Colesterolo alto

Medicina 360
Colesterolo alto
Il colesterolo alto è uno dei fattori di rischio cardiovascolare. Va però esplicitamente chiarito che tale evenienza rappresenta solo una probabilità di incorrere in un futuro prossimo in patologie arteriosclerotiche che possono degenerare in infarti o ictus. In passato il colesterolo è stato abbondantemente demonizzato e si è esagerato nel considerarlo come fattore principe di tale rischio. Questo, ovviamente, non significa che esso non concorra ma al fine di una giusta comprensione facciamo un minimo di chiarezza in materia. Il colesterolo è un composto lipidico sterolico (composti di carbonio formati da quattro anelli uniti insieme di cui 3 a sei atomi di carbonio ed uno a 5). Esso viene sintetizzato in molti organi del nostro corpo e svolge delle funzioni essenziali che possiamo cosi riassumere: -Contribuisce alla formazione ed al ripristino delle membrane delle cellule. -E il precursore della vitamina D e di molti ormoni. -Contribuisce alla formula chimica dell'emoglobina. -E un componente della bile. Essendo un lipide è insolubile nell'acqua e pertanto non è libero nel sangue ma è agganciato a complessi composti denominati "lipoproteine". A questo punto chiariamo che quando in campo medico si parla di colesterolo non ci si riferisce al composto chimico ma alle summenzionate lipoproteine. Il colesterolo totale è fornito, perciò, dalla somma delle concentrazioni di tre lipoproteine e precisamente: -Le VLDL lipoproteine a bassissima densità. -Le LDL lipoproteine a bassa densità. -Le HDL lipoproteine ad alta densità. Le lipoproteine come detto consentono il transito nel sangue del colesterolo per consentirgli di esplicare le sue funzioni vitali ma purtroppo hanno un effetto collaterale dannoso lo depositano sulle pareti delle arterie dove forma le placche arteriosclerotiche che ne riducono la luce. responsabili di tale meccanismo sono le lipoproteine LDL. Le HDL, al contrario, rimuovono il colesterolo dalle pareti delle arterie e lo riportano al fegato. Da questo meccanismo si capisce che per la formazione delle placche arteriosclerotiche non è tanto importante il valore del colesterolo totale quanto dalle percentuali di LDL e HDL. Chiariamo. E possibile avere colesterolo totale alto ma non essere a rischio di arteriosclerosi se l'HDL è significativamente più elevato dell'LDL. Si preferisce definire un nuovo parametro chiamato "indice di rischio cardiovascolare" che è dato dal rapporto: Colesterolo totale/HDL. L'indice di rischio sopra definito per un soggetto sano di sesso maschile deve risultare inferiore a 5, per un soggetto sano di sesso femminile deve risultare inferiore a 4,5. Chiediamoci ora come è possibile tenere sotto controllo detto indice. Prima di ogni cosa occorre chiarire che solo il 20% della quantità giornaliera necessaria di colesterolo viene introdotta con gli alimenti. La restante parte viene sintetizzata dal nostro organismo. Da questa affermazione sembrerebbe che l'alimentazione contribuisca in maniera minima al colesterolo totale e che con la dieta sia impossibile controllarlo. In realtà con una opportuna alimentazione è possibile controllare il colesterolo endogeno e segnatamente quello LDL. Infatti i precursori del colesterolo sono i glicidi e la sintesi del colesterolo da parte del fegato è controllata da una enzima azionata dall'insulina. Da quanto detto si comprende che basta condurre una dieta ipocalorica con ridotto apporto di carboidrati (con percentuali tra i nutrienti dell'ordine 50-30-20) per tenere sotto controllo il colesterolo totale. Inoltre se alla dieta si associa una adeguata e continua (4/5 ore settimanali) attività fisica aerobica si aumentano le concentrazioni di HDL riducendo ulteriormente il fattore di rischio. Per concludere notiamo esplicitamente che un fattore di rischio elevato non implica certezza di patologia cardiovascolare in quanto ad essa concorrono altri fattori di rischio ugualmente importanti come: -Fumo. -Ipertensione. -Diabete. -Obesità.

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god

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