Cefalea vasomotoria: cos’è? Sintomi, cause, rimedi, alimentazione e cure naturali.

La cefalea vasomotoria è una cefalea primaria causata da disturbi vascolari del cervello. Facciamo chiarezza sulle possibili cause da cui essa ha origine, i sintomi con cui si manifesta e le terapie farmacologiche e naturali volte a curare tale disturbo.

Cefalea vasomotoria: cos’è? Sintomi, cause, rimedi, alimentazione e cure naturali

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Terapie farmacologiche e naturali
  6. Alimentazione

Cefalea vasomotoria: cos’è?

La cefalea vasomotoria è uno dei tanti tipi di cefalee primarie di cui la più comune è l’emicrania. Si manifesta con dolori dolori insopportabili alla testa, persistenti, che possono irradiarsi in tutto il cranio o in una parte.

L’emicrania colpisce ad ogni età, ed è diffusa in più di un quarto della popolazione mondiale. Essa può manifestarsi già nell’infanzia, aumentare nell’adolescenza e nell’età adulta, mentre i sintomi diventano meno gravi dopo i 50 anni. L’emicrania è più diffusa nelle donne per un fattore ormonale soprattutto nel periodo dell’ovulazione ed è quasi assente in gravidanza.

Sono cefalee primarie:
  • la cefalea trigeminale, dovuta all’infiammazione del trigemino
  • la cefalea muscolo tensiva dovuta a difetti di postura o a stati di ansia che compaiono generalmente dopo una giornata faticosa o particolarmente impegnativa,
  • le cefalee a grappolo caratterizzate da fasi attive, dette grappoli, e da fasi di remissione.
  • la più comune cefalea vasomotoria, detta anche emicrania, che è dovuta alla stimolazione delle strutture intracraniche del cervello.

Possibili cause della cefalea vasomotoria.

Le cause dell’emicrania non sono ancora note. In presenza di cefalea vasomotoria i grandi vasi sanguigni che irrorano il cervello, per ordini impartiti dal sistema nervoso, o per effetto di sostanze tossiche, si dilatano premendo sulle strutture circostanti o si restringono riducendo il flusso sanguigno e di conseguenza l'ossigenazione alle aree limitrofe. Non è però ancora chiaro se la vasodilatazione e vasocostrizione siano una causa o un effetto.

E’ certo che vi sono fattori scatenanti della patologia quali:

  • fattori ormonali: uno dei principali responsabili della comparsa di questa cefalea sembra essere l’estrogeno tanto è vero che le cefalee sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini e che esse sono particolarmente intense nei periodi mestruali.
  • Eccessivo stress, in quanto quando si è stressati aumenta la produzione di alcune sostanze che potrebbero provocare l’insorgere dell’emicrania.
  • Insonnia prolungata.
  • Fattori climatici ed ambientali come il freddo, un profumo intenso o rumori acuti e prolungati possono scatenare un attacco nei soggetti predisposti
  • Fattori alimentari: saltare il pasto può scatenare un’ emicrania dipendente dai livelli di glucosio, ma anche abusare di alcuni alimenti difficilmente digeribili o contenenti sostanze che provocano un meccanismo vascolare

Alcuni sostengono che l’emicrania sia ereditaria, ma l’ereditarietà non è scientificamente provata, è certo però che l’insorgere della patologia è più frequente in caso di presenza di episodi familiari.

Sintomi e disturbi dell’emicrania vasomotoria.

Il primo sintomo delle cefalee vasomotorie è il dolore intenso che può essere continuo o pulsante. Il dolore è inizialmente unilaterale ma può diffondersi in tutta la testa e non sempre colpisce lo stesso lato, le crisi possono verificarsi tutti i giorni o a mesi di distanza, normalmente compare al risveglio e si acuisce in seguito a qualsiasi sforzo o cambiamento di posizione.

Le cefalee vasomotorie possono essere accompagnate da aura cioè un insieme di sintomi associati alla patologia, che precedono la fase algica, ovvero quella del dolore intenso, o sono ad essa concomitanti, e consistono in un deficit visivo dovuto a lampi di luce o scotomi scintillanti ossia aree più o meno ampie di cecità che riducono l'ampiezza del campo visivo.

In caso di crisi molto lunghe ed intense si possono manifestare altri sintomi dovuti a reazioni dell'organismo che è sottoposto allo stress persistente della cefalea.quali:

  • arrossamento della faccia,
  • nausea e nei casi più gravi, vomito.

Diagnosi: come si riconosce la cefalea vasomotoria?

La diagnosi della cefalea verrà fatta dallo specialista sulla basa del quadro dei sintomi e dall’esclusione di patologie che potrebbero causare il dolore persistente. Non esiste ad oggi nessun test diagnostico in grado di individuare la patologia se non quelli utili ad escludere le altre.

Emicrania: cure farmacologiche e rimedi naturali.

Da quanto detto è chiaro che la cura della cefalea vasomotoria contempla l'esatta individuazione della causa scatenante per definire una terapia efficace. Compito che non riesce sempre facile e che necessita da parte dello specialista di un lungo studio delle abitudini del paziente. La terapia dipende dalla frequenza e dall’intensità delle crisi di emicrania.

Terapia farmacologica.

In caso di crisi frequenti di emicrania e prolungate cefalee è necessaria una terapia a lungo termine a base di farmaci beta bloccanti, come il propanololo, o calcio-antagonisti.

Spesso la terapia comporta un radicale cambiamento dello stile di vita e talvolta si rende necessaria anche una terapia psichica con somministrazione di antidepressivi triciclici.

Se invece gli attacchi di cefalea sono rari possono essere somministrati nella fase acuta analgesici, FANS, ma con molta parsimonia in quanto tali farmaci, se presi in dosi eccessive, possono provocare una cefalea di rimbalzo.

Esistono oggi nuovi farmaci, come il Sumatripan, che attivano i ricettori della serotonina che si sono rivelati molto efficaci in circa il 60% dei pazienti.

Cure naturali per la cefalea vasomotoria.

L’omeopatia considera molti sintomi spesso sottovalutati dalla medicina ufficiale e tende a proporre rimedi che diano un equilibrio generale dell’organismo quali:

  • Belladonna 7CH indicata per i dolori costrittivi e pulsanti (5 granuli, tre volte al giorno),
  • Sulfur 5CH adatto per i soggetti ansiosi (5 granuli, tre volte al giorno),
  • Dulcamara 7CH per le cefalee dipendenti da fattori climatici (5 granuli, tre volte al giorno).
  • Pulsatilla 5CH adatta per le emicranie che accompagnano il ciclo mestruale (5 granuli, tre volte al giorno).

Anche la fitoterapia propone decotti, infusi o macerati per calmare il dolore:

  • Alchemilla. Fate un decotto con 3 cucchiai di erba mescolati in 15 cl di acqua. Fate bollire per 2 minuti e bere caldo 2 volte al giorno.
  • Arancio amaro e passiflora per l’emicrania di origine nervosa. Lasciate in infusione in acqua bollente 10 g di scorza di arancio amaro e 5 g di passiflora. Prendete 1 cucchiaio prima dei pasti per 20 giorni.
  • Menta per alleviare il dolore. Mescolate 10 gocce di menta in acqua e frizionate le tempie più volte.

La medicina cinese mira a curare la cefalea con l’uso di particolari erbe che purificano l’organismo e naturalmente con l’agopuntura. Oggi anche in occidente questa pratica è molto accettata per il suo effetto anti dolore e si è rivelata particolarmente efficace nella cura delle emicranie.

Alimentazione: i cibi che aiutano a sconfiggere l’emicrania.

Gli studi ad oggi condotti non hanno ancora dimostrato o confutato l’associazione tra emicrania e dieta. Ma, anche se non vi è alcuna evidenza scientifica che dimostri la necessità di una dieta in caso si soffra di cefalea vasomotoria, molte sono le persone che associano gli attacchi di emicrania all’assunzione di alcune sostanze o alimenti.

Spesso è stata riscontrata l’associazione tra emicrania a intolleranza ad alcuni alimenti quali latte, cioccolato pomodori e ad alcuni additivi alimentari quali l’Aspartame ed il glutammato monosodico.

Puoi approfondire gli altri sintomi delle intolleranze alimentari.

Sono da eliminare anche gli alimenti contenenti la tiramina (molecola derivante dall’aminoacido Tirosina) che spesso è associata ad attacchi di emicrania.

Tra gli alimenti contenenti tiramina ricordiamo:

  • cioccolato,
  • vino rosso,
  • birra,
  • formaggio stagionato,
  • noci.

Anche diete troppo drastiche possono provocare attacchi di emicrania derivanti da un basso livello di zuccheri.

Supervisore: Vincenzo Angerano
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