Dipendenza affettiva: i sintomi e i consigli su come uscirne..

La dipendenza affettiva, è un disturbo relazionale con sintomi e caratteristiche ben specifiche, caratterizzata da relazioni borderline, cioè da relazioni mutevoli e instabili. Vediamo quali sono le cause, le manifestazioni e quali sono i rimedi per superare questa patologia molto diffusa nella moderna società occidentale.

Dipendenza affettiva: i sintomi e i consigli su come uscirne.

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Quando diventa patologica
  5. Cure e consigli

Caratteristiche psicologiche della dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva, è una delle dipendenze più particolari e curiose; le statistiche riportano una maggiore prevalenza nel sesso femminile rispetto a quello maschile.

Si tratta di una patologia relazionale che si instaura tra due persone che hanno un evidente rapporto molto intimo e simbiotico. Anche definita love addiction, ciò che viene desiderato e bramosamente ricercato, è una persona o, ancora meglio, tutto ciò che si riesce a ricavare a livello affettivo/emotivo, dalla relazione con essa. Il rapporto simbiotico con la persona da cui si dipende, infatti, ha un valore estremamente importante per chi dipende, perchè riesce a ricavare un apparente benessere e gratificazione e, proprio come accade nella dipendenza da sostanze, il soggetto sente di avere sempre maggior bisogno della sua “droga”, cioè di stare sempre più tempo e sempre più intimamente con la persona da cui dipende. Trattandosi di un disturbo relazionale, è necessario considerare entrambi i protagonisti di questa situazione: la persona dipendente, il principale protagonista e la persona da cui si dipende.

Le cause che portano ad essere dipendente.

Chi può soffrire di questo “mal d’amore” chiamato dipendenza affettiva? La dipendenza affettiva, è un disturbo che, sebbene si manifesti soprattutto in donne adulte, non ha età né sesso, infatti, ne possono esserne affetti anche bambini, adolescenti e uomini.

Se volessimo individuare le cause di questo disturbo potremmo parlare di:

  • Fattori biologici: legati al mal funzionamento del circuito neuronale della dopamina, il neurotrasmettitore implicato nei processi psicologici di gratificazione e motivazione. Sembrerebbe che nelle personalità dipendenti, il funzionamento di tale circuito, sia fortemente compromesso, come è visibile dagli esami strumentali di Neuroimaging (TAC o risonanza magnetica) effettuati a livello cerebrale.
  • Fattori psicologici di tipo familiare: come la tendenza all’invischiamento, cioè la tendenza dei membri di una famiglia a manifestare intromissioni nei pensieri, nei sentimenti, nelle azioni degli altri membri della famiglia. In questa tipologia di famiglia, i confini tra i membri sono labili e i ruoli e le funzioni; confusi e ciò sembrerebbe il terreno fertile per lo strutturarsi di una personalità con dipendenza affettiva (un esempio molto diffuso è quello di famiglie in cui i figli vengono trattati come i partner).
  • Fattori psicologici di tipo individuale: come bassa autostima, tratti depressivi, ossessivi e ansiosi (come per esempio episodi di attacchi di panico).

Approfondisci le caratteristiche di ansia e depressione.

Il secondo protagonista: da chi si può dipendere affettivamente?

Il disturbo da dipendenza affettiva può essere sviluppato nei confronti di diverse persone anche se, come accennato sopra, ciò che importa alla persona dipendente non è tanto la persona in sé ma quanto di buono egli (la persona dipendente) riesce a trarre dalla relazione con questa persona.

Per questo motivo, molto spesso si verifica una dipendenza nei confronti di:

  • Genitori, specie dalla figura materna.
  • Un amico.
  • Un partner.
  • Un figlio.

Ma possono verificarsi anche dipendenza da persone famose o autorità, come un insegnante, un dirigente o simile. Possono esistere, infatti, due situazioni:

  • La persona oggetto della dipendenza è inconsapevole che qualcuno dipenda da sé (ma si tratta di casi veramente molto rari).
  • La persona oggetto della dipendenza è consapevole di questa dipendenza e, in qualche modo, la alimenta o non fa niente per bloccarla.

In questo secondo caso, la persona da cui dipendere ha un ruolo e una responsabilità nel consolidarsi della patologia dipendente di un’altra persona. Si tratta infatti della “co-dipendenza” cioè del fatto che, oltre alla persona dipendente, anche la persona oggetto di dipendenza ricava qualche vantaggio da questa posizione (i ricavi possono essere vari, come per esempio la gratificazione di sentirsi amati, di essere apprezzati o ricevere attenzioni) di cui non è nemmeno consapevole. In questo modo si crea un circolo vizioso tra le due persone che alimentano vicendevolmente i comportamenti patologici dell’altro.

La dipendenza tra normalità e patologia.

È molto importante sottolineare che non tutte le dipendenze relazionali, possono essere considerate patologiche; infatti, un certo grado di dipendenza, può anche essere funzionale e sana in alcune situazioni.

Per i bambini molto piccoli, per esempio, è assolutamente fisiologico dipendere dai genitori, specie dalla mamma. Basti pensare all’allattamento che, derivante da un rapporto simbiotico tra mamma e bambino.

Fu lo stesso Bowlby, illustre psicologo e psicoanalista britannico, nel 1979, ad affermare che nessun bambino può provvedere a sé stesso da solo senza l’aiuto dei genitori; da questa considerazione, l’Autore formulò anche il concetto di Attaccamento, molto caro alla psicologia dinamica, con il quale si intende indicare la privilegiata relazione affettiva tra madre e bambino.

La relazione di attaccamento che un bambino instaura con la madre non può quindi essere considerata una patologica relazione di dipendenza affettiva. Stessa considerazione deve essere fatta per i soggetti disabili, gli psicotici e i soggetti anziani che, per questioni fisiche o psichiche, devono inevitabilmente dipendere da qualcun altro, spesso un familiare, per la cura di sé e per la propria sopravvivenza.

La diagnosi di dipendenza affettiva non può essere fatta nei casi appena citati dal momento che la dipendenza affettiva è un disturbo psichico ben definito.

Sintomi e comportamenti: come riconoscere un rapporto non sano.

La dipendenza affettiva è uno stile di personalità e, in quanto tale, si manifesta in ogni momento della vita del soggetto che ne è affetto. A livello cognitivo, la persona con una dipendenza affettiva, è fermamente convinta di essere impotente e inefficace e che gli altri siano invece estremamente potenti e competenti. Per questo motivo, il soggetto assume comportamenti di adulazione e forte ammirazione nei confronti degli altri e manifesta l’incapacità a riconoscere le proprie qualità e competenze. Alla luce di questa percezione, i soggetti con una dipendenza affettiva:

  • Evitano sempre di rimanere da soli, sia nelle situazioni in cui devono prendere delle decisioni importanti, sia nella vita di tutti i giorni dal momento che si sentono incapaci di affrontare la vita. Nelle rare occasioni in cui sono costretti a stare soli, mostrano ansia e paura.
  • Tendono a sottomettersi ed essere manipolati, con enorme facilità specie con la persona da cui dipendono, sembrano addirittura star male se questa sottomissione non avviene.
  • Provano gelosia nei confronti della persona da cui dipendono, specie se questa mostra di avere altre relazioni significative.
  • Si sentono spesso abbandonati e arrabbiati, anche se la persona da cui dipendono, non ricambia i più piccoli gesti di affetto come una telefonata o una risposta ad un messaggio. In questo senso, quindi, la relazione non è reciproca.

La persona con dipendenza affettiva, quindi:

  • Non ha le energie per riconoscere i propri bisogni, essendo troppo impegnata ad amare e ricercare amore dall’altra persona.
  • Teme fortemente qualsiasi tipo di cambiamento, consapevole che potrebbe provocare un allontanamento dalla persona amata.

È possibile sintetizzare così il quadro clinico della dipendenza affettiva:

A livello cognitivo:
  • Percezione di sé come impotenti e inefficaci.
  • Percezione degli altri come competenti e capaci.
  • Timore verso il cambiamento.
A livello comportamentale:
  • Ammirazione e adulazione gli altri.
  • Tendenza a non rimanere mai soli.
  • Trascura i propri bisogni.
A livello affettivo/emotivo:
  • Gelosia.
  • Senso di abbandono e rabbia.
  • Ansia e paura nella solitudine.
A livello interpersonale:
  • Mancanza di reciprocità.
  • Sottomissione.

Può anche succedere, seppur in casi molto più rari, che la persona dipendente, nutra forti sentimenti di affetto o di amore nei confronti di una persona che non ricambia minimamente tali sentimenti. E’ il caso, per esempio, di soggetti che si innamorano follemente di personaggi famosi o irraggiungibili i quali, sono assolutamente inconsapevoli dell’amore nei loro riguardi. In questi casi, molto gravi, la relazione non acquisisce mai alcuna reciprocità e la persona dipendente, riversa su un’altra persona la sua dipendenza.

Quando l’attaccamento diventa patologico.

Diversamente da come si può immaginare, la dipendenza affettiva, può assumere una gravità estremamente preoccupante detta “patologica” in quanto potrebbe diventare talmente morbosa da diventare anche violenta. Nei casi, per esempio, di dipendenza affettiva tra partner, un eventuale tradimento o la decisione unilaterale (ovviamente non è la persona dipendente a fare questa scelta) di interrompere la relazione potrebbe provocare reazioni molto intense come:

  • Chiusura relazionale e depressiva molto intensa, da parte della persona dipendente che può arrivare fino al suicidio o tentato tale, proprio perché chi ne è affetto, sente di non avere alcun motivo per vivere. Lo stesso significato, assumono i comportamenti anoressici, essendo anche questi un modo equivalente per “smettere di vivere”. Tali comportamenti, oltre ad esprimere il profondo senso di vuoto rimasto nella persona dipendente, possono avere anche lo scopo rivendicativo, spesso inconscio, di instillare sensi di colpa nella persona che ha preso la decisione.
  • Assunzione di comportamenti persecutori e violenti, nei confronti della persona amata che ha deciso di allontanarsi; si tratta dei casi di stalking e violenza la cui cronaca attuale è piena.

Come uscire dalla dipendenza: cure e consigli.

In quanto disturbo psichico, la dipendenza affettiva, può essere trattata con diversi metodi:

  • Psicofarmaci di tipo antidepressivo, che permettono di ripristinare il normale funzionamento neuro-trasmettitoriale.
  • Psicoterapia di tipo psicoanalitica (che fa riferimento ai processi psichici inconsci sottostanti la formazione della personalità dipendente), di tipo sistemico (cioè con il coinvolgimento dei familiari più significativi) o di tipo gruppale (molto noti sono per esempio i gruppi di auto aiuto che si basano sul conforto, la condivisione e il sostegno reciproco).

Secondo alcune correnti di pensiero, anche la medicina naturale, come quella omeopatica o l’utilizzo dei fiori di bach (come la verbena, la violetta d’acqua o l’agrimonia), può essere utile nel trattamento della dipendenza affettiva; in realtà però queste tecniche non sono state validate scientificamente e la loro efficacia è ancora dubbia. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista e cercare sempre soluzioni quanto più complete possibili come per esempio la terapia combinata, cioè di tipo psicoterapica e farmacologica.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Vitalba Genna (Psicologa) - Dott.sa Roberta de Martino
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