Diabete sintomi iniziali e conseguenze .

Nell’articolo ci proponiamo di illustrare e chiarire i principali sintomi del diabete che è una patologia molto diffusa che interessa almeno il 2% dell’intera popolazione e che può comportare severe conseguenze.

Diabete sintomi iniziali e conseguenze

    Indice Articolo:

  1. Quali sono?
  2. Sintomi  diabete mellito di tipo 1
  3. Sintomi diabete mellito di tipo 2
  4. Conseguenze diabete mellito di tipo 1 e 2
  5. Sintomi e conseguenze diabete gestazionale
  6. Sintomi e complicanze diabete scompensato
  7. Sintomi e conseguenze diabete insipido
  8. Opinioni e commenti

Quali sono i sintomi del diabete?

I sintomi del diabete sono numerosi e variegati perchè col termine di diabete non ci si riferisce ad una unica malattia ma ad un gruppo numeroso di patologie che è possibile riunire in 2 grossi insiemi: quello costituito dal diabete mellito e quello del diabete insipido. Ognuno di detti insiemi, inoltre, è a sua volta formato da svariate e differenti malattie che presentano caratteristiche comuni: problemi dell’ormone insulina il diabete mellito e dell’ormone vasopressina il diabete inspido.

Pur essendo assolutamente diversi tra loro il diabete mellito e il diabete insipido hanno una caratteristica in comune la produzione di una gran quantità di urina e da qui discende il termine diabete che ha etimologia greca e significa passare attraverso (riferito all’eccessiva escrezione di urina).

Prima però cerchiamo di chiarire quanto detto esaminando quali sono le varie patologie raggruppate sotto l’etichetta “diabete”.

Scheda di approfondimento sul Diabete.

Esistono due distinte categorie di Diabete: quello mellito e quello insipido condizioni patologiche profondamente diverse entrambe costituite da un insieme di patologie accomunate da caratteristiche comuni.

Diabete mellito.

E’ un insieme di malattie del metabolismo (totalità delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono nel corpo umano, la maggioranza delle quali serve a produrre energia) caratterizzate da livelli elevati di glicemia, che è la concentrazione di glucosio, (zucchero) nel sangue. Valori normali di glicemia a digiuno sono compresi tra 77 milligrammi di zucchero per decilitro di sangue e 99mg/dl. Si parla di diabete se i valori di glicemia superano i 126 mg/dl. Esistono 4 distinte tipologie di diabete mellito e precisamente:

  • Diabete mellito di tipo I. Si manifesta in giovane età ed è conseguente alla distruzione nel pancreas delle cellule che sono deputate alla secrezione dell’ insulina che è l’ormone che consente al glucosio circolante nel sangue di penetrare nelle cellule attraverso la membrana per assicurarne il nutrimento. Ovviamente senza insulina i livelli di glicemia si innalzano in quanto il glucosio non viene veicolato all’interno delle cellule. Si ha quindi la necessità di somministrare in maniera endogena l’insulina. Per questo motivo il diabete di tipo I è noto anche come insulinodipendente. La causa di tutto è un errore del sistema immunitario che riconosce come nemiche le cellule pancreatiche e le distrugge (reazione autoimmune).

  • Diabete mellito di tipo II. E’ conseguente ad una riduzione della secrezione di insulina ed ad un suo cattivo funzionamento: ossia alla ridotta capacità di veicolare gli zuccheri all’interno delle cellule. Sembra che alla base vi sia un cattivo funzionamento del recettore dell’insulina anche se il processo non è chiaro. Lo stile di vita (scarsa attività fisica, alimentazione scorretta, etc.) e l’obesità sono alla base della malattia. Il trattamento non richiede insulina ma solo una rimodulazione dei comportamenti ed eventualmente assunzione di specifici farmaci.

  • Diabete mellito gestazionale. E’ simile al diabete di tipo II. Infatti è caratterizzato da livelli elevati di glicemia in presenza di insulina ma in soggetti femminili che non hanno mai avuto fino a quel momento problemi di quel tipo e nel periodo di gravidanza. E’ causato da resistenza insulinica che è indotta dalle variazioni metaboliche provocate dalla gestazione e dalla aumentata necessità di insulina a cui contribuiscono le necessità del feto.

  • Altre forme di diabete mellito. Raggruppa un numero di rare patologie che hanno in comune livelli di glicemia elevati. Un esempio di questo gruppo di malattie è il diabete autoimmune dell’adulto. Questo è una sorta di diabete di tipo I che si manifesta negli adulti ed è ad insorgenza molto lenta tanto da essere spesso diagnosticato come diabete di tipo II. In questa categoria vene anche annoverato il Prediabete che è la condizione di glicemia al di sopra dei valori fisiologici ma non tanto elevati da poter diagnosticare il diabete mellito

Diabete insipido.

Anche in questo caso non si a che fare con un’unica patologia ma con un insieme di malattie che hanno come caratteristica comune una grande produzione di urine non concentrate. Produzione abnorme di urina che è la conseguenza di:

  • bassi livelli dell’ormone ipofisario vasopressina AVP (ormone che con la sua azione sui nefroni del rene sovraintende alla ritenzione idrica del corpo aumentando il riassorbimento nei dotti renali);

  • insufficiente risposta del rene allo stimolo dell’AVP.

Esistono due categorie di diabete insipidcon o:

  • Diabete insipido centrale. Malattia neurologica che induce l’ipofisi ad una carente produzione di vasopressina.

  • Diabete insipido nefrogenico. E’ una malattia del rene che risponde in maniera scorretta agli stimoli dell’AVP concentrando le urine in maniera insufficiente per mancato riassorbimento di acqua.

Date queste premesse è immaginabile che la sintomatologia del diabete sia molto corposa e variegata pertanto verrà esaminata considerando separatamente le varie patologie. Bisogna inoltre tener presente che ci sono due stadi della malattia ognuno dei quali è caratterizzato da sintomi differenti. Una prima fase iniziale in cui si manifestano i cosiddetti sintomi precoci e poi quella di lungo termine che è caratterizzata da complicanze che insorgono per il perdurare della patologia.

Sintomi iniziali del diabete mellito di tipo 1.

E’ noto anche come diabete insulino dipendente o diabete giovanile. Esso insorge in maniera improvvisa e si manifesta nei primi anni di vita (fino all’età di 20 anni).

Approfondisci  le tipologie e le cause del  diabete mellito.

Vediamo quali sono i sintomi precoci:.

  • Iperglicemia. E’ rilevabile con una analisi del sangue e consiste in un aumento dei valori fisiologici della concentrazione ematica del glucosio (superiori ai 126 mg/dl).

  • Glicosuria ossia la presenza di glucosio nelle urine. Glucosio che è rilevabile con un’analisi delle urine. Se la concentrazione di glucosio nel sangue supera i valori di 160-180 mg/dl il rene non riesce più a filtrarlo ed incomincia perciò a passare nelle urine ove sarà possibile rilevarne tracce. Sono in vendita a tale scopo nelle farmacie delle apposite striscette imbevute di un reagente che a contatto con le urine cambia colore se vi è zucchero.

  • Poliuria ovvero la produzione giornaliera di urina superiore ai 2,5 litri al giorno (la produzione fisiologica è di 2l/die). L’aumentata concentrazione di glucosio nelle urine obbliga i reni ad eliminare più acqua per diluirle.

  • Polidipsia ossia sete eccessiva. L’eccessiva produzione di urine induce nel diabetico un anomalo stimolo di sete che lo porta al consumo di grandi quantità di liquidi.

  • Perdita di peso. La calorie perse con lo zucchero non utilizzato e disperso con le urine portano ad un calo ponderale ingiustificato rispetto alla quantità di calorie introdotte.

  • Polifagia. Il corpo del diabetico reagisce al calo ponderale aumentando lo stimolo della fame. Il tutto si traduce in un maggior consumo di cibo che comunque non sortisce aumento di peso.

  • Astenia. Mancanza di forze anche in condizioni di riposo o dopo sforzi irrisori.

  • Offuscamento della vista. Valori elevati di glicemia provocano un rigonfiamento del cristallino che è responsabile di tale disturbo.

  • Acufeni. Rumori percepiti in uno o in tutte e due gli orecchi provocati dai problemi indotti dall’iperglicemia ai piccoli vasi dell’orecchio interno.

  • Ipoglicemia. Il trattamento della malattia con insulina può abbassare i valori di glicemia al di sotto di 50 mg/dL. Condizione che va sotto il nome di ipoglicemia. L’ipoglicemia provoca: tremori, sudorazione, sonno e coma.

  • Chetoacidosi. Segno tipico del diabete mellito di tipo 1. E’ una conseguenza diretta del deficit insulinico. In queste condizioni, infatti, le cellule non possono utilizzare lo zucchero per produrre l’energia necessaria a sopravvivere e si adattano ricavandola dalla metabolizzazione degli acidi grassi delle cellule adipose. Le reazioni metaboliche deputate a tale scopo hanno come sotto prodotto dei composti noti come corpi chetonici Questi acidificano eccessivamente il sangue determinando la condizione nota come: chetoacidosi. Chetoacidosi che è particolarmente grave nei bambini e che, in talune occasioni, senza opportuno trattamento, può condurre rapidamente alla morte. I segni con cui la chetoacidosi si annuncia sono:nausea, vomito, dolori all’addome, iperventilazione (aumento della frequenza e della profondità respiratoria nel tentativo di innalzare il ph del sangue), alito maleodorante di acetone che è presente nel sangue e che viene eliminato con la respirazione.

Sintomi precoci del diabete mellito di tipo 2.

Il diabete mellito di tipo 2 si instaura lentamente ed è noto come diabete non insulino dipendente o anche diabete dell’età adulta o alimentare. In questa tipologia le cellule pancreatiche producono insulina in quantità normali ma l’organismo sviluppa una sorta di resistenza ad essa per cui non basta a svolgere il compito a cui è destinata.

I suoi sintomi precoci possono essere:

  • Obesità. Non sempre è presente ma spesso si accompagna a tale tipologia di diabete.

  • Iperglicemia. In molti casi contenuta nella fascia denominata “di alterata glicemia a digiuno” o “IFG” con concentrazione di glucosio nel sangue compresa tra i 100 ed i 125 mg/dL.

  • Glicosuria (zuccheri nelle urine). Spesso è assente o con valori molto bassi nella fase iniziale e che tende a presentarsi con l’avanzare dell’età ma comunque in termini contenuti.

  • Disidratazione. Inizialmente è lieve ma tende a peggiorare negli anni.

  • Ipertrigliceridemia. Valori della concentrazione ematica dei trigliceridi superiore ai 200 mg/dL. Sintomo non sempre presente ma molto probabile.

  • Iperuricemia. Concentrazione di acido urico nel sangue superiore ai 6,5-7 mg/dL. Non sempre presente.

  • Ipertensione. Non sempre presente.

  • Debolezza e sonnolenza.

  • Problemi della vista ed offuscamento.

  • Ipoglicemia. Il trattamento ma anche il naturale andamento della malattia nelle sue fasi iniziali possono portare i valori di glicemia al di sotto di 50 mg/dL. Si parla in questi casi di ipoglicemia. L’ipoglicemia provoca: tremori, sonno profondo patologico e coma.

  • Coma iperglicemico non chetonico. E' tipico del diabete di tipo 2. In questa tipologia della malattia poichè non si è in presenza di un deficit di insulina la chetoacidosi non si instaura ma se la glicemia raggiunge valori particolarmente alti (in taluni casi oltre i 1000 mg/dL) si sviluppa la sindrome menzionata che che si presenta con: disidratazione imponente, obnubilamento, sonnolenza e coma.

Conseguenze: le possibili complicanze del diabete mellito di tipo 1 e 2.

La malattia compromette a lungo andare i seguenti organi e tessuti: vasi sanguigni, sangue, pelle e mucose, reni, sistema nervoso vegetativo, nervi motori e sensitivi, occhi, tessuto connettivo.

Si possono pertanto sviluppare sintomi tardivi e complicanze che seguono le manifestazioni iniziali sorte precocemente.

  • Formazione di placca aterosclerotica che ostruisce le arterie di grandi e medie dimensioni ed è costituita da depositi di colesterolo infiltrata da cellule immunitarie. Gli alti livelli di zuccheri nel sangue tendono a determinare un innalzamento dei lipidi che favoriscono l’aterosclerosi la quale aumenta la probabilità di ischemie, infarti, ictus.

  • Compromissione delle funzioni dei leucociti. Questi combattono le infezioni e perciò aumenta la probabilità di contrarre banali malattie come le cistiti e infezioni cutanee.

  • Ulcere ed infezioni. Causate dalla riduzione della circolazione sanguigna in periferia a livello cutaneo o delle mucose. Tipica è la costante infiammazione del cavo orale.

  • Insufficienza renale che nel tempo può richiedere dialisi o trapianto.

  • Oscillazioni dei valori pressori. Causate dalla compromissione del sistema nervoso vegetativo.

  • Problemi gastroenterici e di deglutizione. Causati dal danneggiamento dei nervi del sistema vegetativo che controllano dette funzioni.

  • Compromissione di nervi periferici che controllano sensazione e movimento di arti. Si ha: debolezza, riduzione di sensibilità, formicolii, intorpidimento delle estremità.

  • Retinopatie, glaucoma, cecità. Causate dal danneggiamento delle pareti dei piccoli vasi sanguigni dell’occhio.

  • Sindrome del tunnel carpale. Compressione del nervo mediano che collega l’avambraccio alla mano nella zona del tunnel carpale (tra polso e carpo) per effetto dell’inspessimento del tessuto connettivo indotto dalla cattiva metabolizzazione dello zucchero.

  • Piede diabetico. E’ caratterizzato da ulcerazioni ed è una conseguenza dei problemi della cicolazione periferica. Condizione che è ulteriormente aggravata dalla compromissione delle terminazioni nervose che riduce la sensibilità portando a ferite accidentali che faticano a rimarginarsi. La percentuale di soggetti affetti da diabete che riscontrano problemi di tale tipo ai piedi è molto alta, le ricerche statistiche parlano di percentuali che superano il 20%. In occidente il 70% delle operazioni chirurgiche di amputazione delle dita del piede o dell'arto intero sono dovute ad ulcere determinate dal diabete.

Sintomi e conseguenze del diabete gestazionale.

L’aumento degli ormoni durante quella fase particolarissima che è la gravidanza può alterare il metabolismo degli zuccheri rendendo necessaria una maggiore quantità di insulina. Si può così manifestare quello che viene detto diabete gestazionale. In genere scompare dopo il parto ma la sua presenza aumenta la probabilità di contrarre in età avanzata diabete mellito di tipo 2.

I sintomi sono:

  • Iperglicemia: aumento dei valori fisiologici della concentrazione ematica del glucosio

  • Poliuria: produzione giornaliera di urina superiore ai valori fisiologici;

  • Polidipsia: sete eccessiva;

  • Calo ponderale nonostante un buon appetito.

  • Frequenti infezioni. In special modo all’apparato urogenitale.

  • Problemi visivi.

Qualora non venga trattato il diabete gestazionale può aumentare il rischio di complicanze sia per la donna che per il feto, nonchè il rischio di morte di quest’ultimo.

Approfondisci i rischi per il bambino in presenza di diabete gestazionale.

Dopo il parto il diabete gravidico scompare, ma in alcune donne può insorgere un diabete di tipo 2.

Sintomi e complicanze del diabete scompensato.

Si parla di diabete scompensato quando i valori della glicemia sono per lunghi periodi fuori controllo. Il segno caratteristico di una tale situazione è costituito da valori dell’ emoglobina glicosilata una sostanza contenuta nei globuli rossi che si misura con un test ematico, Se i valori sono superiori all’8% è indice di valori glicemici alti nei precedenti due mesi.

Il perdurare di valori glicemici molto alti o molto bassi oltre alle complicanze tipiche di tutte le forme di diabete può condurre al coma diabetico, una condizione che può essere fatale.

Sintomi e conseguenze del diabete insipido.

Il diabete insipido non è causato da una compromissione della produzione di insulina o da una resistenza del corpo alla sua azione ma da una eccessiva perdita di liquidi che il corpo non è in grado di trattenere. Il diabete insipido è di 2 tipi centrale e renale ed entrambi presentano sintomi quali:

  • Poliuria: eccessiva produzione di urina

  • Polidipsia: sete eccessiva per compensare le perdite urinarie;

L’ammalato di diabete insipido può bere enormi quantità di liquidi per compensare le perdite urinarie, se però il compenso non avviene, può svilupparsi disidratazione ipotensione ed addirittura, se eccessiva, sofferenza cerebrale che si manifesta con: mancanza di coordinazione, modificazioni del comportamento.

Supervisore: Vincenzo angerano
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