Displasia anca.
Per poter comprendere senza difficoltà cosa è la displasia dell’anca anche nota come “lussazione congenita dell’anca” necessitiamo di qualche breve richiamo sulla conformazione della regione anatomica interessata. L’anca è costituita da 2 distinte parti esattamente simmetriche, ognuna delle si origina dall’unione di tre ossi:
- L’ischio.
- L’osso pubico.
- L’ileo.
Questi fondendosi danno origine ad una cavità pressoché semisferica(circa ¾ di sfera) che prende il nome di acetabolo.
Nell’acetabolo si innesta la testa del femore ricoperta da una cartilagine e che ha anche essa una forma pressoché semisferica (¾ di sfera). L’acetabolo e la testa del femore sono racchiusi in una capsula fibrosa ed insieme costituiscono l’articolazione dell’anca detta anche articolazione coxofemorale.L’articolazione è rafforzata e stabilizzata da una serie di legamenti.
Descrizione e caratteristiche della displasia dell’anca.
La displasia dell’anca o anche DCA (Displasia Congenita dell’Anca) è una anomalia che provoca uno sviluppo dell’articolazione negli anni che conduce ad una lenta ma costante fuoriuscita della testa del femore dalla sua naturale sede dell’acetabolo. Questo sviluppo anomalo come il nome stesso della malattia indica, ha inizio durante la gestazione e continua nei primi anni di vita fino ad evolversi in una situazione che diviene pesantemente invalidante compromettendo la corretta deambulazione.
Le cause della displasia dell'anca.
La causa della patologia è di carattere multifattoriale ed a determinarla concorrono:
- Predisposizione genetica. Tale predisposizione è codificata su più geni non tutti identificati con certezza. La displasia è ereditaria e la maggiore predisposizione delle donne a contrarre il male è spiegata dalla maggiore predisposizione del sesso femmine alla ricezione dell’ormone relaxina prodotto dalla madre in gravidanza. Tale predisposizione è spiegata dal fatto che detto ormone svolge la funzione di allargare il bacino delle donne. Cosa che risulta indispensabile per un agevole passaggio del feto durante il parto. La maggior presenza di relaxina nelle femmine oltre alle naturali funzioni favorisce anche una maggiore rilassamento dei legamenti articolari e quindi l’insorgere della malattia.
- Fattori ambientali. Sono quelli che tendono a ridurre lo spazio a disposizione del nascituro avvicinandone gli arti alla linea mediana. Sono esempi tipici: parti gemellari, feto in posizione podalica, scarsità/assenza di liquido amniotico, etc.
In merito agli eventi che portano allo sviluppo della malattia si fanno 2 ipotesi:
- La cartilagine della testa femorale per la sua scarsa consistenza si distrugge e lo spazio che si rende disponibile ne favorisce la sua fuoriuscita.
- La capsula articolare non ha la necessaria stabilità e quindi la testa del femore fuoriesce dall’acetabolo.
I sintomi della displasia dell'anca.
Il principale sintomo è la lussazione dell’anca.
Diagnosi della patologia.
La diagnosi si effettua con l’esame dei segni clinici e con l’anamnesi. Sono di ausilio analisi strumentali come radiografie e ecografie.
Terapia per la displasia dell'anca.
Se si effettua una diagnosi precoce l’uso di un tutore per qualche mese consente un corretto sviluppo dell’articolazione. Per tale ragione si consiglia l’ecografia dell’anca del neonato. Talvolta in presenza di strutture anatomiche ostacolanti si rende necessario un intervento chirurgico ricostruttivo.
Epidemiologia.
In Italia la malattia colpisce l’1% della popolazione con preferenza nelle regioni del Nord. In Sicilia e Sardegna la displasia dell’anca è praticamente assente. Le donne sono colpite più degli uomini con un rapporto di 6:1.
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