Cuore ingrossato.

Cuore ingrossato

    Indice Articolo:

  1. Cosa significa
  2. Sintomi dell'ingrossamento del cuore
  3. Cosa fare
  4. Cause possibili
  5. Esami per la diagnosi
  6. Come si cura: terapia e rimedi
  7. Conseguenze del cuore ingrossato: i rischi
  8. Opinioni e commenti

Nell’articolo ci si propone di chiarire i diversi aspetti della patologia che nel linguaggio comune viene indicata come cuore ingrossato o cardiomegalia e le problematiche ad essa connesse che possono dipendere da un indebolimento del miocardio, da malattie coronariche, del ritmo cardiaco o delle valvole.

Cosa significa cuore ingrossato?

Il cuore è un muscolo e come tale se, nello svolgimento delle sue naturali funzioni, di veicolare il sangue all’interno del corpo, per addurre nutrimento ed ossigeno a tutte le cellule e di rimuoverne i rifiuti, viene sottoposto ad un lavoro eccessivo tende ad ingrossarsi e dai normali 350-380 grammi, arriva a superare i 500 grammi, limite massimo del peso del cuore.

Il cuore ingrossato è un aumento sia volumetrico che ponderale del miocardio, ossia della struttura muscolare del cuore, e contemporaneamente una dilatazione delle cavità cardiache: atrio destro, atrio sinistro, ventricolo destro,ventricolo sinistro, in cui scorre il sangue.

Quali sintomi può provocare l'ingrossamento del cuore?

A volte il cuore ingrossato può essere asintomatico, ma in caso di cuore ingrossato di tipo patologico i sintomi sono naturalmente legati alle patologie sottostanti, e sono in genere cosi raggruppabili:

  • Affanno.
  • Dispnea o con termine corrente fame d’aria.
  • Dolori allo sterno simili a quelli provocati dall’angina.
  • Aritmia. Improvvisa tachicardia.
  • Gonfiore e ritenzione di liquidi soprattutto alle caviglie.
  • Stanchezza e vertigini.
  • Lesioni cutanee e dolori articolari nella sindrome di Fabry.
  • Soffio cardiaco ovvero un suono caratteristico del sangue che scorre attraverso le valvole tipico della sindrome del cuore d’atleta.

Cosa fare in caso di cuore ingrossato? Le linee guida.

Non sempre l’ ingrossamento cardiaco è patologico, ed allora come bisogna comportarsi se si presenta tale disturbo? Chiaramente cosa fare dipende dalle cause. Negli atleti professionisti o chiunque pratichi un disciplina sportiva con costanza si sviluppa una patologia, detta Sindrome del cuore d’atleta. Gli sportivi necessitano di una maggiore gittata sanguigna che ovviamente viene assicurata dal cuore con un maggior sforzo di contrazione. Per effetto di questo extra lavoro esso aumenta fisiologicamente di volume, senza associarsi ad alcun rischio per la salute. Nel caso in cui, invece, l’extra lavoro cardiaco sia dovuto ad un qualsiasi impedimento che la gittata sanguigna incontra lungo il suo percorso allora l’ingrossamento del miocardio sarà non fisiologico ma patologico.

Cause patologiche che comportano cardiomegalia.

Qualora, attraverso una radiografia del torace, venga osservato un aumento del cuore anzitutto bisogna individuare la causa patologica per cui le fibre cardiache tendono aumentare, a discapito di quello muscolare, la percentuale di tessuto fibroso. Di seguito le principali cause che determinano ingrossamento del muscolo cardiaco:

  • Valvulopatie. Tutte le malattie cardiocircolatorie che determinano un aumento della resistenza alla circolazione sanguigna che perdura nel tempo inducono il muscolo cardiaco ad un aumento del suo sforzo retrattile e quindi ad un suo ingrossamento. Tipiche sono tutte le patologie legate ai problemi delle valvole sia quelle atrio ventricolari (tricuspide e mitrale), sia quelle aortica e polmonare.
  • Ipertensione, cioè aumento della pressione arteriosa, che comporta un'ipertrofia del ventricolo sinistro.
  • Aritmia cardiaca, che è un'alterazione dei battiti del cuore che può aumentare (tachicardia) o diminuire (bradicardia) dovuta ad un difetto di funzionamento dei circuiti elettrici del cuore.
  • Ipertensione polmonare, un'anomalia della pressione polmonare causata a sua volta da insufficienza respiratoria e broncopatie.
  • Malattie genetiche di tipo metabolico, come la sindrome di Fabry malattia ereditaria legata al cromosoma X che genera accumulo di glicolipidi all’interno dei tessuti.
  • Intossicazione da eccessivo consumo di alcol quali il cuore da birra o la cardiopatia di Evans o etilica.
  • Anemia che costringe il cuore a lavorare più intensamente e può col passar del tempo, portare ad un’insufficienza cardiaca.
  • Emocromatosi o eccessivo accumulo di ferro nei tessuti responsabile di cardiopatie ed aritmie.
  • Amiloidosi determinata dall’accumulo nei tessuti di amiloide un materiale proteico simile all’amido
  • Disturbi della tiroide quale l’ipotiroidismo.
  • Cardiomiopatia che è una malattia del muscolo cardiaco che provoca ispessimento del muscolo cardiaco.

Come effettuare la diagnosi del cuore ingrossato: gli esami.

Per effettuare la corretta diagnosi del cuore ingrossato e quindi disporre le opportune terapie, oltre all’analisi dei segni, lo specialista ricorre ad una serie di esami ed indagini.

  • Elettrocardiogramma, sia Holter, ossia registrazione del tracciato nelle 24 ore, sia Ecg sotto sforzo, che valutano la presenza di aritmie.
  • Ecocardiogramma che rileva eventuale presenza di ostruzione e la funzione del cuore.
  • RX. Per la valutazione dell’ombra cardiaca.
  • Risonanza Magnetica Nucleare con mezzo di contrasto di Gadolinio. Per evidenziare aree fibrose del miocardio.
  • Cateterismo cardiaco con introduzione di microtelecamere utile per valutare eventuali rigurgiti dal ventricolo nell’aorta.

Terapia e rimedi.

Spesso la patologia del cuore ingrossato ha un andamento benigno che non necessita rimedi ad hoc. Se il cuore ingrossato dipende dall’attività sportiva è facile guarire, una volta interrotto l’allenamento la sindrome regredisce lentamente: i volumi del cuore e la frequenza rientrano nei valori normali. Se la cardiomegalia sottintende una patologia le cure devono adeguarsi ad essa. Può rendersi necessaria una terapia farmacologica per far regredire i sintomi, la cura è a base di medicinali per controllare la pressione sanguigna e nello specifico i farmaci utilizzati sono:

  • Diuretici per abbassare la quantità di sodio e di acqua,
  • Beta bloccanti per abbassare la pressione del sangue,
  • Antiaritmici ed anticoagulanti per prevenire la formazione di coaguli e quindi l’insorgere di ictus ed infarti.

Nei casi gravi il cardiologo può decidere di ricorrere ad interventi chirurgici volti a rimuovere valvole difettose o a coordinare le contrazioni ventricolari con un pacemaker per ridurre i rischi di infarto.

Rischi e possibili complicanze del cuore ingrossato.

Il cuore ingrossato può comportare notevoli rischi che dipendono dalla patologia sottostante e dalla parte del cuore che viene colpita. Ma in concreto quali sono i pericoli? Quando il cuore si ingrossa alcune parti del miocardio sono soggette a pressione maggiore e, quindi, a maggiore rischio di ischemia e di pericolose complicanze quali ictus ed infarto. Tuttavia le statistiche sottolineano che con la patologia si può convivere senza conseguenze gravi tenendola sotto controllo con le terapie opportune; in Italia infatti circa 4 milioni di persone hanno il cuore ingrossato soprattutto nella parte del ventricolo sinistro.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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