Disgrafia: sintomi, cause, rimedi ed esercizi.

La disgrafia è un disturbo specifico dell'apprendimento per cui non si riesce a scrivere in maniera corretta ed intellegibile. Normalmente i primi sintomi del disturbo si evidenziano nel bambino dopo i primi anni di scuola elementare perché inizialmente si confonde lo sforzo ed il disordine nella scrittura con la fatica dell'apprendimento. Analizziamo le cause ed i possibili rimedi ed esercizi volti al recupero della scrittura.

Disgrafia: sintomi, cause, rimedi ed esercizi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Rimedi
  6. Opinioni e commenti

Cos’è la disgrafia? Caratteristiche e tipologie.

La disgrafia è la difficoltà, che si manifesta in età di apprendimento, a scrivere a mano in maniera corretta e comprensibile. Essa, insieme a dislessia, disortografia, e discalculia fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento e viene denominata anche disturbo dell’espressione scritta perchè interessa la realizzazione grafica di lettere, numeri e figure.

Generalmente il disturbo emerge in maniera palese con la frequenza della terza elementare.

Nei due anni precedenti i maestri, di solito, non prestano eccessiva importanza al problema, imputando la scrittura disordinata e le lettere irregolari e pasticciate allo sforzo dell'apprendimento. L’apprendimento della scrittura, infatti, non avviene in modo automatico come quello del linguaggio, ma richiede impegno, sforzo e la completa acquisizione di numerosi fattori strettamente collegati tra loro quali: livello intellettivo, sviluppo motorio, lateralità (collegamento occhio-mano), organizzazione spazio-temporale, codificazione fonologica (capacità di abbinare i suoni ai segni grafici).

Normalmente in terza elementare tali funzioni sono ben acquisite e la scrittura diventa automatizzata, se però si verifica il malfunzionamento di uno dei fattori suddetti, insorge un’anomalia più o meno grave.

Ad una analisi superficiale la disgrafia potrebbe sembrare un disturbo secondario e del tutto trascurabile, ma in realtà non è affatto così.

Essa, infatti, può compromettere in maniera tangibile la capacità del bambino nell'esplicitare le proprie idee, con conseguente scarso rendimento scolastico del bimbo che non riesce a completare i compiti sia a scuola che a casa.

Tale difficoltà, spesso confusa con svogliatezza o pigrizia, è un disturbo molto frequente che colpisce fino al 10% dei bambini prevalentemente di sesso maschile e che va individuato tempestivamente perché col tempo peggiora e diventa un grosso problema in quanto crea nel uno stato di disagio e di esclusione che può anche causare l’abbandono della scuola.

Tipologie.

Esistono vari criteri di classificazione della disgrafia che diversificano il disturbo in base a come si presenta la scrittura:

Secondo il criterio di Ajuriaguerra, che risale agli anni sessanta, la disgrafia può essere:

  • disgrafia rigida: che si presenta con una grafia tesa, spigolosa, inclinata a destra, con lettere strette ed alte;

  • disgrafia rilassata: che si presenta con una grafia irregolare con lettere piccole ed arrotondate;

  • disgrafia impulsiva: che si presenta con una grafia frettolosa con lettere mal distribuite nelle righe e di varia dimensione;

  • disgrafia maldestra: che si presenta con pagine disordinate, lettere cancellate e di varia dimensione;

  • disgrafia lenta e precisa: che si presenta con una grafia ben impaginata e molto curata. I bambini con tale forma di disgrafia sono però eccessivamente lenti.

Oggi si suole distinguere la disgrafia in gruppi che tengono conto delle difficoltà del soggetto disgrafico :

  • i soggetti con disturbi di organizzazione dello spazio presentano una grafia con lettere sovrapposte o eccessivamente distanziate, scrittura che non rispetta righe e margini, ascendente o discendente;

  • i soggetti con difficoltà posturali scrivono in maniera rigida, impugnando male la penna e calcando molto sul foglio;

  • i soggetti con difficoltà di controllo motorio scrivono velocemente ma senza mantenere una traiettoria ed una direzione, con lettere di forme varie ed illeggibili.

Come si manifesta il disturbo: i sintomi.

La disgrafia si manifesta generalmente in assenza di veri deficit intellettivi e si presenta in vario modo. La difficoltà di riprodurre graficamente lettere, numeri ed anche semplici disegni si manifesta con atteggiamenti tipici:

  • il bambino disgrafico impugna ed usa la penna durante lo scritto in maniera impropria;

  • scrive a scatti, senza fluidità e coordinamento, in maniera eccessivamente lenta o veloce;

  • esercita una pressione esagerata sul foglio, tanto da forare la pagina e passare sul foglio circostante. L’ esagerata tensione muscolare provoca fastidiosi e dolorosi crampi.

In conseguenza di tali comportamenti scorretti la scrittura non rispetta le forme convenzionali di dimensione e proporzione delle lettere, distanza tra lettere e parole, spaziatura del rigo e risultarà pertanto disordinata o illeggibile:

  • le lettere possono essere di dimensioni diverse: molto grandi o troppo piccole, difformi, smozzicate, piene di svolazzi o con i corpi tondeggianti non completamente chiusi;

  • lo spazio tra le parole non è costante ma troppo largo o tanto stretto da accavallarle;

  • la scrittura non rispetta il normale allineamento nelle righe, procede in salita o discesa e le lettere fuoriescono dalle righe e talvolta anche dal foglio;

  • spesso il normale andamento, sinistra-destra, viene invertito e la scrittura procede da destra a sinistra;

  • anche la scrittura dei numeri e il disegno di piccole figure geometriche è irregolare possono essere riprodotti numeri aperti o figure senza chiudere le linee o arrotondando gli spigoli.

  • la copia o la scrittura sotto dettatura risulta particolarmente disorganizzata perché presuppone un duplice sforzo: la decodifica visiva o sonora della parola e quello della scrittura.

Oltre che nella scrittura il bambino disgrafico può avere difficoltà e ritardi per la sua età anche nella quotidianità. Le difficoltà sorgono per la ridotta capacità di coordinazione viso motoria e per le ridotte capacità di organizzazione spazio tempo.

In conseguenza di ciò al bambino disgrafico riescono difficili anche semplici operazioni come:

  • allacciarsi le scarpe,

  • vestirsi,

  • tagliarsi la carne,

  • mangiare con coordinazione,

  • orientarsi nello spazio,

  • orientarsi nel tempo,

  • leggere l'orologio.

Cause della disgrafia.

Attualmente non siamo ancora in grado di identificare con certezza la causa o le cause della disgrafia. Sono state fatte varie ipotesi ed esiste in materia un dibattito ancora aperto. L'ipotesi che riscuote maggior credito da parte degli esperti è che la disgrafia sia una disfunzione del meccanismo cerebrale che consente di passare dai concetti mentali, al suono e al simbolo (dal fonema al grafema).

Con buona probabilità esistono differenti cause per differenti aspetti del disturbo della “ Brutta scrittura”. Essa può dipendere:

  • da un deficit di coordinazione motoria:che rende difficoltosi movimenti tesi ad un determinato fine;

  • oppure ad una "lateralizzazione incompleta", cioè quel processo che coordina mano-occhio e che consente movimenti sincronizzati tra la visione e realizzazione grafica, come quelli della scrittura;

  • da difficoltà di orientamento spazio-temporale;

  • da un disturbo da deficit di attenzione caratterizzato da un livello di attenzione insufficiente;

  • da un precoce apprendimento della scrittura, quando il bambino non aveva maturato completamente tutti i processi specifici che sovrintendono a tale apprendimento,

  • può essere espressione di un disagio più profondo di natura affettiva.

Alcuni studiosi hanno individuato una causa genetica dovuta al cromosoma 6 ma tale teoria è ancora da dimostrare.

Come effettuare una corretta diagnosi.

Generalmente sono gli insegnanti a segnalare alle famiglie bambini con disturbi di apprendimento.

La diagnosi della disgrafia va fatta da un equipe di esperti: neuropsichiatra, logopedista, psicologo che successivamente devono coordinare la terapia di recupero in collaborazione con gli insegnati scolastici e la famiglia.

La diagnosi di disgrafia viene effettuata dal Servizio sanitario nazionale che, una volta accertato il tipo di disturbo, rilascerà una certificazione di DSA (disturbo specifico dell’apprendimento) che consente l’attivazione di misure didattiche personalizzate in ambito scolastico.

Il protocollo diagnostico prevede diversi livelli di approfondimento volti a differenziare la disgrafia da altri disturbi dell’apprendimento. Attraverso appositi test, infatti, viene valutata:

  • la capacità cognitiva generale del bambino con scale standardizzate che dimostrino un quoziente intellettivo nella norma,

  • la capacità di lettura, per differenziarle la disgrafia dalla dislessia che è un disturbo della lettura,

Puoi approfondire cause e conseguenze della dislessia

  • la capacità di scrittura per differenziare la disgrafia dalla disortografia che è un disturbo che riguarda la correttezza ortografica della scrittura basata sulla conversione del fonema in grafema,

Puoi approfondire come curare la disortografia..

  • la capacità logico-matematica per differenziare la disgrafia dalle discalculia che è un disturbo che riguarda le difficoltà nel conteggio e nei calcoli.

Le norme sulla disabilità dei disturbi dell’apprendimento sono regolate dalla legge 170/10 che è un’evoluzione della legge 104 sulle disabilità. Il bambino disgrafico non ha diritto ad un insegnante di sostegno ma ad un piano didattico personalizzato che prevede strumenti compensativi e dispensativi personalizzati quali:

  • l’utilizzo di computer con correttore ortografico, di un registratore registratore che consenta di registrare la lezione, della calcolatrice,

  • tempi più lunghi per lo svolgimento di prove scritte,

  • verifiche orali al posto di quelle scritte,

  • dispense da prove scritte in lingua straniera

Rimedi ed esercizi per il recupero del bambino disgrafico.

Come per la diagnosi del disturbo anche nella terapia vi è la necessità di una equipe (psicologo, logopedista, neuropsichiatra) che segua il ragazzo e che lavori in sinergia con la famiglia e con gli insegnanti scolastici. Il contributo di costoro risulta essenziale sia per i preziosi suggerimenti che possono fornire sia per la valutazione dei miglioramenti.

Normalmente il programma di intervento organizzato dall'equipe che segue il piccolo paziente va tarato sulle caratteristiche psicologiche di questo ultimo e conseguentemente varia da caso a caso. Ma al di la delle necessarie differenze il programma prevede sempre due differenti percorsi:

  • Uno teso al recupero degli automatismi di base di cui il ragazzo è carente come (percezione, organizzazione spazio tempo, coordinazione vista movimento e più specificamente mano occhio, equilibrio, rilassamento muscolare).

  • Uno teso al recupero e miglioramento della scrittura.

Il programma di rieducazione agli automatismi di base prevede quindi una serie di esercizi che riguardano tutto il corpo del bambino disgrafico e che porteranno all’acquisizione dei movimenti corretti per la scrittura.

Gli esercizi specifici per il recupero della scrittura possono essere facilitati dall'uso di speciali quaderni, di cui i più diffusi sono i quaderni Erickson, che hanno gli spazi di scrittura delimitati da righi colorati in blu o in giallo, in maniera da facilitare al ragazzo l'organizzazione spaziale del testo che il foglio bianco generalmente disorienta. Questi quaderni colorati sono normalmente organizzati in tre distinti livelli:

  • Il primo per la scrittura delle lettere in stampatello maiuscolo. Il quaderno ha delle righe colorate verticali per limitare lo spazio entro cui scrivere e linee colorate orizzontali piuttosto grandi per la scrittura delle lettere in stampatello nel rigo.

  • Il secondo per le lettere corsive. Si presenta con linee verticali e linee orizzontali più sottili.

  • Il terzo per il passaggio alla scrittura delle sillabe. Le righe orizzontali sono ancora più piccole in modo da ridurre la scrittura alle normai dimensioni.

La riuscita del programma sta nell'impostare i necessari esercizi come una sorta di gioco che non stanchi il ragazzo e gli consenta di superare ed accettare con piacere fatica le difficoltà del percorso formativo.

E’ fondamentale inoltre, per un buon esito della terapia, che il bambino sia consapevole dei suoi problemi e sia informato dell'impegnativo lavoro che bisogna svolgere (anche se presentato sotto forma di esercizio gioco). In tale maniera si sentirà gratificato dei piccoli progressi che si fanno e non si demoralizzerà per gli insuccessi.

Il lavoro di recupero di scrittura va accompagnato ed integrato con una adeguato esercizio di lettura ed ortografia.

Supervisione: Vincenzo Angerano
Torna alla home di Medicina

Indice Articolo:

La tua Opinione!

Giudica questo Articolo:

Approfondimenti: