Cefalea cervicogenica: sintomi, cause, cure ed esercizi.

La cefalea cervicogenica è un mal di testa che origina a partire dal tratto cervicale, in particolare è causato da problematiche legate alle prime tre vertebre cervicali. Le cause possono essere varie e la diagnosi si basa sull'osservazione e la classificazione dei sintomi, in base a criteri diagnostici ben precisi e stabiliti da diverse organizzazioni. Vediamo le possibili terapie e le tecniche per curare la patologia, correggendo fondamentalmente i problemi posturali connessi.

Cefalea cervicogenica: sintomi, cause, cure ed esercizi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause e sintomi
  3. Diagnosi
  4. Cure
 

Cos’è la cefalea cervicogenica?

La cefalea cervicogenica è una tipologia di mal di testa localizzato a livello delle prime tre vertebre cervicali.

Il mal di testa da cervicale appartiene alle cefalee secondarie, ovvero a quelle cefalee causate da un problema ben preciso.

Questa tipologia di cefalea rappresenta il 15 - 20% di tutti i mal di testa; si manifesta prevalentemente nella fascia di età che va dai 20 ai 60 anni e colpisce donne ed uomini in un rapporto di 4:1 ed una percentuale di popolazione di circa il 2,2%.

Approfondisci cause e rimedi per il mal di testa.

Cause e sintomi di questa forma di mal di testa.

La principale causa della cefalea cervicogenica è un'alterazione che si verifica a livello delle prime tre vertebre cervicali.

Questo può essere causato da:

  • Traumi fisici subiti a livello del collo o della testa, quali ad esempio un colpo di frusta.
  • Alterazioni e disordini a livello mandibolare (ad esempio problemi dentali).
  • Rigidità dei muscoli che si trovano a livello del collo o della nuca, a causa di errate posture o esercizi fisici.
  • Bruschi movimenti che si eseguono con la testa o con il collo.
  • Eccesso di carico a livello dei muscoli del collo, a causa di attività lavorative ripetitive o di sport intensi.

La sintomatologia primaria è rappresentata dalla presenza di un mal di testa unilaterale che parte a livello della regione posteriore della testa e che si sposta gradualmente nella zona anteriore fino ad arrivare in cima al cranio.

Il dolore spesso si associa ad altri sintomi quali:

  • Irrigidimento dei muscoli del collo e della nuca.
  • Sensazione di nausea legata alla stimolazione della regione del nervo vago che si trova nella zona posteriore della testa (zona sub - occipitale).
  • Dolore che si irradia ad altre zone del volto quali l'articolazione temporo mandibolare.
  • Dolore che si irradia alla spalla ed alla mano.
La sintomatologia non è mai di tipo acuto ma di tipo moderato, che talvolta, in base al tipo di danno alle vertebre, può diventare di tipo cronico.

Diagnosi: come si riconosce la cefalea da cervicale?

La diagnosi di cefalea cervicogenica si basa sull'osservazione di alcuni segni specifici del disturbo quali ad esempio:

  • Dolore quando si palpano i muscoli che si trovano a livello delle prime tre vertebre cervicali.
  • Dolore e ridotta mobilità del tratto cervicale superiore.
  • Ridotta mobilità di tutto il tratto cervicale, in particolare per quanto riguarda movimenti di rotazione e di estensione.
Vi sono poi dei criteri diagnostici ben precisi, ad esempio la diagnosi medica di tale tipo di cefalea secondo l'International Classification Society ICHD-3 si fa mediante:
  • Evidenza clinica di una lesione a livello delle vertebre cervicali (ad esempio una radiografia o una tac che evidenzi la presenza di un problema).
  • Assenza di dolore quando si inibisce farmacologicamente l'innervazione delle vertebre cervicali.
  • Insorgenza del dolore contemporanea all'insorgenza della lesione cervicale.
  • Miglioramento del dolore quando migliora la lesione cervicale.
  • Riduzione del movimento del rachide cervicale e peggioramento del dolore quando si tentano di eseguire movimenti con il tratto cervicale.
Secondo invece il Cervicogenic Headache International Study Group, i criteri diagnostici per questa cefalea comprendono:
  • Un insieme di sintomi che coinvolgono la zona del collo, quali ad esempio mal di testa che insorge dopo un movimento del collo, mal di testa che insorge a seguito del mantenimento di una scorretta postura del collo e riduzione della mobilità del collo.
  • Dolore unilaterale che non cambia di lato.
  • Assenza di dolore dopo somministrazione di farmaci anestetici nella zona cervicale.
  • Dolore con intensità che va da moderata a severa, con durata fluttuante e non continuativa e che non è nè lancinante nè pulsante.

Cure per recuperare la mobilità del tratto cervicale.

La terapia della cefalea cervicogenica è essenzialmente legata a manipolazioni ed esercizi fisioterapici e non prevede somministrazione di farmaci.

Negli ultimi tempi si stanno affiancando alle classiche terapie anche delle tecniche di microchirurgia.

Fisioterapia.

Il trattamento fisioterapico della cefalea cervicogenica prevede un insieme di esercizi e tecniche di manipolazione che vengono svolti dal fisioterapista. In particolare si eseguono:

  • Esercizi di coordinazione, ovvero si fanno compiere al paziente dei movimenti con le braccia e con il collo che siano accoppiati tra di loro.
  • Esercizi di resistenza muscolare, ovvero esercizi che servono a stimolare i muscoli al fine di renderli più resistenti agli sforzi.
  • Manipolazioni articolari del rachide cervicale, cioè delle tecniche eseguite con le mani che mirano a muovere passivamente le articolazioni tra le vertebre del tratto cervicale al fine di recuperarne la mobilità.
  • Manipolazioni a livello dei muscoli del tratto cervicale, ovvero delle tecniche eseguite con le mani in cui si vanno a stimolare passivamente i muscoli del tratto cervicale, al fine di aumentarne tono muscolare e resistenza.
  • Mobilizzazione passiva (il movimento viene svolto dal fisioterapista e non dal paziente) del rachide cervicale.
Le tipologie di esercizi nello specifico vengono scelte dal fisioterapista in base ai singoli casi ed al tipo di lesione che interessa le vertebre cervicali. Le sedute si possono svolgere da 1 a 2 volte a settimana, con un minimo di trattamento di 6 - 8 settimane ed un massimo di 12 settimane.

Esercizi casalinghi.

Oltre agli esercizi che fa svolgere il fisioterapista, vi sono anche degli esercizi che possono essere svolti a casa dietro consiglio del fisioterapista. Ad esempio:

  • Auto-raddrizzamento. Questo esercizio si svolge da seduti ed ha lo scopo di migliorare la postura e di non assumere posture errate. Bisogna sedersi in punta della sedia o ben seduti con la schiena appoggiata, e non appena si è raggiunta questa posizione bisogna raddrizzare lo sterno, aprire le spalle e portare in fuori il bacino. La posizione va mantenuta per circa 10 secondi, l'esercizio va ripetuto 10 volte almeno due volte al giorno.
  • Esercizio del sì. Si può svolgere da sdraiati in posizione supina ponendo un asciugamano o un cuscino sotto il collo, oppure in posizione eretta poggiati al muro. Se si è in posizione supina l'esercizio consiste nel piegare il mento in avanti come per dire sì, mantenendo la testa e la nuca a contatto con l'asciugamano o con il cuscino. Lo stesso movimento va compiuto se si è in posizione eretta poggiati al muro, avendo cura di aprire le spalle verso il muro quando si compie il movimento. L'esercizio va ripetuto 10 volte mantenendo la posizione per 10 secondi e va ripetuto due volte al giorno.
  • Stretching. E’ da svolgere in posizione seduta, o in posizione eretta appoggiati a un muro. In posizione seduta bisogna portare l'orecchio verso la spalla, inclinando lateralmente il capo e mantenendo la posizione per 10 - 15 secondi. In posizione eretta bisogna appoggiarsi con le braccia a livello di un angolo del muro, mantenendo i gomiti all'altezza delle spalle. Una volta in posizione, si devono fare piccoli passi in avanti, finché non si sente un allungamento. Una volta raggiunto l'allungamento mantenere la posizione per 10 - 15 secondi. L'esercizio va ripetuto almeno tre volte.
  • Retrazione scapolare. In posizione seduta con la schiena dritta e ben poggiata allo schienale della sedia, si aprono le braccia e le mani allargandole leggermente verso dietro e si mantiene la posizione per circa 5 secondi. Da ripetere 10 volte.

Nuove tecniche per trattare la cefalea cervicogenica.

Negli ultimi tempi si sta considerando il ruolo di alcune tecniche per il trattamento della cefalea cervicogenica, tra cui possiamo citare:

  • La radiofrequenza pulsata, utilizzata per il trattamento del dolore cronico. Si basa sull'utilizzo di correnti di radiofrequenze che generano un effetto termico a livello dei nervi, alterandone la conduzione e riducendo quindi il dolore. Per il trattamento della cefalea cervicogenica, la radiofrequenza si applica a livello dei rami nervosi occipitali e si esegue in day hospital ed in anestesia locale.
  • L'elettrostimolazione periferica sottocutanea, una tecnica che consiste nell'applicare degli elettrodi a livello della zona interessata. Gli elettrodi mandano un impulso elettrico che interferisce con i meccanismi del dolore. Si esegue presso centri specializzati, ha una durata di circa mezz'ora e non necessita di anestesia.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico o altro specialista della salute.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo
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