Cause della dislessia.
Le cause della dislessia purtroppo non sono ancora ben note ed in merito sono state formulate molte e differenti ipotesi ma il parere degli esperti non è allo stato attuale concorde. Il dibattito è ancora del tutto aperto e non esiste un'ipotesi unificante. Prima di formularne qualcuna delle più accreditate diamo qualche notizia sulla dislessia.
La dislessia è la difficoltà dell'acquisizione delle normali capacità di lettura in età scolare in mancanza di ritardi e deficit intellettivi ed organici.
In Italia è un problema che tocca circa il 10% dei bambini in età scolare ed interessa 1.500.000 di individui.
I sintomi più evidenti della sindrome sono:
- scambi di lettere e parole simmetriche,
- omissioni,
- difficoltà nel tenere il ritmo specialmente nella lettura a voce alta.
Ritornando alle possibili cause riportiamo di seguito, come già accennato, le ipotesi che riscuotono maggior credito:
- I fattori genetici. I maggiori sostenitori a questo approccio sono i ricercatori USA e dei paesi del Nord Europa. Sono stati effettuati molti studi seguendo tale intuizione che nasce dall'osservazione dell'ereditarietà e dalla constatazione che sono statisticamente più colpiti gli uomini che non le donne. Studi che avrebbero individuato 4 geni responsabili della trasmissione della malattia. Tuttavia i dati per trarre conclusioni definitive ad oggi sono ancora insufficienti.
- Una carente/incompleta mielinizzazione (copertura delle cellule nervose). Tale ipotesi non consentirebbe al cervello del bambino di puntualizzare l'attenzione sugli stimoli visivi che vengono dalla lettura del testo e da qui la difficoltà a decodificarli.
- La mancata soppressione delle aree visive della regione destra del cervello. Questa è la rielaborazione, suffragata dai moderni sistemi di indagine della risonanza magnetica, di una vecchia teoria del 1924. Secondo questa teoria, nel corso del normale processo formativo delle acquisizioni delle capacità di lettura, i bambini disattivano le aree visive della regione destra del cervello mantenendo attive quelle della regione sinistra. Nei bambini dislessici ciò non avviene (è stato dimostrato osservando le immagini di risonanza) e la mancata soppressione può creare interferenze tra le due aree e la nascita del disturbo.
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