidectomia perche soggette a frequenti infiammazioni che possono spostarsi all’orecchio.

In età adulta se il catarro tubarico è resistente alla terapia farmacologica vanno affrontate e risolte le problematiche a carico delle vie respiratorie che richiedono intervento chirurgico. Se anche questo non basta a risolvere il problema, ma si tratta di un numero esiguo di casi meno dell’1%, allora bisogna intervenire chirurgicamente sul timpano: inciderlo ed installare un micro drenaggio che consenta la fuoriuscita del catarro ristagnante.

Rimedi naturali ed omeopatia.

I rimedi naturali per prevenire e curare il catarro tubarico consistono anzitutto nell’eliminazione del fumo e poi in inalazioni attraverso l’areosol, di soluzioni fisiologiche per sciogliere il catarro a base di Camomilla o di Aconitum che hanno proprietà analgesiche e mucolitiche.

Complicanze del catarro tubarico.

La possibile complicanza del catarro tubarico è la compromissione della funzione uditiva. Condizione che di solito è transitoria e che rientra col drenaggio dei muchi raccolti nella tuba e nella cavità timpanica. Ma nei bambini piccoli in età di sviluppo del linguaggio il problema può ritardare e compromettere tale processo.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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