Dislessia evolutiva.
La dislessia evolutiva (D.E.) è un disturbo dell'apprendimento in seguito al quale si ha difficoltà a leggere rapidamente e a voce alta in maniera corretta dovuto né ritardi, né deficit intellettivi o sensoriali, né tanto memo a carenze educative o scolastiche.
Spesso il disturbo si associa, anche se non con la medesima entità, a difficoltà a scrivere o a fare di conto. Per dirla in termini più semplici la dislessia evolutiva si ha quando viene a mancare o è presente in maniera incompleta e/o difficoltosa l'automatismo con cui si associa alla parola il concetto. Sembra che la dislessia evolutiva sia in qualche maniera correlata alla conformazione del cervello visto come insieme di cellule inserite in circuiti neurali.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia evolutiva tra le disabilità dell'apprendimento che necessitano di metodi e tempi di apprendimento e quindi di insegnamento che vanno oltre quelli considerati normali. Infatti se il disturbo non viene riconosciuto nell'ambito degli anni della scuola materna o nei primi anni delle elementari, ovviamente da parte di un neurologo/psicologo, si avranno nel tempo pesanti risvolti. Il bambino, in tal caso, riuscirà, con sforzi enormi, ad acquisire risultati meno che modesti. Le conseguenze psicologiche saranno ovviamente disastrose con perdita di autostima e depressione.
La dislessia evolutiva ha una incidenza che interessa all'incirca il 4% dei bambini in età scolare.
La terapia per la D.E. ha tante più possibilità di riuscita quanto più è precoce l'individuazione della sindrome. Normalmente la terapia non può essere condotta nel solo ambito scolastico ma richiede anche un aiuto familiare e di un gruppo medico. E fondamentale infatti una stretta sinergia tra il team di operatori sanitari che seguono il bambino, gli insegnanti ed i familiari. E l'intero entourage deve tendere a supportare il bambino e coadiuvarlo nella sua ricerca di strategie di compenso che possano aiutarlo a superare le difficoltà che non potrà mai annullare del tutto.
Ovviamente ogni percorso psicologico, formativo va calibrato sulle caratteristiche proprie dell'individuo ma generalmente si procede con una terapia del linguaggio ed una neuropsicologica. La scuola deve naturalmente tentare un adattamento alle esigenze del bambino dislessico (ad esempio evitando la lettura a voce alta o dando più tempo per i compiti in classe).
Fondamentali risultano anche semplici ausili per la didattica come registratori, computer per la scrittura etc.
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