Catarro.

Catarro

Catarro è il nome che nel linguaggio comune viene dato all’espettorato.

Il catarro: il muco.

Esso è costituito da secrezioni delle ghiandole mucipare presenti nelle mucose delle vie respiratorie (naso, bocca, trachea, bronchi e polmoni) in condizione di alterazione dovuta ad irritazione o infiammazione. In condizioni normali dette ghiandole producono sempre un secreto che viene però chiamato muco. Il muco è una soluzione colloidale costituita da proteine, sali minerali e sostanze antisettiche disciolti in acqua. Ha consistenza vischiosa e colore perlaceo e nell’arco di 24 ore ne viene prodotto circa 100 ml. La sua funzione è di idratare le mucose e contemporaneamente di invischiare piccole impurità introdotte con l’aria (germi, pulviscolo) per impedirne la penetrazione nel corpo. Il muco infatti viene costantemente portato in alto dal movimento di piccoli organi cigliati che tappezzano l’epitelio della mucosa. Giunto alla glottide viene poi deglutito con la saliva e finisce nello stomaco. In condizioni di irritazione o infiammazione la produzione di muco aumenta arrivando a raggiungere anche i 500 ml al giorno e contemporaneamente cambia la sua composizione. Si ha così la trasformazione in catarro. Il catarro a causa della sua abbondanza e vischiosità e per il ridotto movimento delle ciglia susseguente all’infiammazione ristagna nelle vie respiratorie divenendo terreno di coltura di virus e batteri, ostruendo il normale passaggio dell’aria. Il corpo si difende da tale situazione attivando meccanismi di difesa. Se l’eccesso di catarro è prodotto dal naso o dalla faringe esso viene eliminato per gocciolamento senza attivazione di particolar processi. Se invece è prodotto da trachea o bronchi il corpo si difende attivando il meccanismo della tosse. Meccanismo che con violente espirazioni che iniziano a glottide chiusa liberano le vie respiratorie da aria e quanto altro in esse è contenuto. L’eliminazione del catarro sotto lo stimolo della tosse prende il nome di espettorazione e da qui espettorato.

Analisi dell’espettorato.

Quello descritto è il quadro clinico sotteso da molte patologie delle vie aeree per la cui diagnosi assume perciò fondamentale importanza l’analisi dell’espettorato o catarro. Analisi che può essere batteriologica per individuare eventuali agenti patogeni che sostengono l’infiammazione.

Caratteristiche macroscopiche dell'espettorato.

Ma anche l’osservazione delle caratteristiche macroscopiche dell’espettorato forniscono allo specialista importanti indicazioni sulla malattia che determina la sintomatologia:

Catarro liquido di colore bianco perlaceo.

E’ il sintomo di una irritazione più che di una vera infiammazione. Pertanto in tali condizione si è in presenza di norma di una allergia come può essere l’asma o semplice irritazione provocata da fumo di sigarette.

Catarro vischioso di color giallo verdastro.

E’ sintomo di una infezione in atto. La colorazione è dovuta a pus, tipico di infezioni batteriche.

Catarro molto vischioso di colore verdastro.

E’ sintomo di un’infezione in genere batterica e di ristagno per un periodo abbastanza lungo e perciò proveniente da vie aeree più profonde; è tipico di bronchiti batteriche o polmoniti.

Catarro rosso o striato di rosso.

E’ segno di sangue nell’espettorato. Sangue che può essere conseguente a piccole ulcerazioni della mucosa causate dallo sforzo della tosse ma anche da serie patologie come neoplasie.

Catarro gelatinoso color rosso.

E’ segno di un’infezione polmonare ad opera del batterio Klebsiella Pneumoniae. Patologia che colpisce gli immunodepressi e che sta divenendo difficoltosa a curarsi per la selezione di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici.

Rimedi per il catarro.

Per la scelta dell’opportuno rimedio è fondamentale stabilire la causa che ha prodotto il catarro. Importante a tali fini risulta la valutazione dell’espettorato. Se si ha ragione di ritenere che la causa dell’infiammazione sia un’infezione virale si prescrive:

  • Riposo in ambiente caldo e ben umidificato per evitare la secchezza delle mucose.
  • Somministrazioni di liquidi.
  • Espettoranti e/o fluidificanti se sono coinvolte trachea o bronchi.
  • Decongestionanti se sono affette le prime vie respiratorie: naso e faringe.
  • Se si ritiene che la causa dell’infiammazione è batterica si somministrano: antibiotici spesso in sinergia con antinfiammatori corticosteroidei nel caso di gravi affezioni come polmoniti.

A coadiuvare la terapia farmacologica nei casi severi o come cura nei casi lievi si possono utilizzare suffumigi decongestionanti con vapori d’acqua bollente in cui si sono sciolti oli essenziali balsamici come: eucalipto, timo, pino, etc.

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